Romano. Evviva! Un altro mafioso al governicchio dell’italietta!

Nelle mani giuste

Le carte delle inchieste sul neoministro dell’Agricoltura. Quei rapporti pericolosi con gli uomini d’onore siciliani

Il neo ministro dell’Agricoltura Saverio Romano

Francesco Buscemi starà festeggiando a suon di cannoli dopo avere visto in televisione il suo amico Saverio Romano giurare come ministro dell’Agricoltura. L’uomo giusto al posto giusto.

Nell’indagine che portò all’arresto di Buscemi per mafia c’è un’intercettazione del 2001 che spiega la sua felicità. Buscemi era indagato per i suoi rapporti con il boss del mandamento di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, e con il braccio destro di Bernardo Provenzano, Giuseppe Lipari.

Nato nel 1935, legatissimo a Vito Ciancimino, funzionario ai Lavori pubblici della Provincia, Buscemi sarà condannato in primo grado per il suo ruolo di ponte tra mafia e politica e si salverà in appello grazie alla derubricazione dell’accusa di mafia in favoreggiamento semplice, reato prescritto. Nei mesi precedenti alle elezioni del 2001 Buscemi andava a trovare il boss Guttadauro, uscito da

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La badante di Bondi e suo figlio: Ministeri di famiglia. Capito chi ha ucciso il Cinema italiano?

La badante di Bondi & figlio, Ministeri di famiglia

Il figlio di Manuela Repetti, deputata Pdl e compagna del ministro della Cultura Sandro Bondi, lavora per la direzione generale del cinema del dicastero. Lui, laureando in architettura, non risponde, la madre tergiversa, il direttore conferma

Possibile che Fabrizio Indaco, figlio di Manuela Repetti, deputata del Pdl e compagna di Sandro Bondi, lavori per il

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La truffa ANCHE sulle pensioni del governicchio malavitoso e incapace. Zero euro per i precari.

Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta

LEGGETE E DIVULGATE…è uno schifo
pubblicata da ♕_LiNᏦ GℇNovℇsᎥ_♕ il giorno martedì 12 ottobre 2010 alle ore 19.56

La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versando servono soltanto a pagare chi la pensione ce l’ha garantita. Perché l’Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell’istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l’INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

Intrage scrive che l’annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l’Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati.

La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio. E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima.

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l’INPS gli “imprenditori di loro stessi” creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l’INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.



Fonte:

http://contintasca.blogosfere.it/2010/10/inps-e-ufficiale-i-precari-saranno-senza-pensione-silenzio-dei-media-o-scatta-la-rivolta.html

IL REGIMETTO DEL FARD (ma anche del silicone)

b.cotto



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Sardegna svenduta alla cosca e alle cricche

La tormentata vicenda dell’ampliamento di uno dei primi villaggi vacanze della sardegna

Valle dell’Erica, valle del cemento

Il resort si affaccia sul Parco Nazionale della Maddalena e sulla Riserva Protetta delle Bocche di Bonifacio
La tormentata vicenda dell’ampliamento di uno dei primi villaggi vacanze della sardegna

Valle dell’Erica, valle del cemento

Il resort si affaccia sul Parco Nazionale della Maddalena e sulla Riserva Protetta delle Bocche di Bonifacio

Valle dell’Erica è stato uno dei primi villaggi vacanze in Sardegna, più di 50 anni fa, un luogo incantato di fronte all’arcipelago della Maddalena, per decenni gestito a conduzione familiare. Poi la famiglia Vincentelli ha passato la mano al gruppo Delphina e il villaggio, intorno al quale erano sorti intanto appartamenti e ville, è stato trasformato gli anni scorsi in un resort di lusso. I lavori di trasformazione sono tutt’ora in corso: con ampliamenti che vanno al di là del progetto originario, lamentano associazioni ambientaliste.

Il cantiere di Valle Erica, Sardegna: LE SOLITE PORCILAIE COI BLOCCHETTI DI CEMENTO, VENDUTE COMEVILLE VERE!

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Troppo cemento, il resort si affaccia sul Parco Nazionale della Maddalena e sulla Riserva Internazionale Protetta delle Bocche di Bonifacio: Amici della Terra, Gruppo di Intervento Giuridico e Wwf hanno inviato esposti alla magistratura, al corpo forestale, al ministero dei beni culturali e hanno chiesto al Comune di Santa Teresa di verificare i lavori. Nel frattempo la magistratura ha aperto un fascicolo sulla vicenda. «E’ tutto in regola» sostiene Piero Bardanzellu, sindaco fino a qualche mese fa, che ha rilasciato le concessioni dopo che la Regione aveva autorizzato i progetti.

ACCESSO ALLE SPIAGGE SEMPRE MENO LIBERO – Nel mirino il piano di lottizzazione di Libellula srl, società del gruppo Delphina, presentato nel 2005 e approvato pochi mesi dopo con sollecitudine ritenuta sospetta – furono presentate interrogazioni al consiglio regionale – proprio mentre il presidente Renato Soru bloccava ogni costruzione a meno di 2 chilometri dal mare con la Legge Salvacoste. Altre contestazioni: gran parte del complesso turistico alberghiero era fra i 300 e i 500 metri dal mare, eppure la giunta Soru non ritenne che dovesse essere sottoposto al VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Negli ultimi anni Valle dell’Erica è come un cantiere aperto e il progetto originario ha subìto alcune modifiche: ora i metri cubi edificabili sono più di 26 mila, la superficie coperta 8 mila e 600 metri quadri, distribuita su 6 edifici. Insieme con gli ambientalisti protestano anche i proprietari delle villette costruite negli anni ’80 a monte dell’albergo: oltre al “carico” di cemento lamentano che l’accesso alle spiagge è sempre meno “libero”.

