Umilio Fede è quasi più cazzaro del suo padrone. Ma dove mette i soldi?

Ruby, Fede contro gli avvocati
«Basta soldi». «Mai pagati»

Di sicuro c’è che qualcuno mente. Da un lato c’è Emilio Fede, imputato nel processo Ruby. Dall’altro i suoi avvocati. Una storia legata allo scandalo che assieme ad altri causò il discredito internazionale di Silvio Berlusconi e che viene raccontata dall’ex anchorman del Tg4.

Fede in un’intervista al settimanale Oggi dice: «Finora ho speso circa un milione di euro, non posso più permettermi di pagare spese legali».

Il giornalista dunque sembra salutare criticamente la sua difesa. Ma gli avvocati Nadia Alecci e Gaetano Pecorella non ci stanno e rilanciano: «Il signor Fede non solo non ha ritenuto di pagare gli onorari, ma non si è neanche fatto carico delle ingenti spese vive relative al procedimento».

emilio fede

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Il compagno di Ruby: «Vidi il nome di Mubarak sul suo passaporto. C’ERANO ANCHE SNOOPY E OMINI VERDI.»

Parla Luca Risso: «Non era una prostituta, ma le sparava grosse. Berlusconi le dava soldi tramite Spinelli»

 

Luca Risso e Karima/Ruby in una foto d'archivio (Ansa)Luca Risso e Karima/Ruby in una foto d’archivio (Ansa)
MILANO – Luca Risso, compagno di Karima el Mahroug alias Ruby, nel corso del processo a carico di Fede, Mora e Minetti, ha raccontato di aver visto «la parola Mubarak» sul «passaporto» della ragazza marocchina. Al pm di Milano, Antonio Sangermano, che gli chiedeva se Ruby gli avesse mai detto di essere la «nipote di Mubarak», tra le tante «cose non vere che
°°°A CAZZAROOO!
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Il cazzaro delinquente “lavoro per risolvere la crisi”… MA SE L’HA CREATA LUI!!!

“Lavoro alle misure anticrisi, tutto il resto sono le solite chiacchiere che producono solamente confusione e demoralizzazione nella gente”

°°° Tu, BASTARDO, tu e la tua cosca avete devastato tutto in questi ultimi 18 anni! Ma di cosa ragli?! Risolvi la crisi mettendo il bavaglio all’informazione e al lavoro dei magistrati che non hai potuto corrompere?

IN GALERAAAAAAAAAA

jannuzzi-berlusconi1

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Silvio Burlesquoni? Un delinquente, pedofilo e CAZZARO! Solo i ciechi e i malavitosi non lo vedono.

Un anno fa Berlusconi lanciava i 5 punti
Ma le riforme sono rimaste sulla carta
Federalismo, fisco, giustizia, sicurezza, aiuti per il Sud. Il 29 settembre 2010 il Cavaliere otteneva la fiducia alla Camera elencando “le priorità per rendere il paese più competitivo”. Alle parole, però, non sono seguiti fatti. Così come è accaduto per gli aut aut della Lega al governo dopo Pontida

In principio fu il “contratto con gli italiani”. Era il 2001 e Berlusconi, dal salotto televisivo di Vespa, vendeva il sogno del cambiamento alla vigilia delle elezioni politiche che avrebbe poi vinto con largo vantaggio. Dieci anni dopo il premier deve fare i conti con altre promesse, rivolte al Parlamento esattamente un anno fa. “Cinque punti programmatici sui quali trovare ampie convergenze”, con i quali Berlusconi conquistò la fiducia del Parlamento (lo strappo con Fini si era già consumato). Ma la

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Burlesquoni “sempre assolto”… ma dove? MA QUANDO?! CAZZARO!!!

La menzogna del potere

di MASSIMO GIANNINI

La menzogna del potere

Il potere mente. Per abitudine alla manipolazione e per istinto di conservazione. Non c’è bisogno di aver letto la prima Hannah Arendt, o l’ultimo Don De Lillo, per sapere che “lo Stato deve mentire”, o che il governo tecnicamente totalitario “fabbrica la verità attraverso la menzogna sistematica”. Ma nessun potente mente con la frequenza e l’impudenza di Silvio Berlusconi. Non pago di aver danneggiato il Paese che governa, in un drammatico e surreale “colloquio” elemosinato a Obama a margine di un vertice tra gli Otto Grandi del pianeta, il presidente del Consiglio torna sul luogo del delitto. E, dopo aver inopinatamente e irresponsabilmente denunciato al presidente americano la “dittatura dei giudici di sinistra”, lo “perfeziona”, raccontando la stessa delirante bugia agli altri leader del G8.

Abbiamo già detto quale enorme discredito rappresentino, in termini di immagine internazionale, le parole scagliate contro l’Italia dall’uomo che dovrebbe rappresentarla al meglio nel mondo. Abbiamo già detto quali enormi “costi” imponga allo Stato, in termini di credibilità istituzionale, questo vilipendio della democrazia e dei suoi organismi. Ma è necessario, ancora una volta, squarciare la cortina fumogena con la quale il premier manomette i fatti, e denunciare l’ennesima menzogna sulla quale costruisce il

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Scajola: «non posso avere il sospetto di abitare in un appartamento non pagato da me»°°° BUFFONE E CAZZARO!

Scajola è tornato nella casa
con vista Colosseo

di Il congiurato

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Claudio Scajola è tornato a casa, con vista Colosseo. E’ rientrato dodici mesi dopo essersi dimesso da ministro dichiarando «non posso avere il sospetto di abitare in un appartamento non pagato da me». «Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l’interesse – aggiunse – i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per l’annullamento del contratto». In una successiva intervista al Corriere della Sera disse anche che in quella casa non ci sarebbe rientrato più, che aveva già dato mandato di venderla e che una volta riavuta la cifra da lui spesa (600mila euro) avrebbe devoluto il resto in beneficenza. Lasciò così senza avere avuto nemmeno un avviso di garanzia (di questo in diversi gli diedero atto), perché si accorse che quelle mura non erano state interamente acquistate con le proprie forze, non perché indagato.

Nel frattempo la magistratura di Perugia non ha trovato il

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