Solo i ridicoli giornaletti sardegnoli piangono per il “senatore” comincioli della Magliana

Tutti i delinquenti che berlusconi ha portato alla camera e al senato, tipo renato farina, gridano vendetta al cielo. Mai il nostro parlamento e le nostre istituzioni sono state svilite in questo modo da una cosca di mafiosi, piduisti, corrotti, corruttori, cocainomani, ladri e malversatori. Stranamente (o no?) sono tutti di questa destra razzista e malavitosa che fa schifo a tutto il mondo.

aqui

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Il bandito Comincioli plenipotenziario di Ladrusconi in Sardistan

COMINCIOLI: “Ci sono le possibilità di rilancio ma serve un passo indietro
rispetto alla difesa di se stessi e dieci in avanti per rilanciare tra isardi le idee e i progetti del Pdl.”

°°° I PROGETTI E LE IDEE DEL PDL, ECCO IL DECALOGO  COMINCIOLI:

1) RUBARE

2) CORROMPERE

3) MALVERSARE

4) CEMENTIFICARE OVUNQUE CON PORCILAIE ORRENDE E FUORI NORMA

5) RUBARE A MANETTA

6) RUBARE FINO ALLO SFINIMENTO

7)  NEGARE TUTTO

8) INSULTARE CHIUNQUE  NON SIA  DELLA COSCA  O  IN VENDITA

9) TRUFFARE  I LORO   ELETTORI  DECEREBRATI

10) PRENDERE PER CULO I SARDI

COMINCIOLI  TRA  GLI  ELETTORI SARDI  DEL PDL

pastore

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I compari di merende di Berlusconi: Brancher e Comincioli

°°° Praticamente, lacosca del mafionano è composta esclusivamente da delinquenti quasi come lui. Vediamo il neoministro (che ha un processo anche il 26 di questo mese…)

Brancher Aldo

Deputato della Repubblica. Eletto in Veneto. È stato il regista del nuovo accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, che ha portato la Casa delle libertà alla vittoria elettorale del 2001. Era prete paolino e manager pubblicitario di Famiglia cristiana. Don Aldo, giovane e brillante, era il braccio destro del mitico don Emilio Mammana, che aprì il primo ufficio pubblicità di Famiglia cristiana a Milano, facendo uscire il settimanale dall’ambiente provinciale di Alba e dalle sacrestie. Grazie a don Mammana, Famiglia cristiana divenne uno dei settimanali italiani più venduti e più ricchi di pubblicità. Accanto a don Mammana c’era sempre lui, don Aldo, pretino giovane e

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Gli affari sporchi di Berlusconi & co.

Affari con politici e magistrati
Carboni sotto accusa a Roma

Nelle intercettazioni i nomi di Dell’Utri e Verdini. Al vaglio della magistratura tra l’altro l’attività di un giudice tributario di FRANCESCO VIVIANO
ROMA – Ancora una volta l’ipotesi di reato è quella di corruzione. È quanto emerge in un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Roma , partendo da grandi affari immobiliari, arriva in Sardegna e ritorna nella capitale. Una rete di affari che investe i palazzi della politica, della magistratura e dell’imprenditoria, non soltanto romana. Secondo gli inquirenti, al centro di questa indagine – che preoccupa personaggi eccellenti e sfiora esponenti parlamentari del centrodestra – c’è il “faccendiere” Flavio Carboni che, coinvolto nelle indagini sulla morte del banchiere Roberto Calvi trovato impiccato sotto il ponte dei “Frati Neri” a Londra nel 1982, ora riaffiora nel dossier elaborato a Roma.

Carboni è infatti indagato dalla Procura romana: sull’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, sono stati accesi i riflettori per l’invio dell’ordinanza di conclusione delle indagini ad alcuni dei personaggi coinvolti in questa vicenda. Nelle intercettazioni di alcuni indagati spuntano anche alcuni nomi eccellenti. Tra questi il senatore Marcello Dell’Utri, il coordinatore del Pdl Denis Verdini, e altri esponenti politici del centrodestra che, allo stato, non sarebbero indagati.

Ma i loro nomi ricorrono spessissimo nelle conversazioni telefoniche tra Flavio Carboni ed un magistrato, Pasquale Lombardi, che guida associazioni nelle quali figurano tra gli iscritti altri giudici e avvocati di grido. Lombardi sarebbe promotore di molti convegni su economia e attività societaria in Italia ed in Europa. Sarebbe stato Lombardi, secondo le indagini, a creare una sorta di rete di cui farebbero parte magistrati, politici ed imprenditori: tutti indirettamente intercettati dai carabinieri di Roma che da qualche anno monitoravano gli affari di Flavio Carboni. Dalle intercettazioni emergono molti contatti tra lo stesso Carboni e il senatore Dell’Utri.

chehttp://www.repubblica.it/politica/2010/04/20/news/affari_con_politici_e_magistrati_carboni_sotto_accusa_a_roma-3473304/

°°° Ecco, amici, i magistrati VENDUTI  che piacciono tanto a Silvio Berlusconi.