Alberto Pinna

°°° Poi non ho ragione di incazzarmi contro queste scimmiette sardegnole (che si offendono pure!) per aver scaraventato questa meravigliosa isola nella merda di berlusconi e cappellacci, massoneria e mafia. Non ho ragione quando ripeto che siamo amministrati da asini e ladri. Ho conosciuto un solo sindaco che ha davvero fatto il sindaco, in questi otto anni: Pietro Paolo Pisu di Laconi. Ha fatto di Laconi una cittadina svizzera in soli due mandati, riuscendo a portare a casa parecchi miliardi ogni anno e con giunte regionali di tutti i colori. Per il resto… IL DESERTO.  Tutti i sindaci che ho conosciuto sono solo  rubastipendi, rubagalline, ignorantoni, presuntuosi, fancazzisti, mazzettari, corrotti, concussori. Fanno cagare. Basti vedere come stiamo combinati! Tutti gli osservatori internazionali ci danno da anni come la regione più povera e più ignorante d’Europa. E non parliamo degli assessori regionali e provinciali… dio ce ne scampi!

E  NON PARLIAMO DI QUESTO GOVERNICCHIO!

b.facciadaculo

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DEVASTAZIONE BERLUSCONI: Le mille crisi da Nord a Sud. °°° Il governicchio che TAGLIA e RAGLIA

L’isola dei cassintegrati
oggi sbarca a Roma
«Solo vuoto attorno»

Da Piombino alla Natuzzi la crisi italiana non finisce mai

di Giuseppe Vespo (Unità)
Venduti per 1,54 euro, i 2.200 operai delle Acciaierie di Piombino del gruppo Severstal ex Lucchini aspettano di sapere qualcosa del loro futuro. Venti giorni fa la multinazionale russa Severstal li ha ceduti, (50,8% delle azioni) insieme a 700 milioni di euro di debiti, ad una finanziaria cipriota controllata da uno dei suoi patron, il magnate Alexey Mordashov. Un’operazione realizzata per non gravare sulla casa madre e prendere tempo, nella speranza di trovare – magari – un acquirente. Giovedì si riunirà il vertice del gruppo mentre i lavoratori di Piombino saranno in sciopero, in strada con una grande manifestazione. Il 29 sono attesi invece al ministero senza ministro dello Sviluppo economico, dove incontreranno il sottosegretario Stefano Saglia con il quale sperano di parlare di un piano industriale.

Molti chilometri più giù, a Bari e a Matera l’incertezza sul futuro del lavoro per molti si è trasformata in rassegnazione: un mese fa i 2.950 dipendenti della Natuzzi , azienda simbolo del sofà di qualità, si sono visti prorogare la cig in deroga fino al 15 ottobre: si lavora a rotazione per qualche giorno al mese, seguendo un valzer che va avanti dal 15 giugno del 2005. Ad ottobre i sindacati sono attesi al ministero dello Sviluppo per mettere a punto un accordo di programma. Da queste parti dal Duemila, secondo quanto ricostruisce il segretario generale Fillea-Cgil Saverio Fraccalvieri sono andati perduti migliaia di posti di lavoro. Colpa dell’euro troppo forte sul dollaro e della crisi dei mercati, l’indotto del divano oggi conta cinque o sei mila addetti contro i 14mila di dieci anni fa. Così sono almeno settemila gli ex lavoratori che tirano a campare con la «mobilità in deroga» concessa dalla regione Puglia.

L’indotto, il lato oscuro dell’industria in crisi si sta sgretolando anche da altre parti. Nel mondo degli elettrodomestici e del cosiddetto bianco, per esempio. In questo settore la madre di tutte le vertenze si chiama Antonio Merloni . I dipendenti marchigiani, umbri ed emiliani del gruppo di Fabriano sono tremila. Settemila con l’indotto. Da ottobre 2008 sono fermi, in cig straordinaria quasi a zero ore, in attesa di essere venduti a pezzi. Cosa che forse, annuncia Anna Trovò segretaria nazionale Fim-Cisl, avverrà per le produzioni di bombole a gas e cucine. Da qualche giorno anche i cugini della Indesit di Brembate, Bergamo e Refrontolo, Treviso, vivono nell’incertezza: il nuovo piano prevede la chisura dei due siti che occupano più di 500 persone. Che siano lavatrici, automobili, telefonia o chimica, poco cambia. Esuberi e cassa integrazione sono il presente di 600mila lavoratori.

E il ridimensionamento sembra il destino di pezzi grossi dell’industria. Nel settore chimico Vinyls e Lyondell-Basell cercano acquirenti, Eurallumina è ferma da un anno. I circa seimila addetti ai call center di Phonemedia oggi manifestano a Torino, Bari e Catanzaro, per ottenere un tavolo che faccia il punto sul futuro di questo asset del gruppo Omega . Lo stesso a cui è stata ceduta Agile , la costola di information technology di Eutelia che occupava duemila persone. Nel frattempo Telecom annuncia altri 3.700 esuberi e Fiat chiude Termini Imerese con quasi duemila operai e la Cnh di Imola con 280 dipendenti. Sono alcune tra le vertenze più conosciute. Circa duecento quelle che occupano i funzionari dello Sviluppo economico, anche loro privi di ministro. L’ultimo – ma non per via della crisi – è rimasto senza lavoro.

°°° Il governicchio  che TAGLIA  e  RAGLIA

fanculo

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