Articoli marcati con tag ‘craxi’

Ma quale flop?

CRAXI: CAPEZZONE, FLOP MANIFESTAZIONE DI PIETRO E GRILLO

°°° Capezzone parla di flop, nonostante l’enorme propaganda fatta alla riunione… minca, passo sei ore al giorno a leggere TUTTO e non ne sapevo NULLA! Figuriamoci gli altri! Ma parla anche di un “gigante politico” come Craxi… Sì, vabbeh, stiamo parlando di capezzolone…

capezzone_talebano

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Letizia Moratti intitola un parco a Craxi

Bene! Adesso aspettiamo anche un viale dedicato a Totò Riina, Una scuola dedicata a Provenzano, una cattedrale a Marcinkus, ecc. Il del fare. O dei fatti e strafatti?

applausi

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La strage della giustizia

pensa ai decreti:

«Non mi faranno fare la fine di Craxi»

Cena con Bossi, già oggi l’incontro con il della Camera

mafia-SpA

b-dream

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— La parola d’ordine è accelerare. A ogni costo. Perché, come dicono i fedelissi­mi di «se evitassimo la resa dei conti con i magistrati, faremmo lo stesso er­rore della con il conflitto di interes­si ». E perché i tempi sono stretti, i possibili «agguati» tanti — le procure sono «attive» e la più minacciosa è

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Fini, buffone!

Fini querelato da Woodcock rinuncia al Lodo Alfano

FINI  E  IL SUO  ALTER EGO 

GASPARRIBEAN

Il della Camera Gianfranco Fini rinuncia al

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Ha parlato il piduista marcio!

CICCHITTO, DA UN NUOVO TIPO EVERSIONE

“E’ chiaro che il gruppo editoriale -Espresso non gioca una partita giornalistica, ma politica con l’obiettivo di scardinare gli equilibri politici usciti dalle elezioni. Adesso si usa come fattore di destabilizzazione l’attacco ad ogni aspetto, meglio se falsi, della vita privata di , ricorrendo ad ogni mezzo con prevalenza a quelli illeciti. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad un nuovo tipo di eversione. Coloro i quali a livello politico cavalcano questa tigre non si rendono conto che da ora in avanti la vita privata di ogni personaggio pubblico sara’ esposta ad ogni possibile ricatto e ad ogni possibile manipolazione. Mancava solo questo per arrivare all’imbarbarimento totale della vita politica italiana”. Lo afferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

CICCHITTO CICCHETTA

Dopo essersi iscritto (fascicolo n. 945, tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980) alla loggia massonica P2, venne estromesso dal PSI. Riammesso verso la fine degli anni Ottanta da Bettino Craxi, seppure in ruoli marginali, ha poi adottato le posizioni del segretario del PSI, fino alla dissoluzione del partito a causa delle inchieste di Mani Pulite. A seguito del congresso di scioglimento del PSI, prima di aderire a Forza Italia, ha fondato nel 1994 a insieme ad Enrico Manca, il Partito socialista riformista (PSR).

Da Travaglio:

L’altra mattina a Omnibus, su La7, si parlava del revival di Craxi. Dibattito molto equilibrato: dalla parte di Craxi, quattro craxiani (Bobo Craxi, Fabrizio Cicchitto, Giorgio Benvenuto, Filippo Facci); dalla parte dei fatti, un giornalista di “Diario” (Gianni Barbacetto), per giunta collegato da con lo studio di . Mezz’oretta di incenso per il fu Bettino, poi – quando stava per toccare a Barbacetto – il Facci l’ha avvertito: «Se è venuto a parlarci delle solite sentenze, lo faccio secco». Purtroppo Barbacetto era venuto proprio a parlare delle solite sentenze: quelle che fanno di Craxi un corrotto pregiudicato e latitante per aver accumulato sui suoi conti svizzeri qualcosa come 50 miliardi di lire, poi suddivisi fra se stesso (investimenti in alberghi, appartamenti in Italia e in Spagna, un jet privato, qualche miliardo in Cct), il barista Raggio, la contessa Vacca Agusta, l’attricetta Anja Pieroni, il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba) e il figlio Bobo per l’affitto di una villa a Saint Tropez. Ma non gli hanno neppure lasciato finire una frase. «Noto provocatore! Informatore dei servizi segreti!», tuonavano Cicchitto e Bobo, alzandosi dalla sedia. Poi lasciavano lo studio strillando: «Ci avete attirati in una trappola!». Han detto proprio così: trappola. Nella democrazia che hanno in mente, non basta essere in quattro contro uno: bisogna eliminare anche quell’uno. Il conduttore Antonello Piroso è un bravo giornalista, ma non proprio un cuor di leone: siccome ormai il s’è fatto ambiente, gli era parso del tutto naturale chiamare quattro persone a difendere il corrotto pregiudicato latitante e una sola a dire la verità. Così, mentre il piduista e il figlio d’arte fuggivano starnazzando, lui s’è scusato con loro anziché con Barbacetto.

CICCHETTA IN UNA BELLA  IMMAGINE

carta-igienica-euro

QUI  UN ROTOLO DI  CARTA PER CULO

cicchitto

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GALEAZZI… CHE MESTIERE FA?

