Articoli marcati con tag ‘oppo’
La nostra Oppo
Maria Novella Oppo (l’Unità)
»Chi dà il cattivo esempio
Ovvio che i tg (a parte il Tg3) si sono ben guardati dal riferire dello sciopero generale in Sardegna. Molto più importante montare il solito chiacchiericcio su Sanremo e chiedere a Morgan dichiarazioni di pentimento davanti al tribunale supremo di quello stesso Bruno Vespa che non si sognerebbe mai di chiedere comportamenti etici ai politici. Soprattutto quelli (e quello) di riferimento. Ma va così. Si ritiene che a dare il buon esempio debbano essere solo gli artisti, mentre quelli che hanno davvero il potere di far andare meglio le cose per tutti, continuano tranquillamente a dare il cattivo esempio con le parole e con i fatti. Seminando il razzismo, che è la droga più pesante di tutte, nonché razziando il territorio e strizzando l’occhio alle mafie con norme ed atti che gridano vendetta. Poi si pretende da Morgan che educhi le nuove generazioni, mentre la ministra preposta taglia i fondi alla scuola e le speranze al futuro.

La Oppo Vs l’insetto
Maria Novella Oppo
Il futuro postumo
Bruno Vespa ormai è entrato nella Storia con la esse maiuscola. E non tanto per l’invenzione della Terza Camera (con scena del delitto), ma soprattutto per aver lanciato e portato all’ennesima potenza, attraverso i suoi testi fondamentali, il sistema delle anticipazioni postume. Come dire che scrivere oggi che Napoleone Bonaparte è morto a Sant’Elena, è una notizia bomba. Ovvero, si lancia un libro attraverso lo snocciolamento di dichiarazioni fatte, come direbbe Totò, a prescindere. Vengono poi recuperate fuori dal contesto, in modo da farle sembrare avveniristiche e puntuali. E le si lancia nel Girmi mediatico come prova che sono i fatti e gli atti a uniformarsi alle cose registrate da Bruno Vespa dalla viva voce dei politici, di cui si fa contemporaneamente microfono e dio. In realtà, si tratta solo di rifrittura e, come diceva la mia nonna, che aveva conosciuto la fame e la guerra, fritta e impanata è buona anche la merda.
La Oppo
Fronte del video (l’Unità)
di Maria Novella Oppo
La politica il letto e la chiesa
BURLESQUONI E FELTRI
Personalmente, per principio diffidiamo di tutto quello che dice Maurizio Gasparri. Perciò, se Gasparri si mostra in tv scandalizzato per il killeraggio di Feltri, vuol dire che in realtà ne è compiaciuto, ma si allinea al capo, che si è politicamente dissociato dal suo stesso quotidiano. Tra parentesi: ormai, pure Berlusconi si dimentica di far finta che Il Giornale sia di suo fratello, al quale nessuno si sogna di attribuire la vergogna di certi lavoretti «giornalistici». Non parliamo delle ridicole invenzioni contro Prodi o altri noti comunisti, ma della maniera in cui è stato sbattuto in prima pagina il mostro, ovvero la signora Berlusconi, quando ha indicato nel marito l’uomo che frequenta minorenni, non distingue la politica dal suo letto e non sta neppure tanto bene. Del resto, chi è capace di denudare in pubblico la propria moglie, è capace di tutto, anche di preparare dossier spionistici per ricattare la Chiesa e il suo Dio.
FELTRI
Maria Novella Oppo
Maria Novella Oppo
Tornano i cattivi maestri
In testa buffi cappellini col pon pon, al collo un bavagliolo col pizzo: così si sono presentati alle telecamere i componenti della Corte dei conti, per comunicare che 60 miliardi di euro sperperati in corruzione servirebbero a sanare molte pecche della nostra pubblica amministrazione. Una denuncia espressa in costumi arcaici, che dovrebbe provocare lo sdegno e l’impegno dei membri del governo. Particolarmente del capo in testa, il quale, però, non può proprio permettersi di fare la morale a nessuno. E, travestita da madonnina infilzata, si è presentata in tv anche la Gelmini, unico ministro della pubblica istruzione al mondo che si vanta delle tante bocciature inflitte. E che, in coincidenza con gli esami di maturità, ha dichiarato sorridendo: «è finito il buonismo del 68». Infatti, con lei e Berlusconi è arrivato nella scuola il governo dei cattivi. Perché chi pretende di punire i bambini non dovrebbe essere né corrotto, né tanto meno corruttore.
