Cosa resta di Berlusconi? Solo menzogne e devastazione.

Cosa resta di Berlusconi?
Solo menzogne e devastazione.

Molto abbiamo dimenticato, erano spot, appunto. Invece andrebbe ricordato quel che ha fatto il quarto governo Berlusconi proprio per capirne le ragioni. Il ghe pensi mi sui rifiuti di Napoli dal risultato imbarazzante.

Via i fannulloni dai posti pubblici ed entra il Trota. Via le prostitute dalle strade, ma avanti nei palazzi del potere. Sì al nucleare in Italia, appena prima della tragedia di Fukushima. Mai Alitalia in mani straniere, e si è visto come è andata. Ici kaput, le tasse saranno abbassate…

Un’inchiesta fatta di numeri e fonti tra le più accreditate. Un’inchiesta puntuale su un premier che vantava l’investitura diretta del popolo, a cui ha tolto il potere di scegliere chi eleggere. Le mille contraddizioni di un governo che ha saputo usare le leve mediatiche ma non si cura di quelle reali.
b.decollato

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Le menzogne deliranti del ridicolo omuncolo berlusconi al G8

di Marco Travaglio

Infondate un par di palle

Ha ragione B: il mondo deve conoscere le accuse infondate che ha subìto. Cioè nessuna. Ma anche quelle fondate. Cioè quasi tutte. Breve memorandum sui procedimenti penali già conclusi (restano aperti i casi Mills, Mediaset, Mediatrade, Agcom-Annozero e Ruby) per i leader del prossimo G8, nel caso malaugurato che l’Italia sia ancora rappresentata da lui.

1. Falsa testimonianza P2. Accusa fondata: la Corte d’appello di Venezia dichiara B. colpevole, ma salvo per amnistia.

2. Corruzione Guardia di Finanza. Accusa fondata: Fininvest pagò tre tangenti di £ 100 milioni ciascuna per addomesticare verifiche fiscali. Il corruttore Sciascia e i finanzieri corrotti sono condannati, B. è assolto per “insufficienza probatoria” grazie alla falsa testimonianza di Mills.

3. Fondi neri sui terreni di Macherio. Accusa parzialmente fondata (£ 4,4 miliardi pagati in nero all’ex proprietario): B. assolto da appropriazione indebita, frode fiscale e un falso in bilancio; salvo per amnistia da un altro falso in bilancio.

4. Fondi neri sull’acquisto di Medusa. Accusa fondata: il manager Fininvest Bernasconi dirottò £ 10,2 miliardi in nero su 5 libretti al portatore di B., che però è assolto dal falso in bilancio per insufficienza di prove: è troppo ricco per potersi essere accortodell’introito. Lo incassò a sua insaputa.

5. All Iberian-1. Accusa fondata: condannato in primo grado a 28 mesi per £ 23 miliardi di finanziamenti illeciti a Craxi, B. si salva in appello per prescrizione grazie alle attenuanti generiche.

6. All Iberian-2. Accusa fondata: B. assolto dai falsi in bilancio per £ 1200 miliardi di fondi neri esteri “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato” (depenalizzato dallo stesso B.).

7. Caso Lentini. Accusa fondata: per i 10 miliardi versati in nero dal Milan al Torino in cambio del calciatore, il falso in bilancio è prescritto grazie alle attenuanti generiche e al taglio della prescrizione previsto dalla riforma del governo B.

8. Bilanci Fininvest 1988-‘92. Accusa fondata: prescrizione del falso in bilancio e dell’appropriazione indebita nell’acquisto di diritti tv, per attenuanti generiche e prescrizione abbreviata da B.

9. Consolidato Fininvest. Accusa fondata: ancora prescrizione grazie alle generiche e ai nuovi termini della legge B. anche per i falsi in bilancio da £ 1500 miliardi di fondi neri su 64 società offshore del “comparto B” della Fininvest.

10. Sme-Ariosto/1. Accusa infondata: non c’è prova che i sicuri pagamenti di Previti ai giudici Squillante e Verde con soldi Fininvest fossero legati all’affare Sme e ordinati da B. (assolto).

11. Sme-Ariosto/2. Accusa fondata:B.assolto dai falsi in bilancio relativi ai pagamenti ai giudici “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato” (l’ha depenalizzato lui).

