Articoli marcati con tag ‘Gabanelli’

Salute e grano!

Su la 7 parlano del canone . Posto che ormai, da quando 20 anni fa se ne è impadronita la -P2 di burlesquoni, la ha smesso di essere servizio … fatti salvi Angela, , Jacona, Gabanelli e altre mosche bianche, io sarei perfettamente d’accordo.  Facciano una legge seria, come in , Germania, Inghilterra o e tutti i paesi civili, insomma, limitando ai privati il possesso di max il 75% DI UNA SOLA RETE e con un tetto per la raccolta pubblicitaria del 12%. Questo sarebbe davvero il liberismo. cioè l’esatto CONTRARIO del berlusconismo… che col liberismo si è riempito quella fogna di bocca per decenni.

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Gabanelli, buone notizie

«Report si è conquistato anche la tutela legale. Ma che stress lavorare così»

di Natalia Lombardo (Unità)

LA LIBERTA’  DI ESPRESSIONE ALLA GOGNA  IN QUESTA ITALIETTA

giogo

Milena Gabanelli è alle prese con il montaggio della prima puntata di Report, l’11 ottobre: un’inchiesta sulla burocrazia. Solo due giorni fa ha ottenuto il mantenimento della tutela legale da parte della , messa in discussione dal direttore generale, Mauro Masi. In una lettera al

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REGIME ALL’AMATRICIANA

Quando ordinò sanzionate la Gabanelli

«Con la presente il sottoscritto prof. avv. Giulio chiede l’immediato esercizio dei poteri sanzionatori». Inizia così l’ultimo affondo del dell’Economia l’informazione, avviato ai danni di Milena Gabanelli e la sua «pericolosa» trasmissione Report. Non è piaciuta al la puntata su social card e bond, nonostante fosse stato intervistato lui stesso.

Così ha scritto 5 cartelle di esposto-denuncia alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e alla Commissione parlamentare per l’Indirizzo generale e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi. L’intento è chiaro: dimostrare la poca obiettività del programma, e dunque la lesione del dovere di informazione imparziale e completa imposto dal servizio . Insomma, non è una rettifica, tantomeno una querela. Ma vuole comunque farsi sentire, esercitare «il sanzionatorio».

In effetti il rapporto del con e mass media in generale è costellato di eventi leggendari. Rumors più disparati raccontano di telefonate infuocate, battibecchi nervosi, arrabbiature furibonde. Certo, tutti i politici si arrabbiano con la . E tutti vorrebbero averla amica e, se possibile, asservita. Ma è tra i pochi (non l’unico, nell’intero arco parlamentare) a prendere iniziative in prima persona, a guerreggiare all’arma bianca con chi si occupa di lui. È quasi un corpo a corpo che il ingaggia a colpi di pressioni indebite e invettive. Anche perché – lo sanno bene anche i non addetti ai lavori – la verve non gli manca.

A scorrere le cinque cartelle anti-Gabanelli traspare un furore montante. parla di «lesione dei principi di completezza, correttezza, – si legge – obiettività ed imparzialità dell’informazione». Poi procede per punti, elencandone sette. Nel primo parla di «sintesi deformata di alcuni delicati e rilevanti aspetti dell’attualità, che ha assunto i contorni della propaganda negativa». Si riferisce forse il al fatto che la social card è stata fornita solo a pochi, e che molti l’hanno ricevuta scarica? O che rappresenta anche uno strumento su cui MasterCard riesce a fare un buon business grazie alle commissioni versate dai commercianti? parla di «tesi preconfezionata», ma la realtà non è molto lontana da questa tesi. Anzi. Il non dimentica di difendere, naturalmente, il «legittimo esercizio del diritto di critica». Peccato però che questo secondo lui non sia il caso: perché tutto il contesto sarebbe stato creato da Gabanelli attraverso una «capziosa estrapolazione di brani tratti da conferenze ».

Si arriva così all’accusa (terzo punto) di «utilizzo strumentale del mezzo televisivo». rammenta come «tutte le trasmissioni di informazione devono rispettare la pluralità dei punti di vista e la necessità di contraddittorio». Peccato che (troppo) spesso molti esponenti di governo appaiono in video davanti a un microfono e neanche una «faccia» a porgere la domanda. A proposito di contraddittorio. Naturalmente meglio se all’ora di cena, e in una giornata in cui qualcun altro ha lanciato critiche all’operato dell’esecutivo.


°°° La sintesi è questa: la libertà di e la democrazia reale questi cialtroni li disintegrerebbe in due settimane. Ecco perché a loro serve il e l’oscuramento delle notizie. BUFFONI!!!

tvemonti_sfiga


LA SEGRETARIA DI TVEMONTI

terrorista

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Ecco le scimmiette…

… di cui si parlava anche su FB.

