Brunetta, piccolo lurido mentecatto, licenziato per assenteismo.

Troppe assenze caro Brunetta
“licenziato” da Municipio Venezia

di Federica Fantozzi

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Renato Brunetta “licenziato” per assenteismo: brutto colpo per il ministro anti-fannulloni. Così attivo da essere soprannominato «fantuttone» da Francesco Merlo, impegnatissimo nel suo (coccolato dal premier) ruolo di anti-Tremonti, dedito a corrispondenze letterarie con l’Europa, il titolare della Pubblica Amministrazione ha trascurato il suo ruolo di consigliere municipale a Venezia.

Incarico minore ma con una sua dignità. Così, scocciati per la sedia troppe volte vuota, i suoi ex promotori hanno cambiato il nome del gruppo consiliare: da Lista Brunetta al meno compromettente «Lista civica impegno per Venezia, Mestre, isole».

È la parabola del ministro debordante. Contro i precari, contro i dipendenti pubblici, contro la sinistra, contro tutti. Tranne Silvio. Si candidò a sindaco in Laguna per il dopo Cacciari, fu sconfitto dal rivale meno pirotecnico Orsoni, ne ebbe a male. Aveva giurato che l’eventuale doppio incarico non avrebbe pesato sul suo rendimento, ma non è stato in grado di – o non ha voluto – mantenere la promessa. Ed è stato “espulso”. Quantomeno a livello simbolico.

Ad annunciare il cambio di nome è una nota firmata da Stefano Zecchi, capogruppo del Pdl: «Decisione assunta considerando con rammarico l’assenza dalle iniziative relative al lavoro del consiglio comunale dell’ispiratore e animatore della Lista originaria, nata per affrontare le elezioni del 2010 a sindaco di Venezia». A Brunetta, per giustificare le assenze, non resta che presentare un certificato medico. On line ovviamente.

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FESTA DEL CINEMA A ROMA. La Russa fischiato°°°Molto popolari queste marionette del regime.

FESTA DEL CINEMA A ROMA, La Russa fischiato
Galan stringe la mano ad Alemanno

La riconciliazione è lontana. Il ministro della Cultura: «Questa è una bella festa, ma continuo a credere che
sia un errore spendere per un evento simile a Venezia»

Galan sul red carpet di Roma (Eidon)

ROMA – Applausi pieni d’affetto per il regista Pupi Avati che si è appena rimesso da un malore. Fischi, buu e urla «dimettiti» per il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

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La morte del cinema italiano: addirittura ezio greggio, che non ha nulla a che vedere con lo spettacolo, figuriamoci col Cinema!

LA BIENNALE APRE CON L’ANTEPRIMA MONDIALE DI “BOX OFFICE 3D”, IL NOIOSISSIMO, TRASHISSIMO FILM DI EZIO GREGGIO PROIETTATO NELL’ARENA DEL CINEMA DEI MAESTRI, CON IL  sedicente COMICO SEDUTO ACCANTO A MULLER E BARATTA CON GLI OCCHIALINI 3D – A PARTE LA CLAQUE DI GREGGIO, NESSUNO RIDE AL MINESTRONE DI PARODIE, DAL “CODICE DA VINCI” A “ERRY FOTTER”, CON GIOCHI DI PAROLE TRA FIBONACCI E LI MORTACCI – ALLA VISTA DI “VIAGRATAR” È PARTITO IL PRIMO “VERGOGNA!”.

cervello marcio

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L’attrice bulgara Bonev a Venezia. Bondi paga le spese: 400mila euro, coi SOLDI NOSTRI!

Due lettere del ministro di Sofia per autorizzare il viaggio. In Italia per ritirare un premio con una delegazione di 40 connazionali. Tutto a carico dell’erario

PAOLO BERIZZI (Repubblica)
NOVI LIGURE – L’attrice-imprenditrice bulgara Michelle Bonev viaggiò dalla Bulgaria all’Italia con un volo pagato dal governo italiano. Poi, arrivata al festival del cinema di Venezia dove il ministro della Cultura Sandro Bondi si era adoperato per farle assegnare un premio – premio effettivamente ritirato dalla Bonev per la non indimenticabile opera prima “Goodbye Mama” – alloggiò e cenò lussuosamente, assieme a una delegazione di 40 connazionali. Sempre e tutto a spese del “paese ricevente”. L’Italia. A confermarlo, con tanto di lettere ufficiali, è il ministro della Cultura bulgaro, Vejdi Rashidov. Intervistato dall’emittente Btv-mediagroup, il collega di Bondi racconta che all’attrice – “un’amica molto cara al primo ministro bulgaro e a Berlusconi”, già coinvolta nel caso intercettazioni Saccà, con l’ex direttore generale della Rai che la impone al Dopofestival di Sanremo – l’invito per la gita veneziana arrivò con una lettera spedita dal nostro titolare della Cultura al suo omologo di Sofia: la missiva è del 25 agosto 2010.

