Un pentito di mafia: “Le stragi del ’93 chieste da Berlusconi e da Dell’Utri”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/un-pentito-di-mafia-le-stragi-del-93-chieste-da-b-e-da-dellutri/194251/#.T00MS9UkEq8.facebook

°°° Mi son levato la soddisfazione, nelle ultime serate che la mafia mi ha consentito di fare in teatro e in due programmi televisivi (Zelig, ad esempio) di fare questa battuta, tagliata inopinatamente in tv:

“Arcore, anni 90. Berlusconi arriva alla reggia, seguito da dell’utri, e si chiudono in tutta fretta nello studio. Burlesquoni intima al suo segretario di non essere disturbato per nessun motivo. Passa qualche ora e la porta dello studio si spalanca. Il segretario ha i capelli dritti e balbetta: “Do-dottore… dottore…”

“Cribbio! – esclama il boss – Ma non sono stato chiaro? Non avevo detto che non volevo essere disturbato?!”

“Sì, padrone, mi scusi… ma è successa una cosa terribile!”

“E che sarebbe questa COSA TERRIBILE?”

“Dottore… ehm… è saltato in aria il giudice Falcone, con la moglie Francesca Morvillo e tutta la scorta…”

Burlesquoni resta un attimo basito, poi fissa dell’utri e fa:

“CAZZO! Ma sono già le sei meno un quarto?!”

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Mi date una mano?

Amici, non so dove mettere il tavolo e le sedie: sono arrivate  troppe donazioni per tenere in vita il  blog e non ho più spazio…

Si muore generalmente perché si è soli. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

Giovanni Falcone, ucciso a Capaci con la moglie e la scorta il 23 maggio del 1992

stanza-soldi

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Chiaro come il sole

Per chi l’avesse persa, una mia  vecchia gag  CENSURATA  (inspiegabilmente?) DALLA TV:

Burlesquoni e dell’utri piombano ad Arcore il 23 maggio 1992. Pranzano trafelati e si chiudono nello studio del boss, il quale impartisce ordini precisi al suo segretario: “Non vogliamo essere disturbati per nessu motivo.”

Passa qualche ora, quando la porta dello studio si spalanca di botto e il segretario, visibilmente  alterato, irrompe strillando:

“Dottore, dottore!”

Burlesquoni batte violentemente un pugno sul tavolo e sta per dare in escandescenze, quando viene interrotto dall’ometto:

“Dottore, è successa una cosa terribile! Il giudice Falcone è saltato in aria con sua moglie e la scorta! Omioddio! Omioddio!”

Burlesquoni lo licenzia, chiude a chiave la porta dello studi, fissa dell’utri ed esclama:

“Cribbio! Ma sono giù le sei meno cinque?!”

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Si riaprono le indagini

Ripartono le indagini sulle stragi di mafia. Sullo sfondo dell’intrigo gli 007: uno di loro era presente in parecchi luoghi dove esplosero le bombe

Falcone e Borsellino, inchieste riaperte

caccia ad un agente segreto sfregiato

dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI

La strage di Capaci

stor_16280538_07490

CALTANISSETTA – Nessuno conosce il suo nome. Tutti dicono però che ha “una faccia da mostro”. è un agente dei servizi di sicurezza. Lo cercano per scoprire cosa c’entra lui e cosa c’entrano altri uomini degli apparati dello Stato nelle stragi e nei delitti eccellenti di Palermo.

Diciassette anni dopo si sta riscrivendo la storia degli attentati mafiosi che hanno fatto

Continue reading

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

EnteroGELMINI: Beata Ignoranza

Polemica dopo la lettera dei dirigenti scolastici alle famiglie
“Scuole senza soldi? Basta far politica, se non siete capaci cambiate lavoro”
Gelmini attacca i presidi ribelli
“Chi non sa dirigere se ne vada”

La replica di Maria Coscia (Pd): “E’ fuori di senno, se ne vada lei”
di ANNA MARIA LIGUORI


Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini

beata-ignoranza

ROMA – “Chi non sa dirigere cambi mestiere”. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato così la vicenda dei presidi del Lazio che hanno denunciato, in una lettera inviata alle famiglie, la carenza di fondi degli istituti scolastici. Sono state oltre 41.739 le lettere spedite da circa 300 presidi del Lazio aderenti all’Asal (Associazione scuole autonome del Lazio) per dare le cifre della scuola al collasso a causa dei tagli inferti dal governo: non ci sono i soldi per i supplenti (fondi ridotti del 40 %) né per le visite fiscali obbligatorie; da settembre non saranno più garantiti i servizi previsti per legge, come la copertura dell’ora alternativa alla religione. Ma la sortita del ministro non è piaciuta all’opposizione: “Che sia la Gelmini a cambiare lavoro”.

Il ministro però è stato chiaro: “A un dirigente scolastico – ha affermato la Gelmini – è richiesto di dirigere una scuola e io credo che debba assumersi oneri e onori. Deve finire l’abitudine a fare politica, a fare comunicazione, a scaricare sul ministero le responsabilità. Chi non sa dirigere, cambi mestiere. Chi lo sa fare vada avanti e risolva i problemi. Molte volte apprendiamo dai giornali i problemi che non ci vengono neppure segnalati. Io sono per la collaborazione ma anche per la corresponsabilità”.

Parole che hanno subito sollevato pesanti repliche. Primo fra tutti il capogruppo del Pd in Commissione Istruzione, Antonio Rusconi: “Oggi tocca ai presidi. Dal 1 settembre saranno i genitori a constatare le conseguenze dei tagli del duo Gelmini-Tremonti”.

Più duro il commento della collega di partito Maria Coscia secondo la quale il ministro Gelmini “è completamente fuori di senno e propone fantasiosi codici di condotta civica per cui ai presidi, differentemente dagli altri cittadini, sarebbero preclusi i diritti costituzionali di “impicciarsi della cosa pubblica””. E continua: “Su una cosa però la Gelmini ha ragione, chi non sa dirigere dovrebbe andare a casa. E allora, visto il disastro in cui il ministro ha gettato la scuola pubblica italiana, non sarebbe il caso che proprio lei cominciasse ad andarsene?”.

D’accordo con la Coscia i presidi aderenti alla Flc-Cgil: “Per la prima volta nella storia della Repubblica le scuole hanno dovuto fare i bilanci senza fondi per l’ordinario funzionamento; sono costrette a inviare visite fiscali anche quando non servono (su decisione del ministro Brunetta, ndr) e poi le devono pagare coi propri bilanci; vengono tagliate le risorse per i recuperi dei debiti scolastici; le istituzioni avanzano dal ministero più di 1 miliardo di euro per supplenze conferite e pagate con fondi diversi da quelli specificamente dedicati. Per non parlare del depauperamento di personale che la sua riforma sta provocando nel sistema scolastico. E il Ministro cosa fa? Non trova niente di meglio che attaccare i dirigenti scolastici perché denunciano questo stato di cose”.

°°° In pratica, questa solenne ignorante (che è corsa a comprarsi il dottorato a Reggio Calabria… più testona della “trota” Renzo Bossi) ha DEVASTATO la scuola pubblica e si permette anche, nella solita maniera ARROGANTE dei destronzi, di criticare chi nella scuola lavora da una vita! Ma la colpa NON è sua. La colpa è del mafioso berlusconi che l’ha messa lì. E sempre colpa di silvio berlusconi, noto pregiudicato, è stata quella di aver TOLTO la dicitura PUBBLICA sia dal ministero dell’istruzione che da quello della sanità. Perché? Ma perché si stanno rubando a quattro ganasce IL DENARO PUBBLICO per le scuole e le cliniche private degli amici degli amici! Quindi, se berlusconi e tremonti NON mettono benzina nella Ferrari di formula uno e Barrichello arriva ultimo… la colpa è del pilota. Capita l’antifona?

italietta1

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter