Acqua, la Consulta “salva” il referendum. Anche l’ultima porcata del mafionano è finita male.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/463137/

Acqua, stop della Corte Costituzionale:
“Non privatizzare il servizio pubblico”

«La sentenza – dicono i portavoce del movimento – esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal governo Berlusconi violava l’articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini»

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La porcata tutta sarda dei ricci di mare

Alghero, ricci nelle retine: sagra a rischio

La legge impone il confezionamento del prodotto possibile solo in uno stabilimento di Porto Torres. L’assessore Langella: “Non rinunceremo alla manifestazione”


di Andrea Massidda

ALGHERO. Una contestatissima norma dell’Unione europea che impone la vendita dei ricci di mare in apposite reti certificate sta rischiando di compromettere la stagione del bogamarì. Nonostante il periodo propizio, in città trovare la gustosa polpa arancione è diventata un’impresa.

Se infatti sino a poco tempo fa era normale incontrare sulle banchine del porto o lungo le strade litoranee pescatori con banchetti improvvisati e bacinelle stracolme di ricci, oggi la situazione è molto cambiata. Persino al mercato del primo pescato non c’è traccia di venditori di bogamarì, bisogna cercarli fuori dalla struttura. E lì quei pochi che ci sono si limitano a vendere sulle proprie imbarcazioni ormeggiate al porto: «Il mare è pieno di ricci e ora la temperatura dell’acqua è ideale per la loro qualità – dice Antonello Puledda, appena rientrato dall’immersione -, ma prima di venderli bisogna certificarli in un centro di spedizione autorizzato. Da quando ha chiuso quello di Galboneddu il più vicino si trova a Porto Torres. Una spesa insostenibile». Il Piano regionale che regola il commercio e il monitoraggio dei molluschi, in linea con quanto stabilito a livello europeo, dall’anno scorso si applica anche agli echinodermi e prevede il confezionamento, la marchiatura di identificazione e l’etichettatura del prodotto. Molti pescatori algheresi non dispongono però di mezzi adeguati per il trasporto di alimenti, ma soprattutto lamentano la perdita di qualità dei ricci, che una volta retinati non si manterrebbe del tutto intatta.

«Il bogamarì – continua Puledda – si può deteriorare durante il trasporto o durante il confezionamento, ed è facile che le spine si rompano. Per questo i nostri clienti non amano i ricci retinati: hanno l’impressione di avere a che fare con alimenti poco freschi. Perciò preferisco evitare questa procedura inutile e svantaggiosa e vendere il prodotto dalla mia barca». Per chi non rispetta le regole ci sono multe salate. «L’anno scorso – ammette – ne ho preso una da settemila euro. Eppure mi risulta che da altre parti della Sardegna non siano così fiscali». Nonostante le numerose difficoltà, l’ex assessore comunale alle Attività produttive Gianfranco Langella garantisce che la «Sagra del bogamarì» si farà e che è in programma anche la terza edizione del premio «Riccio d’oro».

°°° Come in tutti gli altri campi, i politicanti sardi non sanno che pesci prendere e stanno finendo di devastare anche il mare. Che è l’ultima risorsa che ci rimane. A Cagliari, dove se ne fottono, i cittadini si sono organizzati e – basta andare a vedere al Poetto – coi ricci campano migliaia di famiglie. E fanno benissimo! I ricciai del Poetto fanno la felicità anche dei cagliaritani e dei rari turisti. A Oristano e a OIlbia è proibito vendere i ricci ai banchetti, ma disperati e dilettanti stanno rovinando le coste e depauperando il mare dei preziosi frutti. Accade così quando non ci sono regole né controlli.
Ora ci si mettono anche quelli di Alghero… MA ANDATE A CAGARE!
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Olbia non vuole il gasdotto in casa, la porcata GALSI dove serve turismo. Perché il killer di Olbia, Nizzi, si impegna tanto per questo scempio?

Olbia non vuole il gasdotto in casa

Olbia non vuole il gasdotto in casa

OLBIA. Si tengono per mano e come inchiostro si posano sulla sabbia. «NO GALSI». La scritta umana si legge dall’aereo che vola sopra il cielo grigio piombo delle Saline. La spiaggia è espugnata da un’allegra macchina da rivolta. Oltre 200 persone si sono ritrovate nel giorno della protesta contro la centrale Galsi. È la rivoluzione pacifica delle massaie, degli ecoadolescenti, dei nonnini sempreverdi che zaino in spalla saltano come caprioli. Dal sogno berlusconiano di Costa Turchese alla canna del gas, non c’è pace per questo fazzoletto pregiato di Gallura. Le bandiere dei partiti si mischiano con i cartelloni dei manifestanti. L’antipolitica si mescola alla politica, il movimentismo è diluito nel grande sistema dei partiti. In spiaggia si discute sul futuro di questo fazzoletto di

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Processo breve e lungo rinviati. Ora Berlusconi ci riprova col bavaglio. °°°ANCORAAA?!

Processo breve e lungo rinviati

Ora Berlusconi ci riprova col bavaglio

Il Cavaliere è sempre più in difficoltà sulle leggi ad personam. Ecco allora sparire la salva-Ruby
Mentre ricompare il decreto legge sulle intercettazioni che sarà alla Camera giovedì prossimo.

°°° Questa merda di verme non ha ancora capito che non gli permetteremo mai più nemmeno mezza LEGGE PORCATA! Forse sta cercando lo scontro fisico e i morti… delinquente com’è.

B.troiaio

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L’ultima porcata di calderoli. Ma proprio l’ultima!

Senato federale,
stop voto all’estero
La bozza di riforma
del governo

°°° Il voto all’estero non si può cancellare, sono tutti cittadini italiani e sarebbe anticostituzionale: come tutte le leggi porcata di questa destra schifosa, ladra, e incapace. Ma quello che gli fa rodere il culo è altro: i connazionali all’estero non si cibano di merdaset e minchiolini, sono INFORMATI, e queste merde non le vota NESSUNO!

Capito l’arcano?

calderoli.guepiere

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