Bla, bla, bla, federalismo, bla, bla,bla…

REGIONI: ERRANI, E’ ROTTURA CON GOVERNO SERVE CHIAREZZA

berlusconi viagra

Il Governo tradisce puntualmente il principio di leale collaborazione e le Regioni sono quindi costrette a sospendere ogni Tavolo di concertazione politica e tecnica”, uno stop dunque alle Conferenze Stato-Regioni e Unificata, cosi’ Vasco Errani sintetizza la decisione assunta ieri all’unanimita’ dalla Conferenza delle Regioni. “Da due mesi siamo in attesa di un vertice chiarificatore con l’Esecutivo, ma

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Menzogne su menzogne…

… e sempre dai suoi zerbini, senza contraddittorio. Vespa dovrebbe sprofondare per la vergogna sotto un km di merda.

Le bugie dell’Imperatore

Nella Repubblica fondata sulla menzogna, può accadere che il presidente del Consiglio menta non solo sulla sua pelle (le sue frequentazioni private e l’utilizzo a fini personali dei voli di Stato) ma anche sulla pelle degli altri. Ieri sera, nel solito, comodo salotto di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi ha detto due colossali bugie.

La prima bugia, la più scandalosa perché dolorosa, riguarda i disoccupati e i precari. “Abbiamo, ed è già operativo, accorciato le pratiche per la cassa integrazione – ha dichiarato il premier – e tutti coloro che perdono il lavoro hanno il sostegno dello Stato. Copriamo fino all’80% dell’ultimo stipendio, ma la gente che segue anche dei corsi può arrivare quasi al 100% dell’ultimo stipendio… I “co.co.pro.” possono avere una percentuale rispetto a quello che hanno introitato rispetto all’anno precedente… Ed è tutto già operativo”. Delle due l’una. O non sa di cosa parla. O specula politicamente sulla vita della povera gente.

Non lo dicono i pericolosi “comunisti” del Pd. Lo dice la Banca d’Italia: “Il nostro sistema di protezione sociale – ha spiegato il governatore Mario Draghi nelle Considerazioni finali della scorsa settimana – rimane frammentato. Lavoratori identici ricevono trattamenti diversi solo perché operano in un’impresa artigiana invece che in una più grande. Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento. Tra i lavoratori a tempo pieno del settore privato oltre 800 mila, l’8% dei potenziali beneficiari, hanno diritto a un’indennità inferiore ai 500 euro al mese… La Cassa integrazione ordinaria è stata diffusamente usata… la sua copertura potenziale è tuttavia limitata – interessa un terzo dell’occupazione dipendente privata – e fornisce al lavoratore un’indennità massima inferiore, in un mese, alla metà della retribuzione media dell’industria… Per oltre 2 milioni di lavoratori temporanei il contratto giunge a termine nel corso di quest’anno. Più del 40% è nei servizi privati, quasi il 20 nel settore pubblico. Il 38% è nel Mezzogiorno”. Così stanno le cose nella realtà, fuori dalla fiction berlusconiana.

La seconda bugia il Cavaliere l’ha detta proprio sui fondi per il Mezzogiorno. “I fondi Fas ammontano a 57 miliardi – ha annunciato solennemente – e abbiamo mantenuto l’85% al Sud e il 15% al Nord. Non li abbiamo ancora attribuiti perché non vogliamo che vadano a finire nelle spese correnti, ma là dove sono destinati dall’Europa ovvero per le infrastrutture.

Quando una Regione ci presenta un piano infrastrutture noi li diamo. Se invece li spende per stipendi o per spese correnti non li diamo”. Delle due l’una. O non sa di cosa parla. O racconta l’ennesima frottola a spese dei poveri meridionali. Non lo dicono i sovversivi “bolscevichi” dell’opposizione, ma i numeri del Tesoro. La suddivisione dei Fondi Fas all’85% per il Sud e al 15% per il Nord non è una decisione di questo governo, ma una norma consolidata e varata dalla Legge Finanziaria del 2002. Non solo. I fondi Fas in cassaforte, all’inizio di questa legislatura, ammontavano a 63 miliardi. La prima manovra di Tremonti ne ha subito tagliati 10. Dei 53 rimasti, 26 miliardi sono fondi nazionali e 27 sono fondi regionali.

I primi, invece di essere usati per investimenti nelle aree depresse, sono stati impiegati dal governo per finanziare spese correnti di ogni genere: dagli sgravi Ici ai più abbienti all’Alitalia, dalle quote latte alla copertura dei disavanzi comunali di Roma e Catania. I secondi, per i quali è prevista la compartecipazione dell’Unione europea, non sono nella disponibilità del governo centrale ma degli enti locali. Così stanno le cose nel mondo vero, fuori dal “set” virtuale berlusconiano.

Sarebbe stato bello se, nello studio di “Porta a porta”, qualcuno avesse sollevato qualche obiezione al Cavaliere, e gli avesse fatto notare l’inconsistenza dei suoi seducenti “annunci” e l’incongruenza delle sue sedicenti “verità”. Ma ancora una volta, in quella “dependance” televisiva di Palazzo Grazioli è risuonato solo il Verbo dell’Imperatore.

MASSIMO GIANNINI

b-uffone

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La frittata di mafiolo che scappa

Il G8 a l’Aquila, quel che il premier non ha detto Già buttati 320 milioni. «La Sardegna è ferita»

La main conference dove i grandi del pianeta avrebbero dovuto confrontarsi è già pronta. Così come l’hotel che aspettava Obama, unico dei capi di Stato che per motivi di sicurezza avrebbe soggiornato sull’isola (per gli altri c’era una lussuosa nave). Entrambe queste strutture sono dentro l’ex arsenale militare. Per bonificarlo sono serviti 30 milioni di euro, per riconvertirlo all’uso civile altri 140. L’utilità di queste opere è stata cancellata dalla decisione del premier di abbandonare la Maddalena. Quei soldi sono stati destinati all’arcipelago dall’Unione europea, come intervento nelle cosiddette aree svantaggiate (fondi Fas). Se non ci fosse stata l’urgenza del G8, questi soldi sarebbero tornati utili per modernizzare la logistica portuale. Quando Berlusconi parla di “risparmio” nel cambio di sede, non conteggia questo spreco.

L’umiliazione
L’arcipelago è stato umiliato, anche se gran parte dei 320 milioni dei fondi Fas sono stati investiti in infrastrutture durature. Prodi e l’allora governatore Renato Soru avevano scelto la Maddalena per ospitare il G8 e conclamare così la rinascita di questa terra incantata, per 35 anni soggiogata dalla presenza dei militari americani nella base di Santo Stefano. Incassata la vittoria elettorale con l’amico Ugo Cappellacci, adesso Berlusconi fa il padrone, toglie la vetrina, i soldi, il lavoro. «Tutta la Sardegna è ferita», contesta Angelo Comiti, sindaco dell’arcipelago, che nei giorni scorsi aveva pure ricevuto le delegazioni dei paesi attesi per il vertice, dall’India alla Cina e anche l’Egitto. Eppure, quando ieri sera ha incrociato Cappellacci, cercando di scuoterlo, ma ha trovato solo accondiscendenza verso la volontà del premier: «Perdiamo questa prestigiosa vetrina, e con essa centinaia di posti di lavoro stagionali. Ma che governatore è uno che non si fa sentire davanti a una vicenda simile?». Risposta: non è un governatore, ma il figlio del commercialista del premier. Il sindaco cerca regole in una vicenda che le ha calpestate: «Vorrei che la Corte dei conti si esprimesse. L’Europa ci ha dato dei soldi destinati a determinati scopi, vincolati a impegni precisi, come si legge sulle ordinanze firmate dallo stesso Berlusconi. Adesso quelle spese sono diventate fasulle: chi ne rende conto?».

Cosa è successo
Per capire quanto accaduto bisogna mettere in fila alcune cose. Anzitutto la ritrosia del presidente del consiglio sul vertice in Sardegna, sito scelto dal precedente governo nazionale e regionale. Voleva il G8 a Napoli, per celebrare la città liberata dalla monnezza. Bertolaso lo sconsigliò, e la conquista dell’Isola lo convinse a sostenere la Maddalena e a fare di persona i sopralluoghi. Questa titubanza ha intralciato i lavori, tanto che vi erano dubbi sulla puntualità delle consegne. Ostacolata anche dalla megalomania di Berlusconi, che aveva dilatato l’appuntamento: non più un G8, ma un G42, tanti sono infatti i Paesi esteri invitati, con ben 24 capi di Stato e 18 delegazioni. Manovrare l’afflusso sull’arcipelago sarebbe stato complicato, ma i sardi non si erano persi d’animo. Così, quando il terremoto dell’Aquila ha offerto una grande occasione mediatica per nascondere i problemi organizzativi da lui stesso creati, e ne ha approfittato. Apparecchiando la notizia: Berlusconi cita lo sventato pericolo dei Black Block, e guarda caso proprio martedì la presenza di esponenti dell’antagonismo anarchico è stata segnalata a Olbia e dintorni dalle forze di polizia. La ha scritto il quotidiano L’Unione Sarda, giornale di Zuncheddu, amico del premier, grande sostenitore di Cappellacci nella corsa contro Soru. Di questi frontisti, in realtà, nessuno sa nulla. Di vero c’è che “Sa Mesa a Fora Su G8”, che raccoglie i movimenti indipendentista ed anticolonialista sardo, pensava ad un controvertice “dei Popoli oppressi”. Caspita, che minaccia.

°°° Dunque, amici, come sempre accade: mafiolo e i suoi – nella fattispecie Bertolaso – sparano un mare di minchiate PRONTAMENTE smentite dalla realtà. Il cazzaro ha messo in piedi un ambaradan che poi NON ha saputo gestire… come la Standa, ricordate? Quella la svendette per pochi soldi, qui invece – non potendo svendere una cosa non sua – è scappato all’Aquila. Ma, dopo il morto e i casini che lui e i suoi avevano provocato a Genova, credo che anche in Abruzzo si vedranno dei bei casini.

carlo

genova

genova1

madd1

madda

nad

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