Articoli marcati con tag ‘tarantini’

Le porcate del regimetto in Rai

Maria Novella Oppo

non lo sa

Il direttore generale Mauro Masi, emulo di Maurizio Gasparri, si è prontamente uniformato al criterio seguito dai vari dirigenti berlusconiani prima di lui: favorire Mediaset, meglio se a scapito della . Solo così infatti si può apprezzare la linearità delle decisioni prese finora da Masi. Tolte alla le risorse che le derivavano dalla presenza in Sky, sono stati tolti agli spettatori (che pagano il canone e anche l’abbonamento Sky) vari canali. E ora, a discrezione, vengono oscurati di volta in volta film, telefilm o eventi scelti per il loro particolare appeal. Di più: si passa a colpire i programmi che vanno in onda (o dovrebbero andare in onda) sulle frequenze , colpendo in particolare quelli da tutti riconosciuti di grande qualità informativa, nonché premiati dal pubblico. Che cosa si può fare di più e di meglio per far piacere alla concorrenza? Niente. Ma vedrete che Masi, come Tarantini, dirà che non ne sa niente.

IL CAVALLO DELLA , ADATTATO (coi nostri soldi)  PER FAR SALIRE TUTTI I SERVI del mafionano SENZA DIGNITA’

cavallo omnibus

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Annozero, CLAP, CLAP, CLAP

ANCHE SE SOTTOTONO…

E Santoro porta

la D’Addario in tv

di CURZIO MALTESE

LA  LIBERTA’ D’INFORMAZIONE  AGGREDITA DALLA MAFIA

governo e donne

Ci voleva Annozero per far cadere la censura televisiva su e alcuni suoi intimi, da Vittorio Feltri a Patrizia D’Addario. Milioni di spettatori hanno potuto finalmente vedere il alle prese con una

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Book

Napolitano a Ciampino

accoglie le salme dei parà

assente

°°° Forse questa “Parà” non era nell’agenda di Tarantini né nei book di Umilio Fede…

SE NON C’E’ DA GUADAGNARE O DA SNIFFARE, A MENO DI UN ORDINE DELLA MALAVITA (vedi Casoria)  LUI NON SI MUOVE!

b-kriminal

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Tanto fumo, pochi arresti

L’indagine di Bari

Il pusher smentisce Tarantini:

in mezzo chilo di coca

Isolamento in carcere, domani l’udienza

Da uno dei nostri inviati Fiorenza Sarzanini (Corriere.it)

Alpini

BARI — C’era almeno mezzo chi­lo di cocaina nella cassaforte di Gianpaolo Tarantini durante la va­canza in . A smentire l’im­prenditore, che aveva parlato di «50, 70 grammi» è stato Nico, il «pusher», durante un interrogato­rio avvenuto qualche giorno fa. Su­bito dopo i pubblici ministeri han­no firmato il provvedimento di fer­mo contro l’imprenditore finito in manette venerdì mattina subito do­po essere atterrato a Bari con un ae­reo proveniente da . Gli con­testano le bugie raccontate, ma lo accusano anche di voler «inquina­re le prove avvicinando testimoni e rilasciando alla stampa dichiara­zioni allarmistiche». Tarantini rimane in isolamento in carcere e attende l’udienza da­vanti al giudice che è stata fissata per domani mattina. «È tranquillo, combattivo — assicura il suo avvo­cato Nicola Quaranta — certo di po­ter dimostrare di aver sempre avu­to una condotta leale e collaborati­va con i magistrati».
E poi torna a smentire che il suo cliente avesse intenzione di lasciare l’. «Non è vero che volessi andare in Tuni­sia o altrove», fa sapere Tarantini attraverso il legale. Una tesi che l’ac­cusa cercherà di smontare deposi­tando la relazione della Guardia di Finanza in cui si parla «della vacan­za che dal 25 al 31 maggio scorso l’imprenditore ha fatto con la mo­glie e le due figlie in un villaggio turistico di Djerba e della sua inten­zione di voler trasferire nel Paese nordafricano il centro logistico del­le sue attività». Il documento elenca anche le di­chiarazioni rilasciate alla stampa da Tarantini e in particolare cita quella in cui manifestò «timore per la mia vita e per quella dei miei fa­miliari ». Secondo gli investigatori in questo modo «l’indagato voleva attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla propria persona e poi inquinare le prove», cercando di convincere testimoni e coindaga­ti a modificare le affermazioni già rilasciate davanti agli inquirenti. Elemento forte dell’accusa è an­che il verbale di uno dei suoi due fornitori di fiducia, Nico. Il 27 lu­glio raccontò al magistrato di aver acquistato in diverse circostanze a Bari e portato in «50-70 grammi di cocaina ed un quantitati­vo inferiore di Md», droga sinteti­ca che ha lo stesso effetto dell’ec­stasy. I finanzieri non hanno mai creduto a questa tesi, anche perché le intercettazioni telefoniche evi­denziavano come gli abitanti della villa rifornissero abbondantemen­te tutti gli ospiti. E qualche giorno fa il «pusher» ha confermato: «Io gli diedi almeno mezzo chilo di co­caina ».