Dice “terrone” al portinaio

Condannato Giampiero Galeazzi

– Terrone. Aveva apostrofato così il portiere del suo stabile. Così Giampiero Galeazzi – che sicuramente non è nato in Padania- è stato condannato

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Bla, bla, bla, federalismo, bla, bla,bla…

REGIONI: ERRANI, E’ ROTTURA CON SERVE CHIAREZZA

berlusconi viagra

Il tradisce puntualmente il principio di leale collaborazione e le Regioni sono quindi costrette a sospendere ogni Tavolo di concertazione politica e tecnica”, uno stop dunque alle Conferenze Stato-Regioni e Unificata, cosi’ Vasco Errani sintetizza la decisione assunta ieri all’unanimita’ dalla Conferenza delle Regioni. “Da due mesi siamo in attesa di un vertice chiarificatore con l’Esecutivo, ma

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Le minchiate di Bossi

E Bossi va “in soccorso” : «Se lo vuole duro, venga con noi»

«A gliene dicono di tutti i colori ma sono balle della ». Parola di Umberto Bossi. A Schio nel corso di un comizio, il leader della Lega, a modo suo, prende le difese del del : «Non credo riesca ad andare con tutte le donne che gli attribuiscono», osserva. Pausa. «Forse se fosse iscritto alla Lega… ce l’avrebbe duro», prosegue già abbondantemente oltre il confine del grottesco: «Non diciamoglielo altrimenti ci chiede la tessera», prosegue la sua presa in giro.

«Scherzi a parte – assicura Bossi – è un grande lavoratore e visto che la non ha strumenti in mano contro di lui costruisce delle frottole».

°°° Chissà se le “frottole” della sono le stesse che faceva scrivere lui su La Padania, prima di accettare i 70 miliardi di lire in regalo da . Vi ricordate? Si dimostrava la mafiosità del soggetto di Arcore, il furto delle ville ai danni di orfanelle minorenni, il riciclaggio dei vagoni di miliardi di lire della , le società off shore come All Iberian (rimbalzate dalla condanna a David Mills), le corruzioni giudiziarie per fottersi Sme e Mondadori, i 98 miliardi regalati a Craxi per fottersi le frequenze e le concessioni statali per le “sue” televisioni… Ma poi, Bossi ce l’ha duro? Bossi? Quello che per un mezzo pompino di una subrettina senza pregio, ma dalle belle tette, si è beccato un ictus e per poco non ci rimaneva secco? Ma per piacere! O come direbbe Ghedini: “MAVALA’!”

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Minca, al Pais si stanno davvero cagando

Un uomo solo al telecomando

MARCO TRAVAGLIO 06/06/2009

ha annunciato nel programma “Matrix”, trasmesso dall’emittente di sua proprietà Canale5, condotto da un suo dipendente: “Nei prossimi giorni farò un’azione mediatica per mostrare alla stampa straniera la vera situazione in Italia… La stampa americana ha fece bene a fare una campagna contro Bill Clinton: lui aveva mentito. Io no. Contro di me sono state dette solo calunnie e falsità”.

Il guaio è che , come diceva Indro Montanelli, il più grande giornalista che lo conosceva bene, “è un bugiardo sincero: crede alle bugie che racconta”. Ma questa volta ha fatto male i suoi conti, perché nell’ultimo mese ha mentito ripetutamente non solo alla stampa e alla italiane, ma anche a quelle straniere. Che, diversamente dalla gran parte di quelle italiane, non sono di sua proprietà. Dunque non sono abituate a prendere per buone le sue bugie. Per questo il è tanto nervoso: nelle ultime settimane la realtà che lo insegue da trent’anni minacciando il suo mondo virtuale, il suo Truman Show, gli si è pericolosamente avvicinata. E molte delle bugie su cui aveva edificato il suo successo imprenditoriale e politico sono andate in frantumi.

L’inizio della frana è iniziato con la sentenza di condanna in primo grado a 4 anni e 6 mesi dell’avvocato inglese David Mills, giudicato dal Tribunale di colpevole di essersi fatto corrompere da con 600 mila dollari in cambio delle sue false testimonianze in due processi a carico del alla fine degli anni 90: quello per le tangenti pagate alla Guardia di Finanza che ispezionava alcune aziende del gruppo e quello per i fondi neri accumulati sulle società off-shore (64 in tutto, secondo la società di revisione Kpmg) create dallo stesso Mills, dislocate nei paradisi fiscali, occultate nei bilanci del gruppo e utilizzate per varie operazioni illecite.

Quella sentenza, che non ha potuto condannare come corruttore di Mills perché lo stesso ha sospeso i suoi processi per legge, è una “summa” della sua carriera imprenditoriale. E smentisce platealmente la sua immagine di self made man, di grande tycoon che si è “fatto da sé”. In realtà -secondo i giudici- pagò il silenzio di Mills per nascondere le illegalità con cui era diventato il padrone dell’editoria e della commerciale negli anni 80.

Tramite le società off-shore del comparto occulto All Iberian infatti, secondo i giudici, il pagò 23 miliardi all’allora socialista Bettino Craxi, autore di varie leggi su misura per legittimare il monopolio incostituzionale berlusconiano sulle private; finanziò prestanomi per controllare occultamente i pacchetti azionari di una pay italiana (Telepiù) e un’emittente spagnola (Telecinco) aggirando le leggi antitrust; versò svariati miliardi in nero al suo avvocato Cesare Previti, che li usava anche per corrompere giudici (compreso il giudice Vittorio Metta, autore di una sentenza comprata che nel 1990 sottrasse la Mondadori, il primo gruppo editoriale italiano, al suo legittimo proprietario, Carlo De Benedetti, per girarlo a );e così via.

Se Mills avesse detto tutta la verità, avrebbe rischiato una pesante condanna nel processo Guardia di Finanza, che si chiuse invece con la condanna dei manager berlusconiani Salvatore Sciascia (per corruzione) e Massimo Maria Berruti (per favoreggiamento), ma con l’assoluzione del per “insufficienza di prove”. Sciascia e Berruti, oggi, sono deputati nel partito di .

