Gli ascolti tv crollano (nonostante i dati auditel falsi) e la pubblicità pure.

Mediaset e Rai: rivoluzione pubblicitaria

La pubblicità annoia. Quando interrompe un programma, il primo riflesso è verso il telecomando per cambiare canale. Però, la pubblicità produce l’ossigeno per le televisioni, anche per il servizio pubblico Rai.

Il mercato non è separato da quello che, finanza compresa, avrebbe scatenato la depressione (o recessione) economica nel pianeta. Ma c’è una regola non scritta che non esiste in realtà per qualsiasi categoria: la raccolta pubblicitaria non aumenta o diminuisce rispetto agli ascolti. Almeno così funzionava a Mediaset fin quando Silvio Berlusconi ha frequentato Palazzo Chigi. Quest’anno è rivoluzione e le cifre che vi stiamo per svelare lo spiegano con una semplicità inaudita e, se volete, con una noia che si può sopportare.

I dati si riferiscono ai primi sette mesi del 2012. Il Biscione ha smarrito quasi 2 punti di share, passando da 36,73 per cento a 34,38. Ma la concessionaria Publitalia, che per stagioni interminabili ha mostrato risultati eccezionali (a volte, incomprensibili), ha patito il colpo più duro: -12,3% che, in moneta sonante, vuol dire cadere da 1,719 miliardi di euro a

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Silvio deve crepare lentamente e tra atroci tormenti perché…

Non tanto per i mille reati abbietti che ha commesso e di cui il mondo intero (escluse le scimmiette decerebrate) è a conoscenza, ma soprattutto per il suo modo volgarissimo di devastare anche le opere d’arte che NON ha pagato, ma trasmette in continuazione… facendosi pagare milioni di euro dalla pubblicità. Parlo dei film. Oggi ho visto il capolavoro di Milos Forman sull’inquisizione e Goya. Film che andrebbe trasmesso nelle scuole medie all’ora di religione. Giusto per far capire ai ragazzi, prima che vengano rincoglioniti o violentati dai preti o dal grande fratello,  cos’era e cos’è la chiesa cattolica… Ma la cosa che mi ha fatto più incazzare in assoluto è la sera in cui è scomparso il mio amico Federico Fellini. Rete 4, la rete più abusiva e miserabile del mondo, rubata da silvio burlesquoni a Europa 7, sconvolge il suo schifoso palinsesto e lancia “CIAO FEDERICO”, SENZA NEMMENO LA VIRGOLA, a significare l’ignoranza della cosca. Trasmette AMARCORD… PORCA PUTTANA!!!… 127 MINUTI DI CAPOLAVORO E 120 MINUTI DI TELEVENDITE DI MERDA E PUBBLICITà SCHIFOSA E FASULLA!!! Ciao, Federico UN CAZZO! Lui che lanciò la campagna contro questi barbari con 

NON SI INTERROMPE UN’EMOZIONE

vilipeso e sfruttato anche dopo morto.

Devi schiattare come un povero cucciolo investito in autostrada, nano di merda!

 

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Impiegato: – AL LADRO! AL LADRO!

Dirigente: – MA NO. SI TRATTA DEL NOSTRO EX AD CHE VA VIA CON I BENEFIT!

Impiegato. – E IO CHE HO DETTO?

BANCA MERDOLANUM, i tuoi soldi sono garantiti… li prende persino lui!

2)

ALITAGLIA

QUESTO ERA IL NOSTRO COMANDANTE E QUESTO ERA SOLO UN VOLO DI PROVA… MA ERAVAMO AGLI ESORDI.

 ADESSO SIAMO MIGLIORATI. E DI MOLTO!

ECCO I NOSTRI MECCANICI E I NOSTRI PILOTI:

ALITAGLIA, LA COMPAGNIA CHE VORRESTI SEMPRE CON TE!

3) CRASH, IL DETERSIVO.

Questi tre individui non uscivano di casa: non trovavano una coscienza pulita da mettersi

Ma poi hanno usato CRASH ed ecco il risultato

SONO ANCORA IN GIRO!!!