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E greggio?

Arrestato Tarantini, l’uomo delle escort

“Rischio di fuga e inquinamento”

°°° Non me lo sarei mai potuto immaginare… Mi stupisce che greggio, che abita a Montecarlo da anni (per ordini e compiti precisi) con l’elicottero del suo padrone che va e viene per portare il suo figlio negato agli allenamenti dei pulcini del  Milan a Milanello, sia ancora in giro a spacciarsi per attore e... . UDITE, UDITE, comico!

ezio greggio  cerca di salvare il suo padrone, in galera per la corruzione di Mills. Per lo meno…

azz

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L’utilizzatore finale

e Patrizia, tutte le intercettazioni

(da l’Espresso)

Patrizia sta per entrare a Palazzo Grazioli. Chiede a un accompagnatore come si deve comportare con

UOMO: … dietro sto. [...]
PATRIZIA: ma adesso ceniamo? poi a che ora diciamo…di solito…
UOMO: …non lo so io…perché…so che il è un po’ allegro..canta….dice qualche barzelletta
PATRIZIA: pure noi possiamo cantare?
UOMO: …e si fa un po’ più.. … però…non c’è problema
ASCOLTA L’AUDIO

si presenta alle ragazze. Tra battute e risate, inizia la festa

VOCE MASCHILE: Clarissa…
SB: Ciao, tutto bene?
RAGAZZA: Assolutamente
SB: Ciao
: Alessia
SB: Ah che carine … complimenti
: grazie
RAGAZZA: Tutte in nero!
SB: Ahhh!
VOCE MASCHILE: Tutte in nero!
RAGAZZE: Tutte in nero!
SB: Io tra l’altro pensa… che per il nostro teatro ho ordinato 22 costumi, sai quei costumi…li hanno fatti
VOCE MASCHILE: dimentichi qualcosa?
SB: Allora…tu di dove sei?
: Io sono di Milano [però vivo attualmente vivo a Bari] …
SB: Cosa fai?
: sto occupandomi di un’operazione immobiliare [...] va un po’ male perché da sola è un po’ dura
ASCOLTA L’AUDIO

E’ il 4 novembre, sono passate due settimane. sta per essere eletto alla Casa Bianca, e Patrizia sono nel “lettone di Putin”.

SB: questo [libro?...] l’ho disegnato io
: l’hai fatto molto bene
SB: l’altra volta ce l’avevi?

: Sì
SB: C’eri già l’altra volta?
: Sì
SB: ma tu pensa… e questa? prendi
: no questa no
SB: è la più bella
: è bellissima questa

SB: prenditi questa la regali a qualcuno
: no
SB: no, sarebbe uno spreco

: anche questa l’hai disegnata tu?
SB: questa è una mia idea ma non l’ho disegnata io. ma guarda che roba…com’è fatta. questo è un mio amico che me l’ha fatta. che mi fa tutte le cose…io mi faccio una doccia anch’io… e poi, poi mi aspetti nel lettone se finisci prima tu?

