Per unpamica che mi chiede “cosa ti è successo, perché non ti vediamo più in tv?”

Da ragazzino scappavo continuamente da casa perché avevo una famiglia terribile e i genitori che mi odiavano: avevo complicato i loro piani con la mia nascita. Da ragazzino vuol dire dai sei anni in su. Poi lavoravo di nascosto e studiavo. A 14 anni avevo già letto gran parte dei libri della biblioteca di Oristano. E scrivevo. Ho fatto quasi tutti i mestieri leciti per anni. E studiavo. Poi, alle medie, ho creato il primo gruppo vocale e strumentale della Sardegna e uno dei migliori d’Italia Salis&Salis). Poi le prime radio private d’Italia e poi… Nel ’78/79 lasciai la Sardegna, il mio successo come comico, e circa 600 milioni l’anno per andare a Roma a lavorare a Radio uno, dietro consiglio di Nanni Loy. Ero stato ospite a un suo programma, Radio anch’io, e mi riconfermò per 8 puntate, poi mi spinse a trasferirmi. A Roma diventai la star comica di Radio uno con una serie di programmi e indici di ascolto e gradimento che oggi non esistono più neanche nei sogni dei miei colleghi più bravi. Da lì, dopo aver studiato cinema, scusate Cinema… con Fellini, Leone, Loy, D’Amico, Cirillo, Valerii, Ugo Pirro, etc. che divennero anche miei amici, oltre che maestri, venni inseguito da antonio ricci e alla fine decisi di accettare di far parte di Drive in. Feci tre edizioni e 12/14/18 milioni d’ascolto a ogni mia apparizione, nel programma che faceva 6 milioni di media. Ma feci gli stessi ascolti in ogni programma cui partecipavo come ospite d’onore. Ricci mi saccheggiò i testi per coprire i buchi degli altri comici di Drive in, mi rubò il format di Striscia la notizia, che facevo dal 1975 nei teatri e nelle piazze, mi fece rubare altri format, come Forum, Il brutto anatroccolo,  Diva, etc. Nel 1990, feci un telefilm con Corbucci, 28 telefilm scritti, interpretati e diretti da me a Videolina: solo per dimostrare a quei mentecatti come si poteva fare buona televisione senza soldi. Quelli ascolti videolina non è più riuscita a farli nemmeno in vent’anni di programmazione sommati. E feci La Peppa:”zia di kossiga” a Striscia e il matto impose a burlesquoni di cacciarmi. Il nano si fece due conti: costavo due milioni lordi a settimana e gli portavo oltre 20 miliardi in pubblicità. Mi fece proporre da ricci e fatma ruffini di sospendere Striscia e mi offrì contratti per 28 miliardi per tre anni: come autore, attore e regista di format miei e per due miei film. A patto che… diventassi il vessillifero della nascente Forza Italia (che nasceva allora e non nel ’93). Io rifiutai e loro mi cancellarono e non mi pagarono un cent. Non solo! Mi calunniarono, facendo rispondere ai giornalisti italiani e stranieri che telefonavano per chiedere mie notizie: “Il sig. Salis non lavora più con noi perché è scappato senza pagare l’albergo.” “E da quando in qua una vostra grande star si deve pagare l’albergo qui a Milano?” chiesero Beniamino Placido, Leandro Palestini, Branca, Maggi e tutti gli altri. “Non lo so – era la risposta delle ignare segretarie – mi hanno detto di rispondere così.” Dopo sei mesi feci causa, ma il mafionano pedofilo si comprò i miei avvocati e un sindacalista della Cisl, cognato di un mio amico, che andò a Milano in treno, bello cazzuto, e tornò a bordo di un’Audi fiammante da 42 milioni di allora. Mi fece firmare due kg di carte e mi diede un assegno da 24 milioni. A oggi, Berlusconi Silvio mi deve oltre trecento milioni di euro, 22 anni di vita, una famiglia e la mia dignità.

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