B. parla tanto di tasse, ma negli ultimi 4 anni le ha aumentate di 2 punti, Monti di uno.

L’unico che le aveva abbassate di circa un punto è stato Romano Prodi.

Con il Cavaliere il più alto aumento di tasse

L’ex premier ha lasciato in eredità una pressione al 45%. Ecco la stangata nascosta. Fu deciso un taglio agli sgravi basilari, un costo di 800 euro a famiglia per i
redditi bassi e per i nuclei numerosi. Il centrodestra ha alzato le imposte di due punti, il governo attuale di uno. Sostituito l’aggravio Irpef con l’Iva. Con una clausola poco nota, Tremonti aveva finito per abolire l’esenzione dell’Irpef sulla abitazione principale. La svolta avvenne nel 2011: invece di riformare la spesa, si preferì caricare i tributi. Il programma elettorale prevedeva l’onere fiscale sotto il 40%.

http://www.repubblica.it/economia/2013/01/13/news/con_il_cavaliere_il_pi_alto_aumento_di_tasse-50425513/?ref=HREC1-1

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Romano Prodi, toc toc!

Riusciremo mai ad avere un governo serio che duri più di due anni? Prodi li ha fatti cagare in mano ed hanno mosso il mondo e l’anima dei miliardi per toglierlo da lì. Ma vi ricordate? Prodi, Bersani, Di Pietro, Visco, Bindi… altro che la nazionale dell”82!

Ma lo vogliamo paragonare al guitto o a chiunque della sua cosca?

 

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Poi arrivò Burlesquoni e sfasciò l’Italia.

Com’era basso il nostro spread: cinque anni fa a soli 24 punti, poi arrivò Berlusconi

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi a 24 punti. Sembra un’altra era, ma erano giusto cinque anni fa, il 13 novembre 2006, quando a Palazzo Chigi sedeva Romano Prodi. Oggi l’indicatore che illustra il rischio-paese nel mercato dei titoli di Stato è arrivato a quota 574, quasi venti volte tanto, ed è giudicato “drammatico” dai vertici europei. Che cosa è successo da allora a oggi lo sintetizza il sito del Financial Times. Il quotidiano britannico ricorda che cinque anni fa la differenza di rendimento tra i titoli a lungo termine italiani (Btp), tedeschi (Bund) e spagnoli (Bonos) era praticamente nulla, e i loro rendimenti allineati intorno al 4 per cento. Meno affidabili dei nostri risultavano i titoli britannici (spread a 82) e statunitensi (87).

Alla fine del 2007, lo spred italiano è cresciuto, ma di poco: 28 punti. Poi arrivano i venti di crisi e le cose cominciano a cambiare. Il governo guidato da Silvio Berlusconi subentra a quello di Prodi, dopo la sconfitta elettorale rimediata dal leader del Pd Walter Veltroni. La crisi monta e alla fine del 2008 l’indicatore è più che triplicato: 92 punti, con un rendimento dei titoli pari al 4,59 per cento. Gli interventi della Bce e i tagli dei tassi contengono la situazione, ma per poco.

La bomba del debito scoppia nel 2010. La crisi conclamata e globale, ma in Germania i rendimenti dei Bund scendono, con grande beneficio delle casse pubblico. In Italia, dove il governo Berlusconi è ormai nel pieno della sua attività, lo spread si aggira intorno a quota 160. Certo meglio della Grecia, che con un record di 908 punti si colloca in zona default, così come l’Irlanda, che sull’orlo del fallimento tocca quota 560, proprio come il nostro paese in questi giorni.

Il resto è storia recente, con lo spread italiano che abbatte via via quota 300, 400, 500. I titoli tedeschi hanno dimezzato il loro rendimento (siamo all’1,81%) e questo ha amplificato lo spread di tutti i paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano. La Grecia vende i suoi titoli a 10 anni a un tasso del 32,81% (con uno spread di 3100 punti), il Portogallo viaggia all’11,83%, l’Irlanda all’8,33% e la Spagna viaggia al 5,70% di rendimento. Quanto all’Italia, superata quota 7% è molto più avanti di quanto fossero un anno fa Irlanda e Portogallo, che nel frattempo hanno dovuto chiedere l’aiuto della comunità internazionale. (IL FATTO QUOTIDIANO)

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Why Not. CHIEDETE SUBITO SCUSA A LUIGI DE MAGISTRIS!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/28/la-rivincita-di-de-magistris-rivive-l%E2%80%99inchiesta-why-not/160459/

La rivincita di Luigi de Magistris
In Cassazione rivive l’inchiesta Why Not

Il presidente della Suprema Corte, Giovanni De Roberto, ha annullato la decisione del gup di Catanzaro e rinviato gli atti ad altro giudice per un nuovo giudizio. Riconosciuta l’esistenza dell’associazione per delinquere di cui facevano parte politici, amministratori e imprenditori

Il sindaco di Napoli ed ex pm Luigi De Magistris

Il sindaco di Napoli ha altri problemi per la testa, ma può dirsi davvero soddisfatto perché sia pure con ritardo la giustizia gli ha dato ragione. Pochi giorni fa, il 21 settembre, è stata depositata presso la cancelleria della Cassazione una sentenza che annulla la decisione del gup di Catanzaro Abigail Mellace e rinvia gli atti ad altro giudice del tribunale di Catanzaro per un nuovo giudizio.

Non parliamo di una sentenza qualunque, ma dell’inchiesta Why Not, la madre di tutte le inchieste che a dire, non soltanto di de Magistris, aveva sollevato il velo sul “comitato di affari” che dominava la città. Ma soprattutto su un

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Romano Prodi, grande statista, galantuomo, e grande economista. Da non paragonare alla feccia che c’è ora al governo.

Prodi: «Solo la lotta
all’evasione fiscale può salvarci»

IMG«La ricetta per salvare il Paese? Passa per la riduzione drastica dell’uso dei contanti e per l’incremento della tracciabilità». Romano Prodi lo ha sostenuto a 24 Mattino su Radio 24. «Se non mettiamo mano alla lotta all’evasione fiscale, nonostante la manovra, fra tre anni ci troviamo nella stessa situazione». Secondo l’ex premier contro l’evasione fiscale «utilizzare l’elettronico in modo feroce, è l’unica via per andare avanti. Ricordiamoci che la democrazia si difende con le ricevute e le ricevute moderne sono un sistema elettronico che controlla quanto si spende e quanto si ricava e lascia la tracciabilità. Se noi non abbiamo il coraggio di far questo, il paese sarà sempre un paese disastrato».

Romano Prodi ha poi commentato il malcontento suscitato dal testo della manovra: «la manovra, per definizione, vuol dire pesare di più sulle tasche degli italiani e dare meno benefici. Però il problema è come lo si fa». A quanti avessero fatto un parallelo tra il sacrificio richiesto da Prodi a tutti gli italiani per entrare nell’area Euro e la manovra di questi giorni, l’ex capo della Commissione Europea, ha risposto: «Non ci sono punti di contatto tra il contributo di solidarietà di questa manovra e la tassa per l’Europa del Governo Prodi. C’è una profonda differenza. La nostra, allora era una gara per la promozione, noi per entrare nel club dell’euro dovevamo arrivare al 3% del deficit . Era un governo che lavorava insieme, in modo collettivo. Abbiamo fatto mille conti. E, se noi fossimo entrati subito, si sarebbero abbassati i tassi d’interesse. Mi ricordo benissimo – ha aggiunto – le lunghissime discussioni fatte con Ciampi, Andreatta, Napolitano prima di annunciare la manovra. C’era una squadra. Facevamo ore e ore di simulazioni con i funzionari». «Qui – ha spiegato Prodi – ognuno ha la sua tesi e ognuno ha un’ opinione diversa in seno alla maggioranza. Ognuno mette un pezzo di veto e quello che ci rimane è un pezzettino di decisione che non può risanare un paese. Noi abbiamo deciso di introdurre immediatamente questa tassa perché l’avremmo potuta restituire. Così e’ avvenuto, i tassi d’interesse si sono abbassati e in tre anni abbiamo restituito i due terzi dell’imposta com’era stato stabilito. In questa maggioranza invece ognuno ha la sua voce. Proprio questa divisione è stata l’elemento scatenante della speculazione contro l’Italia».

