Confindustria: Italia in recessione. “Nel 2013 ottocentomila posti in meno”

Queste merde hanno fatto passare, con la loro propaganda asfissiante, la balla che siamo vittime della “crisi mondiale”! Ma non è affatto vero!!! Prodi aveva diffidato le banche e gli enti pubblici, minacciando anche sanzioni per chi si fosse fatto truffare dai famigerati DERIVATI. Solo il faccendiere formigoni e pochi altri avevano disubbidito. Con Prodi lo SPREAD  era al 37%, l’economia era in crescita, il Pil al 3,50% e si stavano creando moltisssimi NUOVI POSTI DI LAVORO.  CON PRODI, OGGI, SAREMMO STATI UNA DELLE PRIME TRE ECONOMIE AL MONDO! Altro che crisi mondiale!

QUI LA CRISI L’HANNO CREATA E ACUITA LE RAPINE, LE LEGGI RAZZISTE E PRO MAFIA, E L’INCAPACITA’ ASSOLUTA DEL PAGLIACCIO  SILVIO BERLUSCONI E DELLA SUA COSCA MALAVITOSA!!!

Ber-bokassa

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CONFINDUSTRIA A CAPRI SENZA NESSUNO DEL REGIME. ANZI, C’è MARONI…

Dov’era il cav. Pompetta? Dov’erano i ridicoli INESISTENTI  ministri preposti all’industria e allo sviluppo?

C’era solo il ministro della polizia… che anche gli industriali, un tempo amici amici, ora siano considerati dal regime dei pericolosissimi Black Bloc? O era lì per mordere al polpaccio la marcia e Graglia? Oppure per prendere le impronte ai bambini degli imprenditori Rom? MAH, QUIEN SABE?

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Fine di un amore. Confindustria rivuole indietro l’anello e le foto

Confindustria: “Ripresa rallenta
boom di sommerso ed evasione”

In tre anni persi 480 mila posti di lavoro

°°° Questi figli di cummenda che si spacciano per industriali,   ma sono solamente dei figli di papà  incapaci che senza l’evasione -la    corruzione- i lauti aiuti statali, sarebbero falliti tutti da decenni… fanno cme il governicchio da loro sponsorizzato fino a ieri: sparano i numeri ad minchiam. Mezzo    milionei posti di lavoro li hanno persi ogni sei mesi. Se vogliamo essere seri.

INDUSTRIAOTTI  INCAPACI, METTETE IL NASO FUORI DAL  TG1 E DAL TG4

fuori

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Buffone!

Berlusconi fischiato dai disoccupati
«Sono della sinistra, si vergognino»

Il premier, al teatro San Carlo di Napoli per l’assemblea di Confindustria, preso d’assalto: «Buffone, buffone»

°°° Dunque. A parte il fatto che sono NUOVI disoccupati creati dalla sua totale inefficienza… ma sono DISOCCUPATI, imbecille: cretini che avevano votato per te, credendo alle tue panzane! Continue reading

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AGGHIACCIANTE

Mandato ai legali dopo le frasi del primo giugno al convegno di Santa Margherita Ligure
Parlò di “trama eversiva” e disse agli industriali di non dare pubblicità ai “media catastrofisti”
Accuse di “eversione” e “niente pubblicità”

Il gruppo Espresso querela Berlusconi
Il Cavaliere: “Non tengono vergogna”. E insiste: “Giusto non dargli pubblicità”

vecchio

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IL REGIME A UN PASSO DAL BARATRO

Il premier e i consigli per gli acquisti
di MASSIMO GIANNINI

“Non date pubblicità ai media che cantano ogni giorno la canzone del pessimismo”. Questa, dunque, è la “dottrina Berlusconi” sul libero mercato. Questi sono i “consigli per gli acquisti” che l’Imprenditore d’Italia impartisce ai suoi “colleghi”. L’uomo che sognava di essere la Thatcher, che si celebrava come “l’unico alfiere dell’economia liberale” nel ’94 e come “il vero missionario della tv commerciale in Europa” nel ’96, oggi concepisce così i rapporti tra produttori, clienti ed utenti. Non un contratto. Neanche un baratto. Piuttosto un ricatto.

Le parole pronunciate dal presidente del Consiglio dal palco confindustriale di Santa Margherita Ligure sono un ulteriore, drammatico esempio dei tanti “virus letali” che si stanno inoculando nelle vene di questo Paese. è un problema gigantesco, che chiama in causa sia chi produce quei virus (il presidente del Consiglio) sia chi li subisce (l’establishment politico-economico).
L’infezione promana direttamente dal capo del governo, dalla sua visione del potere, dalla concezione tecnicamente “totalitaria” delle sue funzioni. Proprio lui, che dovrebbe essere il primo a conoscere e difendere le ragioni del mercato, le umilia e le distrugge in nome di un interesse politico superiore: il suo. Il ragionamento fatto ai giovani industriali è agghiacciante: “Bisognerebbe non avere ogni giorno una sinistra e dei media che cantano la canzone del pessimismo. Anche voi dovreste fare di più: non dovreste dare pubblicità a chi adotta questi comportamenti”. Nell’ottica distorta del Cavaliere, la pubblicità non è più uno strumento da impiegare liberamente nella competizione economica: non si distribuisce più in base all’utilità del mezzo, all’efficacia del messaggio e alla profittabilità dell’investimento. Diventa invece un’arma da usare selettivamente nella battaglia politica: si distribuisce, a prescindere dall’efficacia del messaggio e dalla profittabilità dell’investimento, solo in base alla “fedeltà” del mezzo. Il presidente del Consiglio chiede agli imprenditori una sostanziale alterazione delle regole del mercato, con l’unico scopo di punire chi non è d’accordo con la politica del suo governo.

