Ma se Otzi aveva origine sarde, cosa si aspetta a chiedere la Mummia per esporla a Cagliari o a Olbia, PER ESEMPIO?

Basterebbe una lettera ufficiale al Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano per chiedere di poter esporre in Sardegna, almeno per due/quattro settimane ogni anno, “l’uomo di Similaun”. Sai che ritorno turistico e di immagine per i nostri musei asfittici e per un turismo che qui non esiste? 

Già, dimenticavo che per fare operazioni culturali e turistiche, ci vorrebbero persone sveglie e competenti e non certo quei quattro asini e tzeracchi che ci sgovernano a tutti i livelli.

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Un sardo su quattro esagera con l’alcol. È boom tra i giovani

Un sardo su quattro esagera con l’alcol È boom tra i giovani


    di Giovanni Bua

    SASSARI. In centomila bevono almeno una birra al giorno, battuti solo dagli inarrivabili bolzanesi. In trecentomila buttano giù ogni 24 ore qualcosa di alcolico. E in 245mila hanno almeno una volta in un anno un «comportamento a rischio» legato all’alcol (secondi in Italia tra gli uomini dopo il Molise). Comportamenti tra cui spicca l’ormai famigerato binge drinking: ingollare almeno sei unità di alcol di qualsiasi tipo in un ristretto lasso di tempo. Con l’obiettivo di raggiungere il prima possibile uno stato di ubriachezza. Pratica in cui la Sardegna eccelle: lo fanno il 14 per cento dei
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    Il prete e il pastorello sardo

    Un prete di mezza età giunge in un paesino della Sardegna e chiede ad un pastorello  informazioni per raggiungere la chiesa locale. Il ragazzo gli dà le indicazioni necessarie e il prete dice.” Grazie, figliolo. Questa sera farò una predica in chiesa e mi piacerebbe che tu venissi con la tua mamma, il tuo papà e tutti i tuoi amici”. “Perché?” chiede il ragazzo. “Perché  voglio dirvi come trovare il Paradiso”. “Non mi faccia ridere! – esclama il ragazzo.- Non sapeva nemmeno dov’è la chiesa!”

    PRETE

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    Salute e grano a tutti! Cinema (?) sardo.

    Vedo che, mentre Nichi Vendola ha praticamente spostato il cinema di qualità da Roma alla  sua Puglia e  finanzia addirittura  dei film, qui siamo alle solite. A Cagliari, paesone tonto da almeno 30 anni e morto come pochi, c’è un gran fermento di peracottari che si spacciano per registi e sceneggiatori. L’andazzo dura ormai da una decina d’anni e c’è da mettersi le mani nei capelli. Alcuni di questi signori sono addirittura riusciti a trovare i soldi per fare delle cagatine ignobili che loro chiamano FILM. Ovviamente, non hanno la più pallida idea di come si faccia questo mestiere.

    Un paio d’anni fa, una della banda, una sedicente regista, ha una botta di culo: le muore la nonna o una zia e le lascia tipo 600 mila euro. Minca! Un miliardo e duecento milioni. Cosa fa costei? Invece di comprarsi una villetta a Villasimius o un bilocale a Cagliari, decide che “deve” fare un film. La prima cosa che fanno queste scimmiette decerebrate è: IGNORARE  ASSOLUTAMENTE CHI SA QUALCOSA DI CINEMA  E  DI SPETTACOLO.

    E’ la loro vendetta da frustrati invidiosi nei  confronti dei  professionisti. Li capisco: non hanno altro dalla vita…

    La tipa arriva qui al  villaggio dove vivo, con tanto di strepiti e suoni, fanfara e permessi e una troupe di vecchi professionisti romani. Quattro camion, attrezzature professionali, e qualche volpone che la leva d’impaccio, impedendole di fare cagate ancora più mostruose di quelle che si preannunciano. I genitori della povera persa, sapendo che io staziono qui, mi vengono a trovare e mi pregano di “dare una mano e qualche consiglio” alla loro creatura. Ma perché non è venuta lei? chiedo, è a cento metri da qui! No, lei è impegnatissima. Questa è la sceneggiatura. Se per favore te la leggi e le dai qualche dritta… Io sono sempre il solito coglione e prendo il malloppo. Che dire? Melina, a sette anni, faceva dei temi molto più carini, originali,  e completi.

