Le porcate postume del nano: nuovi bavagli e minacce mafiose per legge.

Diffamazione a mezzo stampa: spunta emendamento “anti Gabanelli”

La norma presentata al Senato vuole togliere qualsiasi paracadute a giornalisti, dipendenti o freelance, e dichiarare nulle, ai sensi del codice civile, tutte le clausole che sollevano dalle conseguenze patrimoniali gli autori di eventuali reati a mezzo stampa

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/18/diffamazione-a-mezzo-stampa-in-senato-lemendamento-anti-gabanelli/386635/

Diffamazione a mezzo stampa: spunta emendamento “anti Gabanelli”

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La Russa, te lo raccomando, Vs Claudio Amendola.

La Rissa: ”O Amendola smentisce e chiede scusa, o è proprio uno stronzo”. E aggiunge: “Chissà se quelli che aizzava all’insulto sono a conoscenza di quanto guadagna Amendola per ogni apparizione su Mediaset. Soldi di Berlusconi, naturalmente”.

°°° Qualcuno spieghi a questo mentecatto che Amendola (che a me non piace) PORTA TANTI SOLDI ALLA DITTA DEL CAV.POMPETTA, ergo: si strapaga da solo e permette a Burlesquoni – come già feci io e come fanno tutti gli artisti – di incassare GLI UNICI SOLDI PULITI DELLA SUA VITA!

la-russa-pirla

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Di Pietro querela Burlesquoni per “compravendita di parlamentari”

il caso sui nuovi sostenitori del governo dopo l’uscita di Fli

Idv e la “compravendita di parlamentari”:
dalla denuncia politica a quella giudiziaria

Di Pietro: «Abbiamo depositato in Procura precise notizie di reato. Disegno criminoso per far quadrare i conti»

ROMA – «C’è un disegno criminoso per far quadrare i conti di una maggioranza ricattata e comprata». E sui modi che hanno permesso al governo di mantenere i numeri in Aula dopo la rottura con Gianfranco Fini, Antonio Di Pietro passa dalla denuncia politica a quella giudiziaria. A proposito della «compravendita di parlamentari» messa in atto nella maggioranza di governo per mantenere i numeri necessari dopo la fuoriuscita dei parlamentari confluiti in Fli. L’Idv ha presentato quello che, dice Di Pietro, «tecnicamente si chiama un seguito di rapporto», dopo le segnalazioni già presentate nel dicembre scorso. «Abbiamo depositato due notizie di reato, la prima il 10 dicembre 2010, l’altra il 13 dicembre 2010. Un primo seguito di rapporto lo abbiamo trasmesso alla fine dell’estate, circa un mese fa. Un altro lo stiamo predisponendo perché – spiega il leader Idv – c’è un’unicità di disegno criminoso che parte dalle settimane a ridosso del 14 dicembre e prosegue nel tentativo di fare quadrare i numeri di una maggioranza venduta, ricattata, comprata». Solo quando la Procura renderà pubblica la denuncia, aggiunge, «anche noi potremo rendere noti i contenuti».

b.a pezzi

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TRAVAGLIO, QUERELA M.BERLUSCONI? COL BABBO LE HO VINTE TUTTE…

TRAVAGLIO, QUERELA M.BERLUSCONI? COL BABBO LE HO VINTE TUTTE…
(ANSA)
- “Mi fa piacere che la signora Berlusconi improvvisamente abbia recuperato fiducia nei magistrati. Immagino che si sia rivolta allo stesso tribunale che ha appena condannato la sua azienda a risarcire 560 milioni di euro a De Benedetti. Ho vinto tutte le cause con il suo babbo, adesso passo alla discendenza”. Così Marco Travaglio commenta l’annuncio di querela nei suoi confronti da parte di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, contenuto in un’intervista al settimanale ‘Oggi’ in edicola da domani.

marina

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Donna di 75 anni querela il mafionano berlusconi: “Mi ha offesa!”

“Chi vota a sinistra è senza cervello”. Donna querela Berlusconi

Domenica 29.05.2011 10:34

FORUM: CONDIVIDI LA SCELTA?

“Una frase infelice, che mi offende come cittadina italiana”. È questa la motivazione che ha spinto Teresa Paola Cremona di Vailate (Cremona), 75 anni, a querelare Silvio Berlusconi. La frase alla quale la donna si riferisce è quella che il presidente del consiglio ha pronunciato qualche giorno fa a proposito del voto del ballottaggio per le elezioni amministrative di oggi e domani: ‘Chi vota a sinistra è senza cervello’.