Il paradosso è che a sostenere questa tesi sia il capo del governo, che è al tempo stesso proprietario di Mediaset (e dunque di una delle maggiori concessionarie italiane) e azionista (attraverso il Tesoro) delle principali aziende pubbliche o semi-pubbliche del Paese. Come si regoleranno i dirigenti di Publitalia, nel distribuire le campagne pubblicitarie sulle radio e le televisioni? E come si regoleranno i manager di Eni, Enel, Finmeccanica, Poste, nel distribuire le loro campagne pubblicitarie sui quotidiani e i settimanali? Sarà interessante verificarlo, di qui ai prossimi mesi.

L’infezione inquina progressivamente il corpo della società italiana, delle classi dirigenti, delle istituzioni di garanzia. Una parola sugli imprenditori, innanzi tutto. Ancora una volta, bisogna constatare con rammarico che quando il Cavaliere ha lanciato il suo ennesimo anatema, dai giovani e dagli “anziani” di Confindustria non solo non si sono levate proteste, ma viceversa sono arrivati addirittura gli applausi. Eppure, per chi fa impresa e combatte ogni giorno sui fronti più esposti della concorrenza, le aberrazioni berlusconiane non dovrebbero trovare diritto di cittadinanza, in un convegno della più importante associazione della cosiddetta “borghesia produttiva”.

Se esistesse davvero, una classe dirigente responsabile e consapevole del suo ruolo dovrebbe reagire, cacciando il mercante dal tempio. Invece tace, o addirittura condivide. E non solo nei saloni di Santa Margherita Ligure. Poche ore più tardi, nella notte di Portofino, il Cavaliere ha cenato con due alti esponenti del gotha confindustriale. Marco Tronchetti Provera (presidente di Pirelli ed ex azionista di riferimento di Telecom) e Roberto Poli (presidente dell’Eni) erano al suo fianco, mentre il premier smentiva la smentita dei suoi uffici di Palazzo Chigi, e confermava che con quell’intemerata sulla pubblicità ce l’aveva proprio con i giornali “nemici”, e in particolare con “Repubblica”.
Ebbene, anche in quella occasione nessun distinguo, nessuna presa di distanza da parte di chi dovrebbe preferire le leggi mercatiste di Schumpeter a quelle caudilliste di Berlusconi.

Ma una parola va spesa anche sulle cosiddette Autorità amministrative indipendenti, chiamate a tutelare la concorrenza, e sulla cosiddetta libera stampa, chiamata a difendere il diritto all’informazione. Solo in un Paese in cui si stanno pericolosamente snaturando i meccanismi di “check and balance” può accadere che di fronte a certe nefandezze ideologiche non ci siano organi di vigilanza capaci di fare semplicemente il proprio dovere. L’Antitrust non ha nulla da dire, sulla pretesa berlusconiana di riscrivere le regole del mercato pubblicitario con criteri di pura convenienza politica? E il giornale edito dalla Confindustria non ha nulla da dire, sul tentativo berlusconiano di condizionare le scelte commerciali dei suoi azionisti?
Domina il silenzio-assenso, nell’Italia berlusconizzata. Tutto si accetta, tutto si tollera. Anche un mercato schiaffeggiato dalla mano pesante del Cavaliere, invece che regolato dalla mano invisibile di Adam Smith.

°°° Orripilante. Abbiamo una classe industriale di incapaci, di servi, ladri ed evasori fiscali. A queste merdine va benissimo un bandito al potere: ruba lui, rubiamo tutti. Alè!

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LE PERICOLOSE EVOLUZIONI DI MAFIOLO

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Il solito mare di cazzate

Il premier interviene all’assemblea della Confesercenti
“In magistratura ci sono grumi eversivi. Aggredito dalla toghe rosse”
Da Berlusconi nuovo attacco ai giudici
A chi lo fischia: “Siete pochi, non contate”

Silvio Berlusconi (noto pregiudicato e pedofilo)

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ROMA – Cambia la platea, non cambia l’obiettivo dell’attacco. In passato era stata l’assemblea di Confindustria, oggi quella Confesercenti. Tribune che Silvio Berlusconi usa per scrivere un nuovo capitolo della sua personale “guerra” alla magistratura. Lo fa in una sala nervosa, che lo applaude, ma altrettanto spesso resta in silenzio e dalla quale parte anche qualche fischio. Accade quando il Cavaliere parla di “grumi eversivi tra le toghe” e lancia un nuovo, durissimo attacco al giudice del processo Mills Nicoletta Gandus. “Io non lascero’ la politica fino a che non ci sarà la separazione delle carriera tra pm e giudici e test psicoattitudinali per i pm – dice il Cavaliere – Quando mi hanno detto di governare il Paese io ho posto la condizione che questa magistratura, che prima delle scadenze elettorali è intervenuta sempre, non potesse perseguirmi: non devo subire le aggressioni delle toghe rosse”.Giudici che, insieme a pm e giornalisti sono “tre categorie che fanno male”.

