Cari grillini che vedete Grillo come il nuovo, guardate che ripete cose dette e ridette da Berlinguer, Bersani, Vendola, Di Pietro e Ingroia

Molto meglio e in maniera molto più circostanziata e credibile. Ma, a differenza di Grillo, i politici veri propongono anche le soluzioni non solo gli attacchi sconsiderati e poi… il nulla.

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Affaire (montato) Di Pietro: tanto tumore per nulla. Le case sono 11 non 56.

Di Pietro, ecco perché le case del leader (e famiglia) dell’Idv sono 11 e non 56

L’equivoco nasce dalla risposta ambigua di Massimo D’Andrea, il consulente (di parte) di Elio Veltri nella causa contro Antonio Di Pietro, all’inviata di Report. Poche visure catastali al costo di una decina di euro permettono di scoprire che le case intestate all’ex pm e a moglie e tre figli sono molte di meno.

Di Pietro, ecco perché le case del leader (e famiglia) dell’Idv sono 11 e non 56

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/03/di-pietro-ecco-perche-case-del-leader-e-famiglia-dellidv-sono-10-e-non-56/402290/

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Al fano:”Quando faceva comodo a loro dicevano che le sentenze non si commentano” Sì, ma non erano sentenze comprate!

Giancarlo Caselli, procuratore di Torino, ed ex capo della procura di Palermo: “La requisitoria del sostituto procuratore generale della Cassazione Iacoviello – ha detto Caselli – non ha ferito solo me, ma Giovanni Falcone che ha teorizzato e concretizzato nei maxiprocessi il concorso esterno in associazione mafiosa. Le affermazioni di Iacoviello sono quantomeno imbarazzanti. Il CSM ha punito severamente colleghi per molto meno.

 Antonio Ingroia ha detto: “Ho la sensazione che l’ultima sentenza della Corte di Cassazione su Marcello Dell’Utri e il dibattito che strumentalmente ne sta scaturendo rientrino in quel processo di continua demolizione della cultura della giurisdizione e della prova che erano del pool di Falcone e Borsellino“.

Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori :”Svalutare il reato di concorso esterno è come tornare indietro di vent’anni, un atto di resa inaccettabile“.

°°° Mentre i mafiosi fanno festa tutti in coro, l’Italia fa ancora una volta della repubblichetta delle banane in mano alla mafia e perde di nuovo credibilità internazionale. E con la credibilità se ne stanno alla larga anche gli investimenti stranieri.

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Celentano: di censura in censura. Ma siamo ancora nel ventennio fascioberlusconiano o in un paese libero?

Celentano, a rischio l’intervista da Santoro
Le emittenti locali chiedono di vedere i testi

Nella puntata di domani di “Servizio Pubblico” un’intervista di Sandro Ruotolo all’artista. Tutta la serata dedicata al festival di Sanremo, titolo “Celentano c’è?”. Ma il network che ritrasmette il programma teme querele e minaccia di non concedere la messa in onda

Celentano, a rischio l'intervista da Santoro Le emittenti locali chiedono di vedere i testiCelentano a Sanremo (ansa)

ROMA – Due esibizioni, una settimana di polemiche ma Celentano ancora non è sazio di tv. Ci torna, domani, e sceglie una puntata di Servizio pubblico tutta dedicata alfestival di Sanremo 1. Il suo intervento stavolta sarà però sotto forma di

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