Energia dal mare: Si calcola infatti che dal potenziale delle correnti marine dello Stretto di Messina si potrebbe produrre energia elettrica equivalente al fabbisogno di una città di due milioni di abitanti.

Rinnovabili, la sfida per produrre
energia dal mare

L’Italia, con i suoi oltre ottomila chilometri di costa, è circondata da una gigantesca fonte di energia rinnovabile: il mare. Un’energia, quella talassica, di cui si sente parlare meno delle più celebri energie del sole e del vento, ma che potrebbe risultare fondamentale ora che il paese sembra aver intrapreso un cammino verso le fonti alternative. E la possibilità di produrre energia elettrica da onde e correnti marine non è ferma solo a livello teorico: gli studi intrapresi finora stanno infatti cominciando a portare oggi i loro frutti, con una serie di

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Rubbia, voluto da Prodi, cacciato da mafiolo, inventa l’energia solare anche di notte.

Il sole è la vera alternativa al nucleare
Energia pure la notte con Enea.
Video

Un impianto che funziona anche col cielo nuvoloso e persino con il buio: all’indomani del referendum che ha bocciato il nucleare in Italia, ecco la risposta green ai bisogni di energia della società contemporanea

Non un’utopia (come sostengono molti detrattori delle celle fotovoltaiche) ma un progetto reale, ideato dal premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia e già in fase di sperimentazione nel centro Enea (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie) della Casaccia, a pochi chilometri da Roma.

°°° Vorrei ricordare ai distratti che Rubbia fu cacciato per due volte dal mafionano, richiamato e finanziato per due volte da Prodi. E cacciato ancora da Mafiolo…

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ENERGIA. Il futuro è nel sole e nel vento. E senza una cosca ladra e ignorante al governo

Energia, la lezione dei comuni
“Siamo verdi e autosufficienti”

Presentato il dossier di Legambiente sulla diffusione delle rinnovabili nei municipi. Quelli che riescono a fare da soli con vento, sole e biomasse sono quasi mille, e il numero è in continua crescita. “Altro che contributo marginale” di VALERIO GUALERZI

Energia, la lezione dei comuni "Siamo verdi e autosufficienti" Brunico, 15 mila abitanti, produce da rinnovabili il 100% di elettricità e energia che consuma

ROMA – Un comune su otto in Italia è autosufficiente dal punto di vista elettrico grazie a sole, vento, biomasse e geotermia; a Lecce si produce più elettricità verde di Friburgo, la celebrata capitale tedesca del fotovoltaico; nel 94% dei municipi italiani è presente ormai almeno un impianto rinnovabile. Accusate di essere troppo costose, marginali e inaffidabili, le fonti verdi si prendono la loro rivincita e lo fanno con “Comuni Rinnovabili 2011″, il dossier di Legambiente che fotografa la diffusione delle micro centrali ad energia alternativa sul territorio nazionale.

Giunto alla sua sesta edizione, il rapporto illustrato oggi a Roma è “la migliore risposta a chi

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Berlusconi, cazzaro, impara!

15 paesi al 100% rinnovabili Ecco l’Italia «verde»

Sono 15 i comuni al 100% rinnovabili per i fabbisogni sia elettrici che termici delle famiglie, e rappresentano in Italia e a livello internazionale il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale. In particolare, sul gradino piu’ alto del podio, c’e’ Sluderno (Bz) – 1.800 abitanti – che fonda il suo successo su un mix di diversi impianti diffusi sul territorio: 960 metri quadrati di pannelli solari termici e 512 kW (chilowatt) di pannelli solari fotovoltaici diffusi sui tetti, piu’ 4 micro impianti idroelettrici con una potenza complessiva di 232 kW, un impianto eolico da 1,2 MW (megawatt), impianti di biomasse locali e biogas per scaldare le case (potenza di 6.200 kW termici) allacciati a 23 km di una rete di teleriscaldamento. E’ questo un esempio vincente contenuto nel rapporto ‘Comuni rinnovabili 2010′ di Legambiente, realizzato insieme con il Gse (Gestore dei servizi elettrici) e Sorgenia presentato oggi a Roma.