: quale lettone.. quello di putin?
SB: quello di Putin
: ah che carino..quello con le tende

canzone 1 ‘Gente magnifica gente’ – Sal da Vinci – dal musical ‘Scugnizzi’
canzone 2 ‘Zoccole zoccole’ – Sal da Vinci – dal musical ‘Scugnizzi’
ASCOLTA L’AUDIO

E’ il 5 novembre. Patrizia commenta con Giampaolo Tarantini la nottata in bianco con il

: Pronto buongiorno
GT: Buongiorno
: Come stai?
GT: Bene
: Non abbiamo chiuso occhio stanotte
GT: Eh immagino, come è andata?
: Bene, niente busta però
GT: Veramente?
: Giuro. Come mai? Tu mi avevi detto che c’era una busta. Mi ha fatto un regalino, non so, una tartarughina
GT: Uhm
: E poi mi ha fatto una promessa
GT: Cioè?
: Che..va beh te lo posso dire, tanto tu sei la guardia di tutto, mi ha detto che mi mandava gente sul cantiere, l’ha detto lui quindi ci devo credere?
GT: Si, e va beh se lo dice lui. Gli hai dato il tuo numero?
: Si, gli ho dato il mio numero, l’ha voluto stamattina anche il mio cognome e ha detto che mi avrebbe aiutata sul cantiere mi mandava gente
GT: E beh va beh oh
: E poi ha detto che vuole rivedermi con un’amica perché..in due
GT: Senti ma come? a che ora sei tornata?
: Adesso, adesso che ti sto chiamando
GT: Ma dove stai, in albergo già?
: Si adesso
GT: ci vediamo per un caffè
: Sì se vuoi noi siamo qui in albergo, non sappiamo nemmeno a che ora dobbiamo partire
GT: Amò ti ho mandato un messaggio ieri
: Ah, c’era scritto l’orario che dobbiam partire? Siccome Barbara ha detto, appena sono arrivata ha detto ‘Hai avito la busta, 5000 euro’ ho detto no, io non ho preso proprio niente
GT: Ti volevo dire una cosa, di me ha detto qualcosa no?
: Mah mi ha chiesto solo da quanto tempo ci conosciamo io e te, ho detto da tantissimo tempo, ho fatto bene?
GT: Brava si
: Ho detto che ci conosciamo da tanto tempo, Barbara è anche una mia amica ho detto, lui ha detto che ha una sua amica e vuole farmi leccare da una sua amica
GT: Ahahahah
: Ti giuro, così mi ha detto. Molto affettuoso, tutta la notte non abbiamo dormito
GT: E’ bravo comunque lui
:E poi lui stesso mi ha chiesto del cantiere, gli ho detto qua lo sto portando avanti da sola, però non è facile giù al sud, una ragazza da sola, anche perché è una cosa abbastanza grossa e lui mi ha detto ti manderò io qualcuno, mi auguro che sia vera
ASCOLTA L’AUDIO

Subito dopo, chiama Patrizia. Commentano la serata, poi lui parte per Mosca

: Pronto?
SB: Come stai questa mattina?
: Come stai?
SB: Questa mattina
: Bene
SB: Tutto bene?
: Si..tu?
SB: Io si, ho lavorato tanto, questa mattina sono andato a inaugurare questa mostra, ho fatto un bellissimo discorso, con applauso e non sembravo stanco
: Eh infatti come me, io non ho sonno non ho dormito, è andata via solo la mia voce
SB: Beh come mai? Non abbiamo gridato
: Eh eppure non ho urlato, chissà perché è andata via la voce, sai perché? Perché ho fatto la doccia, 10 volte con l’acqua ghiacciata perché avevo caldo
SB: Va bene senti, tutto bene?
: Si tutto bene
SB: Hanno consumato, io sto partendo adesso per Mosca
: Va bene
SB: Ti chiamo domani quando torno eh?!
: Ok, un bacione forte anche a te
SB: ciao
: ciao
SB: ciao tesoro
DONNA: ciao un bacio

bacco

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L’amichetto di Mafiolo

Riunioni con imprenditori interessati a G8 e post-terremoto
Incontri anche sugli appalti delle Asl pugliesi e per “spingere” gli ordini di protesi

Intercettata la lobby Tarantini

“Puntiamo alla Protezione civile”

di GABRIELLA DE MATTEIS e GIULIANO FOSCHINI

Intercettata la lobby Tarantini “Puntiamo alla Protezione civile”