«La speculazione – ha spiegato il professore sempre a Radio 24 – fa come gli Orazi e i Curiazi, prende quello più debole e lo infilza. In quel momento l’Italia si presentava come estremamente debole. Non c’era un politica economica, non si sapeva dove stesse andando». Infine alla domanda «Se venissimo a intervistarla l’anno prossimo, dove dovremmo andare a Roma, a Bruxelles, a New York?» Prodi ha concluso: «Sarò sempre qui nell’Appennino reggiano».

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Berlusconi, l’Expo (regalato alla città da Romano Prodi) e la ‘ndrangheta

Berlusconi: no alla sinistra
dobbiamo tenerci stretto l’Expo…

Berlusconi via web al Pdl

Silvio Berlusconi invita i cittadini milanesi a non consegnare la città in mano alla sinistra «alla vigilia di un evento che la rilancerà nel mondo come l’Expo 2015, che farà conoscere la città, porterà posti di lavoro, ricchezza, milioni di visitatori e sarà una grande occasione per alberghi, ristoranti, negozi».

°°° Nessuno ricorda mai che l’Expo’ fu una delle grandi vittorie di Romano Prodi e del suo prestigio internazionale. L’unico amico che aveva Burlesquoni, infatti, era Bush che votò contro Milano. Ma al mafionano fa paura che i suoi affari con le mafie possano saltare. Meno male che ci sarà Pisapia a gestire il business.

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“Pisapia scappa e sfugge al confronto” ragliano i destronzi che vedono Milano (e i loro affari sporchi)scomparire all’orizzonte.

Fa benissimo. A brigante, brigante e mezzo. Il mafionano e i suoi scagnozzi tacciono del fatto che proprio Burlesquoni è sempre scappato da qualunque dibattito e soprattutto da un confronto civile e pubblico col suo avversario. Solo due volte in 17 anni ha accettato un confronto democratico e per tutte e due le volte è stato seppellito e fatto a pezzi da Romano Prodi.

berlusconi_prodi

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Alè! Un altro ministro indagato per mafia: Romano, quello che ha salvato il culo anche oggi al boss.

Romano è indagato per concorso associazione mafiosa

°°°Insomma, non bastano Berlusconi, Dell’Utri, Previti, Cosentino e altri 90 pregiudicati nella destra di regime… oggi abbiamo un altro ministro sospettato fortemente di far parte di Cosa Nostra. Ma dove stiamo andando a finire? Siamo la barzelletta del mondo per mille ragioni, ma siamo anche schifati ormai da tutti i paesi occidentali e democratici! Che vogliamo fare? Stiamo ancora fermi?

PENSATE UNA COSA, AMICI, SE ANCHE DOVESSE ARRIVARE DI NUOVO UN GRANDE STATISTA COME ROMANO PRODI, IMPIEGHEREBBE ALMENO DIECI ANNI PER RIPORTARCI AI LIVELLI IN CUI CI AVEVA LASCIATI TRE ANNI FA…

b-riina

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Zoccole disperate, ministre fesse e ladre, italietta di fine regime.

La brambilla, quella con la testa vuota incendiata dalle pessime tinte che sembra un viado dopo una settimana di bagordi, ha querelato il Fatto Quotidiano e chiede TRE MILIONI  di euro di danni. Il suo magnaccia, un delinquente brianzolo diversamente altro e diversamente onesto, le mette a disposizione addirittura l’AVVOCATURA DELLO STATO! Tutto a spese nostre, tutto alla faccia nostra. La povera mentecatta perderà alla grande questo delirio legale, dato che il giornale ha semplicemente scritto la verità: ovvero che la zoccola incapace e dannosa (ha dimezzato con le sue cazzate il turismo nel nostro paese) ha sistemato parenti e affini all’Aci e in altre poltrone strapagate del suo ministero franato. Queste merde di destra continuano a devastare tutto e a derubare la nazione, ma tutti  – dal primo all’ultimo – hanno piazzato zoccole, amanti, gigolò e marchettari in genere, in posti sicuri e strapagati. Sarà un casino cacciarli via e farsi ridare il maltolto. Ma sarà ancora più difficile e doloroso ripristinare quel po’ di civiltà che avevamo grazie a Romano Prodi.

ber-mafioso

brambillik

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