Da Marco Travaglio e la Oppo
(l’Unità)
Scodinzolini forever
Sia chiaro che noi stiamo con Minzolini. Anticipando di poche settimane la legge-bavaglio – che gli fa un baffo, lui il bavaglio ce l’ha incorporato – il popolare Scodinzolini ha spiegato alla stampa mondiale che il pornoscandalo di Puttanopoli che sta travolgendo il premier e ha destato le attenzioni anche di Avvenire e Famiglia Cristiana, ma persino di Tg5, Matrix, Giornale e Foglio, non è una notizia. È «gossip», «pettegolezzo», «chiacchiericcio» usato dai criminosi giornalisti stranieri, succubi di «interessi economici», a fini di «strumentalizzazione politica». Gliele ha cantate chiare. Chissà come dev’essersi sentito quel suo omonimo che fino a un mese fa si dedicava, per La Stampa, al gossip, al pettegolezzo e al chiacchiericcio (a proposito: che fine avrà fatto?). Ora il solito Di Pietro vorrebbe licenziarlo dal Tg1, forse ignaro del fatto che da due giorni le scuole di giornalismo e le facoltà di scienza della comunicazione sono prese d’assalto da orde di piccoli e piccole fans che, da grandi, sognano di diventare Minzolini. Anche la Rai ha dovuto transennare il cavallo di Viale Mazzini per contenere l’entusiasmo degli abbonati, ansiosi di pagare un canone triplo o quadruplo pur di garantire al nostro Pulitzer i necessari mezzi di sostentamento. Ora si spera che l’amico Silvio, che lo chiama «l’amico Minzo», voglia manifestargli un minimo di gratitudine: una farfallina tempestata di brillanti o un collier di diamanti modello Noemi potrebbero andar bene. O magari un invito nei bagni di Palazzo Grazioli. O, meglio ancora, una Mini azzurra: la famosa MinzoMini.
Maria Novella Oppo
Cane da guardia
Non si era mai visto niente di simile. Un direttore di tg (in specie il direttore del Tg1), che usa la tv pubblica per esporre agli spettatori la sua personalissima idea di non notizia. Dunque, il pedagogo Minzolini ci ha spiegato dal video che, nella storia delle ragazze pagate per passare le notti a casa Berlusconi, per lui non c’è niente di certo, né un’ipotesi di reato. Perché è chiaro che, anche se ne parlano tutti i giornali del mondo, una notizia non è una notizia, se non è una notizia di reato. E poi, quando è una notizia certa? Quando viene portata la prova (foto, registrazioni e testimonianze a riscontro) non ai magistrati, ma a Minzolini in persona, che ne giudicherà secondo il suo metro e le sue convenienze. E finalmente, se e quando la suprema corte di minzolinazione avrà accertato il reato, solo allora il nostro (anzi il suo) scatterà sulla notizia come quel mastino del giornalismo che è. E non quel cane da guardia del potere che sembra.
Maria Novella Oppo
Minzolini che farà da grande?
Chissà che cosa vorrà fare Minzolini da grande. Attorno alla sua direzione del Tg1, c’era molta attesa. Sia da parte dei colleghi che vogliono vedere fino a che punto può arrivare, sia da parte dei politici che, nei decenni (ormai parliamo di secoli e di millenni), ha di volta in volta messi uno contro l’altro, pur di avere una soffiata da vendere come roba sua. E ora eccolo lì, il leader minimo dei retroscena carpiti al gabinetto, impegnato a dimostrare di saper fare quello che non sa fare. E lì dove un tempo c’era il Porto delle nebbie, sta fondando uno speculare tg delle nebbie, fumoso insieme di notizie non date, ma ampiamente commentate. Con gli odiosi pastoni di dichiarazioni (che ogni direttore ha promesso a suo tempo di abolire), diventati pastoni di allusioni e avvertimenti. Per ora, di questo tg si capiscono solo le intenzioni: fare muro contro tutto ciò che dispiace a coLui che solo può fare, di un Minzolini qualsiasi, un mostruoso connubio tra Bruno Vespa ed Emilio Fede.
FALLO!