Al secondo posto della classifica, il comune di Tocco da Casauria (Pe), dove sono in funzione quattro pale eoliche che complessivamente (3,2 MW) permettono di produrre piu’ energia elettrica di quella necessaria, oltre a 24 kW di pannelli
fotovoltaici e grandi impianti idroelettrici. Poi, c’e’ il comune di Maiolati Spontini (An), 5.700 abitanti, grazie ad un mix energetico fatto di pannelli solari fotovoltaici (135 kW), di mini idroelettrico (400 kW) e di un impianto a biogas da discarica. Tra le province, il premio 2010 va a Grosseto: 100% rinnovabile per la parte elettrica, si e’ confermata per gli investimenti nelle nuove tecnologie: con un impianto eolico da 20 MW nel comune di Scansano e 70 kW di mini eolico a Grosseto, con impianti a biomassa, che producono circa 117.000 MWh/anno di energia elettrica e una diffusione del fotovoltaico in 27 comuni su 28.

°°° Questi sono solo alcuni esempi, censurati da tutti i media di regime, di come si possa risolvere il problema energetico… evitando che una cosca di gangster ignoranti e senza pudore né cervello, si fottano miliardi di mazzette (hanno già cominciato) per delle pericolosissime e carissime centrali nucleari CHE NON SI FARANNO MAI!

B-minus habens

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Altro cemento, altre porcilaie in arrivo

L’annuncio del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli
dopo il sì della Conferenza unificata Stato-Regioni e del Cipe

Approvato il piano casa

“100mila alloggi in 5 anni”

Altero Matteoli

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ROMA – Approvato il piano casa. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe. “L’obiettivo è quello di

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Che differenza!

Clima, la Camera Usa dice sì
ai tagli alle emissioni. Esulta Obama

La Camera dei Rappresentanti americana ha approvato per 219 voti a 212 la “Climate change bill”, che pone severi limiti alle emissioni di gas inquinanti: -17% entro il 2020 e -80% entro il 2050. La legge, che deve ancora essere approvata dal Senato, è considerata dalla amministrazione Obama una delle maggiori priorità della agenda del presidente americano.

°°° Ma quanto mi piacerebbe essere americano con un presidente-statista come Barack Obama. E a chi non piacerebbe? Qui invece dobbiamo sorbirci i deliri i un dittatorello da strapazzo, che straparla di energia nucleare, di zittire tutti, di ottimismo malato… mentre l’Italia va in crescente sfacelo, NON ABBIAMO PRESENTE NE’ FUTURO, e l’80% delle famiglie non arrivano a mettere insieme il pranzo con la cena dopo il 15 del mese. Rimpiangiamo amaramente Prodi, invidiamo chi ha Obama. E ci attacchiamo al cazzo.

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Si riparte con la mafia, grazie Silvio!

INCHIESTA/ IL DOPO TERREMOTO (Repubblica)
Abruzzo, l’uomo che ha avviato i lavori è legato ai prestanome di Ciancimino
L’Aquila, le amicizie pericolose
all’ombra della prima new town

dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI

Un depliant che illustra la new town

case

L’AQUILA – Nel primo cantiere aperto per ricostruire L’Aquila c’è un’impronta siciliana. L’ha lasciata un socio di soci poco rispettabili, uno che era in affari con personaggi finiti in indagini di alta mafia.

I primi lavori del dopo terremoto sono andati a un imprenditore abruzzese in collegamento con prestanome che riciclavano, qui a Tagliacozzo, il “tesoro” di Vito Ciancimino.

Comincia da questa traccia e con questa ombra la “rinascita” dell’Abruzzo devastato dalla grande scossa del 6 aprile 2009. Comincia ufficialmente con un caso da manuale, una vicenda di subappalti e di movimento terra, di incastri societari sospetti. Tutto quello che leggerete di seguito è diventato da qualche giorno “materia d’indagine” – un’informativa è stata trasmessa dalla polizia giudiziaria alla procura nazionale antimafia – ma l’intreccio era già rivelato in ogni suo dettaglio da carte e atti di pubblico accesso.

