Berlusconi ancora condannato

L’azienda di Berlusconi dovrà pagare 750 milioni di euro per il danno patrimoniale

da “perdita di chance” di un giudizio imparziale. Il verdetto ha carattere esecutivo

De Benedetti: sentenza fa giustizia
L’ingegnere: “Stabiliti in modo inequivocabile gli illeciti che mi hanno impedito
di realizzare il progetto industriale che avrebbe creato il primo gruppo editoriale italiano”

PREVITI  SORPRESO  PER  LA   CONDANNA

bionico

ROMANI  PORTA  LA  FERALE NOTIZIA A PAPI

romani disturba papi

ROMA – Fininvest dovrà risarcire Cir del danno patrimoniale da “perdita di chance” di un giudizio imparziale, quantificato in circa 750 milioni (749.955.611,93, per l’esattezza).

Nella nota della Cir si legge che “è stata depositata oggi la sentenza del tribunale di Milano nella causa civile promossa da Cir, assistita dagli avvocati professor Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini, contro Fininvest per il risarcimento del danno causato dalla corruzione giudiziaria nella

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Mastelcard

Incarichi e appalti
Mastella e la moglie rinviati a giudizio

La procura della Repubblica di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio del leader dell’Udeur Clemente Mastella e della moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, nonché di altri imputati coinvolti nell’inchiesta su presunti illeciti nell’assegnazione di incarichi e appalti. A seguitro di quell’inchiesta Mastella si era dimesso da ministro.

°°° Dini e mastella si sono venduti a silvio berlusconi, facendo cadere il miglior governo del dopoguerra, per molti soldi… ma anche per salvare il culo loro e delle mogli dalla galera. E poi De Magistris si sbagliava, eh?

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Tutto chiaro

Alitalia sceglie Fiumicino
e declassa Malpensa

°°° Ora è tutto chiaro. Mafiolo ha dovuto cedere il culo a Bossi con leggi e comportamenti che sono “troppo” persino per lui. Ma non è finita… Sono curioso di vedere quali altre concessioni Burlesquoni farà allo scioccato di Pontida, dato che Colaninno gli ha sfilato la grassa mangiatoia di Malpensa: vero forziere per i guadagni illeciti della Lega.

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Sesso anale controvoglia

Niente class action retroattiva
Beffa per i consumatori

Stop alla retroattività per la class action. L’azione di classe arriverà in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l’approvazione del Collegato Sviluppo, ora all’esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. Una beffa per gli obbligazionisti Alitalia. L’ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull’energia e il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane.

La proposta di modifica deve avere ancora l’ok dell’Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl, ma sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran parte della maggioranza «perchè la retroattività delle norme giuridiche – commenta fuori dall’ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine dei lavori in Senato – è sempre molto difficile da accettare».

Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008.

Furiosa l’opposizione. Elio Lannutti dell’Idv sottolinea che «ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». L’emendamento sulla class action è su uno degli ultimi articoli del ddl Sviluppo e dunque occorrerà vedere nei prossimi giorni quale decisione verrà alla fine assunta dal Senato.

Intanto, oggi sono arrivati gli emendamenti al ddl. C’è quello, annunciato nei giorni scorsi, che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas. A firmarlo è il presidente della Commissione Industria del Senato Cesare Cursi (Pdl).
Proprio nei giorni scorsi l’Eni aveva fatto notare come questa proroga fosse un «unicum» in Europa. Arriva anche un emendamento del Pdl (primo firmatario il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri) che toglie il divieto all’agente monomandatario nelle assicurazioni. Lo stop all’esclusiva era stato deciso nel 2006 con una delle lenzuolate sulle liberalizzazioni dell’ex ministro Pierluigi Bersani.

Nutrito poi il ‘pacchettò di emendamenti presentato dal governo: si va dall’istituzione della Commissione di Vigilanza sulle risorse idriche alla Cabina di regia sugli inceneritori dei rifiuti, dal rilancio del mercato unico dell’energia attraverso interconnector che verranno programmati da Terna a migliori definizioni delle norme anti-contraffazione. Sciolto infine il nodo delle norme prive di copertura finanziaria: la presidenza del Senato ha preso atto dei rilievi della Commissione Bilancio e ha stralciato le norme non rispettose dell’articolo 81 della Costituzione.
06 maggio 2009


°°° Come sempre, Mafiolo e la sua cosca trovano sempre qualche sconosciuto peone per firmare le peggiori porcherie, dietro mandato della banda Previti-Ghedini, per favorire i delinquenti come loro.

anale

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