Monti: bla bla bla sul fisco, ma favorisce gli evasori. Proprio come il mafionano.

Fisco, niente accordo tra Italia e Svizzera. Intanto gli evasori scappano

Nel Paese elvetico cresce l’opposizione popolare all’operato del governo di Berna. Così, mentre Regno Unito e Germania hanno portato a casa delle “intese lampo” (non oltre 6 mesi), Monti continua a promettere lotta senza quartiere a chi non paga le tasse, ma non trova risultati oltre le Alpi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/19/niente-accordo-tra-italia-e-svizzera-e-intanto-evasori-scappano/329047/

°°°Il tecnico non perde occasione per continuare l’opera devastatrice del mafioso di Hardcore: dalla macelleria sociale ai regali alle cosche, dalla legge bavaglio agli occhi chiusi su ricconi ed evasori. A CASA!

Eveline Widmer Schlumpf monti interna nuova

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L’italietta lasciata dal mafionano: Evasione fiscale, burocrazia e giustizia bloccata

L’Italia maglia nera in Europa e non solo

I dati in uno studio realizzato da Confcommercio. Sotto osservazione il rapporto tra impresa privata e sistema giudiziario. Noi ultimi per la qualità complessiva delle infrastrutture

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/08/08/news/evasione_fiscale_burocrazia_e_giustizia_l_italia_maglia_nera_tra_i_grandi_paesi-40570195/?ref=HREC1-1

Evasione fiscale, burocrazia e giustizia L'Italia maglia nera in Europa e non solo

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La devastazione del signor burlesquoni: lui ricco coi soldi nostri e gli italiani alla CARITAS.


Francesco Greco: “Evasione e corruzione
sono la prima causa del declino italiano”

Il magistrato milanese stima in 150-200 miliardi di euro all’anno i profitti illeciti che potrebbero essere recuperati e propone la creazione di un’Authority indipendente: “E’ urgente quanto la manovra economica”. Invece il nostro paese non ratifica le convenzioni internazionali in materia e impone ai pm più esperti di cambiare ufficio dopo dieci anni di esperienza

Il pm milanese Francesco Greco

Evasione fiscale e criminalità economica sono la “principale causa del declino dell’Italia e della sua crescita zero”. Serve quindi un’”Authority per combattere la corruzione e l’evasione, reati che garantiscono profitti illeciti per 150-200 miliardi di euro all’anno”. Lo afferma il procuratore aggiuntoFrancesco Greco, impegnato da anni a Milano contro il crimine economico-finanziario, in un’intervista a Repubblica.

Quando si parla di lotta all’evasione c’è chi paventa lo “stato di

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I Vescovi condannano l’evasione fiscale. °°° Si autoflagellano o pigliano per culo?

L PRESIDENTE DELLA CEI INTERVISTATO SULLA MANOVRA ECONOMICA

I Vescovi condannano l’evasione fiscale
«In Italia cifre impressionanti»

Il cardinale Bagnasco: «Appello alla coscienza di ciascuno perchè questo dovere sia assolto da tutti»

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)

MILANO – Lotta all’evasione fiscale, niente tagli a famiglia e missioni all’estero. Sono le priorità su cui fondare la ripresa del Paese, secondo il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, Le cifre dell’evasione fiscale in Italia «sono impressionanti», commenta il presidente della Conferenza episcopale italiana, in un’intervista da Madrid alla trasmissione Radio Anch’io.EVASIONE FISCALE «IMPRESSIONANTE» – Partendo da un diplomatico «Non so dirle» è questione per tecnici «e forse anche loro hanno opinioni diverse», Bagnasco, interpellato sul decreto anti-crisi varato in Consiglio dei ministri lo scorso 12 agosto, si è lasciato andare a un commento sul problema dell’evasione fiscale nel Paese. «Sono impressionanti le cifre sulla evasione», ha osservato il presidente dei vescovi, richiamando il dovere di tutti di contribuire attraverso le tasse alla vita pubblica e sociale. «La chiesa e i pastori, – ha aggiunto – non devono porsi dentro le questioni tecniche, ma rimanere a quel livello di richiamo spirituale ed etico che fa parte della nostra missione, e far appello alla coscienza di ciascuno perchè anche questo dovere possa essere assolto da tutti, non senza però rivedere gli stili di vita».