12. Mondadori. Accusa fondata: gli avvocati Fininvest Previti, Pacifico e Acampora corruppero il giudice Metta con £ 420 milioni (soldi di B.) per annullare il lodo Mondadori, ma B. si salva grazie alla prescrizione abbreviata dalle solite generiche.

13. Corruzione Saccà. Accusa parzialmente fondata: è provato da intercettazioni che B. chiese a Saccà di sistemare a Raifiction alcune sue protette e gli promise aiuti per la sua attività privata di imprenditore,ma è assolto perché Saccà (dirigente del servizio pubblico) non sarebbe un incaricato di pubblico servizio.

14. Compravendita senatori. Accusa parzialmente fondata: B. e suoi uomini offrirono posti di sottogoverno e sostegno elettorale al sen. Randazzo (Unione) per votare contro Prodi. Ma B. è prosciolto: non è istigazione alla corruzione, solo “malcostume”.

15. Caso Sanjust. Accusa parzialmente fondata: l’ex marito di Virginia Sanjust, amante di B., fu degradato e trasferito dal Sisde per ordine di Palazzo Chigi. Ma B. è assolto dall’abuso d’ufficio e dal mobbing: il trasferimento potrebbero averlo deciso Letta e il gen. Mori. Come sempre, a sua insaputa.

Il Fatto Quotidiano, 29 maggio 2011

ber-mafioso
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Questo processo si deve fare (A.Padellaro)

Questo processo
si deve fare

Il mondo ci guarda e vorremmo chiedere ai tanti giornalisti giunti a Milano, inviati delle testate più influenti, di non considerare il processo che si apre oggi solo come uno spettacolo unico e sensazionale poiché mai si era visto il premier di una democrazia occidentale subire l’accusa di reati tanto infamanti.

La tragedia di un uomo ridicolo (così titolammo il giorno in cui vennero fuori le prime intercettazioni sul bunga bunga di Arcore) è diventata la tragedia di un grande Paese ostaggio di una masnada di personaggi ridicoli e pericolosi. Di servi il potere ne produce quanti ne vuole, mai però si era vista una tale bramosia di sottomissione in centinaia di parlamentari (per l’esattezza 314) costretti dalla frusta del padrone (e dalle sue laute ricompense) a sostenere la più idiota delle menzogne, che cioè Berlusconi avesse effettivamente creduto Ruby nipote di Mubarak.

Lo sappiamo, cari colleghi che a Londra, Parigi o New York molto si ride del presidente clown e delle sue 43 girls 43 a fare la fila docilmente davanti alla sua camera da letto. E ai vostri lettori che vi chiedono come gli italiani possono sopportare tutto questo risponderete, se siete gentili, che il nostro è un popolo paziente.

Ma invece non è così. C’è una frattura ormai insanabile che attraversa la nazione. Mentre il regime barzelletta si decompone illudendosi di durare comprando altri servi e altri ancora, l’Italia che non ne può più cresce insieme alla sua collera. Forse l’imputato riuscirà a non farsi processare ancora una volta. Peggio per lui perché alla fine la sentenza arriverà comunque.

Il Fatto Quotidiano, 6 aprile 2011

MONTAGGIO  FRANCESE

b.pazzo

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Cazzate e menzogne di Berlusconi: dalla questura al sesso con Ruby°°° Sputtanato!

Ecco le prove che smentiscono l’autodifesa del Cavaliere sullo scandalo che lo ha investito

di GIUSEPPE D’AVANZO
Si contano dieci menzogne nell’intervento televisivo di Silvio Berlusconi. Qui di seguito dimostriamo come le parole del premier siano variazioni falsarie. Costruiscono per l’opinione pubblica una fiction che appare in gran parte fasulla anche alla luce di quel che è già emerso dai documenti dell’inchiesta di Milano. Le bugie nelle dichiarazioni del presidente del Consiglio devono negare come e perché sia riuscito ad esfiltrare dalla questura, sottraendola alla tutela dello Stato, una minorenne accusata di furto. Una minorenne con la quale il capo del governo ha intrattenuto, per lo meno per tre mesi, una relazione molto intensa, al punto che ci sono tra i due 67 contatti telefonici in 77 giorni. Impossibilitato a raccontare la verità su quella relazione, il premier è costretto a mentire ancora: parla di persecuzione giudiziaria; inventa una violazione della sua privacy; accusa la polizia di aver maltrattato le sue amiche: è un’autodifesa che non accetta di essere verificata. “Non mi devo vergognare”, dice Berlusconi. Le sue dieci bugie lo dovrebbero convincere non solo a vergognarsi, ma anche ad assumersi la responsabilità di fare chiarezza davanti ai giudici e dinanzi al Paese. Ecco dunque le dieci bugie che, se necessario, integreremo nel corso del tempo.