Partiamo dall’inizio. Dai fatti, dai luoghi e dai nomi di tutti i protagonisti e dei comprimari di questo primo lavoro per il terremoto d’Abruzzo. Partiamo dalla statale 17, la strada tortuosa e alberata che dall’Aquila passa per Onna, il paese che non c’è più, il paese spazzato via alle 3,32 di quasi ottanta notti fa. È qui, sotto la collina di Bazzano, dove sorgerà la prima delle venti “piccole città” promesse da Berlusconi agli aquilani per la fine di novembre – sono le famose casette, i 4500 alloggi per ospitare fra i 13 mila e i 15 mila sfollati – che è stato dato il via in pompa magna alla grande ricostruzione. È qui che sarà costruita la prima “new town”. È qui che hanno alzato il primo cartello: “Lavori relativi agli scavi e ai movimenti di terra lotto Ts”. Ed è qui che l’imprenditore Dante Di Marco, alla fine di maggio, ha cominciato a spianare la collina con le sue ruspe e i suoi bulldozer. Così si chiama l’amico degli amici siciliani che nascondevano in Abruzzo i soldi di don Vito, l’ex sindaco mafioso di Palermo.

Dante Di Marco ha 70 anni, ha amicizie importanti in tutto l’Abruzzo, è residente a Carsoli che è un piccolo paese fra l’Aquila e Roma. L’appalto per rosicchiare la collina di Bazzano e sistemare una grande piattaforma di cemento – è là sopra che costruiranno quelle casette sostenute dai pilastri antisismici – è stato aggiudicato da un’”associazione temporanea di imprese”. La capogruppo era la “Prs, produzione e servizi srl” di Avezzano, la seconda ditta era la “Idio Ridolfi e figli srl” (anch’essa di Avezzano, sta partecipando anche ai lavori per la ristrutturazione per il G 8 dell’aeroporto di Preturo), la terza era la “Codisab” di Carsoli, la quarta era l’impresa “Ing. Emilio e Paolo Salsiccia srl” di Tagliacozzo e la quinta l’”Impresa Di Marco srl” con sede a Carsoli, in via Tiburtina Valeria km 70.

L’impresa Di Marco è stata costituita nel 1993, ha una ventina di dipendenti e un capitale sociale di 130 mila euro, l’amministratore unico è Dante Di Marco (gli altri soci sono il figlio Gennarino e la figlia Eleana), la ditta non è mai stata coinvolta direttamente in indagini antimafia ma il suo amministratore unico – Dante – risulta come socio fondatore della “Marsica Plastica srl” con sede a Carsoli, sempre in via Tiburtina Valeria km 70. È questo il punto centrale della storia sul primo appalto del terremoto: un socio della “Marsica Plastica srl” ha praticamente inaugurato la ricostruzione.

Quest’impresa, la “Marsica Plastica srl”, è molto nota agli investigatori dell’Aquila e anche a quelli di Palermo. È nata il 22 settembre del 2006 nello studio del notaio Filippo Rauccio di Avezzano. Tra i soci di Dante Di Marco c’era l’abruzzese Achille Ricci, arrestato tre settimane prima del terremoto per avere occultato i soldi di Vito Ciancimino in un villaggio turistico a Tagliacozzo. C’era Giuseppe Italiano (il nome di suo fratello Luigi è stato trovato in uno dei “pizzini” del boss Antonino Giuffrè quando era ancora latitante), che è un ingegnere palermitano in affari di gas con Massimo Ciancimino. C’era anche Ermelinda Di Stefano, la moglie del commercialista siciliano Gianni Lapis, il regista degli investimenti del “tesoro” di Ciancimino fuori dalla Sicilia.

Il 22 settembre del 2006, nello studio dello stesso notaio di Avezzano Filippo Rauccio, era stata costituita anche un’altra società, l’”Ecologica Abruzzi srl”. Fra i suoi soci ci sono ancora alcuni della “Marsica Plastica srl” (la moglie di Lapis e il palermitano Giuseppe Italiano per esempio) e poi anche Nino Zangari, un altro imprenditore abruzzese arrestato il 16 marzo del 2009 per il riciclaggio del famigerato “tesoro” di don Vito. Erano due società, la “Marsica Plastica” e l’”Ecologica Abruzzo”, che con la “Ricci e Zangari srl” – se non ci fosse stata un’inchiesta del Gico della finanza e i successivi arresti – avrebbero dovuto operare per la produzione di energia, lo smaltimento rifiuti, nel settore della metanizzazione. Un labirinto di sigle, patti, commerci, incroci. Tutto era stata pianificato qualche anno fa. E tutto alla luce del sole.