    Una porcata vergognosa.

     Un’accozzaglia di luoghi comuni, senza un cazzo di plot, senza un’idea, una caratterizzazione dei personaggi… niente!  Una robina sgrammaticata, accroccata alla pene di segugio. Non un colpo di scena, non una frustata… zero. Tipico di chi non ha idea di cosa sia una sceneggiatura. Allora, o sei Fellini, o sei Steno che deve dirigere dei mostri sacri come Totò e Peppino, oppure…perfino Spielberg non apre un set senza una sceneggiatura di ferro e uno story board approvato dai produttori.

    Bene. Mentre le sue collaboratrici, negate come lei,preparano il set, io passo la domenica a  tagliare, inventare, cercare di salvare il salvabile e riesco -dopo una giornata faticosissima- a rendere un minimo accettabile la porcheriola. Rafforzo i personaggi, invento dei gesti che serviranno per l’agnizione finale; invento scene di una certa potenza, dialoghi credibili, ecc.  Stampo il lavoro (dell’originale compitino è rimasto ben poco) e il lunedì mattina lo regalo alla mamma di questa “regista”. Non si rende conto  che le  ho regalato almeno  200 mila euro!

     Lei mi prega di andare sul set: stanno per girare la prima scena. Ma non può, dico io, quella scena non c’è più… era inutile!

     Niente da fare. Stalle vicino, mi chiede la signora, guidala. Evabeneeee…

    Mi vesto, vado sul set, a cento metri da casa mia, e vedo una cosa agghiacciante. Una bestemmia per il cinema.  Due tavole, assolutamente  negate, che si sbracciano e urlano sguaiate delle battute inutili. Le tavole erano: una sedicente attrice cagliaritana e un manichino fatto arrivare da chissà dove. Mi avvicino al monitor e  cerco la conferma della prima impressione. La  nuova Fellina mi saluta a malapena e mi concede di sbirciare alle sue spalle. Ma non vorrai girare davvero questa roba? le chiedo…  “Perché?” Ma come, perché?  Questi sono più sguaiati dei bambini delle recitine scolastiche che fanno qui a Natale… Ma poi,questa scena non c’è più nella sceneggiatura. Leggitela. “Va bene. Sabato o domenica le do’ uno sguardo. ” SABATO ODOMENICA?! E che cazzo giri fino a sabato?  Non mi dice manco grazie e torna a sprecare pellicola.  Io accendo una cicca e me ne vado a fare un giro. Raggiungo un altro angolo del set e vedo un altro obbrobrio: delle insegne NUOVISSIME su delle finte botteghe, appena fatte e abbacinanti… un vero insulto al cinema. Mi avvicino alla sedicente scenografa e le chiedo gentilmente se avesse intenzione di lasciarle così.”Certo, non ti piacciono?”  Molto. Ma siamo negli anni quaranta, in un piccolo, miserrimo, villaggio di montagna,  e… mi sembrano abbastanza fuori luogo. Io le sporcherei, le invecchierei… ma di molto anche. “Ah, sì, forse hai ragione…”

    FORSE?! Ma dove hanno imparato queste a fare cinema? Me ne torno a casa con le palle girate. Morale: la tipa ha fatto  questo immenso insulto al cinema e ora si gira i paesini facendo proiezioni gratuite e  menandosela da grande  star. Con quei soldi e quei mezzi, come minimo avrei fatto un lavoro, mio naturalmente, da incassare miliardi di euro e fare incetta di premi internazionali. Ma… così  vanno  le cose in Sardistan.

    CERTA  GENTE  HA  UN  CULO COSI’,  MA  NON LE SERVE  A  NULLA

    anguria

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    Era ora!

    Uranio impoverito, ministero condannato

    1,4 milioni a un militare italiano morto

    LA  RUSSA (quello che in piena crisi, in piena disperazione delle famiglie affamate dal loro regime, spende 14 miliardi di euro per acquistare aerei da combattimento!)

    mefisto

    larussa

    La Difesa dovrà risarcire i familiari di un soldato sardo. Il decesso alcuni anni fa. In Italia sarebbero 250 i morti e 1991 i malati per possibile contaminazione.
    …………………………………………………………….
    Secondo il sito, inoltre, proprio in questi giorni sarebbe morto un altro militare, sempre per la contaminazione da uranio. Si tratterebbe di un sottufficiale dell’Esercito della provincia di Cagliari, che ha prestato servizio nel poligono di Teulada. “Mio padre – racconta la figlia – ha sofferto per una mielodisplasia linfatica degenerata in seguito, nonostante lunghe cure, in leucemia mieloide acuta, causa tre mesi fa del suo decesso”.