1. “Non ho minacciato nessuno”
Dice il premier: “Vi leggo le risposte del funzionario al pubblico ministero dove descrive la mia telefonata: “L’addetto alla sicurezza mi disse: dottore, le
passo il presidente del Consiglio perché c’è un problema. Subito dopo il presidente del Consiglio mi ha

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Le menzogne di Berlusconi (Ezio Mauro)

La menzogna

di EZIO MAURO

C’è qualcosa che lega insieme l’attacco di Berlusconi a Repubblica, durante l’ultima puntata di Ballarò, (dopo che Massimo Giannini gli aveva ricordato le sue dichiarazioni di sostegno agli evasori fiscali), le accuse all’Ipsos perché Nando Pagnoncelli aveva semplicemente illustrato il suo calo di

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Dell’Utri e le menzogne

Intervistato al processo nega tutto. Tipico dei Riina e Provenzano, tipico di Andreotti: che non conosceva nemmeno e non aveva mai sentito parlare dei cugini Salvo… ma andava (e mandava regali costosissimi) alle loro feste e ai loro ricevimenti ed erano conosciuti e famigerati quanto lui. Non solo: gli portavano il 99% dei voti che la sua corrente prendeva in Sicilia. Dell’Utri dice anche che non conosce i Graviano e che se loro dicono che lo hanno incontrato più volte… praticamente sono pazzi che vogliono far cadere il governo Berlusconi, che è quello che per la mafia ha fatto più di tutti.

E questo è verissimo!

Dallo scudo fiscale mafioso agli appalti, dalla devastazione della magistratura e delle forze dell’ordine, tagliando loro uomini e mezzi, alla minchiata del ponte di Messina e delle centrali nucleari… potremmo fare un lungo elenco di leggi e comportamenti pro mafia di questo regimetto del cazzo.

Ma Dell’Utri dice anche che non c’è nessun mistero negli inizi della Fininvest e qui casca l’asino. Ma allora, caro “parrinu” hai detto tutto un mucchio di coglionate. Eh, allora non ti crediamo più. Io avrei una sola domanda: perché il suo fratello gemello Alberto (che nessuno conosce e di cui nessuno parla mai), all’Hostaria dell’Orso a Roma,  mi ha fatto offrire 28 miliardi di lire cash e le scuse della Fininvest, con tanto di reintegrazione ai vertici dei programmi televisivi, del teatro e del cinema…  e dell’indotto che la grandissima notorietà comporta, se mi fossi rimangiato il mio NO e fossi tornato a Cologno per dare una mano al lancio di Forza Italia?

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Crisi e menzogne di Berlusconi

Ma come, Lucio, la crisi non era alle spalle? Invece oggi emerge
un altro dato, ovvero quello relativo ai mutui e al fatto che
molte famiglie presto non riusciranno a far fronte a questa
spesa. A rischio tutti coloro che hanno scelto il tasso variabile.
Vale


°°° Ma ancora c’è qualcuno sano di mente che crede alle menzogne scientifiche di Berlusconi? La crisi è alle nostre spalle, certo: PER INCHIAPPETTARCI MEGLIO!

CRISI  ALLE   SPALLE: MA VEDI DOVE SI E’  FICCATA…

golf

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Dice…

“Pubblicano menzogne, scatti ritoccati”

Berlusconi Donne

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°°° Noi sappiamo tutti benissimo che se c’è qualcuno che tarocca le cose, i fatti, e i documenti… è proprio lui: dalle sue società sotto prestanomi improbabili ai sondaggi, dai brogli alle elezioni alle corruzioni di giustizia o di politicanti delinquenti, dalla “microspia” grande quanto uno scaldabagno (che si era messo da solo nel 1994) alla sua stessa povera persona… tutta posticcia e plastificata. Le foto sono reali e Mafiolo ha la coda di paglia, questa è la triste verità.