E’ una cosa assurda che in una televisione pubblica come
la , dove tutti sono obbligati a pagare il canone, ci possa
essere una trasmissione come Anno Zero, gente pagata
dai contribuenti milioni di euro come .
Anonimo


°°° Queste righe deliranti e ignoranti sono oggi anche sul giornaletto della : il . Come si fa a spiegare a queste scimmiette ignobili che PROPRIO PERCHE’ LA dovrebbe essere PUBBLICA è indispensabile che ci siano almeno alcuni GIORNALISTI VERI! è il miglior anchorman italiano da sempre e ci viene invidiato da molte europee. La sua squadra è di primissima qualità e, non a caso, i suoi programmi sono GLI UNICI programmi giornalistici VERI, al passo con le migliori trasmissioni giornalistiche del mondo civile. Oltre a , in c’è solo la Gabanelli che fa GIORNALISMO. Raramente, si vede qualcosa di Riccardo Iacona (ex ) e poi… il nulla! Le desolanti genuflessioni dei e di tutti gli altri zerbini del mafioso e piduista non hanno NULLA A CHE FARE col giornalismo: dacché il Giornalismo è – ovunque – il cane da guardia dei diritti dei cittadini e NON il cane miserabile che aspetta l’osso del e che lecca la mano che lo bastona. Chi spiega a questa scimmietta che SI PAGA DA SOLO? Egli non costa un cent dai soldi degli abbonamenti: al contrario dei e degli altri servitori osannanti che, LORO SI’, leccano il culo a Mafiolo, arricchendosi COI NOSTRI SOLDI! fattura in una puntata, di introiti pubblicitari, quanto dieci puntate di Porta a Porta. Chi spiega a questa scimmietta decerebrata che la libertà di espressione è un DIRITTO COSTITUZIONALE? Oltre che una conquista dell’umanità.

scimmiette1

vergogna4

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guglielmi docet

GUGLIELMI ’TERREMOTATO’: “La è stata più FAZIOSA DI MEDIASET verso BERLUSCONI” – “in questo clima di conformismo e beatificazione, è essenziale: VA ASSOLTO E GIUSTIFICATO” – “ IL Pù COMPOSTO, HA FATTO PIù INFORMAZIONE DEGLI ALTRI”…

Denise Pardo per “L’espresso”

Nella rappresentazione del terremoto in Abruzzo, l’informazione Mediaset è stata più indipendente di quella della . E Bruno «è stato il più composto nel racconto della tragedia».
Angelo Guglielmi

Mentre infuria la polemica sulla puntata di “Anno zero” definita «indecente» dal presidente della Camera Gianfranco Fini, e sul suo conduttore, Angelo Guglielmi, ora assessore uscente alla Cultura della giunta bolognese di Sergio Cofferati e mitico direttore della gloriosa RaiTre che diede i natali televisivi proprio a Michele , assolve la trasmissione della sua creatura («essenziale») e commenta la copertura mediatica televisiva del sisma.

Informazione televisiva e terremoto: quale giudizio dà?
«Francamente ho avuto l’impressione che tutte le sembrassero impegnate in un fondamentale obiettivo: valorizzare al massimo la presenza costante di Silvio Berlusconi, le sue lacrime, le sue parole, i suoi abbracci. Come presidente del Consiglio la sua presenza era necessaria, anche se non c’era bisogno che fosse così ostinata. Come uomo era anche necessario che si commuovesse. Ma è successo a molti altri di emozionarsi, però non hanno visto le loro lacrime andare in onda».

Se Berlusconi non fosse andato, sarebbe stato sommerso dalle critiche.
«Non è un problema di quantità di presenza. Il problema è come viene raccontata, enfatizzata, moltiplicata. È il modo in cui si passa e si taglia l’informazione. Ma devo riconoscere che nonostante il Berlusconicentrismo, la dignità, il dolore, l’umanità delle vittime era ben percepibile».
La puntata di “Anno zero” sul terremoto e il suo conduttore sono ancora una volta alla sbarra.
«Qualunque giudizio si possa dare della trasmissione di Michele non si può che assolverlo e giustificarlo. Tanto più i disastri sono drammatici tanto più chiedono un’informazione critica che si ponga delle domande. I soccorsi approntati erano rispondenti alla gravità dei danni o in quei soccorsi, pur nell’apparente tempestività ed efficacia, si nascondevano ombre o insufficienze? Sono domande legittime. E in questo clima di conformismo e beatificazione, l’informazione di è assolutamente essenziale. Anzi: anche se avesse fatto fatto il furbo, andrebbe assolto».

L’accusa è sempre la solita, la faziosità. Forse il diritto alla critica è stato cancellato.
«Fazioso! Perché Bruno non lo è? E Report della brava Milena Gabanelli non è forse costruito per denunciare? È giusto che i linguaggi siano diversi. Ma questa volta lo sa chi è stato il più composto?».
Milena Gabanelli

Chi?
«Proprio il conduttore di “Porta a porta”. Si è fatto riprendere nei sopralluoghi della tragedia con l’elmetto in testa, ed era un po’ imbarazzante, ma si è dedicato poco a Berlusconi e molto di più al racconto del disastro. L’Abruzzo e il suo programma erano diventati una stessa cosa, soluzione di continuità. Bruno ha una sua bravura e ha fatto più informazione degli altri».

Ha rilevato differenze tra la rappresentazione fatta dalla rispetto a quella di Mediaset?
«Sì. La era più fastidiosa nella costanza di voler dimostrare devozione verso il presidente del Consiglio. Forse Mediaset può permettersi di non dichiararla continuamente. Invece, la pubblica, per mille motivi, paura del nuovo vertice, vigilia delle nomine, si sente più in dovere di eccedere nello zelo. Le del , in effetti, hanno meno bisogno della di dimostrare fedeltà».

guglielmi_angelo_tn

santoro21

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