La querela è stata presentata dalla Cremona presso il commissariato di polizia di Bonola in via Falck a Milano, città dove la donna ha la residenza. “Querelo il signor Silvio Berlusconi mio presidente del consiglio – si legge nella prima parte della denuncia, contenuta in un foglio scritto a mano – in quanto viviamo in una società democratica, dove ciascuno deve poter esprimere le proprie idee e le proprie volontà senza venire attaccato oppure offeso da chi dovrebbe invece rappresentare la pace e la libertà di pensiero”.

“Sono una donna libera – ha scritto ancora l’anziana – e libera voglio rimanere, senza essere condizionata da nessuno. Voglio rispetto da parte di chi è preposto a difendere tutto questo. La frase secondo cui chi vota a sinistra è senza cervello è veramente infelice. Come cittadina italiana mi sento offesa perchè questa frase è uno schiaffo alla democrazia e alla libertà di pensiero”.

bambina

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Umilio Fede querela il suo caposcorta°°° Ma perché questo zerbino inutile ha la scorta?

Fede querela il suo caposcorta
Chiamato in causa per le ragazze

Emilio Fede querela il suo caposcorta, il carabiniere che ha raccontato ai magistrati di aver accompagnato ragazze nella notte ad Arcore con dichiarazioni che coinvolgono pesantemente il direttore del Tg4.

Le dichiarazioni del brigadiere

Carabiniere: «Il 14 febbraio 2010 c’era marocchina»

IMG

Il brigadiere capo in servizio presso l’Ufficio scorte assegnato a Emilio Fede anche come autista, Luigi Sorrentino, racconta che gli stessi uomini della scorta riaccompagnavano a casa le ragazze che partecipavano alle feste di Arcore. E parla del 14 febbraio 2010: c’era una marocchina.

Negli atti trasmessi dalla Procura milanese alla Camera si legge cosa racconta il carabiniere agli inquirenti: dice che quando era in servizio presso Emilio Fede i turni serali erano più lunghi perché poi avevano il compito di riaccompagnare a casa tutte le ragazze che prendevano parte alle feste del premier. Sorrentino si ricorda la sera del 14 febbraio dell’anno scorso perché prestò servizio «dalle otto di mattina alle quattro della mattina del giorno dopo» e rammenta anche di aver riaccompagnato il direttore del Tg4, in macchina, insieme a due ragazze, una delle quali marocchina.

«Dopo aver preso visione, attraverso i verbali di interrogatorio dell’inchiesta sulle cene ad Arcore», Fede ha affidato ai suoi legali l’incarico di querelare il brigadiere capo dei carabinieri, Luigi Sorrentino, ritenendo le sue affermazioni «non corrispondenti al vero e lesive della propria dignità umana e professionale». In una nota il giornalista spiega che «il signor Luigi Sorrentino non è mai stato autista di Emilio Fede», che «Emilio Fede non è mai rientrato alle 4 del mattino, come invece racconta il caposcorta», che «mai Emilio Fede, mai, ha utilizzato la scorta per accompagnare ragazze a casa» e che «al tempo stesso Fede ha invitato i vertici dell’Arma dei carabinieri ad accertare se il racconto di Luigi Sorrentino corrisponda, oppure no, alla verità».

°°° Cioè… ma in nome di che cosa questo servo del mafionano deve avere una scorta pagata coi nostri soldi? Lui, sgarbi, belpietro,ecc. Questi domestici lavorano tutti pro mafia, ma hanno costosissime scorte, mentre i magistrati che rischiano la vita per combattere i soci del loro padrone, TROPPO SPESSO NE SONO PRIVI!

BASTA SCORTE AI SERVI  INUTILI!!!

vermi-tg

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AGGHIACCIANTE

Mandato ai legali dopo le frasi del primo giugno al convegno di Santa Margherita Ligure
Parlò di “trama eversiva” e disse agli industriali di non dare pubblicità ai “media catastrofisti”
Accuse di “eversione” e “niente pubblicità”

Il gruppo Espresso querela Berlusconi
Il Cavaliere: “Non tengono vergogna”. E insiste: “Giusto non dargli pubblicità”

vecchio

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Zappadu querela la cosca

Sequestrate le foto di Villa Certosa
Zappadu querela Berlusconi
Il fotografo querela Fede, il presidente del Consiglio, Libero e Il Giornale

Villa Certosa

ceretosa

zappadu1

ROMA – Sequestrate. Il gip di Tempio Pausania interviene così sulle fotografie scattate da Antonello Zappadu a villa Certosa. Per Vincenzo Cristiano quelle immagini sono il risultato di una condotta illecita con intrusione nella vita privata di Silvio Berlusconi e dei suoi ospiti, attraverso un potente teleobiettivo che di fatto avrebbe violato la privacy all’interno di Villa Certosa. Le foto, però, sono state cedute a un’agenzia in Colombia. Nel frattempo Zappadu ha annunciato di voler querelare sia Berlusconi che Emilio Fede. Altre due querele, invece, verranno presentate contro i direttori dei quotidiani Libero e Il Giornale accusati dal fotografo di aver utilizzato, senza autorizzazione, gli scatti su Villa Certosa diffusi da El Pais.

