CONIGLIO IN FUGA.

La nipote della #Casellati dal Monte Nonsapevo Pettegolezzo vien Dal mare.

 

Risultati immagini per CONIGLIO IN FUGA

·

25 luglio 2019

Mozione di sfiducia, il Pd dà la caccia a Salvini

Zingaretti: “La posizione reticente del Ministro degli Interni rispetto a quanto è avvenuto è molto grave e incompatibile con il suo ruolo”.

L’annuncio di Andrea Marcucci, presidente dei senatori Pd, arriva al termine dell’informativa del premier Conte sul Russiagate: “Abbiamo assistito – spiega Marcucci – a una informativa priva di contenuti chiarificatori necessari per questa situazione, quindi il Pd annuncia che presenterà una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro di Salvini, che scappa di fronte alle sue responsabilità istituzionali“.

Mozione di sfiducia Pd contro Salvini

Il Pd, insomma, ha giudicato completamente insoddisfacente l’intervento di Conte al Senato, come ha sottolineato nel suo intervento il senatore dem Dario Parrini: “C‘è un ministro in fuga dai 49 milioni, da Siri, dai processi, dalle mie interrogazioni, è un ministro in fuga da tutto. Salvini è il ministro della fuga e del tradimentoperché fuggendo dai sui doveri istituzionali ha tradito i suoi stessi doveri e le istituzioni di questo paese e lei ne dovrebbe sentire tutto il peso“.

Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio: “L’intervento del presidente Conte in Senato ha brillato per evasività e fuga dalle questioni sollevate dal Pd. Nel frattempo il ministro Salvini continua a scappare dal Parlamento non rispettando i suoi doveri istituzionali verso il presidente della Camera e rifiutandosi di fare chiarezza sui rapporti opachi tra esponenti del suo partito e faccendieri russi per un presunto finanziamento alla Lega. Presenteremo una mozione di sfiducia individuale al ministro Salvini che così dovrà smettere di scappare e vedremo se anche in quell’occasione i parlamentari grillini abbandoneranno l’aula”.

Zingaretti: “Mozione di sfiducia contro un ministro che scappa”

Di mozione di sfiducia si parlava già da qualche giorno (era stata Maria Elena Boschi per prima, alla Camera, a lanciare la proposta) e la conferma è arrivata anche da una nota del segretario dem Nicola Zingaretti: “Oggi il Presidente Conte non ha detto praticamente nulla anzi ha ammesso che dal Ministro degli Interni non ha avuto alcun dato o informazione e il Ministro Salvini continua ad offendere la Camera dei Deputati rifiutandosi addirittura di rispondere all’invito e si rifiuta si dare spiegazioni”.

A questo punto – prosegue la nota – come avevamo discusso e deciso con i gruppi, è ovvio che la posizione reticente del Ministro degli Interni rispetto a quanto è avvenuto è molto grave e incompatibile con il suo ruolo. Per questo motivo presenteremo una mozione di sfiducia contro un ministro che sta scappando dai suoi doveri“.

Abbiamo atteso giorni – conclude la nota di Zingaretti – che qualcuno del Governo venisse nelle sedi parlamentari a spiegare cosa è accaduto in Russia. Su presunte tangenti trattate da personaggi legati al Ministro degli Interni, per fare chiarezza su la politica estera del nostro Paese, sulla nostra collocazione internazionale e perché il Presidente del Consiglio ha smentito il Ministro degli Interni su temi delicati come le delegazioni ufficiali del governo negli incontri internazionali. Moltissimi esponenti politici anche non dell’opposizione hanno convenuto sulla necessità di fare chiarezza nelle sedi parlamentari e la Presidente Casellati e il Presidente Fico hanno sollecitato il Governo ad intervenire in aula“.

Salvini aggressivo: le parole di Conte mi interessano zero

Il giorno dopo l’informativa del premier al Senato, la reazione del il leader leghista è nervosa e aggressiva. Stamattina su Radio anch’io, Salvini ha così commentato le parole del premier: “Mi interessano meno di zero“.

Sempre su Radio Anch’io, è intervenuto il presidente del Pd Paolo Gentiloni che ha evidenziato come nell’informativa di ieri al Senato sui presunti finanziamenti russi alla Lega, “il premier ha confermato che il ministro dell’Interno ha mentito. Il che in un Paese normale comporterebbe delle conseguenze politiche“.

Il presidente del Consiglio Conte, secondo Gentiloni, “ha confermato che gli inviti a Savoini erano stati fatti da Salvini, che i rapporti erano con Salvini, ma non ne ha tratto alcuna conseguenza politica“.

Russiagate, com’è andata ieri al Senato

Il premier Giuseppe Conte ha proposto, nella sua informativa davanti ai senatori, la versione ufficiale del governo sul caso Russiagate. La sintesi potrebbe essere: non ne so nulla; quindi più che una informativa è stata una ammissione di ignoranza, che la dice lunga su come sta andando avanti il governo.

Non so nulla perché “Non ho ricevuto le informazioni richieste dal ministro competente“, dice Conte, e di Gianluca Savoini specifica che “non riveste e non ha rivestito alcun incarico come consulente di membri del governo” e quindi non c’è risposta chiara a su cosa facesse alla cena del 4 luglio con il presidente Putin o nelle missioni in Russia.

Le parole di Conte, nell’assenza di risposte, confermano la preoccupazione e i dubbi su cosa sia accaduto realmente: “La visita a Mosca del 17 e del 18 ottobre – ha asserito Conte – è stata organizzata direttamente dal ministero dell’Interno, con la partecipazione all’assemblea di Confindustria Russia, a cui ha partecipato anche Savoini. Salvini è stato presente a Mosca anche il 15 luglio 2018 per la finale del mondiale di calcio e il 16 luglio 2018 per l’incontro con le controparti russe. In quella occasione fu notificata alle controparti russe dalla nostra ambasciata la composizione della delegazione italiana su indicazione del protocollo del ministero dell’Interno: la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini. Ma non avendo incarichi ufficiali o rapporti di collaborazione formale con membri di governo non ci sono le premesse per interrompere alcun rapporto“.

I banchi vuoti dei 5 Stelle

Un altro aspetto in evidenza ieri è stata l’assenza dei senatori pentastellati. I banchi erano quasi vuoti, e in molti hanno letto questa assenza come una polemica contro la presa di posizione pro Tav di Conte.

Tutti, tra l’altro, hanno posto il rilievo il passo del discorso in cui il premier afferma “il massimo rispetto per il Parlamento, dove tornerò ove mai dovessero maturare le condizioni di una cessazione anticipata dal mio incarico“,.

Alla fine il presidente dei senatori M5S Stefano Patuanelli è costretto a dare una spiegazione: “Noi abbiamo apprezzato l’intervento del premier, ma il nostro imbarazzo è per l’assenza del diretto interessato che sarebbe dovuto venire anche lui a riferire“.

Quindi, l’obiettivo dei 5 Stelle sarebbe ancora Matteo Salvini, il quale, come annunciato, se ne è stato ben lontano dalle aule parlamentari, sicuro che il suo fuggire e il suo non rispondere gli garantiscano una sorta di immunità che la mozione di sfiducia del Pd proverà a far cadere.

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Lascia un commento