Altre tragedie dovute al malaffare e alle leggi porcata del mafionano.

Staminali, il giudice ordina
“Continuate a curare Celeste”

La decisione del tribunale veneziano per la bambina di due anni malata di atrofia muscolare
spinale. Contro la terapia aveva presentato un ricorso l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa)

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/08/31/news/staminali_il_giudice_ordina_di_continuare_a_curare_celeste-41754146/?ref=HREC1-6

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Le malefatte del nano mafioso: 20 condoni e quindi tragedie, crolli, scuole insicure.

Sicurezza nelle scuole, fondi bloccati
“Sono 42mila gli edifici su cui intervenire”

A 3 anni esatti dalla morte di Vito Scafidi al liceo Darwin di Rivoli, Libera, Acmos e Benvenuti in Italia hanno organizzato un incontro per denunciare che “il primo stralcio di 358 milioni di euro del miliardo dei fondi Cipe per l’edilizia scolastica pare non essere arrivato ancora a destinazione”. Il procuratore Guariniello: “Le norme ci sono e sono buone, ma sono difficili da applicare perché mancano i controlli”

L’aula del liceo Darwin di Rivoli. Il 22 novembre 2008 il controsoffitto crollò uccidendo lo

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Le rapine della destra di Berlusconi anche sulle tragedie.

Tangenti sulla memoria delle vittime
20 anni dopo l’alluvione in Valtellina

Spese gonfiate e presunte mazzette sulle iniziative organizzate nel 2007 per ricordare la tragedia che costò la vita a 53 persone. Inquisito anche Massimo Ponzoni, pezzo da novanta del Pdl lombardo

Dopo il terremoto dell’Aquila, l’alluvione della Valtellina. Il malaffare non si ferma neppure davanti alle catrastrofi naturali e alle loro tragiche conseguenze. E riesce ad approfittare persino delle commemorazioni. La tragedia valtellinese, che alla fine di luglio del 1987 provocò la morte di 53 persone e la cancellazione di interi paesi, è protagonista di due inchieste che ora sembrano trovare un punto di contatto: quella della Procura della Repubblica di Monza contro l’ex assessore regionale del Pdl Massimo Ponzoni e quella della Procura di Sondrio, che ha già portato alla richiesta di rinvio a giudizio di diversi amminstratori locali, anche loro di centrodestra. Coinvolte la fondazione Irealp, ente a guida leghista creato coi fondi per la catastrofe e finito con un buco milionario, ed Eventi valtellinesi, che per organizzare le iniziative del ventennale avrebbe incassato 250mila euro. Ma secondo gli inquirenti ne ha spesi meno della metà, facendo sparire il resto   di Mario Portanova

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Le tragedie di un governo ridicolo e delinquente

Lampedusa, l’assalto dei barconi
852 clandestini soccorsi nella notte

Negli ultimi giorni ne sono sbarcati oltre mille. Divampa la polemica sulla decisione del ministro Maroni. I migranti sono stati lasciati all’addiaccio: protestano le associazioni umanitarie

di ALESSANDRA ZINITI
L’ultimo barcone lo hanno scortato in porto all’alba di oggi.  In cento sono sbarcati sulla banchina stracolma di immigrati che nelle ultime 48 ore hanno preso d’assalto l’isola di Lampedusa. Solo nella notte sono arrivati in 852: sommati a quelli che erano arrivati nei due giorni precedenti, superano quota 1000. E nell’isola è di nuovo emergenza, visto che da Roma persiste la direttiva di non aprire agli extracomunitari le porte del centro di permanenza temporanea che resta perfettamente funzionante 24 ore su 24 ma chiuso, come ha deciso il ministro dell’Interno Maroni.

La notte scorsa, Guardia costiera e Guardia di finanza hanno avuto il loro bel da fare. Ben 11 sono state le operazioni di soccorso dei diversi barconi che erano già stati avvistati ieri pomeriggio nel Canale di Sicilia e che sono arrivati, per fortuna, senza incidenti grazie al mare in buone condizioni. Numeri che sono previsti in continuo aumento come raccontanto gli stessi migranti  tutti fuggiti dalla Tunisia in seguito alle tensioni delle ultime settimane. Tutti inneggiano alla caduta di Ben Alì.

A Lampedusa, militari e volontari aspettano indicazioni su come gestire questa ondata migratoria che era stata ampiamente prevista e annunciata da minisbarchi delle scorse settimane, mentre ora in ogni barcone arrivano decine e decine di persone. 137 immigrati sbarcati ieri sera sono stati ospitati in un albergo dopo che il parroco dell’isola, don Stefano Nastasi, aveva messo a disposizione i locali della parrocchia pur di non lasciarli all’addiaccio.

Documenti falsi per gli immigrati: arresti a Enna, Catania e Ragusa


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Ecco i criminali assassini…

… ALTRO CHE TRAGEDIE DOVUTE AL MALTEMPO!

Finisce su una tv locale il racconto, raccolto il giorno dei funerali di Stato per le vittime di Messina

“Io non ci capisco niente, chissà quanti decreti firmo senza sapere”

E il Governatore Lombardo ammise
“Le mie firme per una casa a rischio”
“Ho declassificato il rischio di un’area del comune di Rosolini
dove un consigliere comunale deve farsi l’abitazione”
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/messina-frana/inchiesta-reggiotv-lombardo/inchiesta-reggiotv-lombardo.html

IN CHE MANI SONO LE AMMINISTRAZIONI DI DESTRA?!

irap

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Le tragedie di Berlusconi

stor_16460206_59540Pubblica insicurezza

di Riccardo Bocca

I tagli dei fondi rendono la vita degli agenti impossibile. E lasciano i cittadini senza protezione. Mentre partono le ronde, ecco in quali condizioni opera la polizia italiana

Ci sono due parole che irritano profondamente i poliziotti italiani. La prima è ‘ronde’: le cosiddette associazioni di volontari per la sicurezza. Quelle tanto apprezzate dal ministero dell’Interno, e che stanno per pattugliare le nostre città (sperando non finisca sempre come a Massa, dove lo scorso 26 luglio una ronda di destra e una di sinistra si sono a prese a pugni e seggiolate). La seconda parola sgradita, invece, è ‘militari’. Almeno quelli utilizzati, da circa un anno, per arginare la delinquenza urbana. Secondo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è merito loro se in certi quartieri i reati sono diminuiti del 40 per cento. Al contrario, i poliziotti li considerano “perfetti in guerra ma non nell’ordine pubblico”. E, per giunta, ironizzano, “dobbiamo fargli da balia”.

Polemiche su polemiche. È questa la quotidianità degli agenti di pubblica sicurezza. Si dicono dimenticati. Stanchi. Avviliti. E delusi, soprattutto. Come il graduato che parla a ruota libera nei 40 gradi della Palermo estiva. Scuote la testa e spiega come, nel disinteresse generale, sono costretti a lavorare i colleghi che scortano Maria Falcone, sorella dell’icona antimafia Giovanni e divulgatrice della legalità nelle scuole. “Alla signora spetta una protezione di terzo livello, cioè una Lancia K blindata con due uomini armati a bordo”, dice, “ma questo non basta a garantirne la sicurezza”. Oltre alla minaccia delle cosche, infatti, “c’è da combattere la drammatica condizione del nostro parco automobili”. Di recente, ad esempio, “la macchina di Maria Falcone non ce l’ha fatta a uscire dal deposito della caserma: perdeva potenza”. E quando è stata sostituita da un’altra vettura, quello stesso giorno, è finita ancora peggio: “Di colpo, lungo la strada, si è rotta l’aria condizionata e si sono bloccati i finestrini, trasformando l’abitacolo in un forno e obbligando la scorta a chiedere rinforzi”.

“Assurdo ma frequente”, confermano altri agenti. Lo sa bene il magistrato Anna Maria Palma, capo di gabinetto alla Presidenza del Senato, che si è trovata con l’auto della scorta inchiodata sulla Palermo-Messina. E altrettanto bene lo sa il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, i cui uomini di protezione hanno dovuto muoversi – causa assenza fondi- anche su una vecchia Punto senza blindatura. “Episodi che altrove farebbero scandalo, mentre in Italia sono diventati normali”, dice Felice Romano, segretario generale del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia): “Ormai la pubblica sicurezza è allo stremo in ogni parte d’Italia e su ogni fronte operativo: dalle scorte all’antidroga, dai commissariati di zona alle squadre volanti”. Non a caso. Sul tavolo, il capo del Siulp ha le carte dei tagli che il governo ha riservato alle forze dell’ordine. Cifre paurose, quando si arriva al capitolo polizia di Stato: 263 milioni 497 mila euro cancellati nel 2009. Altri 283 milioni levati nel 2010. Ulteriori 492 milioni 726 mila euro eliminati nel 2011. Unica voce incoraggiante, i 100 milioni destinati alle polizie comunali, che sono un niente rispetto ai complessivi 3 miliardi e mezzo tagliati al comparto Sicurezza e difesa. Morale: da un lato “l’opinione pubblica viene stordita con gli effetti speciali”, denuncia il sindacato Uilps, dall’altro si “trascura la gestione ordinaria”. Cioè l’indispensabile.

Cosa significhi, in concreto, si può vedere a Milano: in teoria il simbolo dell’efficienza padana, in pratica una metropoli dove la polizia è in ginocchio. Basti pensare all’organico bloccato da 18 anni a 3.900 uomini, con una carenza di 50 sovrintendenti e ispettori, 30 funzionari, dieci dirigenti e oltre 500 agenti. Per non parlare delle 487 auto in dotazione alla questura, delle quali 250 ferme per riparazioni che avverranno quando avverranno. O ancora, dei 13 membri del pool antiterrorismo internazionale Digos, costretti a indagare fianco a fianco in un ufficio di 12 metri quadri. “La politica ci aveva promesso più personale, più mezzi, più soldi; ci aveva illuso che da bruchi saremmo diventati farfalle”, spiega un agente milanese: “Invece siamo sprofondati in un baratro dove manca tutto: dalle divise alla carta del fax. Fino ai giubbotti antiproiettile, in certi casi scaduti dal ’92“. Un incubo che si materializza alla caserma Garibaldi di piazza Sant’Ambrogio, dove si trovano gli uffici che gestiscono volanti, scorte e personale. “S’intrufoli al secondo o al terzo piano”, suggerisce qualcuno. Ed è una scena sconsolante, quella che appare. Una sequenza di vetri spaccati, bagni con porte mancanti, cumuli di mozziconi e spazzatura, televisori preistorici abbandonati nei corridoi, neon che non si accendono e materassi lerci appoggiati alle pareti. “Da qui parte il degrado”, annuisce un sindacalista: “dal nostro quartier generale...”.
(12 agosto 2009)

poliz

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