Lega ladrona, ma quante decine di milioni si sono rubati ogni anno dall’odiata Italia che hanno devastato?

Lega Nord, nel verbale dell’ex segretaria tutti i soldi finiti agli amici di Belsito

Un flusso di milioni di euro del partito usato per mantenere una posizione di privilegio al suo interno da una parte e, dall’altra, per aiutare colleghi e compagni. E’ il cerchio magico dell’ex tesoriere del Carroccio, ricostruito in 140 pagine di testimonianza di Nadia Dagrada, storica responsabile dell’amministrazione di via Bellerio.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/08/lega-nord-nel-verbale-dellex-segretaria-tutti-soldi-finiti-agli-amici-di-belsito/464566/

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Dell’Utri, il giallo degli 11 milioni versati da Berlusconi a Santo Domingo. Per la latitanza?

Una fetta consistente del tesoro consegnato dal Cavaliere al senatore è in un conto cifrato nella Repubblica dominicana. Il versamento prima 24 ore prima del verdetto della Cassazione. Il sospetto è che si preparasse alla latitanza
di SALVO PALAZZOLO

http://www.repubblica.it/politica/2012/07/20/news/dell_utri_il_giallo_degli_11_milioni_versati_da_berlusconi_a_santo_domingo-39376105/?ref=HRER1-1

Il Merdman mafioso.

Dell'Utri, il giallo degli 11 milioni versati da Berlusconi a Santo Domingo

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Chi si è rubato i 26 milioni da An, un partitino peggio della lega? Gnazzio, ma quanto cazzo costa la cocaina?!

Scoppia il caso di An
In cassa mancano 26 milioni

la russa ride occhi chiusi 640
Un buco di 26 milioni di euro. O, per dirla con le parole del Tribunale, una «differenza negativa» che emerge dal «mero confronto tra il
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Riondino truffato: «Scudai 1,3 milioni per investire con Lande.»

Riondino truffato: «Scudai 1,3 milioni
per investire con Lande. E i soldi sparirono»

°°° Con tutto il rispetto per chi lavora e per chi guadagna seriamente, non posso fare a meno di trasecolare davanti a certe cifre. Questo Riondino non ha nessun talento specifico, è solamente uno dei tanti raccomandati di ferro del pd radical-chic. Qualcuno di voi lo conosce, lo ricorda per qualcosa di memorabile?Ma come cazzo ha fatto a campare da ricco e addirittura a risparmiare milioni di euro senza saper fare una mazza? La stessa domanda mi feci quando vidi la villa di Boldi, altra nullità assoluta, ma intimo di craxi e poi di burlesquoni, con tanto di cinema extralusso da sessanta posti (se ricordo bene). Io, ufficialmente, guadagnavo molto più di lui, ma il cinema e la villa hollywoodiana me li sognavo!

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«In Germania la Chiesa fa milioni col porno…»

«In Germania la Chiesa
fa milioni col porno…»

Le parole sono di quelle che pesano: «La chiesa cattolica guadagna un capitale grazie al porno». Con questo titolo il quotidiano conservatore tedesco die Welt ha lanciato, qualche giorno fa, una precisa accusa contro Weltbild, uno dei più grandi editori e distributori di libri in Germania, al 100% di proprietà della Chiesa cattolica, che avrebbe nel suo catalogo decine di pubblicazioni pornografiche.

chiesa porno germaniaLE FOTO

Oggi Weltbild – 6.400 dipendenti e un giro d’affari annuo di 1,7 miliari di euro – si difende e passa al contrattacco, minacciando azioni legali per diffamazione. Secondo il gruppo editoriale, quelle di cui parla il quotidiano sarebbero pubblicazioni erotiche, non pornografiche, che tra l’altro pesano per percentuali minime sui bilanci complessivi dell’azienda.

«Sesso per intenditori», «Storie sporche», «La puttana dell’avvocato». Sono solo alcuni dei 2.500 titoli erotici nel catalogo di Weltbild, sulle cui copertine campeggiano foto di donne piuttosto ‘discinte’. La questione è da tempo discussa dai fedeli cattolici tedeschi, che già nel 2008 avevano prodotto un documento critico di 70 pagine sulle pubblicazioni del gruppo editoriale, che oltre all’erotismo offre titoli su esoterismo, magia e satanismo.

Il documento era stato inviato a tutte le 12 arcidiocesi proprietarie di Weltbild, tra cui quella di Monaco, che ne possiede la quota maggiore (13,2%) e per alcuni anni è stata affidata all’attuale papa Joseph Ratzinger. Da allora però, fallito per la crisi economica e finanziaria un tentativo di vendita nel 2008, nulla sarebbe cambiato.

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45 MILIONI DI EURO PER LA CARTA USATA DALLA CAMERA E DAL SENATO°°° Ma quanto cagano e quanto fanno cagare?!

LO STATO SPENDE 45 MILIONI DI EURO PER LA CARTA USATA DALLA CAMERA E DAL SENATO. E NEL PDL C’E’ CHI CHIEDE MENO SPRECHI…

pubblicata da Partigiani del Terzo Millennio il giorno sabato 27 agosto 2011 alle ore 20.43

ROMA – Le carte dei parlamentari ci costano 45 milioni di euro. E’ questo il calcolo fatto da Carlo Tecce, che l’ha riportato in un articolo sul Fatto Quotidiano.

A tanto ammonterebbero le spese per i fogli su cui vengono redatti i documenti di Camera e Senato. La fetta più importante della spesa, precisa Tecce, è concentrata a Montecitorio: l’appalto per la fornitura di carta ai deputati è stato vinto dall’impresa Carlo Colombo per la “modica” cifra di 38. 437.000 euro. Invece la gara del Senato è stata assegnata per “soli” 6,5 milioni.

Dunque, nonostante tutti i proclama sulla digitalizzazione degli atti pubblici (il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, promise che tutti i documenti sarebbero stati consultabili online), la carta la fa ancora da padrona negli uffici della politica.

Eppure anche nella maggioranza c’è chi ha proposto una riduzione di queste spese: l’onorevole Roberto Marmo del Pdl, racconta Tecce, ha presentato un ordine del giorno in cui invitava i colleghi a risparmiare, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie.

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L’italietta e la Rai degli sprechi e dei ladroni. Dal 1994 rubano a più non posso.

La Rai a New York, un colosso da 16 milioni
Al servizio di quattro giornalisti

La megastruttura è gestita dalla società Rai Corp. Si trova a Tribeca in uno spazio di tremila metri quadrati. Con due studi di ultimissima generazione, uno identico a quello della Cnn. Unico generoso cliente: il servizio pubblico italiano

Ogni sera i corrispondenti Rai fanno la faccia scura mentre ci raccontano che succede di brutto in America: default, apocalisse, crisi mostruosa che travolgerà presto l’intero pianeta. Ma, spente le telecamere, quello che vedono coi loro occhi è molto più rassicurante.

Nel bell’edificio di Tribeca, quartiere alla moda di New York, lo staff di Rai Corporation è quanto di più pacioso e lussureggiante si possa immaginare: 12 dirigenti, 30 tecnici, una decina di producer e supervisor più impiegati, amministrativi, collaboratori, stagisti e chi più ne ha più ne metta. Tanto lo spazio non manca: la sede costa cara, circa un milione di dollari l’anno, ma sono pur

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