Gianpaolo Tarantini

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BARI – Il business della Protezione civile finisce nell’indagine della procura di Bari su Gianpaolo Tarantini. In alcune delle conversazioni intercettate al telefono, oppure registrate dalle cimici in alcuni dei posti abitualmente frequentati da Tarantini, l’imprenditore vanta sponde politiche. E promette ad alcuni suoi imprenditori grandi affari nel settore appunto della Protezione civile. In particolare Tarantini fa in più occasioni espliciti riferimenti alla

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Ultime rivelazioni

La verità di Patrizia sulla notte a Palazzo Grazioli: “Le ragazze lo chiamavano
“Indossavamo abiti neri corti, tranne due in pantaloni. Erano escort lesbiche che lavoravano in coppia”
sapeva tutto di me ecco perché
non può dire di avermi dimenticata”
“Mi rimase la sensazione di un harem. Ma qua esisteva solo lo sceicco”

di CONCHITA SANNINO e CARLO BONINI

Patrizia D’Addario

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BARI – Patrizia D’Addario infila la mano nella borsa. Ne estrae il registratore più noto d’. Ha un sorriso teso: “Se registrate voi, registro anch’io…”. “Io lo faccio sempre. Grazie a questo registratore ho potuto vedere condannato l’uomo che abusava di me. Io non ricatto. Dico la verità. Ma nella vita, spesso, per farti credere servono delle prove”. Patrizia accetta di parlare con a una condizione. “Eviterò di affrontare i dettagli dell’inchiesta”.

Il del dice: “Quella donna? Ne ignoravo il nome e non ne avevo in mente il viso”.
“Se avessi voglia di scherzare, direi che non ricorda perché girano troppe ragazze che mi somigliano tra Palazzo Grazioli e, a leggere i giornali, Villa Certosa. Invece io la faccia di quell’uomo me la ricordo bene. L’ho avuta troppo vicina per dimenticarne i dettagli. Ma non ho voglia di scherzare. Mi stanno massacrando”.

Lei stessa ha detto di essere una escort.
“Avrei potuto continuare a fare quella vita senza svelarmi e prendermi le buste del con 10 mila euro. Io, invece, quando ho capito di essere stata ingannata, ho deciso di ribellarmi. Io sono l’unica che ha il coraggio di dire il mestiere che fa. Le altre tacciono, frequentano , incassano le buste, fanno carriera e chiedono rispetto”.

Partiamo dall’inizio. Lei ha detto che a presentarla a Gianpaolo Tarantini è stato un amico comune, tale “Max”. E’ Massimiliano Verdoscia?
“Non lo so. Io lo conoscevo come Max”.

Può chiarire quanti soldi ha avuto in totale per i due incontri a Palazzo Grazioli?
“Mille euro. Li ho avuti solo la prima volta per partecipare alla cena a Palazzo Grazioli. La seconda volta, quando sono rimasta tutta la notte, non ho avuto nulla. Se non la promessa che sarei stata aiutata a costruire finalmente quel residence per il quale ho le carte in regola e ho pagato già per ben quattro volte gli oneri di edificabilità”.

Andiamo alla prima volta a palazzo Grazioli. Metà ottobre 2008.
“Io, a differenza di , ricordo ogni dettaglio. Quando arrivai saranno state le 22. Presi l’ascensore. Attraversai un lungo corridoio che si apriva in un salone dove trovai già molte ragazze. Altre arrivarono dopo. In totale saremo state una ventina”.

Ne conosceva qualcuna?
“Alcune ricordavano dei volti televisivi. In realtà, mi colpì un altro particolare”.

Quale?
“Mentre la gran parte di noi, come ci era stato detto, indossava abiti neri corti – il mio era di Versace – e trucco leggero, due ragazze che stavano sempre vicine, avevano pantaloni lunghi. Ho saputo, ascoltando quello che dicevano in pubblico, che erano due escort lesbiche che lavoravano sempre in coppia”.

C’erano ragazze minorenni?

“Non mi misi a chiedere le età”.

C’erano ragazze straniere?
“Mi sembrarono tutte italiane. E tutte mostravano, a differenza mia, una grande familiarità con la casa e il . Lo chiamavano tutte ”.

