Conferenza stampa dei servi di raiset. Ma come si permettono dei domestici di sindacare un ARTISTA?!

Ma ancora, nonostante Monti, la libertà di espressione in questa italietta è davvero rimasta un’illusione, ferma al regime berlusconi. Le minchiate di questo fascistello di mazza sono da brividi. Raglia di “grande libertà” della Rai e non ha idea di cosa sia la libertà. Se è per questo non sa nemmeno cosa sia la televisione. Parla di “satira politica” (che non c’è stata assolutamente) da parte di Luca e Paolo, ma attacca anche la loro scurrilità. O mazza, ma l’hai mai guardata la merda, quella sì volgarissima, che mandate in onda dal 1994 a tutte le ore?

IL SERVO IGNORANTE E FASCISTA MAZZA.

 

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Le vergogne di Raiset devastata da berlusconi e dai suoi servi sciocchi e inutili: Minchiolini ad esempio.

Caso Ferrario, Minzolini indagato
Editoriale al Tg1: “Esagerazioni contro di me”

Sotto inchiesta per abuso d’ufficio e mancato adempimento di un’ordinanza del giudice del lavoro. La Finanza nel suo ufficio per acquisire documentazione relativa alla causa intentata dalla giornalista. E lui in un intervento al telegiornale se la prende coi magistrati. Garimberti: “Uso improprio della testata”. Il presidente della Rai preoccupato anche per il calo di ascolti per la rete principale

Caso Ferrario, Minzolini indagato Editoriale al Tg1: "Esagerazioni contro di me" (ansa)

ROMA - Per il “caso Ferrario” Augusto Minzolini è indagato dalla procura di Roma per abuso d’ufficio e per mancato adempimento di un’ordinanza del giudice del lavoro. Il direttore del Tg1 era già indagato per peculato in relazione alla vicenda delle spese da lui effettuate con la carta di credito della Rai, indagine nella quale gli accertamenti sono finiti e si profila una richiesta di rinvio a giudizio. I guai di Minzolini coincidono con il fortissimo calo di ascolti di RaiUno, che ieri sera ha fatto quanto Chi l’ha visto?, un fenomeno che suscita preoccupazione nel presidente della Rai Paolo Garimberti. Non solo: un editoriale durante l’edizione del telegiornale delle 20, in cui il direttore se l’è presa con i magistrati “alla ricerca di eco mediatica” suscita dure reazioni, con Garimberti che denuncia nuovamente l’uso privato della televisione pubblica.

http://www.repubblica.it/politica/2011/09/29/news/rai_ascolti-22409148/?ref=HREC1-2

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Umilio Fido. A questi servi intronati bisognerebbe mettere un bavaglio.

Frasi omofobe, esposto contro Fede
“Palesi violazioni dei doveri del giornalista”

L’iniziativa di Paola Concia, parlamentare del Pd, all’Ordine dei giornalisti. Il direttore del Tg4 aveva fatto battute volgari sull’omosessualità del presidente della regione Puglia. “Mi auguro un provvedimento serio da parte dell’Ordine” di MARCO PASQUA

Frasi omofobe, esposto contro Fede  "Palesi violazioni dei doveri del giornalista" Emilio Fede

ROMA 1 - Un esposto all’ordine dei giornalisti per gli insulti omofobi rivolti dal direttore del Tg4, Emilio Fede, al governatore della Puglia, Nichi Vendola. Dopo aver raccolto, attraverso messaggi e post sui social network, la rabbia e il risentimento degli omosessuali, la deputata del Pd, Paola Concia, ha deciso di muoversi contro il giornalista, tanto da decidere di investire della vicenda l’ordine dei giornalisti.

La richiesta è chiara 2: viste alcune “palesi” violazioni della

Continue reading

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

L’italietta del mafionano in mano ai chicazzè, ai servi, e ai dj.

LA STRUTTURA DELTA IN RAI

Le telefonate intercettate nel 2005, nell’ambito dell’inchiesta Hdc. Da Deborah Bergamini a Pionati a Del Noce, tanti si attivano per addolcire a Berlusconi il boccono amaro delle Regionali, ma anche per discutere con la supposta “concorrenza” i palinsesti più favorevoli al “Biscione”. Fino alla costituzione di una “task force” per controllare e disinformare. Un gruppo che funziona ancora…

Repubblica Servizi di ALDO FONTANAROSA, WALTER GALBIATI, MASSIMO GIANNINI, EMILIO RANDACIO
A cura di  ADELE SARNO
Montaggio di MATTEO DEL LUCCHESE, LEONARDO SORREGOTTI
PERCHÈ QUESTA INCHIESTA
IL MODELLO RAISET 1

Le mani di Berlusconi sulla tv
Così lavora la fabbrica del consenso

Aprile 2005, il Papa sta morendo e Forza Italia perde (11 a 2) le elezioni regionali. Deborah Bergamini, ex cosulente del Cavaliere, promossa nel 2002 alla poltrona di vice direttore marketing strategico di Viale Mazzini, è il ‘capitano’ della squadra ‘antiguai’ al servizio di Silvio Berlusconi. Sintonizza i palinsesti Rai e Mediaset, provvede a piazzare i ‘raccomandati’ e fa in modo che alle notizie spiacevoli sia messo il silenziatore di WALTER GALBIATI, EMILIO RANDACIO

L’ANALISI 2

Nacque il palinsesto unico delle notizie
Ma la “macchina del pongo” funziona ancora

