Silviooo! Ma quale complotto? Ormai sei al delirio totale.

Berlusconi, la teoria del complotto
primo passo verso la campagna elettorale

Una filastrocca per giocare la carta dell’emergenza. Gli eventi messi in fila da Frattini per gridare alla cospirazione non hanno alcun punto di contatto, nessuna coerenza

di GIUSEPPE D’AVANZO

Berlusconi, la teoria del complotto primo passo verso la campagna elettorale

Un complotto contro l’Italia, dunque. Il governo condivide la preoccupazione di Franco Frattini che esista una cospirazione, “una strategia diretta a colpire l’immagine dell’Italia sulla scena internazionale”. L’aggressione al nostro Paese, sostiene il ministro degli Esteri, si alimenta enfatizzando quattro crisi.

La tragedia delle tremila tonnellate di rifiuti che soffocano Napoli; il crollo della Domus dei Gladiatorii a Pompei; le investigazioni (fondi neri?) negli affari di Finmeccanica, il primo gruppo industriale italiano nel settore dell’alta tecnologia, tra i primi dieci player nel mondo per Aerospazio, Difesa e Sicurezza; le rilevazioni che Wikileaks si prepara a diffondere, cablogrammi diplomatici con accuse di corruzione, 2,7 milioni di e-mail che il Dipartimento di Stato americano ha scambiato con le rappresentanze diplomatiche nel mondo: conterrebbero “imbarazzanti commenti” su diplomatici e leader mondiali, ce ne sarebbe anche per il nostro Paese e per i nostri leader.

Gli eventi messi in fila da Frattini per gridare alla cospirazione non hanno alcun punto di contatto, nessuna coerenza. Anche a forzarne la lettura non possono “far sistema” e sistematico è sempre un complotto. È difficile sovrapporre o accostare l’archeologia ai rifiuti o i rifiuti ai sistemi di difesa, se si vuole stare ai fatti. Più agevole forse scorgere dei nessi ipotetici tra Finmeccanica e Wikileaks, tra il lavoro nel mondo del gruppo industriale e l’attività corruttiva che il sito di Julian Assange svelerànelle prossime due settimane.

Per farla corta, il complotto contro l’Italia denunciato da Frattini è troppo elaborato e, si sa, tanto più è

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