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LE MINCHIATE DEL CAZZARO

L’ANALISI
Le menzogne del Cavaliere
da Noemi al caso Mills

di GIUSEPPE D’AVANZO

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Dice Berlusconi a Santa Margherita Ligure: “Su quattro calunnie messe in fila – veline, minorenni, Mills e voli di Stato – è stata fatta una campagna che è stata molto negativa per l’immagine all’estero dell’Italia”. Il significato di calunnia è “diceria o imputazione, coscientemente falsa e diretta ad offendere l’integrità o la reputazione altrui” (Devoto e Oli). Per comprendere meglio quali siano, per il premier, le “dicerie o imputazioni coscientemente false” raccolte contro la sua reputazione bisogna leggere il Corriere della sera di ieri.

Nel colloquio il Cavaliere spiega quali sono le quattro menzogne, strumenti del fantasioso “progetto eversivo”. Qui si vuole verificare, con qualche fatto utile e ostinato, se la lamentazione del Cavaliere ha fondamento e chi alla fine mente, se Berlusconi o chi oppone dei rilievi alla “verità” del capo del governo.

1 “Hanno iniziato scrivendo che c’erano “veline” nelle liste del Pdl alle Europee. Non erano “veline” e sono state tutte elette”. (Berlusconi al Corriere, 13 giugno, pagina 9)

I ricordi del Cavaliere truccano quel che è accaduto e banalizzano una questione che, fin dall’inizio, è stata esclusivamente politica, per di più sollevata nel suo campo. Sono i quotidiani della destra, e quindi da lui controllati direttamente o indirettamente influenzati, a dar conto dell’affollamento delle “veline” nelle liste europee del Popolo della Libertà. Comincia il Giornale della famiglia Berlusconi, il 31 marzo. Ma è il 22 aprile, con il titolo “Gesto da Cavaliere. Le veline azzurre candidate in pectore” – sommario, “Silvio porta a Strasburgo una truppa di showgirl” – che Libero rivela i nomi del cast in partenza per Strasburgo: Angela Sozio, Elisa Alloro, Emanuela Romano, Rachele Restivo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti, Barbara Matera, Ginevra Crescenzi, Antonia Ruggiero, Lara Comi, Adriana Verdirosi, Cristina Ravot, Giovanna Del Giudice, Chiara Sgarbossa, Silvia Travaini, Assunta Petron, Letizia Cioffi, Albertina Carraro. Eleonora e Imma De Vivo e “una misteriosa signorina” lituana, Giada Martirosianaite.

Contro queste candidature muove la fondazione Farefuturo, presieduta da Gianfranco Fini. Il pensatoio, diretto dal professor Alessandro Campi, denuncia l’”impoverimento della qualità democratica del paese” e, con un’analisi della politologa Silvia Ventura, avverte che “l’uso strumentale del corpo femminile (…) denota uno scarso rispetto (…) per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima” (www.ffwebmagazine. it).

Queste scelte sono censurate, infine, anche da Veronica Lario che le definisce “ciarpame senza pudore del potere” (Ansa, 29 aprile). Il “fuoco amico” consiglierà Berlusconi a gettare la spugna, nella notte del 29 aprile. In una telefonata da Varsavia alle 22,30 in viva voce con i tre coordinatori del Pdl, La Russa, Bondi e Verdini, il premier dice: “E va bene, bloccate tutto. Togliete quei nomi. Sostituitele”. Molte “veline”, in interviste pubbliche, diranno della loro amarezza per l’esclusione.

2 “Poi hanno tirato in ballo Noemi Letizia, come se fossi una persona che va con le minorenni. In realtà sono solo andato a una festa di compleanno, e per me – che vivo tra la gente – è una cosa normale”. (Berlusconi al Corriere, 13 giugno, pagina 9).

