Attrice porno e segretaria del Pd: viene scoperta e si dimette dal circolo°°° ma che stronzata. Mica rubava!

Attrice porno e segretaria del Pd: viene scoperta e si dimette dal circolo

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FIRENZE – Divideva la passione per la politica con quella per l’hard, così una giovane segretaria di un circolo Pd della provincia di Pisa ha deciso di girare un film porno. Nulla di grave, avrà pensato la ragazza, anche perché le due passioni erano tenute segretamente e tassativamente separate. Le scene di sesso esplicito erano state girate indossando una mascherina per nascondere la sua identità ma qualcuno del suo circolo evidentemente divideva la stessa passione per i film vietati ai minori, ma dal punto di vista del fruitore. E così guarda e riguarda le scene più “interessanti” si è accorto che l’attrice era la segretaria del circolo. Da lì allo scandalo il passo è stato breve e le conseguenti dimissioni dal ruolo politico sono diventate imperative e subito accolte.

Nonostante la mascherina indossata durante le scene roventi la ragazza è stata riconosciuta come la protagonista di “È venuto a saperlo mia madre” e il confronto con le foto del profilo su Facebook è stato un gioco da ragazzi e i dirigenti del partito hanno chieste le dimissioni.

Sulla richiesta di dimissioni anche lei ha convenuto che era meglio darle. Ma il dispiacere per i dirigenti locali democratici sembra non essere solo per la circostanza in cui esse sono maturate, ma anche perchè la giovane è considerata molto brava e preparata dal punto di vista politico. Quanto ha fatto è stato considerato «una grave leggerezza» e le sue conseguenze «una perdita» per il Pd della zona del Comprensorio del cuoio, tra Pisa e Firenze.

Il film a luci rosse, proposto in vendita dalla casa di produzione anche sul web, vede impegnata la ormai ex segretaria del circolo Pd insieme ad un’altra ragazza e due porno-attori. La carriera politica sembra stroncata ma forse per la giovane ex segretaria si è aperta quella del cinema hard.

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Segretaria: il livello del mafionano.

Marchionne e Burlesquoni discutono di come scegliere la segretaria e Marchionne dice di avere un metodo speciale tutto suo: “Io la ricevo in ufficio e le faccio trovare per terra un biglietto da 100 euro; poi con una scusa mi allontano e osservo quello che succede. La loro reazione è molto istruttiva”. Dopo qualche tempo si reincontrano e Marchionne chiede: “Allora, presidente, come è andata la scelta della segretaria?”. “Ho fatto come mi hai detto: la prima ha raccolto il biglietto e l’ha messo velocemente nella sua borsetta. La seconda l’ha raccolto e me lo ha consegnato. La terza ha fatto come se niente fosse”. “E quale hai scelto?” . “Quella con le tette piu’ grosse!”

b-pinotto

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Scajola e zoccole affini.Fatevi due risate…

Lettera accusa la fedelissima di Scajola
“Solo veleni, la casa comprata da me”

 

SEGRETARIA  PARTICOLARE SI SCALDA…

giocare,oh oh
Un avviso ai pm accusa Fabiana Santini, segretaria particolare dell’ex ministro ora

 

assessore regionale, di avere beneficiato di agevolazione da parte di Anemone per l’acquisto della sua casa. Lei piange e dice: “Ormai tutto ciò che ruota intorno alla figura del ministro è merda”
di CHIARA RIGHETTI e GIOVANNA VITALE

Parte da una lettera anonima planata sulla scrivania dei pm che indagano sull’affaire di casa Scajola, il nuovo caso che fa tremare la giunta Polverini. Secondo l’esposto non firmato inviato ai magistrati, anche Fabiana Santini – segretaria particolare dell’ex ministro ora assessore regionale – avrebbe beneficiato delle “agevolazioni” del costruttore Diego Anemone per acquistare l’appartamento dove abita. Tra Vigna Clara e la Camilluccia.

A rilanciare il sospetto, parlando di “voci insistenti”, è stato ieri Esterino Montino: “Spero vivamente e mi auguro che non sia vero”, ha premesso il capogruppo del Pd. “Credo però sia necessario che la presidente Polverini faccia le opportune verifiche e diradi ogni dubbio. Se le voci sono infondate difenda il suo assessore pubblicamente, se invece il problema esiste, ritengo sia utile che valuti l’opportunità di chiedere alla Santini dimissioni spontanee oppure di procedere al ritiro delle deleghe”.

Appena lo viene a sapere, la neo-titolare delle Politiche giovanili scoppia in pianto. “Dopo quello che è successo, dopo tutte le strumentalizzazioni su Scajola, non riesco a stare tranquilla neanche un giorno”, si sfoga. “Lasciatemi lavorare con serenità. Ho chiuso un capitolo aprendone un altro. Non ho parole, è pazzesco”. Chiede tregua, la Santini. È in lacrime: “Ormai tutto ciò che ruota intorno alla figura del ministro è merda, scusi il termine, e ci sono finita in mezzo anch’io. Certo, ho lavorato per 13 anni al suo fianco, ma questo non giustifica tanto accanimento. Ieri ho fatto il passaggio di consegne al ministero e oggi quest’altro attacco”. È sfinita. Chiede tempo. Per parlare con la governatrice e i vertici Pdl. Dopo un’ora torna tranquilla: “Ho comprato casa con i miei soldi, posso documentare tutto”, taglia corto. “Devo solo trovare tutte le carte e presto ve le mostrerò”.

°°° Fabiana, non farmi ridere ché poi mi vengono le rughe.

tutto ciò che ruota intorno alla figura del ministro è merda, scusi il termine, e ci sono finita in mezzo anch’io“… ma perché, tu credevi di essere di cioccolata?

Ma tira la catena!

Ho comprato casa con i miei soldi, posso documentare tutto. Devo solo trovare tutte le carte e presto ve le mostrerò“.

°°° NO, MA NOI CI CREDIAMO!

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

Ma baccagài, o bagassa!

 

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Segretaria

Un mafioso va, per la prima volta, dal commercialista della cosca e furibondo domanda: “Dove sono i tre milioni di euro di cui ti sei appropriato?”.
Silenzio. “Dove sono i tre milioni di euro che sono spariti?”.
Ancora silenzio. Allora la segretaria, presente nella stanza, spiega:

“Signore, quest’uomo è sordomuto, non può capirla… Potrei tradurre io”.
“Bene, gli chieda dove cazzo sono i miei soldi”.
La segretaria traduce, e l’uomo risponde a gesti: “Non ne ho la minima idea”.
Il mafioso ringhia, estraendo la pistola: “Gli richieda per l’ultima volta dove cazzo sono i miei fottuti soldi”.
La segretaria traduce, e il commercialista cede: “Ok, sono nascosti in una valigia sotto al cespuglio di rose del mio giardino”.
E la segretaria: “Dice che lei non avrà mai le palle per sparare”.

UOMO D’ONORE E… D’ODORE

Ascel-pour-Homme

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Vecchiotta, ma sempre carina

Un ragioniere di 54 anni lascia a sua moglie una lettera un venerdi’ sera. “Cara moglie, io ho 54 anni e quando leggerai questa mia lettera io saro’ all’Hotel Miramare con la mia bellissima segretaria di 22 anni”.
Quando l’uomo arriva all’hotel trova una lettera ad attenderlo che dice: “Caro marito, anch’io ho 54 anni e quando tu leggerai questa lettera io saro’ all’Hotel Bellavista col mio giovane amante di 22 anni. Dato che sei un ragioniere comprenderai come il 22 sta nel 54 molte piu’ volte che il 54 nel 22″.

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Papi, Cicci, Giampi, Lillo e Lalla

Yacht, donne e politica. Il mondo di «Cicci»
di Federica Fantozzi

Chi sono le ragazze sul Magnum di Berlusconi in procinto di trascorrere lo scorso Ferragosto a Villa Certosa? È caccia ai nomi delle foto pubblicate dall’”Espresso”. “Dagospia” soffia sulle Papi-girls riprendendo l’articolo di Marco Lillo e Peter Gomez: «Due future stelline di reality, un’aspirante giornalista Mediaset, una giovane promessa PdL».

Quest’ultima, in camicetta bianca, somiglia molto alla neo-europarlamentare Licia Ronzulli. Lei, in partenza per Bruxelles, ha fretta: «Non ho tempo di rispondere alle sue domande». Ma dov’era a Ferragosto? «Arrivederci». Poi viene identificata Siria, concorrente saffica dell’ultimo Grande Fratello: «Non rilascio dichiarazioni – replica – Parli con Endemol». Smentisce invece di essere a bordo Susanna Petrone, da settembre conduttrice di “Guida al campionato” e in lizza per sostituire la Hunziker a Zelig.

È l’ultimo capitolo di una vicenda mediatica cominciata con il corso di politica “pret-à-porter” a via dell’Umiltà. E le studentesse – “starlet” di belle speranze, avvenenti dirigenti locali e fanciulle di ottima famiglia – falcidiate dall’ira coniugale. In un frullatore di gelosie incrociate, polpette avvelenate, registrazioni vere o presunte, rivelazioni clamorose e bocche cucite. Vedi la stanza di Arcore da cui “Papi Natale” attinge doni per le favorite, tra cui le chiavi di una mini nascoste in mazzi di rose. Anche se negli ultimi giorni qualcuna l’ha cambiata con un altro modello di auto perché da “status symbol” si va trasformando in carta d’identità. Certo, scrive Filippo Ceccarelli, «fra letterine, meteorine, gossipine, farfalline, gemelline, pare, anche montenegrine, e api regine, non ci si capisce più niente».

MI MANDA CICCI
«E come sta Cicci?» «Bene, magari è al governo». A “Tetris” era diventato un tormentone: se vogliamo una valletta – si erano detti gli autori del programma condotto da Luca Telese all’epoca su RaiSat Extra – deve essere una vera raccomandata. Detto fatto, avevano chiesto al direttore di rete che aveva chiesto al presidente di Raisat… e lei era sbucata fuori. Adriana Verdirosi: bella, bruna, spigliata, raccomandata da Cicci, entità misteriosa e mai svelata. Un ministro? «Chissà». È giovane? «Dentro sì». Sposato? «Non voglio saperlo». La sorpresa è arrivata quando hanno letto il suo nome tra le partecipanti al corso. «L’abbiamo invitata a fare campagna elettorale – rievoca Telese – Ha accettato. Poi, due giorni dopo, l’attacco di Veronica sul “ciarpame senza pudore” e non ha più risposto al telefono».

CUORI INFRANTI
Quelle che alle 16 erano in lista e alle 18 non più. Emanuela Romano, 28enne napoletana, alta e bruna, psicologa con master in marketing a Publitalia, impegnata nel comitato “Silvio ci manchi” è stata depennata nonostante il padre Cesare, artigiano di presepi, abbia minacciato di darsi fuoco sotto Palazzo Grazioli: «È tutto ricomposto – dice ora – Io sono un militante. Mi ero solo risentito per lo sgarbo». Come lei la 25enne Chiara Sgarbossa, ex miss Veneto ed ex meteorina di Emilio Fede, furibonda per l’inutilità delle pacche sulle spalle ricevute da La Russa al corso. E così racconta l’antefatto: «Avevo il contatto diretto con Marinella, la segretaria di Berlusconi. Una settimana dopo lui mi ha telefonato di persona, mi ha fatto tre domande. Sei laureata? Sì. Sai le lingue? Sì. Ci sono foto nude di te? No. Manda tutto a Marinella e vieni al corso».

CERCHI CONCENTRICI
Raccontano che nella piazza di Todi, avvistando da lontano due bionde che si sbracciavano il premier abbia gelato sindaco e consiglieri umbri: «Belle fighe circolano da queste parti». Imbarazzo: oltre che distanti, le signore erano anche “agées”. È il bis del «posso palpare l’assessora» all’Aquila, il sequel di infiniti comizi e passeggiate. A Berlusconi piacciono le donne, come ad altri 50 milioni di italiani, dice chi lo difende. Si dibatte su: galanteria, voyerismo, satiriasi, priapismo indotto da pillole azzurrine o iniezioni.

Di certo, oltre a migliaia di fortunate che possono vantare complimenti, compresa la finlandese Tarja Halonen, esiste un più ristretto gruppo che frequenta Villa Certosa e Palazzo Grazioli. Dove il tavolo è sempre apparecchiato per 50. Ed esiste un cerchio ancora più riservato: quelle che vantano (o millantano) con il premier frequentazioni private, notti a palazzo, incontri ravvicinati. Come Evelina Manna, che in un’intercettazione lo rimprovera: «Non essere freddo con me».

L’ASSE PUGLIESE
E come Patrizia D’Addario, ex candidata alle Comunali di Bari ed escort d’alto bordo. Pugliese come Angela Sozio, la “rossa” delle sexy saune del GF riapparsa al congresso fondativo del PdL; come la neo-eurodeputata Angela Matera, e come Elvira Savino, la Tacco 12 di Montecitorio, coinquilina della somma reclutatrice Sabina Began.