°°° Oggi le comiche, amici del blog. Questo povero cristiano della procura di Tempio è sicuramente molto sensibile alle minacce, ai ricatti, o alle promesse di carriera di Mafiolo. Non si spiega altrimenti come mai, SOLAMENTE IN ITALIA, nell’italietta di oggi, sia possibile un provvedimento così anacronistico e al di fuori da qualunque buonsenso. Ma allora… dovrebbero sparire anche il 99% dei giornaletti di gossip, dato che ormai da noi esistono solamente queste rivistucole, tanto care (le uniche capisce e approva) al vostro premier. Ma allora, non è più vero che chi ci governa è lì per SERVIRE LA COLLETTIVITA’, come recita la nostra COSTITUZIONE… e allora ditelo che è lì per farsi i cazzi suoi!!!

*** La stampa estera: “Una emergenza morale”

IL POPOLO SI RIBELLA

pinguini

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REGIME ALL’AMATRICIANA

Quando Tremonti ordinò sanzionate la Gabanelli

«Con la presente il sottoscritto prof. avv. Giulio Tremonti chiede l’immediato esercizio dei poteri sanzionatori». Inizia così l’ultimo affondo del ministro dell’Economia contro l’informazione, avviato ai danni di Milena Gabanelli e la sua «pericolosa» trasmissione Report. Non è piaciuta al ministro la puntata su social card e Tremonti bond, nonostante fosse stato intervistato lui stesso.

Così ha scritto 5 cartelle di esposto-denuncia alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e alla Commissione parlamentare per l’Indirizzo generale e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi. L’intento è chiaro: dimostrare la poca obiettività del programma, e dunque la lesione del dovere di informazione imparziale e completa imposto dal servizio pubblico. Insomma, non è una rettifica, tantomeno una querela. Ma Tremonti vuole comunque farsi sentire, esercitare «il potere sanzionatorio».

In effetti il rapporto del ministro con giornali e mass media in generale è costellato di eventi leggendari. Rumors più disparati raccontano di telefonate infuocate, battibecchi nervosi, arrabbiature furibonde. Certo, tutti i politici si arrabbiano con la stampa. E tutti vorrebbero averla amica e, se possibile, asservita. Ma Tremonti è tra i pochi (non l’unico, nell’intero arco parlamentare) a prendere iniziative in prima persona, a guerreggiare all’arma bianca con chi si occupa di lui. È quasi un corpo a corpo che il ministro ingaggia a colpi di pressioni indebite e invettive. Anche perché – lo sanno bene anche i non addetti ai lavori – la verve non gli manca.

A scorrere le cinque cartelle anti-Gabanelli traspare un furore montante. Tremonti parla di «lesione dei principi di completezza, correttezza, – si legge – obiettività ed imparzialità dell’informazione». Poi procede per punti, elencandone sette. Nel primo parla di «sintesi deformata di alcuni delicati e rilevanti aspetti dell’attualità, che ha assunto i contorni della propaganda negativa». Si riferisce forse il ministro al fatto che la social card è stata fornita solo a pochi, e che molti l’hanno ricevuta scarica? O che rappresenta anche uno strumento su cui MasterCard riesce a fare un buon business grazie alle commissioni versate dai commercianti? Tremonti parla di «tesi preconfezionata», ma la realtà non è molto lontana da questa tesi. Anzi. Il ministro non dimentica di difendere, naturalmente, il «legittimo esercizio del diritto di critica». Peccato però che questo secondo lui non sia il caso: perché tutto il contesto sarebbe stato creato da Gabanelli attraverso una «capziosa estrapolazione di brani tratti da conferenze stampa».

Si arriva così all’accusa (terzo punto) di «utilizzo strumentale del mezzo televisivo». Tremonti rammenta come «tutte le trasmissioni di informazione devono rispettare la pluralità dei punti di vista e la necessità di contraddittorio». Peccato che (troppo) spesso molti esponenti di governo appaiono in video davanti a un microfono e senza neanche una «faccia» a porgere la domanda. A proposito di contraddittorio. Naturalmente meglio se all’ora di cena, e in una giornata in cui qualcun altro ha lanciato critiche all’operato dell’esecutivo.


°°° La sintesi è questa: la libertà di stampa e la democrazia reale questi cialtroni li disintegrerebbe in due settimane. Ecco perché a loro serve il regime e l’oscuramento delle notizie. BUFFONI!!!

tvemonti_sfiga


LA SEGRETARIA DI TVEMONTI

terrorista

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