Non bastasse la sentenza Mills, ecco le inquietanti dichiarazioni di un’altra persona che il lo conosce bene, avendo vissuto con lui per ben 29 anni: la sua seconda moglie Veronica Lario, che ha annunciato il divorzio perché il marito- “frequenta minorenni” e “non sta bene”.

L’equilibrio mentale e le frequentazioni di un capo di sono fatti pubblici, non “gossip” come il e i suoi dipendenti sparsi nelle e nei giornali hanno tentato di qualificarli.

Tantopiù se il protagonista ha sempre mescolato la sua vita privata e quella pubblica per accreditarsi come marito esemplare con una famiglia modello, distribuendo addirittura fotoromanzi patinati ai suoi elettori. Tantopiù se è solito recarsi in udienza dal Papa, baciargli devotamente l’anello e proclamarsi “difensore della famiglia tradizionale di santa Romana Chiesa”. Professioni che mal si conciliano con le fotografie che lo ritraggono nella sua villa in in compagnia di ragazze allegre e senza veli, per giunta aviotrasportate su aerei di Stato a spese dei contribuenti.

Lo stesso ha scelto di rispondere pubblicamente alle accuse della moglie, prima su Rai1, poi a France2, infine alla Cnn. Lì ha fabbricato varie versioni dei suoi rapporti con una ragazza napoletana, Letizia, che lo chiama “” e al cui 18° compleanno lui stesso ha preso parte a fine aprile. Ha raccontato di essere amico del padre della ragazza, Elio Letizia, messo comunale, perché “era l’autista di Craxi”. Falso: Letizia non è mai stato l’autista di Craxi. Ha raccontato di aver “visto tre o quattro volte, sempre in presenza dei genitori”. Falso: era con lui senza i genitori nel novembre scorso, a una cena ufficiale a ; ed era di nuovo con lui fra Natale e Capodanno, senza i genitori ma con un’amica, anch’essa minorenne, a Villa Certosa in . Ha raccontato di aver conosciuto papà Letizia “oltre dieci anni fa”, cioè intorno al 1997-98 e “durante una sfilata di moda”: ma nel 1997-98 la ragazza aveva 6 o 7 anni e, per quanto precoce, difficilmente si esibiva in sfilate di moda.

Oltretutto Elio Letizia fa risalire l’amicizia al 2001, cioè a 8 anni fa, mentre l’ex fidanzato della ragazza giura che il non conosceva Elio, ma telefonò direttamente a per la prima volta nell’ottobre-novembre 2008, dopo averla vista in un book fotografico in abiti succinti. Resta da capire perché e Letizia non si decidano a dire la verità e, dunque, quale segreto nascondano.

Intanto si sgonfiano l’una dopo l’altra tutte le altre balle che hanno contribuito a consolidare il consenso berlusconiano. L’incauta promessa dell’immediata ricostruzione (”entro settembre”) della città dell’Aquila devastata dal terremoto si sbriciola contro la scarsità di denaro pubblico a disposizione e suscita le ire dei terremotati, rinchiusi nelle tendopoli sotto il caldo torrido. E l’idea di trasferire il G8 all’Aquila rischia di trasformarsi in un boomerang, con scene di protesta in mondovisione.

Anche la brillante soluzione dell’emergenza-rifiuti a Napoli si sta rivelando un bluff: i rifiuti sono accumulati, tali e quali, senz’alcun trattamento, in alcune discariche ormai esaurite, mentre il famoso inceneritore di Acerra (che non potrebbe comunque bruciare tutto), inaugurato in pompa magna nel mese di marzo, non è ancora funzionante. Intanto la magistratura indaga sui responsabili governativi dello smaltimento rifiuti per truffa allo Stato.

Le promesse di maggior sicurezza contro la criminalità sbattono contro la triste realtà del paese dell’impunità. Gli sbarchi dei clandestini dall’Africa, da quando è tornato al potere, sono triplicati. Il ha fatto ricorso a brutali respingimenti in alto mare, scontrandosi con l’Onu e col mondo cattolico.

Qualche giorno fa, la questura di ha tentato di nascondere due stupri avvenuti in poche ore nella Capitale (ora governata dal centrodestra): solo quando i giornalisti, informati da fonti ufficiose, han cominciato a tempestare la questura, hanno avuto finalmente conferma dei due fattacci, con 40 ore di ritardo.

Intanto , che aveva annunciato per metà giugno una visita alla Bianca su invito di Barack , fingeva di “rinviare” la spedizione: in realtà non c’era alcun invito.

Stessa tecnica menzognera è stata adottata per la cessione del campione brasiliano del Milan, Kakà, al Real Madrid: tutti ne parlano da settimane, ma il (padrone del Milan) preferisce prendere tempo, per annunciare la notizia solo dopo le elezioni, temendo la reazione degli elettori milanisti.

Se i contraccolpi delle balle sgonfiate non si faranno sentire già alle elezioni europee, è solo perché l’informazione – salvo rare eccezioni – è saldamente nelle mani di . “Un uomo solo al telecomando” lo definiva Enzo Biagi, altro grande giornalista.

Negli ultimi giorni il ha imperversato sui teleschermi con decine di monologhi negli studi di emittenti pubbliche e private, violando le regole della par condicio, perlopiù intervistato da suoi dipendenti genuflessi.