Ed è quello, di fatto, il trampolino di lancio tanto atteso da Michelle, desiderosa di vedere il suo film consacrato alla Biennale del cinema (riconoscimento assegnato da “Action for Women” della deputata Pdl Debora Bergamini) . Prima di confermare la presenza al Lido della delegazione bulgara, Rashidov, come prevede la

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Berlusconi agli sgoccioli

Analisi dell’Economist in un articolo in cui esamina lo scontro di Berlusconi
con la S. Sede e la Ue
. Il Telegraph: “Superman sfida l’Europa”

“Il raffreddamento di rapporti con la Chiesa

segnò l’inizio della fine del governo di Prodi”

La D’Addario alla Tv francese: “Il premier era molto affettuoso”
The Independent: “Vuole censurare Videocracy a Venezia”
di ENRICO FRANCESCHINI e ANAIS GINORI

IL  COGLIONAZZO  HA  FATTO  LA  FRITTATA

assassino

IL  POVERO  PAZZO

b.videocracy

LONDRA – “Il risultato (dell’attacco del Giornale all’Avvenire) è uno scontro aperto tra la Chiesa e Berlusconi. Un simile raffreddamento di relazioni segnò l’inizio della fine per il precedente governo di centro-sinistra italiano”. Questo è la previsione del settimanale Economist, nel numero che va in edicola domani. La prestigiosa testata britannica, considerata il primo vero settimanale globale al mondo, con un milione e mezzo di copie vendute in tutti i continenti, paragona insomma lo stato dei rapporti tra Berlusconi e la Chiesa a

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Buonanotte a tutti!

Scherzi del navigatore satellitare

In viaggio per Capri finiscono a Carpi

La disavventura di due turisti svedesi. Partiti da Venezia hanno sbagliato a digitare il nome dell’isola. E la macchinetta li ha guidati nel bel mezzo dell’Emilia

°°° Diavolerie  moderne.

ya_wanna

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Ucci ucci, la puzza di Carlucci

Facebook e l’onorevole:
giù le mani dalla privacy

Il riconoscimento annuale a chi ha minacciato di più i diritti degli internauti. Vincono il social network e la Carlucci di ALESSANDRO LONGO

carl

Le peggiori minacce per il diritto alla privacy degli utenti internet italiani? Facebook e Gabriella Carlucci. Hanno vinto rispettivamente tre e due premi “grande fratello”, al Big Brother Award Italia 2009 e la consegna sarà il 23 maggio nell’ambito del convegno e-privacy 2009. Il Big Brother Award è un appuntamento annuale, per chi ha a cuore i diritti degli utenti internet. Si svolge dal 1998 in nove nazioni europee. Qualsiasi utente può nominare un individuo o un’azienda, nelle diverse categorie di “premi”. Chi riceve più nomination va in finale e poi una giuria seleziona il vincitore tra i finalisti; eccetto che per il premio “Lamento del Popolo”, il quale va direttamente a chi ha ricevuto più nomination.

Stavolta “Lamento del popolo” è andato a Facebook, che si è guadagnato anche il premio come “Tecnologia più invasiva” (qui in finale c’erano anche Argos, che è il sistema di videosorveglianza a Venezia, e Google, che da tempo ha smesso di essere visto dalla rete come il gigante buono senza macchia) e come “Peggiore azienda privata” (in finale c’erano Mediaset e Telecom Italia).

Facebook ha vinto per tanti motivi: perché è una piattaforma arroccata nei propri standard (solo ora ha aderito al progetto OpenId, ma è una goccia in un fiume che va in senso opposto); perché si arroga il diritto di trattare i dati degli utenti con una certa libertà e non offre loro un dialogo quando ci sono controversie. Per esempio, nel caso di account utente chiusi d’autorità e senza preavviso, come ben sanno le tante vittime di questa pratica più volte adottata da quello che è il principale social network in Italia (con quasi 10 milioni di utenti).

La Carlucci ha invece un primato: è la prima volta che un individuo si becca ben due premi Big Brother. A lei sono andati il premio “Bocca a stivale” (in finale c’erano Beppe Grillo, che a quanto pare non ha solo fan tra il popolo della rete, e Telecom Italia) e “Minaccia da una vita” (in finale era con Emilio Fede e Nicolas Sarkozy. La Carlucci si è fatta “amare” da tanti per le sue posizioni draconiane a tutela del copyright e la proposta di bandire l’anonimato da internet, cioè di schedare in massa tutti gli utenti qualunque passo facciano sul web. In rete è nota anche per aver augurato a un giornalista dell’espresso che suo figlio venga adescato da pedofili.

C’è anche il premio “peggior ente pubblico”, andato al ministero dell’Interno, per iniziative quali la schedatura di bimbi rom. Unico premio positivo, “Eroi della privacy”, è andato a Electronic frontier foundation, associazione storica americana che si batte per i diritti degli utenti internet.

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