    °°° Sarà contento quel verme di La Russa, che ha sempre negato e minimizzato questa tragedia. Ma persino qui dove vivo, pur lontanissimi dai poligoni di tiro, sono morte decine di persone – anche giovani – di cancro…

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    Asini e scimmiette

    Chimica, stop agli impianti

    l’Isola insorge contro l’Eni


    °°° Questo è il titolone che apre un giornaletto sardo. Ora, a parte il fatto che la stragrande maggioranza dei sardi se ne fotte allegramente o, come me, esulta… ma chi cazzo le scrive queste scemente? Sapete chi invece insorge? Sono quelli asini, quelle scimmiette dei parlamentari che fingono di indignarsi a comando. Le stesse persone che hanno precipitato i sardi e la Sardegna in questo baratro senza fondo.  Personalmente, ricordo di essere venuto alle mani con alcuni comunisti quando, nei primissimi anni 70, loro brigavano per fare il polo di Ottana. Immense teste di cazzo! Hanno fatto abbandonare ai pastori le loro greggi e ai contadini i loro campi per traformare tutti in futuri operai disoccupati e inquinare maledettamente la nostra terra. Manco allora e manco la sinistra ascoltò il mio grido di dolore: TURISMO, TURISMO, TURISMO! Ma turismo fatto bene: con operatori preparati e servizi, con progetti e organizzazione, con sorrisi e musica, con fiori e spettacoli… oggi saremmo tutti benestanti. E invece anccora nessuno sa cosa sia il turismo, gli alberghi falliscono, i ristoranti chiudono o vengono chiusi dai Nas… che tristezza, amici.

    turismo

    titolisti

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    CAZZARI ALLO SBANDO

    L’avvocato lo aveva presentato a Roma
    Le 5.000 immagini scattate da Zappadu non saranno sequestrate
    Foto Villa Certosa: no della Procura
    respinto l’esposto di Ghedini

    Il fotoreporter ascoltato dal Garante della Privacy

    Niccolò Ghedini

    ghedini4

    ROMA – La procura di Roma cambia strada e respinge l’esposto dell’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini sul sequestro delle cinquemila nuove foto scattate a Villa Certosa dal fotoreporter Antonello Zappadu. Non più tardi di dieci giorni fa, di fronte al primo esposto, relativo a 700 scatti, la Procura dispose il sequestro immediato. Questa volta si è limitata a passare gli atti ai colleghi sardi di Tempi Pausania competenti per territorio.

    Ghedini aveva già annunciato, alla fine della settimana scorsa, il nuovo ricorso alla magistratura. “E’ un fatto gravissimo, chiediamo al Garante e all’autorità giudiziaria che vengano sequestrate tutte le cinquemila fotografie che Zappadu dice di aver scattato”, aveva dichiarato l’avvocato del premier. Le foto scattate dal 2006 al 2009 sarebbero, per l’avvocato, “intollerabili” in quanto violerebbero la privacy del premier e dei suoi ospiti. E’ proprio al reato di violazione della privacy, previsto dall’art. 651 bis del codice penale, che Ghedini si appella.

    Zappadu dal Garante – Questa mattina il fotoreporter sardo è stato ascoltato dal Garante della Privacy in merito alla vicenda delle foto scattate a Villa Certosa. Zappadu ha tempo sino alle 16 di mercoledì per consegnare una memoria difensiva. Intanto il Garante procederà con l’istruttoria sulla vicenda.

    °°° Ma davvero questo azzeccagarbugli spiritato crede di prendere per il culo tutti? Lui e il suo padrone bandito e cocainomane si ostinano a trattare i cittadini italiani come se fossero decerebrati come i suoi elettori. O ghedini! Piglia, incarta, e porta a casa!!!

    ECCO GHEDINI STUPITO PER IL VAFFANCULO DEI GIUDICI.

    apocalyptic_horse

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