Pressione fiscale al top, nel 2012 salirà al 43,8% Bankitalia: “Siamo al massimo storico”

Pressione fiscale al top, nel 2012 salirà al 43,8%
Bankitalia: “Siamo al massimo storico”

Secondo i dati di via Nazionale, ma così alto il peso di imposte e tributi (nel 1997 aveva raggiunto il 43,6 % del Pil). Le stime non includono però gli effetti della delega fiscale e assistenziale. Le stime presentate alle commissioni bilancio di Camera e Senato

°°° Solo una decerebrata come la gelmini o altre mezze seghe in malafede possono ancora ragliare di “non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani”

BIN LADREN

B.laden

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Bankitalia: nuovo record debito a luglio quota 1.911 miliardi Fisco, entrate tributarie +1,7% in 2011

BUFFONI! AVETE AUMENTATO LE TASSE AI SOLITI NOTI E IL GETTITO AVREBBE DOVUTO AUMENTARE ALMENO DEL 5%… E’ EVIDENTE CHE CI SONO ANCORA PIU’ EVASORI, PER COLPA DELLA VOSTRA COSCA CHE DA’ IL CATTIVO ESEMPIO E CHE FA LEGGI PRO MAFIA.

cazzaro_tremonti

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

I”comunisti” avanti, la mafia fanalino

Resa nota la pagella di Via Nazionale su lavoro, finanze e aiuti alle imprese
Lo studio tiene conto anche del tasso di abbandono scolastico, al 25,5% al Sud

Regioni, il buongoverno al Nord Bankitalia: ultime Sardegna e Molise

BUCA  LETTERE della CASA DELLE LIBERTA’ (condizionali)

bossi casa

di GIOVANNI PARENTE
ROMA – Il buongoverno? Non cercatelo al Sud. Nelle regioni settentrionali, le pubbliche amministrazioni sono più capaci di incidere sulla realtà economica e sociale del proprio territorio. Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Piemonte sono davanti alle altre. Le “promosse” sono tutte al Centro-Nord e infatti registrano, con l’eccezione della Valle d’Aosta, risultati superiori alla media nazionale. L’altro lato della medaglia è la parte bassa della Penisola che finisce dietro la lavagna. Con Molise e Sardegna a chiudere la graduatoria. Un Mezzogiorno che, quindi, mostra “un apparato amministrativo di gran lunga meno efficiente”.

A rilevarlo è un recente studio di Bankitalia, che considera le politiche nazionali e regionali nell’ultimo decennio. Gli autori della ricerca utilizzano un super-indice elaborato dal Formez. È stato costruito tenendo conto degli interventi di semplificazione, di quelli per il lavoro ma anche della capacità di rafforzare la competitività. Ai raggi X, infine, l’utilizzo delle risorse finanziarie da parte delle amministrazioni locali. L’analisi, che tiene conto dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche sul territorio regionale, conferma un divario tra Nord e Sud.

Differenze riscontrabili anche se si scende nel dettaglio dell’istruzione, dei servizi pubblici locali e di quelli sociali. Lo studio della Banca d’Italia evidenzia che l’abbandono scolastico nel 2006 a fronte di una media nazionale del 20,6%, al Sud diventa il 25,5% rispetto al 16,8% del Centro-Nord (è misurato sui giovani da 18 a 24 anni con al massimo la licenza media).

Ma, in base ai dati proposti, non tutte le regioni meridionali sono uguali. Si va dal 14,7% dell’Abruzzo fino a superare il 28% per Sicilia e Sardegna. Da sottolineare che l’obiettivo nazionale è di scendere al 10% nel 2013. Il problema è, però, molto serio anche considerando le percentuali degli studenti con problemi di lettura e in matematica: nel Mezzogiorno lo scarto è molto ampio in entrambi i casi rispetto alla media italiana. Ed è un problema che va letto anche in prospettiva lavoro. Perché precedenti analisi – segnala lo studio – hanno rilevato che la distanza tra il Sud e il resto d’Italia nei livelli d’istruzione poi si trasforma in una quota maggiore di occupazione irregolare nel Meridione.

Non va meglio per i servizi all’infanzia e agli anziani. Secondo le cifre presentate, i Comuni con asili nido o micronidi al Sud sono poco più di uno su cinque (21,1%) mentre al Centro-Nord sono quasi uno su due (47,6%). Sicilia e Campania registrano valori più alti: rispettivamente il 33,1% e il 30,5%. Indietro Molise (2,2%) e Calabria (6,6%). Gli anziani con assistenza domiciliare sono l’1,6% nel Mezzogiorno, mentre le regioni centro-settentrionali sono già in linea con l’obiettivo nazionale al 2013 (3,5%). La realtà meridionale ha, però, più facce: il Molise arriva al 6,1%, la Sicilia allo 0,8%.

Come dimenticare l’emergenza rifiuti in Campania e a Palermo? Non a caso, secondo i valori presi in considerazione da Bankitalia riferiti al 2005, le regioni del Sud nel complesso hanno una quantità pro capite molto più alta di rifiuti travasati in discarica (senza alcun trattamento) rispetto al Centro-Nord. Lo stesso vale per la raccolta differenziata. Nel Mezzogiorno riguarda solo l’8,7% dei rifiuti, lontano dalla media nazionale del 24,3%.
(10 agosto 2009)

°°° Esclusa la Lombardia, dove  le inchieste  stanno facendo luce  su mafia e mazzette, le  uniche regioni virtuose  -COME  SEMPRE- sono quelle amministrate (BENE!) dai  comunisti. Che vorrà dire?

E’ PIU’ FACILE CHE  UN CAMMELLO  PASSI  TRA LA CRUNA DI UN  AGO, PIUTTOSTO  CHE  UN  POLITICO  DI  DESTRA SIA  ONESTO  E  CAPACE.

cruna ago

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Draghi

Il capo di Bankitalia traccia una fotografia precisa e devastante dell’italietta di burlesquoni. L’Europa condivide il suo rapporto. Mafiolo, arrivato in Abruzzo con due ore di ritardo e soltanto quando la sua sicurezza gli ha confermato che tutti i contestatori e le incazzatissime famiglie degli studenti morti erano stati allontanati, spara le solite minchiate… affermando persino che Draghi avrebbe “approvato il lavoro del governo”. Vabbeh, è berlusconi, mica Prodi o Pertini.

b-banana2

b-blabla3

basta

b-cazzaro2

b-manette2

APTOPIX ITALY BERLUSCONI

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

I disastri di Burlesquoni

Roma, 10:51
CONTI PUBBLICI: BANKITALIA, DEBITO RECORD 1.708 MLD

Nuovo record assoluto per il debito delle amministrazioni pubbliche: 1.708,060 miliardi di euro in febbraio. Lo rende noto la Banca d’Italia nel supplemento “Finanza Pubblica” del Bollettino Statistico.


°°° Mi sbaglio o Prodi in 18 mesi lo aveva ridotto di molto? Ecco, tornata la cosca… via alla devastazione.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter