Began: “Voglio un figlio da Berlusconi. Lo amo davvero, non come la Minetti.°°°Scegli: l’uno, il due o il tre?

MA SEI UNA MEDIUM CHE COMUNICA COI MORTI?

Non ho capito se questa è solo una troia o una povera malata di mente. ma se vuole un figlio dal mafionano, può sempre rapire Piersilvio e venderlo agli zingari. Cazzo se ne farebbe?

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Began, quella delle feste eleganti. L’ape che succhia, insomma.

Began, quella delle feste eleganti.

di Denise Pardo

La chiamano ‘l’ape regina’, perchè era la favorita del premier e dei suoi party. Indagata nell’inchiesta di Bari, in un’intervista ha detto: ‘Il bunga bunga sono io’. Ritratto senza filtri della donna che iniziò posando come prostituta in un parcheggio di Roma e, ancora una settimana fa, era a Palazzo Grazioli

(29 settembre 2011)

Sabina Began. Foto di Roberto Granata Sabina Began. Foto di Roberto GranataNe ha fatta di strada Sabina Began, è il caso di commentare, da quelle foto dei primi anni Novanta in cui impersonava una prostituta, bella e prosperosa anche se dallo sguardo parecchio truce, molto balcanico come da origine, più Beganovic che Began. Ne ha fatta di strada, in effetti, dal set di quel parcheggio di Roma Nord, rinomato centro di ritrovo per chi fa la vita, come si diceva un tempo, non Lavitola come si direbbe oggi, dove il fotografo delle dive Roberto Granata, su
sua indicazione, la ritrae nelle vesti, si fa per dire, della prostituta, ramo di cui, in quanto futura ape, non operaia – era chiaro già allora – ma regina dell’alveare berlusconiano, sarebbe stata piuttosto esperta, forse una cultrice della materia.

Una materia piuttosto hard, molto di casa in primis a Palazzo Grazioli, ovvio, dove Began, ora 36 anni, indagata dalla Procura di Bari nell’inchiesta su escort e ricatti, non più in autoreggenti ma con timorato tubino è stata in visita solo pochi giorni fa, che l’ha fatta diventare la donna più importante, forse non verticale ma centrale sì, della politica, lato intimo (ormai praticamente l’unico) di un paese in mutande (indumento di grande attualità e molto fotografato, persino confindustrialmente) per vari aspetti, sotto e sopra.

Nello spirituale reportage fotografico (Newton? Fellini?), quasi nature (la Buoncostume in sciopero o applaudiva?), Began allora strepitosa diciottenne, conferma il talento, non noto al grande pubblico, a quello Pdl di più sicuramente, vedi la lunga amicizia (due giorni) con Italo Bocchino finita in un mare di chicchissime minacce e querele. Ma allora, al tempo delle foto, molto lontana dal luminosa beatificazione a villa Certosa, era stata appena scritturata dalla Rai per una puntata di “I ragazzi del muretto” serie tv di grande successo dove era stata scelta per la parte di una prostituta albanese costretta a vendersi.

Nelle immagini, si intravedono anche alcuni importanti strumenti e simboli che avranno un ruolo fondamentale durante le sobrie notti della Repubblica del Cavaliere. Per esempio: ecco la vocazione al travestimento così caro al premier. L’ape regina mima la prostituta ma ammicca anche alla poliziotta con l’impermeabile un po’ tenente Colombo, un po’ tenente Sheridan. Forse, il ruolo non è tra i preferiti del premier che, come si è saputo, va pazzo per il genere suora, ma diciamo che l’attitudine di Began c’è già.

Per non parlare della profetica presenza del lampione. Il lampione? Sicuro: è vero che il caro corpo illuminante è proprio un masterpiece della professione. Ma cos’altro è se non l’antenato di ciò che nel giro di dieci anni sarà il noto palo di Arcore, quello della lap dance piazzato proprio davanti al trono del biscione? Tutto torna. E poi qualcuno osa negare che il passato sia spesso l’anticipo del futuro.

Fatto sta: ora si è saputo che Began è ape regina piuttosto linguacciuta. Ha dato interviste di qua e di là, anche a Simona Ventura tv sui suoi rapporti con il Capo: “Lo amo, lo venero, notti meravigliose” e va bene. Poi ha precisato offesa che il bunga bunga non è una pratica ma è lei stessa, la chiamano così gli intimi. E nonostante abbia la caviglia tatuata in modo imperituro con le iniziali del presidente del Consiglio (identiche alle sue) ora si dichiara pure comunista. Oddio, ha detto ben altre facezie, tipo: “Berlusconi è come Gandhi”.

Ma per tornare ai tempi lontani del reportage, c’è un altro simbolo, un’altra specie di presagio ancora più fortedegli altri: appoggiato sulle nude membra di Began, un impermeabile dall’inconfondibile fodera quadrettata. La prima di una lunga serie di B: da Burberry a Berlusconi (e anche Bocchino).


Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Burlesquoni, grandi ladri, ma guai a toccarli sui soldi! Saviano da Feltrinelli.

Saviano pubblica con Feltrinelli
i monologhi di “Vieni via con me”

Lo scrittore: “Queste sono storie di tutti”. L’editore: “Felici e orgogliosi”. Verso la rottura con Mondadori dopo le polemiche dei giorni scorsi con Marina Berlusconi. Segrate fa sapere:  i programmi restano invariati

Saviano pubblica con Feltrinelli i monologhi di "Vieni via con me" Roberto Saviano

ROMA – Il primo passo dello strappo. I monologhi di Roberto Saviano per la trasmissione televisiva Vieni via con me usciranno per l’editore Feltrinelli. Due giorni fa, lo scrittore aveva dedicato la laurea “honoris causa” 1 ricevuta a Genova ai pm del pool di Milano. Marina Berlusconi gli aveva risposto definendo “un orrore” le sue dichiarazioni. Alla presidente di Mondadori, Saviano aveva risposto con un articolo 2.

3“Sono molto contento che le storie di Vieni via con me siano diventate libro – commenta lo scrittore – perché non è stato facile farle arrivare al grande pubblico. Hanno cercato prima di zittirle, minacciando di non mandarle in onda, poi di contrastarle e, infine, di farle dimenticare il più in fretta possibile”. E aggiunge: “La volontà della Feltrinelli di raccoglierle in un libro significa volerle difendere e allo stesso tempo renderle accessibili a chiunque vorrà. Significa farle diventare, di nuovo, storie di tutti”.

Soddisfattissimo Carlo Feltrinelli, presidente della casa editrice: “Siamo felici e orgogliosi di pubblicare

Roberto Saviano. La sua voce parla a milioni di persone. Faremo di tutto per aiutarlo a svolgere al meglio il suo fondamentale lavoro di racconto della realtà italiana. Mi dà speranza proprio la lettura di questo libro, perché accanto alla denuncia delle ferite vecchie e nuove del nostro Paese, c’è il racconto di storie coraggiose e di reazioni positive”.

4
Proprio oggi su Repubblica, la Mondadori aveva fatto sapere che i programmi restano invariati. “Mondadori ribadisce che Roberto Saviano è un importante autore della casa editrice. I programmi editoriali che lo riguardano e con lui concordati per il futuro, restano interamente confermati. Così come resta inalterata la convinzione che gli autori, tutti gli autori, sono il patrimonio più importante di un editore, insieme alla rappresentazione plurale delle idee e dele convinzioni. Questo in rigorosa coerenza con la storia e la prassi di Mondadori, e in totale condivisione fra azionisti e management”.

La trasmissione Vieni via con me, 6 condotta da Saviano insieme a Fabio Fazio, ebbe un boom di ascolti e provocò una fortissima polemica politica. I conduttori furono accusati di aver organizzato una trasmissione in chiave antigovernativa.

(25 gennaio 2011)

°°° Bellissimo  leggere che marina “plasticacoca” burlesquoni viene definita come “management”. Come lele mora o la minetti o la began…

MANAGEMENT CON LE TETTINE NUOVE

marina_B1

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Berlusconi porco e bugiardo

Berlusconi a Chi:

«Mai festini, solo

cene simpatiche»

°°°  Vero.  Si  invitano  simpaticamente delle  zoccole  e  delle simpatiche  minorenni, figlie  di

Continua a leggere

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

L’Italia che muore

IL RETROSCENA. Tarantini, la Costa Smeralda come esca per la politica
Al centro dell’inchiesta c’è un giovane leccese accusato di spaccio
La villa da 100mila euro al mese
con Elvira, Angela e Sabina

di CARLO BONINI

Sabina Began

sbina

BARI – In un’indagine per sfruttamento della prostituzione che somiglia sempre di più a una matrioska, ballano ora una storia di cocaina e tre nuovi nomi di donne. Sabina Began, Angela Sozio, la deputata Elvira Savino. Due di loro, la Sozio (ex ragazza Grande Fratello, catturata dall’obiettivo di Antonello Zappadu in grembo al Presidente del Consiglio già nel 2007 nel Parco di Villa Certosa) e la Savino, non è chiaro in che contesto e in quale veste. Se cioè perché oggetto delle conversazioni intercettate di Gianpaolo Tarantini o perché indicate da testimoni che frequentavano le feste del premier. La Began, al contrario, perché anello cruciale della catena che annoda l’imprenditore barese al Presidente del Consiglio.