Ecco come ricostruisce le cose Dante Di Marco, l’imprenditore che ha vinto il primo sub appalto per la ricostrizione dell’Aquila: “Ho presentato una regolare domanda per accreditarmi ai lavori di Bazzano e sono entrato nel consorzio di imprese, che cosa c’è di tanto strano?”. A proposito dei suoi vecchi soci siciliani ricorda: “Quella gente io nemmeno la conoscevo, mi ci sono ritrovato in società così, per fare il mio lavoro di movimento terra”. E consiglia: “Chiedete in giro chi è Dante Di Marco, tutti diranno la stessa cosa: uno che pensa solo a lavorare con tutti quelli che vogliono lavorare con lui”.

Proprio con tutti. Dante Di Marco ha una piccola impresa, tanti lavori e tantissimi amici in Abruzzo. È entrato in società non soltanto con i siciliani amici di Ciancimino ma anche con Ermanno Piccone, padre di Filippo, senatore della repubblica e coordinatore regionale del Pdl. Sono insieme dal 2006 – e con loro c’è pure il parlamentare del Pdl Sabatino Aracu, sotto inchiesta a Pescara, accusato di avere intascato tangenti per appalti sanitari - nella “Rivalutazione Trara srl”, quella ha comprato alla periferia di Avezzano 26 ettari di terreno e un antico zuccherificio per trasformarlo in un termovalorizzatore. Fili che si mescolano, finanziamenti, compartecipazioni, una ragnatela. E appalti. Come quello di Bazzano, l’opera prima della ricostruzione. Per il governo Berlusconi è la splendente vetrina del dopo terremoto in Abruzzo. Per Dante Di Marco da Carsoli, socio dei soci dei Ciancimino, era un’occasione da non perdere.

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Mentre da noi si delira di nucleare…

Eolico: il vento americano potrebbe coprire il fabbisogno di energia mondiale

23 Giugno 2009 11:35
SCIENZE E TECNOLOGIE

ROMA – Per soddisfare il bisogno di energia di tutto il mondo basterebbe catturare con le pale eoliche il vento sul territorio degli Stati Uniti. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze ‘Pnas’ da Michael McElroy della School of Engineering and Applied Sciences, Harvard University di Boston. Secondo gli scienziati, basterebbe una rete di turbine da 2,5 megawatt di potenza sistemate dove non siano dannose per l’ambiente, lontano da foreste, ghiacciai e anche dalle principali aree urbane, che operino ad appena il 20% della loro capacita’, per produrre un quantitativo di energia pari a oltre 40 volte il consumo globale corrente di elettricita’, oltre cinque volte il consumo globale di energia in tutte le sue forme. (Agr)

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Roma, città solare?

Roma, 11:13
ROMA: ALEMANNO, A SETTEMBRE PRONTI CON “CITTA’ SOLARE”

“A settembre saremo pronti ad avviare un primo ragionamento su ‘Roma Citta’ solare’: c’e’ la possibilita’ di fare un grande investimento sull’energia fotovoltaica. Anche l’Unione industriali di Roma si e’ mossa su questo versante e occorre un progetto condiviso per utilizzare il piu’ possibile le fonti energetiche alternative”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenendo al Sustainability International Fourm promosso dalla P&G Alumni. Secondo il sindaco, sul tema delle energie rinnovabili “occorre un cambio di paradigma altrimenti la correzione e’ praticamente impossibile. Piccoli interventi non inciderebbero in una realta’ cosi’ grande come Roma”.

°°° Se fosse vero, un applauso ad Alemanno: sarebbe la prima cosa buona che farebbe per Roma. Ma, conoscendo la sua cricca di inetti, ho paura che sarà “solare” nel senso di sòla

inverno

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