Il premier è un fiume in piena. E spiega così la decisione di varare il lodo Alfano: “A chi mi dice di farmi confessare, io dico che sono il campione degli imputati, ma ‘sono stato sempre assolto’. Ho subito piu’ di 100 indagini piu’ di 587 visite della guardia di finanza, mi son dovuto difendere in 2500 udienze. Una volta al governo ho voluto che l’Italia diventasse un paese come gli altri, come la Francia dove c’e’ la sospensione dei procedimenti per chi ha responsabilita’ di governo”.

All’Auditorium, mentre usa queste parole, nessun trionfo e nessuna vera e propria contestazione. Piuttosto, soprattutto quando Berlusconi parla di giustizia, difendendo il lodo Alfano e attaccando i giudici rossi, una evidente freddezza. E di fronte ai fischi il Cavaliere replica contrattaccando: “Siete in 4 o 5, percentualmente irrilevanti. Domani i titoli saranno che io sono stato contestato, ma io ho le spalle larghe e così, anzi, si rafforza la mia volontà di operare nel bene di tutti e nell’interesse del paese”.

Dura la risposta di Antonio Di Pietro: “E’ eversivo solo il comportamento del presidente del Consiglio che invece di sottoporsi alla giustizia accusa i magistrati che hanno scoperto e dimostrato che ha corrotto un testimone per far risultare nei processi un’innocenza che non aveva”.

°°° Questo scarto di verme insiste. Spara le solite coglionate e vomita insulti sui magistrati che non è riuscito a comprare. Insulta i giornalisti veri che ancora sono rimasti e offende l’intelligenza del mondo. NON E’ MAI STATO ASSOLTO. HA CORROTTO GIUDICI, TESTIMONI, FINANZIERI, ASSESSORI, SINDACI. NON ha partecipato a quasi nessuna udienza, preferendo inventare scuse e scappare: pur di far passare tempo e arrivare alla prescrizione… PRESCRIZIONE CHE HA DIMEZZATO LUI MEDESIMO con una delle leggi ad personam. Se facessero un test psicoattitudinale a lui e ai suoi sedicenti ministri, li sbatterebbero immediatamente in una clinica psichiatrica molto sorvegliata…. La mia meraviglia è che ormai le platee stiano semplicemente “FREDDE”… dovrebbero aver capito di che malato di mente cocainomane si tratti e dovrebbero impedirgli a calci sulla dentiera di continuare con questo repertorio stanco e delirante. Sì, anche questi evasori fiscali incalliti dei commercianti: ma non lo capiscono che è mortale ANCHE per il commercio, questo bandito?

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veline… enh-geeeh-enh…

La presidente di Confindustria replica al premier, contrapponendo alla sua ‘battuta’
la definizione data da Raffaele Bonanni: “Preferisco essere considerata onesta e libera”
Berlusconi: “Marcegaglia velina”
E lei: “Sono una persona seria”

Berlusconi: “Marcegaglia velina” E lei: “Sono una persona seria”

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ROMA – Berlusconi le dà della velina, sia pure con il sorriso sulle labbra, ma Emma Marcegaglia non ci sta. Una battuta, l’ennesima del premier, pronunciata all’inizio dell’applauditissimo intervento all’Assemblea di Confindustria: “Ieri sera la presidente di Confindustria è venuta a trovarmi a Palazzo Chigi e un commesso mi ha detto: ‘C’è di là una velina’. Era la presidente, era in gran forma, elegante, tutta vaporosa perché aveva una cena: sembrava volasse sui tappeti di Palazzo Chigi”.

Una battuta, appunto, seguita da ampi apprezzamenti sulla relazione appena conclusa da Emma Marcegaglia all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Poche ore dopo la replica della presidente di Confindustria, dal palco del Congresso della Cisl: “Preferisco come mi considera Raffaele Bonanni che quello che ha detto su di me Berlusconi, che mi ha chiamato ‘velina”’.

Poi la presidente di Confindustria stempera: ”Non ho niente contro le veline e quando si hanno 40 anni fa anche piacere sentirsi dire di essere come una velina. Ma preferisco essere considerata come ha detto Bonanni, una persona seria, onesta e libera che sta portando avanti un lavoro concreto”.

°°° Visto? Questo vecchio trombone ha un cervellino guasto con due soli neuroni malati e balbuzienti: uno sa dire VE-LI-NE e l’altro ride ebete come gasparri: ENH-GEEEEH-ENH…

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