Berlusconi ci riprova con le porcate

Dopo lo stop al Senato Ghedini ci riprova. La norma limitata al primo grado

Ripreso un testo degli ex Ds Calvi e Fassone con un codicillo ritagliato su Berlusconi

Processo breve ad hoc

per “salvare” il premier

di LIANA MILELLA (Repubblica)

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ROMA – Avevano anche scritto la norma transitoria per, al contempo, salvare Berlusconi e salvare pure la faccia. Era lì appena la settimana scorsa, in bella evidenza, alla commissione Affari costituzionali del Senato che si apprestava ad esaminare gli emendamenti al decreto comunitario in aula in queste ore. Il comma diceva così: le nuove regole sul “processo breve” “si applicano a quelli in corso giunti fino al dibattimento di primo grado”.

Un articolo ad hoc per far cadere le inchieste Mills, Mediaset e Mediatrade sotto la mannaia della legge che Niccolò Ghedini aveva

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Berlusconi lo piglia sotto la coda

Il Quirinale blocca l’ultimo  blitz al Senato per infilare la prescrizione in un decreto

Il Cavaliere teme che i giudici impongano l’interdizione dai pubblici uffici

“Vogliono far saltare il governo”
la sentenza incubo di Silvio

di FRANCESCO BEI e LIANA MILELLA

MAFIOLO A QUESTO GIRO  LO PIGLIA NEL CULO. ERA ORA!

ECCO COME APPRENDE LA NOTIZIA UNA CASALINGA DI VOGHERA:

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ROMA – Il Cavaliere è giudiziariamente nudo e ha paura. Cancellato dalla Consulta il lodo Alfano, nell’impasse i suoi sono alla disperata ricerca di una

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Berlusconi: dittatore ladro

La norma sarà inserita nella Finanziaria, ancora al suo primo passaggio in Senato

Potrebbe beneficiarne Mondadori: Segrate ha una causa da 200 milioni

Per il premier arriva il lodo Cassazione

Processi tributari chiusi pagando il 5%

di LIANA MILELLA e ROBERTO PETRINI (Repubblica)

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ROMA – E siamo al “lodo Cassazione” visto che lì, prima o poi, finiscono comunque i processi di Berlusconi. Il contenitore: la legge Finanziaria. Il luogo: il Senato. Il contenuto: due emendamenti, uno per mandare al macero migliaia di processi tributari pur

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Scene da una dittatura di un pazzo

RETROSCENA In corso una trattativa Ghedini-Bongiorno

Ecco le ipotesi per “difefendere” il Cavaliere dai processi

Sprint sul legittimo impedimento E in Cassazione un Caso-Segrate

di LIANA MILELLA (Repubblica)

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ROMA – E adesso? “Fate in fretta e levatemi dagli impicci“. “E basta con i dubbi di Fini e della Bongiorno sulla prescrizione breve, non c’è

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E meno male!

Il capo dello Stato convoca Alfano al Quirinale: senza modifiche niente firma

Il presidente preoccupato per i rischi di incostituzionalità. Esclusa la fiducia

Legge sulle intercettazioni
arriva lo stop di Napolitano

di LIANA MILELLA

ATTACCATEVI QUI!

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ROMA – Irragionevole, incostituzionale, gravemente dannosa per le indagini, foriera di scontri con una stampa già pronta allo sciopero del 13 luglio. La legge sulle intercettazioni, così com’è, non va. Napolitano poteva rinviarla alle Camere e dare uno schiaffo a Berlusconi. Ma fedele al motto che “gli strappi tra le istituzioni vanno sempre evitati” (almeno fin dove è possibile), il capo dello Stato l’ha fermata prima del suo ultimo passaggio al Senato.

