Compravendita voti: al sindaco di Cento 2 anni di condanna… e al mafionano?

L’ex sindaco di Cento comprò i voti in consiglio comunale: condannato a due anni

Il giudice gli ha inflitto una pena più elevata rispetto a quanto aveva chiesto il pubblico ministero. La reazioni del Berlusconi di provincia: “Ho voluto combattere i poteri forti, questa è stata la mia colpa”

L’ex sindaco di Cento Flavio Tuzet è stato condannato a due anni e un mese per istigazione alla corruzione e minacce. Al termine della requisitoria del pm Nicola proto e delle arringhe di parte civile e difese, il tribunale ha emesso la sua sentenza. Una pena ancor più dura di quella richiesta dall’accusa, che ipotizzava un anno e sei mesi per Tuzet e un anno e quattro mesi per gli altri due imputati, il consigliere della lista di centrodestra di

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Altre porcate del mafioso Berlusconi

l’attuale dirigente: «No comment, prima devo leggere le carte»

 

Raitre, il giudice reintegra Ruffini
Ma l’azienda avverte: «Di Bella resta»

Il tribunale di Roma accoglie la richiesta dell’ex direttore. Ma Viale Mazzini ha già annunciato ricorso

°°° Ma si può essere così servi e così carogne?! Ma poi… servi di un omuncolo ridicolo e pieno di complessi di inferiorità. E’  proproio il colno della schifezza della schidezza della schifezza…
ASINO_CAVALLO 

MILANO – Riesplode in Rai il caso Ruffini. Il giudice del lavoro del tribunale di Roma ha deciso infatti che l’ex numero uno di Raitre deve essere reintegrato alla direzione. «Indizi gravi, precisi e concordanti» collegano, scrive il giudice, la sostituzione di Paolo Ruffini alla direzione di Raitre all’aperta critica al contenuto di alcuni programmi della rete. Per cui la «delibera di sostituzione del vertice di Raitre non appare dettata da reali esigenze di riorganizzazione imprenditoriale presentando invece un chiaro connotato di motivazione discriminatoria e quindi illecita». L’azienda di Viale Mazzini però non ci sta e annuncia ricorso, comunicando anche, attraverso una nota, che Antonio Di Bella continuerà a svolgere il proprio mandato.

LA VICENDA – Ruffini, sostituito nei mesi scorsi per essere destinato ad altro ruolo interno alla Rai, aveva fatto ricorso nei mesi scorsi al tribunale di Roma lamentando che la soluzione individuata non rispondeva al suo profilo professionale e alle responsabilità fino ad allora ricoperte.

L’AZIENDA – La delibera del consiglio di amministrazione della Rai di nomina di Antonio Di Bella a direttore di Raitre resta valida, pertanto lo stesso Di Bella «continua a svolgere il proprio mandato», fa sapere Viale Mazzini attraverso un comunicato. La Rai ha già annunciato «immediato ricorso» al giudice di grado superiore sottolineando ancora che l’ordinanza su Ruffini «non caduca» la delibera del Cda relativa a Di Bella.

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Berlusconi, i ricatti, i trucchi

Il giudice che ha deciso la sospensione dell’esecutività della sentenza sul Lodo Mondadori è il fratello di un ex-deputato PDL.

Irrituale. Così era stata definita da diversi giuristi la decisione, presa pochi giorni fa dal presidente della II Corte d’Appello di Milano, di sospendere l’esecutività della sentenza sul Lodo Mondadori. Secondo la sentenza di condanna la Fininvest di Silvio Berlusconi avrebbe dovuto pagare immediatamente (in attesa di ricorrere in appello) 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti per avergli rubato attraverso la corruzione di un giudice la Mondadori una ventina d’anni fa.
Le decisioni in sede civile sono immediatamente esecutive ma nel caso Berlusconi-De Benedetti, in modo appunto irrituale, si è deciso di sospendere il pagamento che avrebbe probabilmente messo alle corde anche il colosso brianzolo.

A decidere sulla sospensiva è stato il presidente della II Corte d’Appello civile di Milano, il giudice Giacomo Deodato. E allora? Che c’è di strano?

Giacomo Deodato è il fratello di Giovanni Deodato, parlamentare messinese di Forza Italia per due legislature. Insomma, il giudice che ha deciso di sospendere la Fininvest dall’obbligo di pagare subito i 750 milioni a De Benedetti è il fratello di un esponente importante del partito del padrone della Fininvest.

Ecco i malati risultati di un conflitto d’interesse di dimensioni spropositate che la sinistra non ha mai saputo elidere dalla scena politica italiana.

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Nella foto, Giovanni Deodato, avvocato civilista classe 1933 eletto parlamentare con Forza Italia dal 1996 al 2006

Fonte dell’articolo (Il Fatto Quotidiano del 29 ottobre 2009, articolo di Marco Travaglio)

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