Ma voi ci credete?

Firmata ieri la circolare con i nuovi criteri per l’Agenzia delle Entrate
“Se spendi tanto, guadagni tanto” è il principio da cui i tecnici partono per le verifiche
Il lusso non è solo yacht e golf
Il decalogo per stanare gli evasori
Dalle scuole private al wellness, le nuove spie degli 007 del fisco
di ROBERTO PETRINI

ROMA – Anche i ricchi piangono. E stavolta qualche lacrima rischiano di versarla sul serio, se non pagano le tasse. Almeno stando alle intenzioni e al piano di lotta all’evasione allestito dall’Agenzia delle Entrate per quest’anno. Obiettivo: stanare coloro che, dichiarano poco, ma vivono bene, ben oltre quanto di potrebbe presupporre dalla loro dichiarazione dei redditi. Un andazzo non più sopportabile, vista la cifra astronomica cui ammonta l’evasione fiscale nel nostro paese, e considerato che i tempi sono duri, la crisi segna di più le differenze tra i vari ceti sociali, e la gente si indigna. Come sta accadendo, ad esempio, con le contestazioni alle superpaghe dei manager responsabili dei crack bancari e finanziari del 2008.

Così il Fisco ha cambiato strada e, come ha detto il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, non ha più intenzione di sparare nel mucchio, contando sul leggi di carattere generale e rischiando di burocratizzare la lotta all’evasione, ma vuole andare a pescare gli evasori ad uno ad uno. E da ieri, con una circolare, i nuovi criteri per il 2009 sono diventati operativi.

Come? Con un principio assai elementare che i tecnici chiamano “accertamento sintetico” e che si può tradurre nel seguente adagio: se spendi tanto, molto probabilmente guadagni tanto. Così nel mirino finisco per la prima volta entrano anche gli stili di vita: l’elenco in mano agli ispettori del Fisco è inesorabile e ritiene sospetto chi frequenta i centri benessere, chi fa viaggi esotici, chi compra opere d’arte, chi frequenta circoli esclusivi ed anche coloro che mandano i figli in scuole private.
La possibilità di utilizzare questi nuovi indicatori relativi agli “stili di vita” è stata resta possibile dalla manovra dell’estate scorsa varata dal governo (che tuttavia, come lamentano le opposizioni, ha eliminato alcune norme come la tracciabilità dei pagamenti e l’elenco clienti-fornitori) e si articolerà attraverso una serie di “campagne esterne” degli ispettori del Fisco che saranno scandagliati sul territorio a caccia di informazioni. Determinante sarà tuttavia anche la collaborazione con i Comuni (oggetto di numerose convenzioni operative con l’Agenzia delle Entrate). Le informazioni che giungeranno dai Municipi sono ingenti: ristrutturazioni edilizie, contratti di gas e energia elettrica, affitti, residenze fittizie all’estero e “soffiate” su chi tiene un tenore di vita alto e dichiara poco.

Questo inedito meccanismo, dal punto di vista tecnico, si affianca al vecchio “redditometro” che pure è stato rilanciato dal decreto dell’estate scorsa. La filosofia è la stessa (se consumi tanto, guadagni tanto) ma l’operatività è più rigida: si prendono infatti una serie di beni di lusso (aerei, auto o moto di grossa cilindrata, cavalli da corsa, presenza di collaboratori domestici) e, attraverso un coefficiente, si calcola il reddito presunto. Chi supera la denuncia dei redditi del 25 per cento finisce nel mirino.
(10 aprile 2009)

°°° Siamo ai soliti annunci. Mi chiedo come mai questo regime abbia cancellato immediatamente la legge Bersani-Prodi sulla TRACCIABILITA’ DEGLI ASSEGNI. Quello, insieme ai controlli mirati della GdF, era l’unico modo SERIO per combattere l’evasione.

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