Non c’è un grano di “normalità” nei rapporti tra il Cavaliere e i Letizia. Dopo 31 giorni, è ancora oscuro (e senza risposta) come sia nato il legame tra Berlusconi e la famiglia di Noemi. L’ultima versione ascoltata è contraddittoria come le precedenti. Elio Letizia sostiene di aver presentato la figlia al capo del governo in un luogo privato, nel suo studio a Palazzo Grazioli, alla vigilia del Natale del 2001. Berlusconi, nello stesso giorno, ha ricordato di averla conosciuta in un luogo pubblico, “a una sfilata”. Ma la “diceria” che il capo del governo denuncia è di “andare con minorenni”. E’ stata Veronica Lario per prima a svelare che il marito “frequenta minorenni” (Repubblica, 3 maggio). La circostanza è stata confermata dall’ex-fidanzato di Noemi (Gino Flaminio) che colloca il primo contatto telefonico tra il capo del governo e la ragazza nell’autunno del 2008. Le parole di Gino costringono Berlusconi – contrariamente a quanto fino a quel momento aveva detto (“Ho visto sempre Noemi alla presenza dei genitori”) – ad ammettere di aver avuto Noemi ospite a Villa Certosa per dieci giorni a cavallo del Capodanno 2009, accompagnata da un’amica (Roberta O.) e senza i genitori. Nel gennaio del 2009, Noemi come Roberta, era minorenne. Dunque, è corretto sostenere che Berlusconi frequenti minorenni.

3 “Nel frattempo si sono scatenati sul “caso Mills”, un avvocato che non conosco di persona” (Berlusconi al Corriere, 13 giugno, pagina 9)

Negli atti del processo contro David Mills (teste corrotto, condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere) e Silvio Berlusconi (corruttore, ma immune per legge ad personam), sono dimostrati con documenti autografi, per ammissione dell’imputato, con le parole di testimoni indipendenti, gli incontri del Cavaliere con l’avvocato inglese che gli ha progettato e amministrato l’arcipelago delle società off-shore All Iberian, il “gruppo B di Fininvest very secret”. Un documento scovato a Londra dà conto di un incontro al Garrick Club di Garrick Street (discutono delle società estere e Berlusconi autorizza Mills a trattenere 2 milioni e mezzo di sterline parcheggiati sul conto dell’Horizon Limited). Un altro documento sequestrato a Mills fa riferimento a una “telefonata dell’altra notte con Berlusconi”. Mills, interrogato, ammette di aver parlato con il Cavaliere la notte del 23 novembre 1995. Ancora Mills, il 13 aprile 2007, conferma di aver incontrato Berlusconi ad Arcore. L’avvocato “descrive anche la villa” (dalla sentenza del tribunale di Milano).

Due soci di Mills nello studio Withers, ascoltati da una corte inglese, così rispondono alla domanda: “C’è stata mai una riunione tra Mills e Berlusconi?”. Jeremy LeM. Scott dice: “So che c’è stato un incontro per mettersi d’accordo sul dividendo”. A Virginia Rylatt “torna in mente che lui [Mills] era ritornato dal signor Berlusconi”. E’ una menzogna, forse la più spudorata, che il capo del governo non abbia mai conosciuto David Mills.

4 “Infine hanno montato un caso sui voli di Stato che uso solo per esigenze di servizio” (Berlusconi al Corriere, 13 giugno, pagina 9).

In una fotografia scattata dal fotografo Antonello Zappadu si vede lo stornellatore del Cavaliere, Mariano Apicella, scendere da un aereo di Stato. Dietro di lui, una ballerina di flamenco. Il fotoreporter sostiene che l’immagine è stata scattata il 24 maggio 2008. In quel giorno era ancora in vigore un decreto del governo Prodi che limitava l’uso degli aerei di Stato “esclusivamente alle personalità e ai componenti della delegazione della missione istituzionale”. Si può sostenere che Apicella e la ballerina facevano parte di una “missione istituzionale”? E’ quanto dovrà accertare il Tribunale dei ministri sollecitato dalla Procura di Roma a verificare, per il capo del governo, l’ipotesi di abuso d’ufficio. Infatti soltanto due mesi dopo, il 25 luglio 2008, il presidente del consiglio ha cambiato le regole per i “voli di Stato” prevedendo “l’imbarco di personale estraneo alla delegazione”, ma “accreditato su indicazione dell’Autorità in relazione alla natura del viaggio, al rango rivestito dalle personalità trasportate, alle esigenze protocollari e alla consuetudini anche di carattere internazionale”. Il caso sui “voli di Stato”, che è poi un’inchiesta giudiziaria dovrà accertare se musici, ballerine, giovani ospiti del presidente viaggiano in sua compagnia (con quale rango?) o addirittura in autonomia, nel qual caso l’abuso d’ufficio può essere evidente.