Nacque il palinsesto unico delle notizie Ma la "macchina del pongo" funziona ancoraUna centrale capace di omologare e addomesticare l’informazione per renderla funzionale al berlusconismo al potere. Una squadra di professionisti per sua natura segreta e incistata dentro le istituzioni per condurre una guerra di propaganda al servizio del Capo. Quelli che producono la “plastilina” necessaria a costruire una realtà deformata di MASSIMO GIANNINI

LA SCHEDA 3

Dal terremoto alle bestemmie
gli omissis dei telegiornali

Dal terremoto alle bestemmie gli omissis dei telegiornali I dissensi clamorosi dentro la redazione del Tg1, le multe del Garante per la propaganda del Premier “a reti unificate”, i confronti sconfortanti tra l’informazione politica delle nostre reti e quella delle televisioni straniere. Ecco un promemoria delle polemiche più recenti di ALDO FONTANAROSA

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/06/29/news/la_struttura_delta_in_rai-17637869/

°°° Lo dico e lo scrivo dal 1994, ero lì, ho visto e li ho pure denunciati tutti… a cominciare dai capi e da quelli che rubavano miliardi ogni giorno. Il mio avvocato Dino Quaglietta veniva a prendermi due volte a settimana e mi portava al comando generale della GdF, dove ho riempito migliaia di pagine di verbali con nomi, cognomi, reati, date, cifre… quando stavano per “partire coi pullman per arrestarli tutti” (parole del capitano e del maresciallo ) TUTTO BLOCCATO. INSABBIATO. Pare che dietro ci fosse anche la manina di veltroni o di d’alema. Per inciso, deborah bergamini non era una “consulente” di burlesquoni, ma la sua segretaria privata da anni.

Oggi la Rai è nelle mani dei dj falliti, fanno tutto loro. Ai miei tempi il più stupido e il più sfigato della compagnia… metteva i dischi, mentre noi si pomiciava o si faceva altro. Oggi gli scemi del villaggio comandano loro!


Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Rai: un altro modo per pagare i servi incapaci del nano coi NOSTRI SOLDI.

http://www.unita.it/italia/rai-appalto-ricco-mi-ci-ficco-br-amici-e-parenti-fanno-affari-1.279282

°°° Appalti agli amici degli amici, sfruttamento vergognoso dei lavoratori e massacro delle professionalità. Quando cacceremo il mafionano, resteranno le migliaia di merdine che ha imposto con contratti faraonici, ma nessuna capacità. Continueremo ad avere una televisione sempre più volgare e scadente. Peggio dei videocitofoni locali.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Quando uno è delinquente, anche i suoi servi senza dignità sono delinquenti

Giustizia, sì a norma salva premier
Prescrizione breve per incensurati

Giustizia, sì a norma salva premier Prescrizione breve per incensurati In Commissione alla Camera approvato l’emendamento presentato dal relatore Paniz al ddl sul cosiddetto processo breve. Se sarà approvata dall’aula i processi Mills e Mediaset non arriveranno in tempo alla sentenza

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

I giornalacci di “papi” contro i magistrati e la merda che li sommerge tutti, servi e padrone.

«Il Giornale», metodo Boffo con la Boccassini
Bruti Liberati: denigrazione si qualifica da sola

copertina giornale 27_11_2011 304

Apertura del ‘Giornale’ di Alessandro Sallusti con un titolo a tutta pagina ‘Amori provati della Boccassini: verità nascoste”, vestita da una grande foto della Pm antimafia del caso Ruby, in cui si ripropone la difesa della Privacy opposta al Csm davanti ad una pratica che riguardava anche suoi atteggiamenti e rapporti sentimentali. Una scelta, quella del quotidiano edito da Paolo Berlusconi, che porta Italia dei Valori a denunciare il rischio di un ‘linciaggio mediatico’ contro la Boccassini e il ricorso ancora una volta al cosidetto ‘metodo Boffo’ finalizzato a screditare chi non in sintonia con il Premier, e che portò in quel caso alle dimissioni del direttore di Avvenire.

“Il linciaggio mediatico nei confronti della Bocassini – denuncia il portavoce Idv Leoluca Orlando- continua. I giornali di famiglia proseguono con il metodo Boffo nel tentativo di punire i magistrati e di intimidirli, partendo dal magistrato più esposto. La colpa della Bocassini? E` quella di avere i capelli rossi così come la colpa del giudice Mesiano era quella di avere i calzini turchesi”. “Idv – conclude Orlando- esprime solidarietà e vicinanza umana alla Bocassini, ai suoi colleghi e a tutti i poliziotti costretti a fare da scorta alle escort di Arcore” e “chiede anche un intervento dell`Ordine dei giornalisti affinché valuti se è deontologicamente corretto il pestaggio mediatico e se tutto ciò è informazione o semplicemente manganellate di regime”.

L’intervento di Bruti Liberati
Ogni attività della magistratura – e dunque anche quella della Procura della Repubblica di Milano – in un ordinamento democratico è soggetta alla valutazione e alla critica della libera stampa; le campagne di denigrazione e l’attacco personale ai magistrati si qualidficano da soli, e in un sistema di civile convivenza devono essere un problema per chi ne è autore e non per chi ne è vittima». Lo ha sostenuto il procuratore di Milano, Bruti Liberati, a proposito dell’articolo uscito oggi su ‘Il Giornalè riferito al Pm Ilda Boccassini.

27 gennaio 2011

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter