Strasburgo, l’Italia condannata per i respingimenti verso la Libia°°° Grazie ai razzisti burlesquoni e maroni.

Strasburgo, l’Italia condannata
per i respingimenti verso la Libia

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo all’unanimità l’Italia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, è stato violato l’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. Il nostro paese dovrà versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime

di VLADIMIRO POLCHI

Strasburgo, l'Italia condannata  per i respingimenti verso la Libia

ROMA – Stop ai respingimenti in mare. Bocciate le espulsioni collettive. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato all’unanimità l’Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che

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Tolta la sua cerchia di servi, Burlesquoni non esiste o esiste solo per la sua ridicolaggine, i suoi reati, e la giustizia.

Libia e debito Ue, Berlusconi? Non esiste

di Umberto De Giovannangeli

srkozy merkel box

Neanche un sms. Emarginati anche nell’ultimo atto della guerra in Libia. Nonostante le basi concesse, nonostante le missioni aeree condotte. Erano passate poche ore dalla conferma della morte di Muammar Gheddafi, che la «diplomazia delle videoconferenze» riprende a funzionare. A prendere l’iniziativa è la Casa Bianca. Interlocutori di Barack Obama sono il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro britannico David Cameron. L’Italia non c’è. Neanche un sms. Esclusione umiliante, Tanto più che non riguarda solo la Libia. Nella stessa giornata – l’altro ieri – poco della fine del Colonnello, Obama tiene un’altra videoconferenza. Stavolta il tema, non meno scottante, riguarda gli sviluppi della crisi del debito europea. A discuterne, stavolta, sono in quattro: i «tre della Libia» – Obama, Sarkozy e Cameron – e la cancelliera tedesca Angela Merkel (a comunicarlo è la Casa Bianca). Neanche in questa occasione, Silvio Berlusconi viene interpellato. Semplicemente, non esiste.

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Le minchate deliranti del vigliacco silvio burlesquoni

Libia, Berlusconi: «Gheddafi mi vuole morto»

gheddafi berlusconi a Roma

«Sono in pericolo di vita e purtroppo non solo io ma anche i miei figli. L’ho saputo da mie fonti certe che Gheddafi ha dato disposizioni di farmi fuori».

Il Corriere della Sera
riporta i timori di Silvio Berlusconi che afferma di sentirsi «nel mirino» del colonnello libico, «perchè così Gheddafi ha deciso. Lui me l’ha giurata», aggiunge. Tra i motivi che alimenterebbero il rancore del colonnello ci sarebbe la partecipazione dell’Italia alla guerra in Libia.

«A Tripoli c’erano manifesti giganti che mi ritraevano con Gheddafi – prosegue il premier – mentre ci stringevamo la mano. E lui ha preso il nostro intervento militare come un tradimento». Berlusconi ricorda la sua contrarietà iniziale a partecipare al conflitto. «A suo tempo avevo messo in guardia i nostri partner internazionali – sottolinea – e anche in patria avevo spiegato che l’operazione non sarebbe stata facile e che ci avrebbe potuto danneggiare». «Poi, davanti alle pressioni degli Stati Uniti, alla presa di posizione di Napolitano e al voto del nostro Parlamento – aggiunge – che potevo fare? Non sono io a decidere. Ma vai a spiegarlo a chi è abituato a comandare come Gheddafi. Le regole della democrazia non le capisce».

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Frattini, dopo una carrettata di VAFFANCULO da tutto il mondo, fa un km indietro.

Libia, dietrofront di Frattini dopo i no
“La tregua umanitaria? Solo un’ipotesi”

°°° Mentre alla camera sentiamo le solite minchiate deliranti del mafioso e dei suoi sodali e le scimmiette ammaestrate scatenano il solito, patetico, tifo da stadio sul nulla. La Politica è ben altra cosa. Questi se ne devono andare in fretta o finiranno malissimo tutti. Ma finirà ancora peggio l’Italia, devastata da queste merde ladre e incapaci.

A TEATRO 24 ANNI FA.

bello lucio

http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/22/news/libia_22_giugno-18049471/?ref=HREC1-2

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