Percolato nel mare della Campania. Indagato anche Guido Bertolaso

Vincenzo Iurillo


Le accuse spaziano dall’associazione per delinquere alla truffa. Destinatari, tra gli altri, l’ex governatore Pd della Regione Antonio Bassolino, il prefetto Catenacci e l’ex vice del capo della Protezione civile, Marta di Gennaro

Percolato nel mare della Campania
Indagato anche Guido Bertolaso

Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile

C’è anche Guido Bertolaso tra i 41 destinatari dell’avviso di conclusa indagine firmato dai pm di Napoli Giuseppe NovielloPaolo Sirleo per lo scandalo del percolato versato nel mare della Campania. Il nome dell’ormai ex “uomo della provvidenza” sbuca a sorpresa in extremis tra le carte dell’inchiesta. A gennaio non risultava tra gli indagati, quando scattarono gli arresti per la sua ex vice Marta Di Gennaro e per il suo predecessore al commissariato per l’emergenza rifiuti, il prefetto Corrado Catenacci. Lo risulta adesso, insieme ad altri indagati ‘nuovi’, tra cui il prefetto ed ex commissario Alessandro Pansa, l’ex amministratore delegato di Fibe-ImpregiloMassimo Malvagna, un altro dirigente di Impregilo, Armando Cattaneo, l’ex sub commissarioCarlo Alfiero. Nomi che vanno ad aggiungersi a quelli di Catenacci, Di Gennaro e dell’ex governatore della Campania Antonio Bassolino.

La chiamavano ‘emergenza-percolato’, quel liquido nauseabondo e velenosissimo prodotto dalla fermentazione dei rifiuti in discarica o dal residuo di scarto della

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Ma noi ci faremo imbavagliare da questi rifiuti dell’umanità?

Bavaglio al web col ddl intercettazioni
ritorna la norma “ammazza blog”

Il governo ripresenterà lo stesso disegno di legge, inclusa la disposizione che obbliga i gestori di un sito a modificare i contenuti pubblicati se oggetto di richieste di rettifica. Nessuna possibilità di replica e multe salate. In Rete riparte la mobilitazione. Di Pietro sul web: “Non staremo con le mani in mano”

Bavaglio al web col ddl intercettazioni ritorna la norma "ammazza blog" Il premier (de ‘stocazzo)  Silvio Berlusconi

ROMA - Il governo torna alla carica sul ddl intercettazioni, fortemente voluto dal premier Silvio Berlusconi. Una questione su cui l’esecutivo è orientato a porre la fiducia, bloccando la via a ogni eventuale emendamento.

Ma il disegno di legge attualmente allo studio contiene ancora la norma 1 cosiddetta “Ammazza blog”, una disposizione per cui, letteralmente, ogni gestore di “sito informatico” ha l’obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c’è possibilità di replica, chi non rettifica paga fino a 12mila euro di multa. Una misura che metterebbe in ginocchio la libertà di espressione sulla Rete, e anche le finanze di chi rifiutasse di rettificare, senza possibilità di opposizione, ciò ha ritenuto di pubblicare. Senza contare l’accostamento di blog individuali a testate registrate, in un calderone di differenze sostanziali tra contenuti personali, opinioni ed editoria vera e propria.

Ai fini della pubblicazione della rettifica, non importa se

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Rifiuti a Napoli, Lega: “Voteremo no a dl”°°° Questi delinquenti hanno inquinato il sud e ora scappano.

Rifiuti, lo strappo della Lega
“Voteremo no al decreto”

E a Napoli riesplode la protesta

Il Carroccio annuncia il suo no al dl.

°°° Non ci dimentichiamo che sono state le aziende delinquenti del nord, con l’appoggio della camorra e della famigghia burlesquoni, a sversare PER DECENNI rifiuti tossici a tonnellate in tutta la Campania e in tutto il sud. Bastardi!

napoliversione2

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Napoli, il gioco sporco del governo sui rifiuti. Il nano è proprio un delinquente!

Enrico Fierro

17 giugno 2011

Napoli, il gioco sporco del governo

sui rifiuti: rischio stato di emergenza

Dura telefonata di Luigi De Magistris al premier: “Assumiti le tue responsabilità”. Oggi, intanto, la giunta vara la prima delibera sulla monnezza. Il sindaco: “Sarà una rivoluzione”. In strada ci sono 1.500 tonnellate di spazzatura.

Servono “ulteriori approfondimenti”, così il governo liquida l’ennesima emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. Il decreto per consentire il trasferimento della monnezza fuori regione neppure ieri è stato approvato, troppe le resistenze della Lega e delle regioni del Nord, troppo debole la schiera dei parlamentari campani del Pdl, ininfluenti gli appelli del governatore della Regione Stefano Caldoro e dei presidenti delle Province, tutti del partito di Berlusconi. Ed è proprio al Presidente del Consiglio che in serata arriva una telefonata di Luigi de Magistris. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma anche gli altri, il governo, la regione e la provincia, devono muoversi, è la sostanza del colloquio.

É amareggiato il nuovo sindaco di Napoli. “Prendiamo atto, ancora una volta, che il Governo non ha approvato un decreto legge fondamentale per Napoli e la Campania, nonostante la sollecitazione politica di tutti”. In serata un lungo vertice col prefetto Andrea De Martino, il governatore Caldoro, la Provincia di Napoli, l’Asl e l’Arpac “perchè chi finora non l’ha fatto si assuma la sua responsablità. Se non si interviene subito con ordinanze urgenti anche dal punto di vista della sanità pubblica Napoli si espone a rischi molto concreti”. La riunione è aggiornata a questa mattina, il Comune farà la sua parte pulendo la città e individuando i luoghi dove trasferire i rifiuti in attesa che vengano trattati. Poi toccherà a Regione e governo.

Il rischio è il collasso, a Napoli, con una temperatura che ieri superava i 30 gradi, ci sono 1500 tonnellate di rifiuti per le strade, 10mila nell’intera provincia. E sotto il Vesuvio ancora ricordano la frase di Berlusconi a poche ore dal ballottaggio che decretò il trionfo di de Magistris, la sconfitta dell’industriale Lettieri e l’umiliazione del Pdl: “Se perdiamo poi è inutile che i napoletani vengono a bussare da noi”. Parole che rafforzano il sospetto che sulla pelle della città si sta facendo un gioco sporco. Proprio nel

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