Showgirl di origini slave che ha tatuate sul corpo le iniziali S. B., “l’uomo che mi ha cambiato la vita”, la Began è accompagnata ormai da una letteratura che l’ha battezzata “l’ape regina” del premier. Nella sera della vittoria elettorale del centro-destra – si è letto nelle scorse settimane – è a palazzo Grazioli, sulle gambe di Silvio Berlusconi che canta “Malafemmena”. Ma, a stare alle acquisizioni dell’inchiesta barese, ricorre ora con costanza nelle conversazioni intercettate di Gianpaolo Tarantini. Frequenta le ville sarde dell’uno (la notte di Ferragosto 2008, è tra i 400 ospiti della festa che dà Tarantini) e dell’altro (fonti qualificate riferiscono che sia stata lei a introdurre a Villa Certosa la showgirl Belen Rodriguez). Lavora da vaso comunicante tra le ragazze del giro dell’imprenditore e quelle ammesse al cospetto del Presidente del Consiglio. E’ il relé che, in Sardegna, trasforma Gianpaolo in “Giampi” e la sua villa in un indirizzo – un set sarebbe più corretto dire – che conta.
Anche per questo, nel lavoro istruttorio della Procura di Bari, Roma pesa quanto la Sardegna e Palazzo Grazioli quanto la villa di Capriccioli, a Porto Cervo, il luccicante retiro che Tarantino sceglie come piedistallo per guadagnare la benevolenza del premier. Un gioiello incastrato nelle rocce e avvolto dalla macchia che si aprono su Cala Volpe. Non troppo lontano da Villa Certosa. Un angolo di straordinaria bellezza dove – ne sono convinti gli inquirenti – l’imprenditore costruisce un suo nuovo pantheon. L’affitto della villa – riferisce una fonte che ha frequentato la casa – ha un prezzo spettacolare, 100 mila euro al mese, perché spettacolare deve essere il trampolino di lancio di quel “ragazzo” di 35 anni barese che nessuno conosce e che, improvvisamente, a Porto Cervo diventa per tutti “Giampi”. In un’estate – quella del 2008 – che deve appunto segnare il suo passaggio definitivo dall’orbita redditizia, ma defilata, dagli appalti e forniture ospedaliere, a quello della consulenza nel business che conta e che ha bisogno della politica per camminare. E che diventa – ecco l’altra novità dell’inchiesta – cornice di una storia di cocaina.

Nella villa di Capriccioli, infatti, lavora, con personale filippino, un quarantenne che di nome fa Alessandro Mannavini. E’ un leccese di buona famiglia che, a giugno del 2008, Tarantini – come conferma uno dei suoi avvocati, Nicola Quaranta – assume con le mansioni di autista personale. Mannavini, in vita sua, l’autista non lo ha mai fatto. Ufficialmente, ha lavorato per compagnie di charter nautico, anche se non risulta avere la patente che abilita alla navigazione oltre le 6 miglia. Sta di fatto che il tipo balla in villa una sola estate. Assunto a giugno, viene licenziato a settembre 2008, perché, ufficialmente, si lamenta con il suo principale “delle modeste mansioni cui è stato assegnato”. Guidare, ma persino dare una mano ai filippini in cucina. E’ un fatto che, un mese fa, Mannavini entra negli uffici del sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Scelsi, per essere interrogato come indagato per detenzione e consumo di sostanze stupefacenti. Cocaina. Il suo nome salta fuori nelle intercettazioni sulle utenze dei Tarantini e lui, con il pubblico ministero, ammette. Ma Scelsi ha un’altra curiosità. Chiede all’ex “autista” se ricorda i nomi di ragazze che frequentavano la villa. La risposta è generica: “Ne giravano talmente tante di belle ragazze che non ricordo”.

Marco Vignola, avvocato di Mannavini, conferma la circostanza dell’interrogatorio e dice: “Il mio cliente si è detto del tutto estraneo alla vicenda delle ragazze e risponde di un reato diverso per il quale vedremo di qui in avanti quali iniziative istruttorie prendere”. Non è chiaro se Mannavini indichi o meno il suo pusher. Non è chiaro se Mannavini sia il solo ad essere accostato alla cocaina nella villa. E’ un fatto che chi lo ha conosciuto quell’estate sostiene che si muovesse più da uomo di pubbliche relazioni e organizzatore di feste che da autista (“Una sciocchezza”, dice l’avvocato Vignola).

LE SQUILLO SVOLAZZANO DA UNA VILLA A UN PALAZZO, MENTRE L’ITALIA PIANO PIANO MUORE…

angelo

italia-muore

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter

Impotente e cazzaro

“IL RIFORMISTA” SCOPRE SABINA BEGAN, L’APE REGINA DI SILVIO – ATTRICE TEDESCA, è DI CASA A PALAZZO GRAZIOLI – ‘L’incontro che ha cambiato la mia vita: S.B.’ –

°°° Questo Mafiolo non ne “castiga” una (per usare un linguaggio comune a lui e a quell’altro gentleman di Califano): tutta apparenza, come sgarbi e brunetta. Tutta scena. Noi e la moglie sappiamo che è impotente da almeno 20 anni… mi ricorda un compagno delle medie. A sentire lui, passava da una scopata all’altra. Poi me lo trovavo sempre attaccato al culo quando andavo a trovare le mie ragazze nei paesi vicini a Oristano e… mentre io mi davo da fare dietro qualche cespuglio, lui stava sempre a guardare le biciclette.

sabina

Condividi
  • Facebook
  • Digg
  • Google Bookmarks
  • Live
  • YahooMyWeb
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Twitter