I delinquenti del pdl chiamano giustizialismo la GIUSTIZIA e garantismo l’IMPUNITA’.

Speriamo che nel prossimo parlamento questi figuri scompaiano o comunque vengano votate TUTTE LE RICHIESTE D’ARRESTO DA PARTE DEI MAGISTRATI. SOLO IN UN PARTITO E IN UN PARLAMENTO CORROTTO HANNO TROVATO SCAMPO QUESTE MERDE. MENO MALE CHE SILVIO C’ERA!

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L’ipocrisia dei cani al potere, come B. insegna: stravolgere le parole e dire bugie.

La capotreno punita
per aver detto «guasto»

Lettera di Trenitalia: sull’Alta velocità usare altri termini

MILANO – È un po’ come se un idraulico non potesse parlare di «perdite» ai suoi clienti ma solo di «verifiche della tenuta delle tubazioni dell’impianto idrico». Il manuale degli annunci a bordo delle Frecce, Rosse o Argento che siano, è chiaro: in caso di guasto ai passeggeri dell’Alta velocità si deve parlare solo di «controlli tecnici sulla linea». C’è un guasto alla trazione elettrica? Il capotreno consulta la tabella e annuncia il «controllo tecnico».

C’è un guasto ai binari, ai deviatoi? Il capotreno di una Freccia, a differenza del collega di un «treno normale», parlerà sempre di controllo tecnico. Non è andata così il 16 maggio a bordo dell’Eurostar 9455. Per un problema sulla linea, tra Firenze e Roma, il Frecciargento è stato deviato dalla Direttissima alla «linea lenta». La capotreno ha annunciato «un guasto deviatoio». E per quelle parole, veritiere ma non rispondenti a quanto previsto dalla tabella sulle criticità, è finita nei guai: «L’azienda le ha inviato una contestazione disciplinare – fa sapere la rivista dei macchinisti ancora In Marcia ! -, poi le ha notificato una sanzione di 20 euro». La motivazione è scritta in una lettera del 31 maggio firmata dal responsabile della Divisione Frecciargento: l’aver comunicato la presenza di «un guasto deviatoio quando il manuale degli annunci (Mab) per i treni Av non prevede il termine “guasto” e ha utilizzato il termine tecnico “deviatoio” probabilmente sconosciuto ai viaggiatori. Avrebbe dovuto dire invece per “un controllo tecnico sulla linea”».
Di manuali per gli annunci ne esistono tre. C’è il manuale di Rfi per gli annunci nelle stazioni (Mas) redatto con il Dipartimento di studi filologici, linguistici e letterari della Sapienza di Roma. C’è quello per gli annunci a bordo (Mab) usato su tutti i treni. E ce n’è uno ad hoc per Frecciarossa e Frecciargento. Nei primi due la parola «guasto» è prevista. «Anche se poi come successo due domeniche fa a Napoli – dicono da ancora In Marcia ! -, per ore è stato annunciato un problema elettrico omettendo che era deragliato un treno». In quello per l’Av la parola è sostituita con il noto «controllo tecnico». Nei primi due l’«ostacolo in linea» è annunciato come tale («Anche se si tratta di un albero di trasmissione perso da un Pendolino»), in quello per l’Av diventa un generico «ingombro». E in caso di incendio? Tutti e tre prevedono che si parli di «intervento dei vigili del fuoco». «Così come è accaduto per il rogo a Tiburtina: su Viaggiatreno per due giorni i ritardi sono stati motivati con l’intervento dei pompieri».

°°° Questa è la “regola Burlesquoni”: dire libertà al posto di dittatura, amore al posto di servilismo, stiamo lavorando al posto di mi sto facendo i cazzi miei, giustizialismo al posto di giustizia, ecc.

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Premier? In Italia non esiste. Perché il csx continua a farsi dettare anche il dizionario?

Come scrivo da tempo, il csx non solo si fa dettare l’agenda dal regime frasciomafioso, ma addirittura si fa dettare il lessico. In italia non esiste nessun premier, esiste un presidente del consiglio. In Italia, a sinistra, non esiste nessun GIUSTIZIALISMO, esiste solo sete di giustizia. Il vero giustizialismo esiste in questa destra schifosa, ignorante, razzista e malavitosa. COMPAGNI DI SINISTRA, SVEGLIA! RIAPPROPRIATEVI DELLE PAROLE!!!

FACCE DA CULO

B.emorroidi

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Pappagallini di destra e scimmiette di sinistra

Amici, mi sono abbondantemente sfasciatole sfere a forza di sentire tutti i pappagallini di destra blaterare a vanvera di

GIUSTIZIALISMO!

Così come mi sono parecchio rotto i coglioni delle scimmiette poltroniste del PD che a queste accuse deliranti

NON SANNO DARE  RISPOSTE ADEGUATE

e quindi cadono nel loro gioco perverso e propagandistico.
La moda è quella di dare del  ”giustizialista” al partito di Antonio Di Pietro, personalmente a lui e a De Magistris,  accusandoli di volere la

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DIMISSIONI!!!

Il Cavaliere impunito
di MASSIMO GIANNINI


Come il morto che afferra il vivo, il fantasma della giustizia trascina ancora una volta Silvio Berlusconi nell’abisso. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna dell’avvocato Mills, nel processo per corruzione in atti giudiziari che vede implicato anche il presidente del Consiglio, sarebbe il “de profundis” per qualunque uomo politico, in qualunque paese normale. Non così in Italia. Questo è un Paese dove un’osservazione così banale diventa paradossalmente impronunciabile in Transatlantico o sui media (persino per l’afona opposizione di centrosinistra) pena la squalifica nei gironi infernali dell’”antiberlusconismo” o del “giustizialismo”.

Questo è un Paese dove il premier ha risolto tanta parte dei suoi antichi guai giudiziari con leggi ad personam che gli hanno consentito proscioglimenti a colpi di prescrizione, e che si è protetto dall’ultima pendenza grazie allo scudo del Lodo Alfano, imposto a maggioranza poco meno di un anno fa, quasi come “atto fondativo” della nuova legislatura.

Ora, di quell’ennesimo colpo di spugna preventivo si comprende appieno la ragion d’essere. Secondo i giudici milanesi, l’avvocato inglese incassò 600 mila dollari dal gruppo Fininvest per testimoniare il falso nei processi per le tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian. “Mentì per consentire a Berlusconi l’impunità”, recita un passaggio delle 400 pagine delle motivazioni. Un’accusa gravissima. Una prova schiacciante. Dalla quale il Cavaliere, guardandosi bene dal difendersi nel processo, ha preferito svicolare grazie al salvacondotto di un’altra legge ritagliata su misura, e ora sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale. Perché dietro la formula enfatica che dà il titolo al Lodo Alfano (cioè la “sospensione dei processi per le Alte Cariche dello Stato”) è chiaro a tutti che l’unica carica da salvare era ed è la sua. “Riferirò in Parlamento”, annuncia ora Berlusconi. Bontà sua. Pronuncerà l’ennesima, violenta invettiva contro le toghe rosse e la magistratura comunista, “cancro da estirpare” nell’Impero delle Libertà. E invece basterebbe pronunciare una sola parola, quella che non ascolteremo mai: dimissioni.

APTOPIX ITALY BERLUSCONI

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