Uno di questi, nel programma Mattino Cinque (su Canale5), l’ha addirittura ringraziato “per aver accettato di farsi intervistare”. Poi gli ha servito alcuni assist facili facili: “Perché la attaccano sul privato e la demonizzano?”, “perché il Times la attacca?”, “ci spieghi che cos’ha fatto il suo ”. Il conduttore di Porta a Porta, su Rai1, in due ore di finta intervista senza domande, gli ha domandato mellifluo: “, perché secondo lei la sua vicenda privata ha influenzato in modo così anomalo la campagna elettorale?”.

Poi ha trasmesso un servizio sulla sua visita a Bari, un bagno di folla “quasi imbarazzante, il miglior antidoto ai veleni della politica”, con un “indice di popolarità oltre il 70%” che consente al di “buttarsi alle spalle le vicende personale e tuffarsi tra la gente, deciso a non mollare”. La direttrice dei servizi parlamentari della Rai, cioè del servizio pubblico, Giuliana Del Bufalo, al termine di un’intervista al , l’ha avvertito: “Ci resta un minuto, non c’è più tempo per altre domande”. E : “Posso sfruttarlo io?”. E la giornalista: “Si figuri, lei è il padrone di …”.

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A casa di “papi”

EL PAIS SE LA FA SOTTO DALLA PAURA E, DOPO LE MINACCE DI MAFIOLO E GHEDINI, PUBBLICA NUOVE FOTO e un SUCCOSO EDITORIALE. ECCOLI:

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En la villa de
MIGUEL MORA – 93 comentarios

Decenas de vuelos oficiales y privados llevan cada fin de semana a Cerdeña a una milicia de bellezas que entretienen al jefe del Gobierno italiano y sus amigos.- Tras las acusaciones de la primera dama y el ‘Noemigate’, Italia revela al mundo su clima de bajo imperio

* El fotógrafo Antonello Zappadu: “Me da más miedo que la guerrilla colombiana”
* EDITORIAL: ‘Abuso de poder’
* ‘Lo privado y lo público’, por Juan Cruz

Anatomia di Berluscolandia

MIGUEL MORA 07/06/2009

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Decine di voli di stato e privati portano ogni fine settimana in un esercito di bellezze che intrattengono il capo del italiano ed i suoi amici. Dopo le accuse della first lady e del “Noemigate”, l’Italia rivela al mondo il suo clima di basso impero. Costerà caro a ?

Italia
A FONDO

Capital:
.

Gobierno:
República.

Población:
58,145,321 (est. 2008)

Nacimiento:
29-09-1936

Lugar:
Milán

Giardini infiniti, laghi artificiali, organi sessuali all’aria, giochi lesbici, effetti speciali, pizza e gelato gratis… Una residenza geriatrica ricolma di corpi stupendi. Le fotografie censurate in Italia per iniziativa di mostrano la routine disinibita dellla villa sarda del capo del , nella Costa Smeralda della .

Lunedí 1, giardini del palazzo presidenziale del Quirinale, festa della : centinaia di personalità del salgono a salutare il , braccato dalle reazioni suscitate dalle notizie sulla sua amicizia con Letizia, una giovane di 18 anni. Un 70% di queste personalità si dirige a salutare con la figlia a bracetto, invece della moglie. Benvenuti in Berluscolandia, il paese in cui tutte le ragazzine vogliono diventare veline.

Visitiamo adesso Villa Certosa, la misteriosa residenza sarda del magnate milanese, che è anche e attuale di turno del G-8, e lider eletto per alzata di mano del partito del Popolo per la Libertà. Da quando si è saputo che Letizia, la ragazza che chiama , ha trascorso lo scorso capodanno nella villa con altre 30 veline, tutti gli italiani fantasticano con questo nome: Villa Certosa.

La tenuta è il sogno di ogni camorrista, specialmente se si trova in prigione: ulivi e palme, piscine ovunque, gelati e pizza gratis, laghi artificiali, un anfiteatro in cui suona e canta le sue canzoni napoletane l’indimenticabile Mariano Apicella, che ha pubblicato due cd con parole di .

Il mare turchino, la grande principale, le stanze segrete, il canale sotterraneo che comunica direttamente la villa con il mare – ispirato a un film di James Bond ?, il parco di sessanta ettari, i bungalow che il padrone di mette a disposizione delle sue ospiti (sempre piú numerose le ragazze che gli uomini, in un rapporto di 4 a 1), tutto ciò riformato e rinnovato nel 2006 al modico prezzo di 12 milioni di euro.

Una fonte di piena fiducia, inoltre, assicura che la villa nasconde un rifugio atomico nel sottosuolo e che le provviste vengono rinnovate ogni poco. E poi ci sono le veline, quelle bellezze che, può darsi, riusciranno forse a far conoscere questo strano periodo della storia con il nome di berlusconismo-velinismo.

La bellezza della parola velina è tanto suggestiva quanto la sua origine: la velina era la nota che veniva inviata ai giornali dall’ufficio censura del fascismo, e nella quale si indicava cosa si potesse scrivere e cosa no. Questo carattere di cosa fuori contesto è stato applicato, con il passare del tempo, alle assistenti della televisione che comparivano in zone estranee al loro compito di elemento decorativo, ad esempio vicino al tavolo in cui il giornalista legge le notizie. “Arriva la velina “. Fino ad oggi.

Anche se è sempre stato il segreto di Pulcinella, l’Italia è convissuta senza alcun ritegno morale con il fatto che abbia conosciuto, corteggiato, invitato, raccomandato, assunto, aiutato e promosso centinaia di veline lungo la sua carriera politica. L’elenco è troppo lungo ed anonimo per poter riprodurlo qui.