Lei non lo chiamava ?
“Io lo chiamavo . Mi disse di getto: “Come sei carina”. Aveva una camicia nera. Quando si sedette notai i tacchi delle scarpe. Volle che mi sedessi accanto a lui nel salone con divani, dove proiettarono un lunghissimo video. Si vedevano i suoi incontri con i internazionali, i comizi, una folla che cantava “Meno male che c’è”. Tutte le ragazze, a quel punto, fecero la “ola”".

E lei?
“Ero distratta da un barboncino bianco che leccava i miei piedi e quelli del . Lui lo chiamava Frufrù e mi disse che glielo aveva regalato la moglie di Bush”.

Quanto durò il video celebrativo?
“Fu lunghissimo. Il si alzava per chiedere champagne e focaccine. Poi, finalmente andammo in sala da pranzo. Un tavolo lunghissimo su cui volteggiavano tantissime farfalle. Di tulle, carta velina e altro materiale. Di vari colori. Farfalle ovunque, attaccate ai centro tavola e ai candelabri. Ho fatto indigestione di farfalle. La cena andò avanti fino all’alba. Ma non una cena da gourmet. Bresaola con sottaceti. Tagliatelle ai funghi. Cotolette con le patate. Torta di yogurt, che poi fu la cosa che mi piacque di più. Ne presi tre porzioni. Era morbida, come quelle della nonna”.

Una cena così non può finire all’alba.
“Ci si interrompeva continuamente. Per canti, balli, barzellette. usò anche una storiella per parlare di me. Mi fissava e diceva. “Conosco una ragazza che non crede più agli uomini. La farò ricredere. La andrò a prendere con il mio jet privato”. Poi, con il ballai. Un lento suonato dal pianista della casa. Era “My way”. Ballammo molto vicini. Non si ricorda il mio volto?”.

Quando lei andò via, qualcuna delle ragazze rimase?

“Non posso rispondere. Posso solo dire che era quasi mattina”.

Il dice: “Mi è stato insegnato a non andare a dormire se c’è anche un solo documento di cui occuparsi sulla scrivania”. Lei ricorda se il si è assentato per esaminare qualche dossier? Per rispondere a qualche telefonata?
“Il ci parlava di molte cose del suo lavoro. Ma si è alzato soltanto per prendere i regalini. Ci teneva a distribuirli lui. Noi aprivamo e c’era l’obbligo di indossarli. Le solite farfalline, tartarughine, bracciali, collanine, anelli”.

Che sensazione le rimase di quella sera?
“Un harem. Anzi. Gli harem sono una cosa seria che io conosco bene. Perché sono stata tre volte a Dubai. Gli sceicchi, a modo loro, rispettano le loro mogli. Se ne circondano, le precedono, ma le mostrano con orgoglio. Quello che vidi, invece, non mi piaceva. Esisteva solo lo sceicco: lui”.

Ha mai sentito parlare di Noemi Letizia?
“Dopo la nota vicenda, sì. Ma non posso entrare nei dettagli. In generale, ripensando a quella storia, posso solo dire che non ho parole”.

Lei tornò a palazzo Grazioli la sera del 4 novembre. Tarantini disse “lui vuole te”.
“Evidentemente si ricordava di me”.

E’ la sera in cui resta l’intera notte. La notte dell’elezione di , durante la quale, inutilmente si cerca di tirare fuori dalla stanza il . Almeno fino alla colazione.
“Su quella notte non posso dire”.

Ma è vero che lui la invitò a rimanere per la colazione?
“Sì. Non in sala da pranzo. Fu una cosa più intima”.

La accusano di aver ordito un complotto a pagamento. La definiscono una “ricattatrice”.
“E’ ridicolo. In questa storia non ho mai preso un soldo da nessuno. Ho deciso di parlare il 31 maggio. Quando capii di essere stata ingannata. Che nessuno mi avrebbe aiutato nel mio progetto di vita: la costruzione del residence. Il era a Bari. Mi riconobbe e mi salutò. Poi, mi fece bloccare dalla scorta, nonostante fossi una delle sue candidate. Per altro, riconobbi chi mi fermò. Uno degli uomini della scorta che avevo visto a palazzo Grazioli fare altre cose”.

