Altra cazzata di Mafiolo smascherata dai testimoni. Il nastro abusivo di Fassino-Consorte.

Favata: “Così portai a Berlusconi il nastro  su Fassino. E lui lo ascoltò”

L’imprenditore protagonista del “Watergate italiano” smentisce la linea difensiva dell’ex presidente del consiglio, ora imputato per rivelazione di segreto d’ufficio. “Non dormiva affatto, anzi esclamò: ‘Caz..'”. Nell’intercettazione, non ancora depositata agli atti dell’inchiesta Unipol-Consorte, l’allora segretario dei Ds si compiaceva: “Abbiamo una banca?”. E “Il Giornale” di famiglia la

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Unipol, no archiviazione per il mafionano del fango.

Unipol, no archiviazione per Silvio
Dovrà spiegare la sua posizione

berlusconi rabbuiato 304

Il gup di Milano Stefania Donadeo ha respinto la richiesta di archiviazione nei confronti di Silvio Berlusconi presentata dalla procura nell’ambito del procedimento sulla pubblicazione sul quotidiano “Il giornale” della telefonata tra Giovanni Consorte e Piero Fassino. Il gup ha fissato un’udienza il 16 luglio prossimo per discutere la posizione del premier in relazione all’accusa di rivelazione in segreto d’ufficio. Il giudice aveva 3 strade di fronte alla richiesta di archiviazione: archiviare la posizione di Silvio Berlusconi, disporne l’imputazione coatta chiedendo alla procura di fare nuove indagini oppure, e questa è stata l’opzione prescelta, fissare un’udienza per chiarire la posizione del premier.

30 giugno 2011


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La “famigghia” Berlusconi: altri nodi al pettine

Unipol, un indagato rivela come la registrazione segreta finì poi sul “Giornale”
L’allora leader Ds diceva a Consorte: “Allora, abbiamo una banca?”
Così il nastro di Fassino fu dato a Berlusconi

E il Cavaliere disse: “La famiglia ve ne sarà grata per l’eternità”

di EMILIO RANDACIO

ANCORA UNA VOLTA  BECCATO  COL SORCIO IN BOCCA

b-osso

MILANO – “Signor presidente, ora le faccio sentire un’intercettazione…”. Silvio Berlusconi, la mattina del 24 dicembre del 2005, è seduto sulla poltrona del salotto principale di Arcore. Un albero di Natale bianco addobbato per le feste illumina la stanza. Il premier appare particolarmente provato, o almeno così lo descrive, mettendo a verbale la ricostruzione dei fatti, una delle persone che ha organizzato l’incontro. Sono le sette e mezzo del mattino. Il premier, con gli occhi semichiusi, avverte i suoi interlocutori: “Abbiamo mezz’ora, poi ho un appuntamento con don Verzè (il fondatore dell’ospedale San Raffaele, ndr)”. A Roberto Raffaelli, l’ex amministratore dell’azienda di intercettazioni telefoniche “Rcs-Research control system”, basta poco per spiegare il motivo della sua visita. Con l’aiuto di un computer, Raffaelli fa

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Da Travaglio

Toghe & rifiuti

Siccome in Italia vige la meritocrazia e si premiano i migliori, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta dall’on. prof. avv. imp. Gaetano Pecorella ha scelto come consulenti due magistrati fra i più meritevoli: Francesco Castellano e Cesare Martellino. Affinché le due toghe possano dispiegare il loro balsamico contributo all’insigne consesso 24 ore su 24, senza distrazioni, il Csm sta provvedendo a collocarli «fuori ruolo». La scelta appare più che azzeccata. Martellino, ex procuratore di Terni ed ex presidente della Caf (corte d’appello della giustizia sportiva), poi rappresentante italiano a Eurojust al posto di Caselli, è indagato a Napoli per Calciopoli (abuso d’ufficio per il presunto aggiustamento di una pratica che stava a cuore alla Reggina su pressione di Franco Carraro). I laici del centrosinistra chiesero al Csm di occuparsi di lui per i presunti consigli forniti a don Pierino Gelmini, indagato per pedofilia a Terni. Castellano, ex giudice a Milano poi trasferito a Torino, oltre ad aver assolto Berlusconi nel processo Sme dopo averlo difeso in varie interviste, è stato sanzionato con la censura dal Csm e dalla Cassazione per essersi «intromesso nella vicenda Unipol», «fornendo la propria competenza e spendendo la propria persona per sostenere le ragioni dell’amico Giovanni Consorte con i colleghi milanesi» e «accreditandosi presso Consorte come canale di penetrazione per acquisire informazioni e condizionare le indagini», con «grave lesione del prestigio dell’ordine giudiziario». Gli uomini giusti per la commissione rifiuti.

°°° Vi ricordate Previti? “NON FAREMO PRIGIONIERI!” minacciò nel 1994… Ecco. Lui è nascosto nel suo castello di piazza Farnese o nel suo megastudio di via Cicerone, ma state tranquilli che sono sempre lui e dell’utri a tirare le fila del mafionano. Lui ha continuato nel suo mestiere di corrompere e comprare i magistrati con poca dignità e privi di morale. La cosca così ha mano libera, lodi a parte, per fare i comodacci loro, ovunque e comunque. Hanno occupato perfino i cadreghini dei bidelli. Spoyl system all’ennesima potenza. Ecco perché l’Italia è regredita in tutti i settori a livelli di quarto mondo. Sappiatelo.

b-giustizia

gelli1

mafia-spa1

nbondizia

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