Durante una decade di visite, feste e gite, quasi tutte, e molte altre, saranno logicamente passate da Villa Certosa. I migliori corpi dell’Italia. I visi più innocenti e più belli. Aspiranti modelle, attrici, vedettes, majorettes, presentatrici. Ragazze giovanissime, dai 17 e 18 anni fino ai 28 o 29, non oltre: farfalle appena uscite dalla crisalide famigliare che sono entrate a far parte dell’harem dello sceicco. “Quando le accoglie al suo seno”, rivela Concita de Gregorio, direttrice de L’Unità, “offre loro un gioiello a forma di farfalla, a modo di contratto o sigillo. È il segno del sultano”

La politica-spettacolo di , il suo atteggiamento personalista e plebiscitario, il fascino del magnate generoso e donnaiolo, hanno sedotto durante quindici anni le masse di telespettatori e votanti italiani con le sue battute, il suo stile maschilista, le sue gaffe, la sua ascensione sociale, i suoi trionfi elettorali, persino le vittorie e gli ingaggi delle sue squadre di calcio (questa settimana ha paralizzato fino a lunedí la comunicazione della vendita di Kaká pero no farsi scappare un solo voto).

Tutto ciò forma parte naturale del suo bagaglio a-politico ed a-culturale, del suo populismo aperto e mondano che, paradossalmente, si appoggia a sua volta in un non-programma non-politico, tradizionalista e cattolico, lontamente ispirato alla trinità “Dio, patria e famiglia”. Ci sarebbe da aggiungere: “e veline”.

Villa Certosa è il simbolo dello status del piú discreto, il suo rifugio non solo nucleare. È il suo tesoro, il suo segreto meglio mantenuto, il luogo in cui quest’uomo di quasi 73 anni, multimiliardario e prepotente, simpatico e mediatico, riceve le sue amiche ed i suoi amici, svolge consigli di ministri informali, chiude o prepara affari o imprese politiche, riceve i lider della destra mondiale, cura le sue crisalidi, siede le sue veline sulle ginocchia mentre la mano indaga sotto la maglietta e le passeggia nel carrello da golf lungo il parco, zona militarizzata e segreto di Stato (ma non troppo) dal 2006.

A giudicare dalle foto di Antonello Zappadu, Villa Certosa è anche il luogo in cui il magnate megalomane, il personaggio eccessivo, comico e mitomane, dimentica di essere un vecchio (e che dieci anni fa ha abbandonato la camera matrimoniale) e diventa di nuovo il macho, lo sceicco dell’harem, il Super- sempre abbronzato ed operato (anche della prostata), mentre l’Italia sussurra preoccupata che prende troppa viagra e che i dottori temono per il suo cuore.

Villa Certosa è anche il posto in cui la sua amica Letizia, 18 anni appena fatti, è stata invitata a trascorrere le vacanze di Capodanno con altre trenta colleghe ed una decina dei grandi uomini del berlusconismo, quasi tutti settantenni come lui: gerontocrazia e ragazze stupende.

Come affermaa il filosofo Paolo Flores d’Arcais, “bisogna chiedersi non che cosa succede o sia successa a Villa Certosa, ma che cosa sarebbe successa negli Stati Uniti se venisse a sapersi che ha trascorso le vancanze natalizie con 30 vedettes di 18 anni e senza sua moglie; o in Germania se venisse scoperto che Angela Merkel trascorre le vacanze con 30 gigoló ben piantati”.

Nel caso di queste giovani donne italiane si tratta di realizzare un sogno, di raggiungere la meta: conoscere e i suoi poderosi amici, lavorare alla televisione e forse arrivare anche in politica, il che nel paese della RAI e di Mediaset controllate dallo stesso uomo sono una sola cosa.

Molte di queste ragazze si sono limitate, tragicamente, a impersonare il modello dei loro genitori, il conformismo di questa disillusa generazione post-68 che è rimasta rimbambita davanti alla televisione negli anni ottanta e novanta, guardando come si dissolveva la Democrazia Cristiana, come si esiliava Bettino Craxi, come la, in altro tempo brillante italiana diventava, dopo la caduta del Muro di Berlino, una casta oligarchica, noiosa e lontana dai bisogni della gente.

Ad alcuni sembrerà ripugnante, ad altri pragmatica ed umana, questa idea del mondo e dell’ascesa sociale. Ma, esiste un modo migliore per trionfare nell’Italia della televisione che l’essere vicino, molto vicino, al grande padrone della televisione europea, forse mondiale?

, lo ha scritto Eugenio Scalfari, è il Re Sole. Come dice un politico sardo, “se ti avvicini al sole, il sole ti illumina e ti riscalda”. E secondo quanto sostiene un altro maestro di giornalisti, perseguitato dalla destra, Giancarlo Santalmassi, “mezza Italia lavora per , l’altra metà lo desidera”

Visitare Villa Certosa assicura alle ragazze un posto vicino al sole, un telefono al quale chiamare, forse una raccomandazione dell’imperatore, un pollice in su, un casting al quale presentarsi di ritorno da o da , domenica notte o lunedì mattina, dopo le lunghe e divertenti notti, le chiacchere politiche di , le passeggiate per fare acquisti al centro commerciale di Porto Rotondo (paga , fino a 1.500 euro per ragazza), i balli sfrenati, qualche striptease piú alcolico che pagato, il maschilismo nella sua indole peggiore.

Non è facile trovarsi fra le elette, arrivare alla categoria di vestale di Villa Certosa, insiste il politico sardo, che preferisce non identificarsi per motivi di sicurezza: “Chi va nella villa conta; chi dorme lì, conta molto, e chi ci passa le vacanze, è nel cuore del Cesare”.