Cosa?
“Guardarmi la sera del 4 novembre mentre il , seduto su divano, mi accarezzava esplicitamente”.

Quindi decise quel giorno?

“Fu l’ultima goccia. Parlai subito con un fotoreporter di Oggi. Ma c’era già stato dell’altro”.

Il furto nel suo appartamento?
“Stranissimo furto. Avvenne in maggio. Pochi giorni dopo che avevo confidato a un amico che ero in possesso delle registrazioni dei miei incontri con il ”.

L’amico era Gianpaolo Tarantini?
“No. E non ne posso fare il nome”.

Cosa rubarono?
“Computer, cd musicali, tutta la biancheria intima, i miei vestiti di Versace, compreso quello che avevo indossato a . Mi spaventai e cominciai a capire”.

Per questo motivo cercò un avvocato?

“Cercai un avvocato per l’intervista che volevo fare con Oggi. Poi non se ne fece nulla e il mio avvocato rimase accanto a me quando, con mia grande sorpresa, l’8 giugno venni convocata come testimone dal pm”.

L’inchiesta ha accertato festini organizzati in cinque residenze con esponenti politici locali.
“Non ho mai partecipato”.

Ha frequentato il vicepresidente della Regione, il Sandro Frisullo?

“Non so chi sia”.

PATRIZIA SPUTA IL ROSPO

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°°° Pgare uno sciame di ragazze escort soprattutto per mostrare vanagloriosamente dei lunghissimi filmati e parlarsi addosso per ore… secondo voi è da persone sane di mente? Ma ancora più squallido e allarmante è sapere che chi si comporta così è la persona che regge nelle sue mani le sorti dell’.

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Se permettete…

E ora la procura indaga
anche sulle feste a Cortina
«Undici anni fa mio padre si è ucciso perché non riusciva a portare a termine il progetto del residence»

Patrizia D’Addario (Rocco De Benedictis)
PATRIZIA D'ADDARIO

BARI — La replica di Patrizia D’Addario all’accusa del di essere stata «mandata e retribuita» è secca: «Smentisco che ciò sia accaduto. Qualora l’onorevole sia in possesso della minima prova a sostegno della sua affermazione, lo invito a volerla trasmettere all’autorità giudiziaria. Se così non fosse vorrei pregarlo di astenersi da simili affermazioni». Reagisce duro la donna. Dopo essere rimasta «blindata» per una settimana, consapevole che ogni sua mossa sarebbe stata controllata e analizzata parla per rispondere «a frasi infamanti». E la rabbia monta «perché le altre si spacciano per ragazze-immagine e prendono soldi, mentre io che ho soltanto raccontato la verità vengo massacrata». C’è soprattutto un punto che Patrizia ribadisce: «Non sono stata io a presentare una denuncia. Il magistrato mi ha convocata perché voleva sapere che rapporti avessi con Gianpaolo e se lui mi avesse portata a palazzo Grazioli. È stato in quel momento che ho deciso di ammettere quanto appariva già evidente».

Il pubblico ministero aveva infatti ascoltato centinaia di conversazioni telefoniche dell’imprenditore barese che ingaggiava squillo da portare a feste e vacanze a e a Villa Certosa in . E lei, che in quei colloqui compare spesso, è stata chiamata come testimone. Non nega Patrizia di aver maturato in questi mesi risentimento nei confronti del «ma solo perché sono stata ingannata. La seconda volta che l’ho visto, quando ho trascorso la notte con lui, non ho preso soldi: mi sono fidata della sua promessa di aiutarmi a costruire il residence sul terreno della mia famiglia. È il cruccio della mia vita perché mio padre si è ucciso quando ha capito che non sarebbe riuscito a portare a termine quel progetto. Ci aveva investito tutti i suoi soldi, pur di realizzarlo aveva accumulato debiti. Undici anni fa, quando era ormai sull’orlo del fallimento, si è suicidato».

