Burlesquoni è talmente innocente e i Pm tanto comunisti che cerca di patteggiare la sua impunità in cambio di voti.

Ma quali voti? E’ ancora illuso che al senato arriverà al pareggio. Come sempre, non gli frega un cazzo dell’Italia, CERCA SOLO DI SCAPPARE ALLE MANETTE.

Berlusconi cerca un pareggio al Senato
per trattare sull’immunità giudiziaria

Il Cavaliere incontra uno dei papabili per il Colle e propone uno scambio: immunità in cambio dei voti.

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Impunità per il delinquente B. I soliti inciucioni: Violante, ad esempio.

Immunità, il Pd si schiera contro
“Da parte nostra nessuna ambiguità”

Il capogruppo alla Camera: “Non esiste che per bloccare i processi di Berlusconi si dia l’immunità a lui e ad altri 944 parlamentari”

Immunità, il Pd si schiera contro "Da parte nostra nessuna ambiguità" Dario Franceschini

ROMA – Dario Franceschini ha assicurato che il partito democratico non appoggerà la reintroduzione dell’immunità parlamentare. “La posizione del Pd è contraria senza nessuna ambiguità – ha assicurato il capogruppo alla Camera rispondendo ai cronisti a Montecitorio – Non esiste che per bloccare i processi di Berlusconi si dia l’immunità a lui e ad altri 944 parlamentari”. Sgombrando in campo dalle indiscrezioni che descrivevavano i democratici possibilisti sul provvedimento.

“Per ora non ci sono assolutamente le condizioni. Ma in un clima diverso si potrebbe affrontare la questione. Penso a un’immunità a tempo per una sola legislatura e votata con la maggioranza di due terzi o della Camera o del Senato a seconda dell’appartenenza del parlamentare” conferma Luciano Violante, ex presidente della Camera ed ex capo dei deputati Ds, intervistato da Affaritaliani.it.

°°° Violante, sodale e forse ricattato dal mafionano: VAI A CAGARE!

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Impunità

E’ deprimente sentire a reti unificate i pappagallini ammaestrati di Arcore ripetere fino allo spasimo le minchiate tipo: “In nessun paese normaleun presidente del consiglio ha mai avito 192 inchieste, ecc…”

Ovviamente, la verità è che in nessun paese normale un mafioso pluricondannato e prilipregiudicato può nemmeno sognarsi di stare fuori di galera, altro che infiltrarsi nella politica!

b.manette

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Pedofilia e impunità

Era in macchina con quattro bambine

Arrestato un pedofilo vicino a Brescia

L’uomo, 56 anni aveva adescato due coppie di sorelline tra i 5 e i 12 anni in un centro commerciale. Trovato con i pantaloni abbassati. Le piccine erano in lacrime

°°° Ormai, amici miei, qualunque bestia, qualunque delinquente si sente libero di fare e disfare ogni atrocità… tanto non paga dazio. Questa è la Giustizia, questa è la Sicurezza dell’era berlusconi.


AI  PEDOFILI  BISOGNEREBBE  STRAPPARE LE PALLE  GIA’  DA PICCOLI

molla le palline

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Da Marco Travaglio

Io oblio, tu taci, egli auspica

Il Senato sta per approvare la legge bavaglio-guinzaglio per la cronaca giudiziaria e per le intercettazioni della magistratura. L’on. Carolina Lussana (Lega Nord) prepara il bavaglio anche per Internet, vietando

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DIMISSIONI!!!

Il Cavaliere impunito
di MASSIMO GIANNINI


Come il morto che afferra il vivo, il fantasma della giustizia trascina ancora una volta Silvio Berlusconi nell’abisso. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna dell’avvocato Mills, nel processo per corruzione in atti giudiziari che vede implicato anche il presidente del Consiglio, sarebbe il “de profundis” per qualunque uomo politico, in qualunque paese normale. Non così in Italia. Questo è un Paese dove un’osservazione così banale diventa paradossalmente impronunciabile in Transatlantico o sui media (persino per l’afona opposizione di centrosinistra) pena la squalifica nei gironi infernali dell’”antiberlusconismo” o del “giustizialismo”.

Questo è un Paese dove il premier ha risolto tanta parte dei suoi antichi guai giudiziari con leggi ad personam che gli hanno consentito proscioglimenti a colpi di prescrizione, e che si è protetto dall’ultima pendenza grazie allo scudo del Lodo Alfano, imposto a maggioranza poco meno di un anno fa, quasi come “atto fondativo” della nuova legislatura.

Ora, di quell’ennesimo colpo di spugna preventivo si comprende appieno la ragion d’essere. Secondo i giudici milanesi, l’avvocato inglese incassò 600 mila dollari dal gruppo Fininvest per testimoniare il falso nei processi per le tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian. “Mentì per consentire a Berlusconi l’impunità”, recita un passaggio delle 400 pagine delle motivazioni. Un’accusa gravissima. Una prova schiacciante. Dalla quale il Cavaliere, guardandosi bene dal difendersi nel processo, ha preferito svicolare grazie al salvacondotto di un’altra legge ritagliata su misura, e ora sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale. Perché dietro la formula enfatica che dà il titolo al Lodo Alfano (cioè la “sospensione dei processi per le Alte Cariche dello Stato”) è chiaro a tutti che l’unica carica da salvare era ed è la sua. “Riferirò in Parlamento”, annuncia ora Berlusconi. Bontà sua. Pronuncerà l’ennesima, violenta invettiva contro le toghe rosse e la magistratura comunista, “cancro da estirpare” nell’Impero delle Libertà. E invece basterebbe pronunciare una sola parola, quella che non ascolteremo mai: dimissioni.

APTOPIX ITALY BERLUSCONI

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Il nano corruttore

Ecco le motiviazioni: Mills fu corrotto e agì per salvare Berlusconi

L’avvocato David Mills ha agito per conto di Berlusconi e della Finivest. È questa la motivazione con cui i i giudici hanno condannato il legale inglese per corruzione in atti giudiziari. La sentenza, che è stata appena depositate a Milano, recita che Mills «ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data, dall’altro lato ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico».

La condanna per Mills è stata di quattro anni e sei mesi, solo due mesi in meno di quanto era stato richiesto dal pubblico ministero Fabio De Pasquale. Il punto fermo è dunque che Mills è stato corrotto. Il presunto corruttore, Silvio Berlusconi, invece, per ora non rischia niente: il processo nei suoi confronti è sospeso, in attesa che la Consulta decida sulla legittimità costituzionale del Lodo Alfano.

Dal canto suo, Mills si era difeso con un memoriale in cui affermava che Berlusconi era stato vittima dei suoi errori e chiedeva scusa al premier. Per i consulenti della difesa è dimostrato che i 600mila dollari facevano parte di una somma più ingente che Mills aveva ricevuto dall’imprenditore Diego Attanasio perché la gestisse.

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