Questo Carboni, se non sbaglio, faceva affari  in Sardegna per conto di Berlusconi, con la Banda della Magliana, con Pippo Calò: il cassiere della mafia, e con i prestanome di Mafiolo qui in Sardegna, a cominciare da un certo Comincioli. Ecco perché il delinquente brianzolo vuole stoppare le intercettazioni e i magistrati ONESTI! Troppi nodi cominciano a venire al pettine e troppe porcate puzzolenti cominciano a venire a galla.

merda

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Qualche verità (FATE GIRARE!)

Prendo spunto da un bel pezzo di Marco Bucciantini del 14 febbraio 2009

“E’ la svendita di un patrimonio allo straniero di Arcore, al razzismo leghista”, accusa la mia amica (e cugina onesta del prestanome di Mafiolo) Claudia Zuncheddu, sardista, che ha fondato i Rossomori, evocando Emilio Lussu e portando almeno una parte degli indipendentisti in appoggio a Soru. Il sostegno del sedicente partito sardo d’azione a Berlusconi è davvero STOMACHEVOLE: la bandiera dei quattro mori su sfondo bianco e croce rossa, a sventolare su Villa Certosa è il peggior simbolo della colonizzazione. E’ la fotografia dei sardegnoli invertebrati che vendono il culo per qualche briciola. Siamo di nuovo COGLIONIZZATI E RINCOGLIONIZZATI… La residenza del mafionano è il monumento che si è costruito in barba alle leggi, ai lavoratori, ai pensionati, ai milioni di nuovi poveri che il suo regime malavitoso e incapace ha provocato, e ai sardi onesti. La reggia di Punta Lada è anche un monumento all’abusivismo più mafioso, ma Tremonti condonò e la villa ora può essere mostrata nella sua interezza agli ospiti. Prima che il Cavaliere l’acquistasse era una semplice casa colonica, proprietà di Flavio Carboni, il faccendiere sardo coinvolto nell’omicidio del banchiere Roberto Calvi. Adesso è una provincia con il parco che ha rimpiazzato i sessanta ettari per il pascolo, poi l’anfiteatro, il campo di calcio, il bunker in caso di attacco nucleare da parte dei suoi pusher, i laghetti artificiali. I sardisti stanno dunque con il conquistatore. Il segretario del Psd’Az è Efisio Trincas, che quando era sindaco di Cabras fu indagato per abusi edilizi in zone di particolare pregio e chiese allo Stato italiano di tradurre l’atto in dialetto sardo, prima che gli fosse notificato. Un sardismo da barzelletta. Di lui si ricorda la battaglia contro gli omosessuali: eppure il Psd’Az si era sempre speso in difesa delle minoranze. Trincas è anche (passatemi il termine ardito) l’uomo che ha ucciso Cabras e le sue potenzialità.

UN COMITATO D’AFFARI
Dalle ambizioni personali di un gruppo che ha svenduto l’anima si passa al comitato d’interessi. Quello che vuole “togliere i lucchetti che Soru ha messo alla Sardegna”. Da 30 anni Berlusconi fa affari sull’isola e CONTRO LA SARDEGNA, grazie al domestico e prestanome Romano Comincioli, plurindagato (faceva da tramite con il suddetto faccendiere Carboni), assolto dalle leggi ad personam volute proprio per salvare l’amico di Arcore, e ripagato alla maniera solita di Mafiolo: con un seggio al Senato. La sua firma appare anche in cambiali passate a uomini della Banda della Magliana per poi finire nelle mani di Pippo Calò, il cassiere della Mafia. Ma non importa. Lui è l’uomo di fiducia di Berlusconi in Sardegna. E lo si è visto nello scorso turno elettorale. Forza Italia sull’isola ha due potentati: quello di Comincioli e quello di Beppe Pisanu. Il primo è strettamente legato per affari allo studio di commercialista del padre di Cappellacci, Giuseppe. Il secondo è nume tutelare del sindaco di Cagliari Emilio Floris: la scelta di candidare Ugo Cappellacci dimostra i rapporti di forza: Comincioli è un vecchio compagno di classe di Berlusconi che, si sa, tende ad affidarsi a questi sodali di lunga data. Ed è stato infatti il senatore a tessere gli accordi con i sindaci del nord dell’isola, scesi in campo per Cappellacci, nelle liste provinciali, a costo di sguarnire o comunque di complicare l’attività delle giunte comunali.
L’accolita intorno a Comincioli serve meglio al disegno di Berlusconi “contro la Sardegna dei vincoli”. Vuol prendersi la Regione, e con essa le terre che Soru ha provato a blindare. Fu il governo Berlusconi, nel 2005, ad impugnare davanti alla Consulta la salva-coste. Quella legge ha imbrigliato la mitica, faraonica Costa Turchese, evoluzione di quell’Olbia 2 che Berlusconi, Cappellacci sr. e Comincioli già avevano in mente a fine anni 70. Eccola, la loro oasi: 525.000 metri cubi di cemento su 450 ettari di terreno, 385 ville, due alberghi da 400 posti letto, 995 appartamenti in residence, 1 centro commerciale sulla costa nord-est. Tutto rispolverato allorquando il Tar rivelò un quadro normativo lacunoso sui piani urbanistici, sentenza che scatenò gli appetiti della Finedim di Marina Berlusconi, che ripropose l’idea, con una “chicca”: lo sventramento della spiaggia per realizzare un canale navigabile e collegare il mare con un porticciolo da costruire ex novo. Quel quadro normativo è stato puntellato da Soru, e si è impedita la violenta colata di cemento.

LA FIGLIA DEL SINDACO
Questo sbilanciamento sul gruppo Comincioli-Cappellacci, però, poteva erodere il consenso del Pdl nel capoluogo, dove Floris amministra in guerra con Soru, intento dichiarato la scorsa estate, in vista proprio delle elezioni: “Nessuna trattativa con il signor Renato Soru”. E così restano chiusi nel cassetto 220 milioni di euro di investimenti su Cagliari e oltre 1200 posti di lavoro. Una città paralizzata, con il Betile, museo regionale d’arte nuragica e contemporanea disegnato dall’anglo-irachena Zaha Hadid, rimandato a chissà quando. Cotanto zelo era l’annuncio di una candidatura di Floris, condivisa nel centro destra, e il sindaco poteva dunque essere mortificato dalla scelta di Cappellacci. Questo rischiava di compromettere l’impegno dello stesso amministratore nella campagna elettorale e intiepidire i fan del capoluogo. Berlusconi ha rimediato alla sua maniera: la figlia del sindaco è nel listino del presidente. E Rosanna è perfino commovente: “Fin da piccola volevo fare politica, ma l’ingombrante presenza di papà mi intimidiva”.

L’EDITORE
Nella foto di gruppo c’è anche un altro amico-servent del Cavaliere: “l’editore” Sergio Zuncheddu, altro candidato mancato ma meno rancoroso di Floris. Il sedicente editore pubblica il quotidiano di regime l’Unione Sarda, che da 4 anni picchia durissimo – seppure con uno stentato italiano – su Mr.Tiscali. Zuncheddu controlla anche le alcuni videocitofoni regionali che nessuno ci invidia, come “Videolina. Come il suo proprietario, parte dall’edilizia, dalle Città Mercato. A Capoterra, su un terreno che nel 1969 fu trasformato da paludoso a edificabile, e da avamposto di caccia dei cagliaritani si rivalutò enormemente, e che due mesi fa ha scontato con alluvioni e morti quell’affronto alle leggi della natura, Zuncheddu ha spadroneggiato con le centinaia di case costruite dalla sua cooperativa sullo stagno di Santa Gilla.

CAPPELLA
Ugo non è quella CACCHINA INESPRESSIVA degli spot sorridenti confezionati dal pubblicitario Gavino Sanna. È vaccinato ALLA MALAVITA pure lui: è stato per anni al comando della Sardinia Gold Mining: una grande truffa che ebbe nel 1998 in concessione dalla Regione il territorio dei comuni della Marmilla. Si cercava l’oro, e il prezzo
per la multinazionale fu ridicolo, mentre enorme è il danno ambientale, cui è difficile trovare argine, dopo il fallimento
della società mista di capitale italiano, canadese e australiano. Cappellacci è stato presidente per quasi tre anni di quell’impresa e si dimise nel 2003 per entrare come ragioniere nella giunta regionale guidata da Italo Masala: a fine mandato. Grazie alla sua abilità,
il debito della Sardegna sarà di 3 miliardi e mezzo di euro. Un record. Lo prende in cura Floris, e lo fa assessore al bilancio del comune di Cagliari:
e il bilancio va immediatamente in rosso.

ORA E’ TEMPO DI CACCIARLI VIA TUTTI, DAL PRIMO ALL’ULTIMO, A CALCI NEL CULO.

cappella

banda_bassotti

b-dream

ber-mafioso

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