Il Cesare, che ha iniziato la sua carriera nell’edilizia, ha altre sette ville in , un’altra ad Antigua, innumerevoli ville a e a ; ma Villa Certosa è la misura di tutte le cose. Anche i ministri e le ministre del Gabinetto si dividono fra i molto assidui (come il silenzioso Gianni Letta) e gli occasionali, che sono andati solamente una volta o lo hanno fatto per partecipare a qualche di ministri (o di amministrazione) fuori stagione.

Fra le ministre, quella che ci è stata piú volte è Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, cui onora la sua fedeltà, poichè è stata l’unica ad osare difendere i suoi atti riguardo all’assurdità del Noemigate. Secondo lei, coloro che combattono e criticano lo fanno per invidia e senza ragione, dato che è una persona “buona”.

Per le ragazze, la miglior forma di entrarci è captare l’occhio esperto del vecchio scapestrato. Come è accaduto a o alla stessa Carfagna e a decine di ragazze. , una dolce giovinetta cresciuta in ambienti prossimi alla Camorra napoletana, voleva diventare artista. E così dunque, si è fatta fare un libro di fotografie e lo ha inviato ad un’agenzia di . Il giornalista di Canale 4 Emilio Fede, amico intimo di , lo ha preso, lo ha portato via con sé, e se lo è scordato, guarda caso, sul tavolo; il suo capo ha preso il telefono ed ha fatto il numero del cellulare della giovane. Le ha detto che aveva uno sguardo angelico e che doveva mantenersi così, pura.

Questo è successo a ottobre, ha rivelato Gino, l’operaio fidanzato a Naomi fino a quando è arrivato , in una intervista concessa a La . Poco dopo è stata vista in una festa della moda a Villa Madama, in un’altra del Milan. In entrambe le occasioni è stata fatta sedere al tavolo presidenziale. Secondo quanto raccontato sia da che dai suoi genitori, l’amicizia era di vecchia data; Gino ed una zia di lo hanno smentito.

Fatto sta che, a dicembre, si trovava già a Villa Certosa con la sua amica Roberta, una delle tre amiche insieme alle quali ha girato un video domestico, disponibile ormai su Youtube, nel quale si dichiarano fantastiche e irraggiungibili. Anche se, a pensarci bene, forse era prima, perchè la stessa ha dichiarato, quando ha iniziato ad essere famosa, che aveva visto spesso , che lui non sempre poteva andare a Napoli, occupato com’era, e che i due cantavano assieme le canzoni di Apicella. Adesso la ragazza, in un ulteriore disperato tentativo di mettersi al riparo, ha dichiarato in un’intervista per la rivista Chi, proprietà di naturalmente, che è ancora vergine.

Un’altra forma di arrivare a Villa Certosa, di raggiungere il rango di farfalla e passare a far parte della collezione del grande entomologo, è conoscere gli amici del Sultano. Meglio ancora se sono imprenditori VIP della cerchia strettamente giudiziaria (il giudiziario unisce molto), Marcello dell’Utri, condannato a 9 anni in primo grado per complicitá con la ; il padrone della scuderia Renault e compagno di fatiche off shore Flavio Briatore (che ha raccomandato a l’avvocato britannico David Mills, creatore corrotto dell’impero Fininvest B), o il compiacente Fede Confalonieri, di Mediaset.

È anche utile conoscere quei brillanti giornalisti della terza età, stelle fulgenti del firmamento televisivo filogovernativo, persone come Fede (autore del telegiornale più surrealista del continente), o come il sempre genuflesso Bruno Vespa, capace di intervistare il padrone dodici volte all’anno ed eludere sempre la domanda scomoda.

Tutti coloro conformano l’essenza del berlusconismo-velinismo, e in quanto tali frequentano da anni il padrone. Cercano sicurezza, amiconi, calma, relax e bei corpi per mitigare lo stress e l’estenuante esercizio della politica, la corruzione o il sempre faticoso (per le vertebre) giornalismo da camera.

Ci sono, chiaro è, vie intermedie, provveditori diversi, amanti dello sport del gineceo, mamme mezzane pronte a rinnovare gratis il corpo di magia del prestigiatore, ministri, viceministri e segretari di Stato pronti ad aggiungere novità alle serate, l’enorme cerchia fatta di figlie di amici, conoscenti, vassalli, impiegati, quella mancia di curve promettenti data al portinaio, la guardia del corpo, la cuoca, la cugina del carabinierie, l’aspirante modella che invia le sue fotografie via e-mail a Palazzo Chigi, insieme al numero del suo cellulare scritto con una grafia che imita il rossetto.

Tutta Italia sta al gioco, tutto il paese lo sa; il problema è che tutti lo raccontano, ma nessuno lo dice con il suo nome. Satrapi, imperatori, monarchi e commendatori hanno storicamente riempito di ragazzine i suoi salotti, ma adesso la gente ha paura, l’omertà è condizione indispensabile perchè l’ipocrisia non finisca, perchè l’informazione sia tenuta sotto il controllo diretto o indiretto dell’imperatore (pubblicità istituzionale, sovvenzioni pubbliche, promesse, crediti…), se qualcuno cerca di uscirne può rimetterci l’impiego, la Chiesa di non deve saperlo (e per questo si accontenta solo di reclamare sobrietà), ed inoltre c’è la crisi e viviamo in un pase sotterraneo per definizione, questo meraviglioso belpaese che si è sempre dichiarato fiero della sua arte domestica di arrangiarsi improvvisando, “O Francia, o Spagna basta ch’as magna”.