L’inchiesta della Procura di Bari va avanti e trova nuove conferme. Alcune ragazze hanno ammesso quanto emergeva già dalle intercettazioni: fine settimana trascorsi a Cortina in compagnia di facoltosi clienti nelle suite di alberghi di lusso oppure nella villa di un noto industriale. E soprattutto hanno confermato il ruolo di un «mediatore» che avrebbe aiutato Tarantini a organizzare le trasferte. Si chiama Max ed è l’uomo che gli ha presentato Patrizia. Nelle audiocassette che la donna ha consegnato due giorni fa, la voce di Max è stata registrata più volte. A metà ottobre 2008 fu lui a dirle che c’era una festa a e poi la portò da Gianpaolo. L’accordo fu chiuso in meno di un’ora: «2.000 euro per una cena da », anche se poi Patrizia ne prese «soltanto 1.000 perché non ero rimasta». Max era ospite nella villa di Tarantini durante la vacanza in nell’estate dello scorso anno e a metà agosto partecipò con lui alla cena per una sessantina di invitati a Villa Certosa. Portarono un gruppo di e lì trovarono Sabina Began, la donna ritenuta molto vicina al del che gli avrebbe presentato l’imprenditore barese. Un vorticoso giro di eventi mondani nel quale Patrizia è stata coinvolta e che adesso ha contribuito a svelare. «Sapevo che mi avrebbero accusata delle peggiori nefandezze — chiarisce — ma io sono inattaccabile perché ho sempre detto la verità e infatti non può negare le circostanze che ho rivelato. Io non sono in cerca di successo. Avevo soltanto chiesto un aiuto per finire la costruzione di quel residence. I ritardi mi hanno costretto a pagare un mutuo altissimo».

La donna — che il Pdl ha candidato alle elezioni comunali con la lista «La Puglia prima di tutto» — spiega che «tutti erano a conoscenza di quello che facevo per mantenere la mia famiglia, visto che da quando mio padre non c’è più sono io ad occuparmi di mia madre, oltre che di mia figlia. E se ho deciso di raccontare la verità l’ho fatto anche per loro. Ero stata chiamata dal magistrato e volevo che non ci fossero ombre. In questi mesi Tarantini mi ha chiesto più volte di tornare a , gli ho detto di no perché il patto non era stato mantenuto. Lui sapeva che avevo le prove degli incontri e quando casa mia è stata svaligiata ho cominciato ad avere paura. Ho capito che non dovevo nascondere nulla di quanto era accaduto».

Fiorenza Sarzanini
24 giugno 2009

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°°° Se permettete, , tra una ragazza coraggiosa che ammette di fare un mestiere non proprio invidiato: pur sapendo di attirarsi contro le ire del farabutto più potente d’, e uno dei più grandi cazzari della Storia del … beh, mi sembra evidente che credo fino all’ultima virgola di ciò che dice Patrizia. Conosco sulla mia pelle i metodi di . Patrizia D’Addario svetta in questo confronto mille anni luce avanti. Il (de ’stogazzo) è sempre più patetico: pensate che a un attacco del Guardian (uno dei più prestigiosi quotidiani del ) replica con un’intervistina fasulla a “Chi”… Questo è il livello, gente!

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L’Italia che muore

IL RETROSCENA. Tarantini, la Costa Smeralda come esca per la
Al centro dell’inchiesta c’è un giovane leccese accusato di spaccio
La villa da 100mila euro al mese
con Elvira, Angela e Sabina

di CARLO BONINI

Sabina Began

sbina

BARI – In un’indagine per sfruttamento della prostituzione che somiglia sempre di più a una matrioska, ballano ora una storia di cocaina e tre nuovi nomi di donne. Sabina Began, Angela Sozio, la deputata Elvira Savino. Due di loro, la Sozio (ex ragazza Grande Fratello, catturata dall’obiettivo di Antonello Zappadu in grembo al del già nel 2007 nel Parco di Villa Certosa) e la Savino, non è chiaro in che contesto e in quale veste. Se cioè perché oggetto delle conversazioni intercettate di Gianpaolo Tarantini o perché indicate da testimoni che frequentavano le feste del . La Began, al contrario, perché anello cruciale della catena che annoda l’imprenditore barese al del .