http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_19/cei-bagnasco-manovra-impressionanti-cifre-evasione-fiscale_1fdc3436-ca4c-11e0-9ddb-a6b1d988da8e.shtml?fr=box_primopiano

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I ridicoli spot contro l’evasione fiscale

Bruno Tinti

I ridicoli spot contro l’evasione fiscale

Siccome nessuno sa che i servizi di cui godono i cittadini sono pagati con le entrate fiscali; e siccome nessuno capisce che chi le tasse non le paga ma gode comunque di quei servizi è un fiero farabutto che vive a spese della collettività; ecco che il ministero dell’Economia ha pensato bene di spiegare questi concetti con spot radiofonici e televisivi.

Per carità, se due evasori, convinti da questi spot, pagheranno il dovuto saremo contenti. Certo, se la lezioncina arrivasse da un governo non presieduto da un tizio che ha spiegato all’Italia che lui aveva 64 società off shore che gli servivano per non pagare le imposte; e che, oltre il 35 per cento di aliquota, l’evasione fiscale è legittima difesa; ecco, sarebbe stata recepita meglio, come dire, senza sorrisi beffardi.

In ogni modo sempre di una cosa ridicola si tratta. Per indurre qualcuno a pagare le imposte occorrono i tre seguenti presupposti:

1 – una casta politica di specchiata virtù; perché, se un ladro mi spiega che non devo rubare, io lo mando a quel paese;
2 – un controllo effettivo su tutti i contribuenti per stanare gli evasori;
3 – un apparato sanzionatorio efficace e spaventevole, in modo che chi, nonostante i controlli efficienti, ci prova lo stesso, finisca i suoi giorni in galera; così nessun altro segue il suo esempio.

Ovviamente nessuno di questi presupposti sussiste e quindi lo spot è, come ho detto, una cosa ridicola.

Sul primo presupposto non vale la pena di sprecare parole: abbiamo una

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L’evasione fiscale vola e si chiama burlesquoni e tvemonti. In compenso la corruzione è alle stelle.

“Se” la guerra totale
all’evasione è solo uno spot

Il governo dei condoni ora si affida al buon cuore degli evasori. Ma i redditi e gli utili non dichiarati al fisco arrivano a 275 miliardi di euro

Da oggi sui vostri schermi va in onda la lotta all’evasione: due spot che passeranno sulle reti Rai per un paio di mesi e faranno pure mostra di sé nelle stazioni e negli aeroporti di Roma e Milano. A commissionarli alla Saatchi and Saatchi è stata l’Agenzia delle entrate con l’idea – si presume – di creare a mezzo stampa quella censura sociale che gran parte del popolo italiano si rifiuta di comminare a chi si auto-diminuisce le tasse. Il primo spot è un’animazione intitolata “Se” e dovrebbe ricordare ai cittadini, semmai non lo sapessero, che con le tasse si pagano i servizi pubblici. Il secondo dovrebbe essere invece un pregnante ritratto antropologico dei “parassiti che vivono alle spalle della società, succhiando risorse alla collettività”. Insomma, una sorta di chiamata alle armi della cittadinanza dopo quella, con scarsissimi esiti, con cui Giulio Tremonti invitò alla pugna i Comuni (trovate gli evasori e vi lascio un po’ di soldi). Meglio di niente, si dirà, eppure non proprio quella guerra totale all’evasione fiscale che sarebbe “la vera patrimoniale”, come ha detto Vladimiro Giacché, dirigente della Sator di Matteo Arpe oltre che editorialista del Fatto Quotidiano: “A causa di questa illegalità, ciascun contribuente in regola paga 3.000 euro all’anno di più; in concreto, negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente ha pagato maggiori tasse per 870 miliardi”.

I redditi e guadagni non dichiarati al fisco – dati Istat di quest’anno – che oscilla tra i 255 e i 275 miliardi all’anno, il 16,3 e il 17,5 per cento in percentuale sul Pil: il mancato gettito è

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