L’entrata delle veline televisive in politica, che si trova all’origine di questa crisi morale, era la conseguenza inevitabile della storia, del sistema. Forza Italia non è mai stato un partito, ma un gruppo di tifosi, di impiegati comandati da Dell’Utri che nel 1994 ha reclutato in fretta e furia tutte le segretarie di Publitalia per compilare in tempo le liste. Nemmeno il suo sucessore, il Popolo della Libertà, è un partito, ma un alluvione di consiglieri mediocri, gestori sommessi e bei visi senza tradizione, ideologia, basi. La televisione e la pubblicità come unica politica; e la politica si fa in televisione. Italia continua ad essere il paradiso della raccomandazione, chi non ha un amico è orfano, ed il grande capo si chiama . aggiustatutto.

Ascoltate l’ex professoressa di Letizia: “È molto logico, lui la aiuterà, a tutti conviene avere amici, un medico che ti scrive le ricette”.

Il benefattore è ; le scuole e le case sono pieni zeppi di belle Uranite, e il luogho in cui si mettono sotto tiro è Villa Certosa.

Elisa Alloro, una delle veline che sono state nella madre, ha pubblicato questa settimana un interessante libro intitolato Noi, le ragazze di . In esso rivela che anche lei e non solo lei, chiama da molto prima che facesse la sua apparizione nella vita del la cenerentola .

“È una miniera di saggezza” scrive sul lider massimo la velina giornalista, 32 anni. Nata a Reggio Calabria, Alloro ha partecipato al corso di formazione politica di 25 giovani veline organizzato in vista delle elezioni europee dal PDL, con professori ilustri, fra gli altri il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il vicepresidente dell’Europarlamento, Mario Mauro, a richiesta del primo ministro.

Presentatrice, Alloro è stata prescelta dal insieme a, fra le altre, Eleonora Gaggioli, aspirante attrice; Camilla Ferranti, aspirante presentatrice, Angela Sozio, rossa di Grande Fratello fotografata da Zappadu nel 2007 sulle ginocchia del (insieme ad altre quattro), e Barbara Matera, partecipante del concorso Miss Italia della Puglia, amica del dottor Letta e finalmente (dopo l’”io accuso” di Verónica Lario) l’unica candidata velina fra le 25 precandidate.

La prima a chiamare , rivela Alloro, è stata Renata, una velina brasiliana e milanista. Il soprannome si è espanso come un virus. “E adesso, molte ragazze si rivolgono a lui con questo nome; “è un’abitudine, forse il frutto di un accordo tacito, una specie di nome in codice nato, forse, dall’atavico timore ad essere intercettati (dagli ascolti telefonici)”, dice a Il Corriere della Sera.

Il libro, di 100 pagine, è scritto sotto forma di lettera a Verónica Lario, rifiuta le accuse di “ciarpame” e difende il capo: “Ogni minuto passato con lui è come un dono divino”. Il suo racconto narra che ha conosciuto nel 2004, mentre lavorava a Mediaset. Doveva intervistarlo sul ponte dello Stretto di Messina, ma in un batter d’occhio si è vista catapultata in , “ad un pranzo di lavoro con professionisti dello staff presidenziale, io l’unica donna”, scrive Il Corriere.

Sono partiti insieme dall’aeroporto romano di Ciampino, sede dei voli di Stato, a bordo dell’aereo presidenziale; durante il viaggio ha scoperto che sapeva tutto su di lei (”mi ha fatto vedere un voluminoso dossier”), e gli ha fatto un’offerta di lavoro che lei ha rifiutato. “Mi ha spiegato che stava organizzando una task force di 50 giovani giornaliste per stabilire un ufficio stampa ponte tra e Bruxelles. Al tuo curriculo converrebbe enormemente, mi disse…”

Finito il pranzo, di nuovo in volo nell’aereo di stato verso San Siro, dove giocava il Milan. Scorta di auto ufficiali, sirene spiegate e poi di nuevo in viaggio aereo verso Ciampino. Dopo aver lasciato Mediaset, Elisa ha continuato a vedere : “Alcune volte mi ha invitato ad andare a Villa Certosa, assistere a cene con decine di invitati”. Di ha un vago ricordo: “Ci hanno presentato fugacemente nel trascorso di una festa”, racconta.

Ma impossibile dimenticare, scrive, le due gemelline montenegrine che hanno inscenato “un ballo pazzo e spropositato davanti agli occhi di un costernato primo ministro”. E le altre apparizioni non annunciate, femminili e no, alla porta della sue stanze”.

Questa è l’Italia, lo ha già detto la first lady Verónica Lario, molto meno indispettita che stanca, Lisistrata, patriota e rivoluzionaria, nel condannare il marciume del berlusconismo-velinismo: “Genitori pronti ad offrire al Drago le loro vestali”, “ciarpame politico e maschilista senza pudore”, un marito e che “frequenta minorenni e non sta bene”. Impossibile dire di piú con meno parole.

Lo staff del è attento alle sue necessità. I giornalisti che seguono le mosse del raccontano che c’è una bella ragazza nella sua squadra stampa che viaggia con lui ovunque, anche se non sa fare un bel niente. La sua consulente d’immagine copre le debolezze alla meglio e cerca di fare in modo che il Cesare sembri onesto.

C’è un altro personaggio misterioso, una donna quarentenne, bruna, bella, vestita sempre con tailleur, che Zappadu ha fotografato molto spesso nell’aeroporto di Olbia. Si tratta di Sabina Began (SB), la preferita: i pettegoli romani la chiamano l’ape regina.