Showgirl di origini slave che ha tatuate sul corpo le iniziali S. B., “l’uomo che mi ha cambiato la vita”, la Began è accompagnata ormai da una letteratura che l’ha battezzata “l’ape regina” del . Nella sera della vittoria elettorale del centro- – si è letto nelle scorse settimane – è a palazzo Grazioli, sulle gambe di che canta “Malafemmena”. Ma, a stare alle acquisizioni dell’inchiesta barese, ricorre ora con costanza nelle conversazioni intercettate di Gianpaolo Tarantini. Frequenta le ville sarde dell’uno (la notte di Ferragosto 2008, è tra i 400 ospiti della festa che dà Tarantini) e dell’altro (fonti qualificate riferiscono che sia stata lei a introdurre a Villa Certosa la showgirl Belen Rodriguez). Lavora da vaso comunicante tra le ragazze del giro dell’imprenditore e quelle ammesse al cospetto del del . E’ il relé che, in , trasforma Gianpaolo in “Giampi” e la sua villa in un indirizzo – un set sarebbe più corretto dire – che conta.
Anche per questo, nel lavoro istruttorio della Procura di Bari, pesa quanto la e Palazzo Grazioli quanto la villa di Capriccioli, a Porto Cervo, il luccicante retiro che Tarantino sceglie come piedistallo per guadagnare la benevolenza del . Un gioiello incastrato nelle rocce e avvolto dalla macchia che si aprono su Cala Volpe. Non troppo lontano da Villa Certosa. Un angolo di straordinaria bellezza dove – ne sono convinti gli inquirenti – l’imprenditore costruisce un suo nuovo pantheon. L’affitto della villa – riferisce una fonte che ha frequentato la casa – ha un prezzo spettacolare, 100 mila euro al mese, perché spettacolare deve essere il trampolino di lancio di quel “ragazzo” di 35 anni barese che nessuno conosce e che, improvvisamente, a Porto Cervo diventa per tutti “Giampi”. In un’estate – quella del 2008 – che deve appunto segnare il suo passaggio definitivo dall’orbita redditizia, ma defilata, dagli appalti e forniture ospedaliere, a quello della consulenza nel business che conta e che ha bisogno della per camminare. E che diventa – ecco l’altra novità dell’inchiesta – cornice di una storia di cocaina.

Nella villa di Capriccioli, infatti, lavora, con personale filippino, un quarantenne che di nome fa Alessandro Mannavini. E’ un leccese di buona famiglia che, a giugno del 2008, Tarantini – come conferma uno dei suoi avvocati, Nicola Quaranta – assume con le mansioni di autista personale. Mannavini, in vita sua, l’autista non lo ha mai fatto. Ufficialmente, ha lavorato per compagnie di charter nautico, anche se non risulta avere la patente che abilita alla navigazione oltre le 6 miglia. Sta di fatto che il tipo balla in villa una sola estate. Assunto a giugno, viene licenziato a settembre 2008, perché, ufficialmente, si lamenta con il suo principale “delle modeste mansioni cui è stato assegnato”. Guidare, ma persino dare una mano ai filippini in cucina. E’ un fatto che, un mese fa, Mannavini entra negli uffici del sostituto procuratore della , Giuseppe Scelsi, per essere interrogato come indagato per detenzione e consumo di sostanze stupefacenti. Cocaina. Il suo nome salta fuori nelle intercettazioni sulle utenze dei Tarantini e lui, con il pubblico ministero, ammette. Ma Scelsi ha un’altra curiosità. Chiede all’ex “autista” se ricorda i nomi di ragazze che frequentavano la villa. La risposta è generica: “Ne giravano talmente tante di belle ragazze che non ricordo”.

Marco Vignola, avvocato di Mannavini, conferma la circostanza dell’interrogatorio e dice: “Il mio cliente si è detto del tutto estraneo alla vicenda delle ragazze e risponde di un reato diverso per il quale vedremo di qui in avanti quali iniziative istruttorie prendere”. Non è chiaro se Mannavini indichi o meno il suo pusher. Non è chiaro se Mannavini sia il solo ad essere accostato alla cocaina nella villa. E’ un fatto che chi lo ha conosciuto quell’estate sostiene che si muovesse più da uomo di pubbliche relazioni e organizzatore di feste che da autista (”Una sciocchezza”, dice l’avvocato Vignola).

LE SQUILLO SVOLAZZANO DA UNA VILLA A UN PALAZZO, MENTRE L’ PIANO PIANO MUORE…

angelo

italia-muore

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