La D’Addario però è una professionista, come le colleghe interrogate dai pm baresi: smistate da «Giampi», pagate migliaia di euro a notte. Non le uniche, forse, nel mucchio procace che ha trascorso Capodanni ed estati sarde rimborsate con diaria di 1500 euro più shopping libero. Un bel salto di qualità rispetto al borsello in cui uno degli assistenti di Berlusconi raccoglie, in ogni occasione pubblica, biglietti da visita e numeri di telefono delle fans adoranti.

°°° L’Italietta di burlesquoni ormai è un vero troiaio. L’avevo detto in tempi non sospetti che l’Italia in mano a “Papi” sarebbe andata a puttane…

°°° rita-carla

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POMPA A VILLA CERTOSA

pompa

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REGIME ALL’AMATRICIANA

Quando Tremonti ordinò sanzionate la Gabanelli

«Con la presente il sottoscritto prof. avv. Giulio Tremonti chiede l’immediato esercizio dei poteri sanzionatori». Inizia così l’ultimo affondo del ministro dell’Economia contro l’informazione, avviato ai danni di Milena Gabanelli e la sua «pericolosa» trasmissione Report. Non è piaciuta al ministro la puntata su social card e Tremonti bond, nonostante fosse stato intervistato lui stesso.

Così ha scritto 5 cartelle di esposto-denuncia alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e alla Commissione parlamentare per l’Indirizzo generale e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi. L’intento è chiaro: dimostrare la poca obiettività del programma, e dunque la lesione del dovere di informazione imparziale e completa imposto dal servizio pubblico. Insomma, non è una rettifica, tantomeno una querela. Ma Tremonti vuole comunque farsi sentire, esercitare «il potere sanzionatorio».

In effetti il rapporto del ministro con giornali e mass media in generale è costellato di eventi leggendari. Rumors più disparati raccontano di telefonate infuocate, battibecchi nervosi, arrabbiature furibonde. Certo, tutti i politici si arrabbiano con la stampa. E tutti vorrebbero averla amica e, se possibile, asservita. Ma Tremonti è tra i pochi (non l’unico, nell’intero arco parlamentare) a prendere iniziative in prima persona, a guerreggiare all’arma bianca con chi si occupa di lui. È quasi un corpo a corpo che il ministro ingaggia a colpi di pressioni indebite e invettive. Anche perché – lo sanno bene anche i non addetti ai lavori – la verve non gli manca.

A scorrere le cinque cartelle anti-Gabanelli traspare un furore montante. Tremonti parla di «lesione dei principi di completezza, correttezza, – si legge – obiettività ed imparzialità dell’informazione». Poi procede per punti, elencandone sette. Nel primo parla di «sintesi deformata di alcuni delicati e rilevanti aspetti dell’attualità, che ha assunto i contorni della propaganda negativa». Si riferisce forse il ministro al fatto che la social card è stata fornita solo a pochi, e che molti l’hanno ricevuta scarica? O che rappresenta anche uno strumento su cui MasterCard riesce a fare un buon business grazie alle commissioni versate dai commercianti? Tremonti parla di «tesi preconfezionata», ma la realtà non è molto lontana da questa tesi. Anzi. Il ministro non dimentica di difendere, naturalmente, il «legittimo esercizio del diritto di critica». Peccato però che questo secondo lui non sia il caso: perché tutto il contesto sarebbe stato creato da Gabanelli attraverso una «capziosa estrapolazione di brani tratti da conferenze stampa».

Si arriva così all’accusa (terzo punto) di «utilizzo strumentale del mezzo televisivo». Tremonti rammenta come «tutte le trasmissioni di informazione devono rispettare la pluralità dei punti di vista e la necessità di contraddittorio». Peccato che (troppo) spesso molti esponenti di governo appaiono in video davanti a un microfono e senza neanche una «faccia» a porgere la domanda. A proposito di contraddittorio. Naturalmente meglio se all’ora di cena, e in una giornata in cui qualcun altro ha lanciato critiche all’operato dell’esecutivo.


°°° La sintesi è questa: la libertà di stampa e la democrazia reale questi cialtroni li disintegrerebbe in due settimane. Ecco perché a loro serve il regime e l’oscuramento delle notizie. BUFFONI!!!

tvemonti_sfiga


LA SEGRETARIA DI TVEMONTI

terrorista

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