Con un governo pronto a mettere la fiducia come aveva fatto alla Camera. Dopo un anno di ininterrotta moral suasion, dopo aver messo

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Oggi le comiche

Tentato colpo di spugna sulla concussione Ue. Li Gotti: “Quale eurodeputato state cercando di graziare?”
L’Osce: “Il ddl sugli ascolti non rispetta gli standard internazionali sulla libertà di stampa”
Prostituzione, la legge slitta a ottobre
Sicurezza e intercettazioni, ingorgo al Senato

di LIANA MILELLA

ROMA – Rinviato a dopo l’estate. Doveva essere uno dei fiori all’occhiello del governo Berlusconi, sicuramente del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che in questi mesi ne ha chiesto a gran voce una celere approvazione. Ma ora il ddl sulla prostituzione, che prevede il carcere per il cliente che va con una lucciola in luoghi pubblici, è divenuto fonte di profondo imbarazzo per la maggioranza, al punto da dovergli staccare l’etichetta “urgente” e sostituirla con un bel rinvio. Tutta colpa dell’ormai famosa (e infelice) definizione di Niccolò Ghedini su Berlusconi “utilizzatore finale” delle escort baresi. Dunque un cliente anche lui, seppure in luoghi chiusi, quindi non punibile.

Ma come si fa a discutere di un simile tema giusto in questi giorni? E mentre l’ex pm, e ora esponente Pd Felice Casson, preannuncia emendamenti sull’utilizzatore? Alla commissione Giustizia del Senato pure il presidente Filippo Berselli, che un anno fa voleva introdurre il foglio di via obbligatorio per le squillo, deve soprassedere. Mentre tra i banchi si svolge un ameno siparietto. Un senatore Pdl, con un sorriso sornione, dice a uno dell’opposizione: “Ma ti pare che adesso possiamo discutere delle norme della Carfagna?”.

Ufficialmente è colpa dell’ingorgo in commissione dove si ritrovano assieme ddl prostituzione, ddl sicurezza, ddl intercettazioni, ddl processo penale. A Berselli il presidente del Senato Schifani ed emissari del governo hanno chiesto di dare corsia preferenziale a sicurezza e ascolti, in coda il resto, a partire dalle norme anti-utilizzatori. Con due risultati. Via dibattiti a rischio per i facili doppi sensi, subito la sicurezza (in aula la prossima settimana forse con la fiducia) perché la Lega scalpita; a seguire gli ascolti, col governo che segue gli sviluppi del Bari-gate pronto a emendare il testo. Che comunque, lo confermano i senatori ex magistrati, sarà subito applicabile, ad esempio trasferendo un pm che parla del processo o che viene denunciato da un indagato, o bloccando l’uso delle telefonate di un’inchiesta per aprirne un’altra. Una legge bavaglio, che taglia le unghie ai pm (anche se il Guardasiglli Alfano lo nega), che fa dire a Miklos Haraszti, relatore per i media dell’Osce: “Non corrisponde agli standard internazionali sulla libertà si stampa”.

Tra giustizia e sicurezza sarà un luglio di fuoco. E se n’è avuta un’anticipazione ieri quando il governo, con l’ennesimo colpo di mano, ha cercato di emendare pure la legge (presentata da Casson e Luigi Li Gotti dell’Idv) che ratifica la convenzione Onu sulla corruzione vecchia del 2003. Sorpresa: ecco la richiesta di approvare una nuova versione dell’articolo 322bis del codice penale che disciplina corruzione, concussione, peculato commessi da europarlamentari o funzionari Ue, cancellando la concussione.

Martedì sera se ne accorge Casson che subemenda il testo, in aula grida Li Gotti: “Quale eurodeputato state cercando di graziare?”. Casson non ha dubbi: “Per il principio del favor rei la legge si applica ai reati precedenti”. E Li Gotti: “È un colpo di spugna”. Il centrista Gianpiero D’Alia: “Come si può pensare che, per lo stesso reato di concussione, un funzionario di Regione venga imputato e uno di Stasburgo no?”. Il governo tenta la prova di forza, boccia la modifica di Casson che risponde con la richiesta di voto segreto. Seduta sospesa. Alla ripresa la maggioranza ritira l’emendamento. “Tutto è bene quel che finisce bene” chiosa la capogruppo Pd Anna Finocchiaro.

°°° C’è poco da commentare. Semplicemente, siamo nelle mani di un’accolita di malavitosi che si parano il culo a forza di leggi ad personam e di voti di fiducia. E l’Italia è in completo disfacimento…

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