Mafia in Lombardia. Poi era Saviano che sparava cazzate e il popolo dei ladri costrinse la Rai a ospitare Maroni.

Mafia in Lombardia, in 2 anni 150 imprese cacciate dai cantieri delle grandi opere

°°° Vi ricordate quell’altra pagina oscena della disinformazione italiota del regime berlusconi? Ecco, ora si cominciano a scoprire tutti gli altarini della cosca di mafiolo, da Forminchioni in giù.

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Il camorrista cosentino visto (benissimo) da Saviano.

Il patto scellerato

di ROBERTO SAVIANONON TIRI un sospiro di sollievo, Onorevole Cosentino, trattenga ancora il fiato. Non creda che questa congiura dell’omertà che si è frapposta tra lei e le richieste della magistratura, possa sottrarla dal dovere di rispondere di anni di potere politico esercitato in uno dei territori più corrotti del mondo occidentale. Non tiri un sospiro di sollievo, Onorevole Cosentino, perché quel fiato non dovrà usarlo solo per rispondere ai giudici. Il fiato che risparmierà lo deve usare per rispondere a chi ha visto come lei ha amministrato  –  e lo ha fatto nel peggiore dei modi possibile  –  la provincia di Caserta, plasmando una forma di contiguità, i tribunali diranno se giudiziaria ma sicuramente culturale, con la camorra.

Onorevole Cosentino, per quanto ancora con sicumera risponderà che le accuse contro di lei sono vacue accuse di collaboratori di giustizia tossicodipendenti. I pentiti non accusano nessuno, dovrebbe saperlo. I pentiti fanno dichiarazioni e confessioni; i pm ne riscontrano l’attendibilità ed è l’Antimafia a formulare l’accusa, non certo criminali o assassini. Lei, ribadisco, non è accusato da pentiti, lei è accusato dall’Antimafia di Napoli. Ma anche qualora i tribunali dovessero assolverla, lei per me non sarebbe innocente. E la sua colpevolezza ha poco a che fare con la fedina penale. La sua colpa è quella di avere, per anni, partecipato alla costruzione di un potere che si è alimentato di voti di scambio, della selezione dei politici e degli imprenditori il cui

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Burlesquoni, grandi ladri, ma guai a toccarli sui soldi! Saviano da Feltrinelli.

Saviano pubblica con Feltrinelli
i monologhi di “Vieni via con me”

Lo scrittore: “Queste sono storie di tutti”. L’editore: “Felici e orgogliosi”. Verso la rottura con Mondadori dopo le polemiche dei giorni scorsi con Marina Berlusconi. Segrate fa sapere:  i programmi restano invariati

Saviano pubblica con Feltrinelli i monologhi di "Vieni via con me" Roberto Saviano

ROMA – Il primo passo dello strappo. I monologhi di Roberto Saviano per la trasmissione televisiva Vieni via con me usciranno per l’editore Feltrinelli. Due giorni fa, lo scrittore aveva dedicato la laurea “honoris causa” 1 ricevuta a Genova ai pm del pool di Milano. Marina Berlusconi gli aveva risposto definendo “un orrore” le sue dichiarazioni. Alla presidente di Mondadori, Saviano aveva risposto con un articolo 2.

3“Sono molto contento che le storie di Vieni via con me siano diventate libro – commenta lo scrittore – perché non è stato facile farle arrivare al grande pubblico. Hanno cercato prima di zittirle, minacciando di non mandarle in onda, poi di contrastarle e, infine, di farle dimenticare il più in fretta possibile”. E aggiunge: “La volontà della Feltrinelli di raccoglierle in un libro significa volerle difendere e allo stesso tempo renderle accessibili a chiunque vorrà. Significa farle diventare, di nuovo, storie di tutti”.

Soddisfattissimo Carlo Feltrinelli, presidente della casa editrice: “Siamo felici e orgogliosi di pubblicare

Roberto Saviano. La sua voce parla a milioni di persone. Faremo di tutto per aiutarlo a svolgere al meglio il suo fondamentale lavoro di racconto della realtà italiana. Mi dà speranza proprio la lettura di questo libro, perché accanto alla denuncia delle ferite vecchie e nuove del nostro Paese, c’è il racconto di storie coraggiose e di reazioni positive”.

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Proprio oggi su Repubblica, la Mondadori aveva fatto sapere che i programmi restano invariati. “Mondadori ribadisce che Roberto Saviano è un importante autore della casa editrice. I programmi editoriali che lo riguardano e con lui concordati per il futuro, restano interamente confermati. Così come resta inalterata la convinzione che gli autori, tutti gli autori, sono il patrimonio più importante di un editore, insieme alla rappresentazione plurale delle idee e dele convinzioni. Questo in rigorosa coerenza con la storia e la prassi di Mondadori, e in totale condivisione fra azionisti e management”.

La trasmissione Vieni via con me, 6 condotta da Saviano insieme a Fabio Fazio, ebbe un boom di ascolti e provocò una fortissima polemica politica. I conduttori furono accusati di aver organizzato una trasmissione in chiave antigovernativa.

(25 gennaio 2011)

°°° Bellissimo  leggere che marina “plasticacoca” burlesquoni viene definita come “management”. Come lele mora o la minetti o la began…

MANAGEMENT CON LE TETTINE NUOVE

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Saviano risponde alla figlia ebete, plastificata, e corrotta del mafionano.

Il vero “orrore” è isolare i magistrati

di ROBERTO SAVIANO

Ho ricevuto la laurea honoris causa in Giurisprudenza, mi è stata conferita dall’Università di Genova; è stata una giornata per me indimenticabile. Credevo fosse fondamentale impostare la lezione, che viene chiesta ad ogni laureato, partendo proprio dall’importanza che il racconto della realtà ha nell’affermazione del diritto.

Soprattutto quando il racconto descrive i poteri criminali. Senza racconto non esiste diritto. Proprio per questo ho voluto dedicare la laurea honoris causa ai magistrati Boccassini, Forno e Sangermano del pool di Milano. Marina Berlusconi dichiara che le fa orrore che parlando di diritto si difenda un magistrato. Così facendo avrei rinnegato ciò per cui ho sempre proclamato di battermi. Così dice, ma forse Marina Berlusconi non conosce la storia della lotta alle mafie, perché difendere magistrati che da anni espongono loro stessi nel contrasto all’imprenditoria criminale del narcotraffico non vuol dire affatto rinnegare. Non c’è contraddizione nel dedicare una laurea in Giurisprudenza a chi attraverso il diritto cerca di trovare spiegazioni a ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Mi avrebbe fatto piacere ascoltare nelle parole di un editore l’espressione “orrore” non verso di me, per una dedica di una laurea in Legge fatta ai magistrati. Mi avrebbe fatto piacere che la parola “orrore” fosse stata spesa per tutti quegli episodi di corruzione e di criminalità che da anni

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