 

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Merdaset affonda col suo ridicolo e ladro boss

L’effetto Berlusconi su Mediaset

Utili in calo, il titolo crolla. Sulle tv pesa la sconfitta politica del premier e la fine delle leggi ad aziendam. Nel terzo trimestre i profitti ridotti a soli 2,2 milioni. Pubblicità in calo, ma la Rai va ancora peggio

Il crollo del titolo Mediaset in borsa

Nel giorno più duro per i Btp, i mercati hanno affossato anche i titoli targati Berlusconi. Le quotazioni di Mediaset, più volte sospesa per eccesso di ribasso nel corso della giornata, sono precipitate perdendo oltre il 12 per cento. Per gli investitori le fortune delle tv del Biscione si è strettamente legate al destino politico del premier-azionista. Se Berlusconi affonda, allora anche il suo gruppo, finora protetto dal governo, rischia grosso. E poi c’è la questione dei conti, che ormai da mesi non vanno affatto bene in casa Mediaset. Andiamo con ordine.

La relazione trimestrale presentata ieri conferma che l’azienda televisiva viaggia con il motore ingolfato. Gli utili sono scesi al livello più basso degli ultimi dieci anni. Le cose vanno peggio rispetto al 2009, ai tempi della recessione e anche in confronto al 2001, dopo l’attentato alle torri gemelle. Nei tre mesi chiusi a settembre i profitti di Mediaset si sono ridotti al

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Le rapine del mafionano. Merdaset la guardano in pochi, ma si fotte il 63% della pubblicità.

Meno audience ma il 63% della pubblicità
il caso Mediaset è unico in Europa

Nessuno nel Vecchio Continente è in grado di raccogliere oltre la metà delle risorse. L’Ocse chiede all’Antitrust di “valutare il grado di competitività nei media”

di GIULIANO BALESTRERI

Meno audience ma il 63% della pubblicità il caso Mediaset è unico in Europa Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri

MILANO – “Il settore televisivo resta dominato da società statali e da una società privata”. Parola dell’Ocse che nel rapporto Going for Growth ha dedicato particolare attenzione alla

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Buonanotte a tutti!

Cari amici, me ne vado su a leggere un bel libro. Sono stanchissimo: tutto il giorno seduto qui a mandare proposte ai ristoratori e agli albergatori che chiudono, sono sommersi dai debiti, ma bestie se capiscono che DEVONO investire se vogliono lavorare, coi pochi clienti rimasti con qualche disponibilità. Questi, il venerdì sera, pigliano un aereo e se ne vanno fuori fino alla domenica sera. Perché? Ma perché qui non c’è un cazzo! Ciascuno mangia meglio a casa propria, perché dovrebbe andare a mangiare (spessissimo) male e a farsi rapinare nei locali morti e semideserti? Se qualcuno non capisce che ci vogliono

attrazioni e pubblicità

per riempire i locali, continueranno a farsi portare via dalle banche e dai creditori tutto ciò che i loro padri e i loro nonni avevano accumulato in due e più generazioni. Qui intorno ho almeno tre alberghi, costati mediamente cinque/sei miliardi (di soldi NOSTRI regionali a fondo perduto) che al massimo fanno un centinaio di clienti all’anno. Né stanno meglio gli alberghi dell’interno della Sardegna e pure quelli delle coste …

dito-luna

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Pubblicità

Colpo grosso alla principessa saudita

in hotel le rubano 11 milioni di euro in gioelli

(Repubblica.it)
Furto a Porto Cervo al Colonna Pevero Hotel, uno dei più esclusivi della Sardegna. I ladri sono riusciti a sfilare dal muro la cassaforte con i preziosi.

°°° Dove sarebbe la notizia? Abbiamo la mafia al governo, dei picciotti ubbidienti ai governi regionali-provinciali-comunali, a Roma non si può più vivere da almeno un anno per i delitti e i furti impuniti nei ristoranti e nei taxi…  il ministero del turismo è nelle mani che puzzano di pesce della brambilla; quello della nella lingua che puzza di culo di bondi; quello delle papi opportunità nelle mani di una che consuma autobotti di colluttorio orale, come la carfregna. Che vi aspettavate? Ah, già, in Sardegna il mafionano  ha imposto Cappellacci, che già di per sé è un DISPREGIATIVO. Ma che volete da me?

SIAMO  IN UN BEL CASINO…

casino

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