Maria Novella Oppo
Che digitale c’è stasera
Grandi servizi nei tg e nei programmi contenitore per illustrare l’arrivo del digitale terrestre in nuove zone d’Italia. Finché la cosa riguardava la Sardegna, nessuno si è scomodato troppo a informare, visto che l’isola è sempre considerata marginale. Al punto che, certe volte, viene dimenticata perfino dalle previsioni del tempo. E figurarsi dai giornalisti appaltati al capo supremo, i quali si sono ben guardati dall’illustrare i risultati elettorali delle europee, che dimostrano come siano bastati pochi mesi di Cappellacci per far capire ai sardi che cosa voglia Berlusconi dalla loro terra: una sorta di zona franca opportunamente isolata, dove allestire un allegro lupanare per sé e altri ricchi e potenti (o magari impotenti). E per il resto, che le fabbriche chiudano, i giovani siano costretti di nuovo a emigrare e le servitù militari ed economiche crescano, a Berlusconi non può interessare di meno. Mentre, per tornare al digitale, ora saranno spese e rotture di scatole continentali.
IL COMUNISMO E’ L’UNICO CHE GRIDA, IN UN’ITALIETTA DI ORECCHIE ADDORMENTATE
Maria Novella Oppo
Il plebiscito minoritario
Ormai anche le nottate elettorali sono diventate un genere televisivo, un reality i cui protagonisti sono sempre gli stessi. Da quanti decenni, ormai, vediamo La Russa e Gasparri imperversare commentando i risultati? Berlusconi invece no: lui arriva sempre dopo. Ha bisogno di tempo per elaborare la nuova strategia di bugie postume. In quelle preventive sosteneva che era già al 45%, proiettato oltre il 50, ma ora si scopre che, nonostante l’avanzata leghista, il suo plebiscito è minoritario. Una mostruosità lo stesso, ma, dopo tutto, bisogna sempre ricordarsi che la maggioranza assoluta degli italiani non lo ha mai votato. Nonostante trent’anni di campagna elettorale ininterrotta, con una sproporzione di forze mai vista. Nessun paese al mondo ha vissuto niente di simile. Perciò, non è provato che altri saprebbero resistere meglio di noi. La deberlusconizzazione dal basso è cominciata: l’opposizione seguirà. Almeno speriamo.
La meravigliosa OPPO
Re Silvio natica & velina
Il punto più basso del lungo (e basso) soliloquio a Matrix, Berlusconi lo ha toccato con la barzelletta su Prodi. Un penoso esempio di megalomania e una vera indecenza, che avrebbe dovuto essere censurata dallo stesso conduttore. Poi il premier ha minacciato (certo, ridendo) Piero Sansonetti, facendogli il gesto delle botte. Un bis, certo scherzoso, della fucilata mimata indirizzata, in presenza di Putin, a una giornalista russa scomoda. Ma certo non è uno scherzo la promessa di legiferare presto sui media, come se non avesse legiferato abbastanza negli ultimi trent’anni di campagna elettorale ininterrotta. Anche se, bisogna dirlo, Berlusconi non fa televisione: è televisione allo stato puro, cioè cattivo gusto e falsità, trucco e parrucco, culo e camicia, natica e velina lui stesso. E mentre tutti ripetono che la politica dovrebbe togliere le mani dalla tv, è la tv, cioè Berlusconi, che dovrebbe togliere le mani dalla politica.
La Oppo
I rapporti piccanti di Kim Jong II
Berlusconi ha risposto. Ha detto di non aver mai avuto «rapporti piccanti» con minorenni. Insomma, con Noemi e le altre. E ora, sapendo quanto papi sia sincero, senza mai mentire o smentire, in questa come in tutte le altre circostanze, potremmo cominciare a dormire sonni tranquilli. Peccato che abbia aggiunto: se no, mi dimetterei. E questa francamente non la beviamo. Almeno non prima che, per dirne una, sia prescritta la sua quota di processo Mills. Ma poi, dal punto di vista meramente lessicale, cosa significa rapporti piccanti? I rapporti possono essere carnali, fisici, sessuali, spirituali, epistolari, lavorativi, sociali, politici, sindacali, paranormali, perfino, ma piccanti non lo dice più nessuno. L’aggettivo è così vecchio e bacucco che rivela crudelmente l’età anagrafica di Berlusconi. Il quale, a questo punto, poteva anche risparmiarsi i penosi trattamenti di ringiovanimento che lo hanno reso l’unico leader al mondo pettinato peggio di Kim Jong II.






