Quindi, quattro “calunnie” o quattro menzogne presidenziali? Si può concludere che Berlusconi, a Santa Margherita Ligure, ancora una volta ha precipitato coscientemente la vita pubblica nella menzogna nella presunzione di abolire l’idea stessa di verità.

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Il ritorno del Cazzaro

Il premier ringrazia per iscritto che gli ha dato il voto e dice
“Ora il governo è più solido, non mancate l’appuntamento con i ballottaggi”
Berlusconi agli elettori del Pdl
“Primi nonostante le calunnie”

Berlusconi agli elettori del Pdl “Primi nonostante le calunnie”

ROMA – Un ringraziamento, scritto, agli elettori. Silvio Berlusconi sceglio un modo per lui inusuale per rompere il silenzio dopo le elezioni. Un lungo messaggio quello partito da Palazzo Chigi per dire: “Abbiamo vinto nonostante le calunnie su di me”. Il premier sembra non vedere i problemi, che pure i numeri indicano chiaramente, che l’ultima tornata elettorale ha posto al suo neonato partito finito lontano da quel 40% che egli stesso aveva previsto come risultato possibile. Sceglie, da ottimo propagandista, la strada dell’ottimismo.

“Vi ringrazio di cuore – scrive il premier – perché al di là del conforto mio personale, avete sancito la nostra vittoria sia nelle elezioni europee sia in quelle per le amministrazioni locali, cambiando a nostro favore la geografia politica in moltissimi Comuni e Province da sempre dominati dalla sinistra. Con il voto avete confermato che il Popolo della Libertà è il primo partito in Italia in tutte e cinque le Circoscrizioni europee, con un vantaggio più che raddoppiato rispetto ad un anno fa sul maggiore partito d’opposizione”. Il Cavaliere ricorda i 29 europarlamentari eletti e il secondo posto (non il primo come diceva alla vigilia) fra i partiti del gruppo del Ppe.

Poi aggiunge: “E’ un risultato che ci rende orgogliosi, perché conferma una volta di più che il nostro governo ha saputo affrontare meglio di altri in Europa la crisi economica. Mentre in altri Paesi i governi hanno perso consenso, noi i nostri consensi li abbiamo confermati e consolidati e la stabilità del governo ne esce rafforzata. Il nostro governo si è impegnato a non lasciare nessuno solo di fronte alla crisi. Continueremo a farlo, e procederemo con passo ancora più spedito nell’attuare le riforme necessarie per ammodernare l’Italia”.

°°° Lo sconfitto riappare dopo tre giorni di assoluto mutismo. Ma ve l’immaginate se avesse davvero vinto? Cominciamo col dire che se c’è uno aduso a calunniare il prossimo è proprio silvio berlusconi. Nessuno l’ha mai calunniato: è lui che continua a comportarsi da gangster pedofilo e maniaco volgare. Secondo: mentre c’è una paurosa avanzata della destra in tutta Europa, lui è l’unico ad aver perso più di tre punti. Non solo, ma dopo una presenza fastidiosa e pressante a reti unificate, nonostante le menzogne raccontate al popolino da tutti i suoi megafoni, ha preso centinaia di migliaia di preferenze IN MENO rispetto a tutte le elezioni precedenti. Se avessi candidato Melina, la mia bambina di nove anni, come capolista in tutte le circoscrizioni, con soli due o tre passaggi televisivi avrebbe preso almeno sei milioni di preferenze. Mafiolo ne ha prese poco più di due milioni e mezzo: un fiasco totale! Ma se consideriamo che lui, ancora il giorno prima delle elezioni, sventolava i suoi sondaggi che lo davano al 45% e invece si è fermato al 35%… beh, allora si tratta di DISFATTA!
Chiudo con una scommessa… ci mettiamo una bevuta che le giunte dei famosi Comuni e Province conquistati alla sinistra saranno in brevissimo tempo decapitate e falcidiate da arresti per mafia, camorra, corruzione, concussione, abuso d’ufficio, etc? A Cominciare dalla Campania… In Sardegna, intanto, burlesquoni ha perso oltre dieci punti rispetto a pochi mesi fa. Vi dice niente?

b-cazzaronucleare1

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