Il giorno della Liberazione d’Italia, il 25 aprile 2008, durante i festeggiamenti per la vittoria elettorale di , il del Senato, Renato Schifani, Apicella ed altri gerarchi erano circondati da un mazzeto di ragazze sinuose: Don non aveva occhi che per SB, che si è fatta tatuare su una gamba “SB, l’incontro che mi ha cambiato la vita”. Mentre la teneva sulle ginocchia e le canticchiava Malafemmena, ha detto: “Se ci fosse qui un fotografo questa foto varrebbe 100.000 euro”.

Come affermato da Lario, la storia politica in gioco va molto più in là del caso ; la povera è solo l’ultima vittima di questo Grande Fratello. Sará la , Villa Certosa, come nelle Mille e una notti, un bunker di lusso un po’volgare con giochi erotici o è Berluscolandia qualcosa di peggio e di più lussurioso?

Probabilemente, nessuna e le tre cose insieme, rispondono diverse fonti sarde e le fotografie di Zappadu, che ci introducono in questo sottomondo. Berluscolandia è bella, non si può non ammettere, anche se la natura sarda è molto piú agreste e meno fittizia che nelle cartoline dall’erba ben segata, quell’orto di erbe medicinali rotondo, quelle torri di imitazione. La prima cosa che sorprende è la smisuratezza.

Sessanta ettari di terreno sono molti. Soprattutto nella costa Smeralda. Ci stanno due spiagge private, tre laghi artificiali, mezza dozzina di piscine, l’anfiteatro in cui si rappresentano gli spettacoli di Apicella (il cantautore che scrive per ), delle ballarine, e delle bailaoras (il pubblico del flamenco si chiede ancora chi sia e cosa faceva lì quell’intrusa).

Da una parte della tenuta c’è il Country, uno dei posti prediletti del , una discoteca con candele, tappeti orientali ed un riservato chiamato Harem. Non soffrano le anime candide. Nessuno delle migliaia di visitatori di Villa Certosa ha mai parlato di sesso. Lì non c’è sesso. Al massimo, gelato.

Beppe Severgnini, cronista di Il Corriere, lo ha spiegato in questo modo: “Villa Certosa sta adottando, nelle fantasie nazionali, una grandezza leggendaria. Gli amici del protagonista, cercando di minimizzare, contribuiscono ad arricchire la messinscena. Marcello Dell’Utri: “C’è una gelateria. Ti servono tutto il gelato che vuoi. Gratis. Se ci si pensa, è una trovata molto divertente”. Flavio Briatore: “C’è il gioco del vulcano. Si parla del più e del meno e quando il gruppo si avvicina al lago, fa finta di preoccuparsi, dice che la si trova in una zona volcanica. E in quel momento si sente un’esplosione incredibile, ci sono effetti speciali tipo fiamme…”. Sandro Bondi, ministro della Cultura, cercando di spiegare la nudità di Topolanek, l’ex ceco: “Bah… D’altronde, pensate che la villa si trova a pochi metri dal mare. Un mare, come lei sicuramente sa, di una bellezza assoluta”.

Dell’Utri non ha potuto negare che oltre a gelato e pizza, nella villa ci sono sempre tante giovinette bellissime che passeggiano, fanno il bagno, la doccia, si esibiscono. Il più difficile per non sarà giustificare queste fotografie, che ha già definito “inutili”. Il vero problema sarebbe l’esistenza di altre più compromettenti. “ sa che c’è una talpa a Villa Certosa. Qualcuno ha tradito dall’interno, ma non sa chi è”, spiega Marco Mostallino, un giornalista locale. “ crede che si trova probabilmente tra le guardie di sicurezza. Non per caso ha accusato sua moglie dal giornale di suo fratello di farsela con una sua guardia del corpo”.

Villa Certosa è vigilata 24 ore su 24 da militari e carabinieri, come fosse una fortezza. Inoltre, ci sono guardie private ed altre che arrivano da tutte le parti. La storia della sicurezza nella Costa Smeralda è collegata al agá Kan, il primo promotore turistico della , ed è iniziata con i vigilantes. “Kan ha assunto tutti gli uomini disponibili, e molti di loro avevano precedenti criminali”, assicura Mostallino.

Alcuni anni dopo, è arrivato all’isola. “È arrivato con suo fratello Paolo intorno al 1981 o 1982″, ricorda il politico sardo. “La sua idea era di costruire due millione di metri cubi sul mare, in un terreno di 200 ettari a sud di Olbia, tra Le Saline e Capo Cerasso. Per fare impressione, arrivava con due libri enormi che diceva contenevano la valutazione dell’impatto economico. Viaggiava con un seguito di architetti, ingegneri, consulenti fiscali, economisti. Fino all’approvazione del progetto sono passati dieci anni, ed è stato concesso solo un quarto dell’estensione originale, e questo in montagna, lontano dal mare. Ma quando è stato approvato non aveva soldi. Era il 1993 e subito dopo è entrato in politica”.

e Paolo hanno costruito la villa nei primi anni novanta. Con il tempo l’hanno trasformata pian piano in una degna di un film di James Bond. L’ironico Severgnini ha scritto sul Corriere della Sera che un giorno qualcuno scriverà la storia di Villa Certosa: “La cinica flessibilità italiana permetterebbe di raccontare molto, se non tutto. L’ultimo scoglio è la coerenza ufficiale. I politici, anche quelli che hanno meno pregiudizi, non sono ancora pronti ad ammettere quello che fanno, perchè hanno paura che qualcuno lo metta a confronto con ciò che dicono”.

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FOTO INNOCENTE E AUTENTICA… COME MAFIOLO STESSO

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