I mafiosi Burlesquoni e Dell’Utri e le sentenze comprate.

Sentenza Dell’Utri e altri sofismi

Dell’Utri è stato in rapporti con la mafia, capeggiata prima da Bontade e poi da Riina, “avvalendosi dei poteri che gli derivavano dalla sua importante posizione nel mondo imprenditoriale e intrattenendo rapporti (evidentemente, di rilievo penale) con Bontade, Teresi, Pullarà, Mangano, Cinà e numerosi altri ed è stato condannato (dalla Corte d’appello) per avere determinato il rafforzamento del sodalizi, esercitando i
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Al fano:”Quando faceva comodo a loro dicevano che le sentenze non si commentano” Sì, ma non erano sentenze comprate!

Giancarlo Caselli, procuratore di Torino, ed ex capo della procura di Palermo: “La requisitoria del sostituto procuratore generale della Cassazione Iacoviello – ha detto Caselli – non ha ferito solo me, ma Giovanni Falcone che ha teorizzato e concretizzato nei maxiprocessi il concorso esterno in associazione mafiosa. Le affermazioni di Iacoviello sono quantomeno imbarazzanti. Il CSM ha punito severamente colleghi per molto meno.

 Antonio Ingroia ha detto: “Ho la sensazione che l’ultima sentenza della Corte di Cassazione su Marcello Dell’Utri e il dibattito che strumentalmente ne sta scaturendo rientrino in quel processo di continua demolizione della cultura della giurisdizione e della prova che erano del pool di Falcone e Borsellino“.

Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori :”Svalutare il reato di concorso esterno è come tornare indietro di vent’anni, un atto di resa inaccettabile“.

°°° Mentre i mafiosi fanno festa tutti in coro, l’Italia fa ancora una volta della repubblichetta delle banane in mano alla mafia e perde di nuovo credibilità internazionale. E con la credibilità se ne stanno alla larga anche gli investimenti stranieri.

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Dell’Utri, sua onnipresenza. Da sempre legato alla mafia.

Dell’Utri, sua onnipresenza

di Peter Gomez

Filippo Alberto Rapisarda, l’amico del vecchio capo dei capi, Stefano Bontade, interruppe il suo discorso e, rivolgendosi al giovane cronista, chiese: “Ma lei conosce il dottor Dell’Utri?”. Subito dopo il discusso finanziere siciliano, con alle spalle una fedina penale alta qualche centimetro e una latitanza in Venezuela trascorsa alla corte dei boss Caruana-Cuntrera, si mise a urlare quasi a squarciagola: “Marcellino, Marcellino, Marcellino”. Fu così che Dell’Utri, versione 1989, entrò nella grande sala riunioni da una porticina nascosta tra gli stucchi. Guardò il giornalista e tendendogli la mano disse:
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Gasparri: Se l’ignoranza si vendesse a chili, sarebbe miliardario.

di Marco Travaglio

E’ qui la festa?

Solo un delinquente incallito, i suoi avvocati e i suoi complici potrebbero festeggiare una sentenza come quella emessa ieri dal Tribunale di Milano. Una sentenza che, tradotta in italiano, dice così: la prescrizione è scattata dieci giorni fa, grazie all’ultima disperata mossa perditempo degli on. avv. Ghedini e Longo (la ricusazione dei giudici), dunque non possiamo condannare B.; ma lo sappiamo tutti, visto che l’ha già stabilito la Cassazione, che nel 1999 l’avvocato Mills fu corrotto dalla Fininvest con 600 mila dollari nell’interesse di B., in cambio delle due false testimonianze con cui – come aveva lui stesso confidato al suo commercialista – l’aveva “salvato da un mare di guai”. Cioè gli aveva risparmiato la condanna per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza.

Condanna che avrebbe fatto di B. un pregiudicato già nel 2001, con devastanti effetti a catena: niente più attenuanti generiche negli altri processi, dunque niente prescrizione dimezzata, ergo una raffica di condanne che oggi farebbero di lui non un candidato al Quirinale, ma un detenuto o un latitante. E se, al netto della falsa testimonianza prezzolata di Mills sulle tangenti alla Gdf, B. sarebbe stato condannato in quel processo, al netto della legge ex Cirielli sarebbe stato condannato anche ieri per avere corrotto Mills. Così come Mills sarebbe stato condannato due anni fa per essere stato corrotto da B. (invece si salvò anche lui grazie alla prescrizione, scattata due mesi prima). Quando infatti fu commesso il reato, nel 1999, la prescrizione per la corruzione giudiziaria scattava dopo 15 anni: dunque il reato si estingueva nel 2014. Ma nel 2005, appena scoprì che la Procura di Milano l’aveva beccato, B. impose la legge ex Cirielli, che tagliava la prescrizione da 15 a 10 anni.

Così il reato si estingueva nel 2009. Per questo la Cassazione, nel febbraio 2010, ha dovuto dichiarare prescritto il reato a carico del corrotto Mills (pur condannandolo a risarcire lo Stato italiano). E per questo ieri il Tribunale ha dovuto fare altrettanto col corruttore B. Fra il calcolo della prescrizione proposto dal pm Fabio de Pasquale e quello suggerito da Ghedini e Longo, il Tribunale ha scelto quello degli avvocati: la miglior prova, l’ennesima, che il Tribunale di Milano non è infestato di assatanate toghe rosse. Anzi, visti i precedenti, se i giudici hanno un pregiudizio, è a favore di B. Il quale, per la sesta volta, incassa una prescrizione a Milano: le altre cinque accertarono che comprò Craxi con 23 miliardi di lire, comprò un giudice per fregarsi la Mondadori e taroccò tre volte i bilanci del gruppo per nascondere giganteschi fondi neri usati per comprare tutto e tutti.

Ora càpita di ascoltare Angelino Jolie, avvocato ripetente, che delira di “folle corsa del pm” (dopo 8 anni di processo!); l’incappucciato Cicchitto che vaneggia di “assoluzione”; e l’imputato impunito che si rammarica (“preferivo l’assoluzione”), ma s’è ben guardato dal rinunciare alla prescrizione per farsi giudicare nel merito. Gasparri, poveretto, vorrebbe cacciare De Pasquale perché ha cercato di non far scattare la prescrizione. Ecco: per lui il compito dei magistrati è assicurare la prescrizione a tutti. Se l’ignoranza si vendesse a chili, sarebbe miliardario.

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PROCESSO MILLS, NO ALLA RICUSAZIONE SABATO PROSSIMO ARRIVA LA SENTENZA°°° Oh, poveriiino!

Processo Mills, no alla ricusazione
Sabato prossimo arriva la sentenza

Respinta della Corte d’appello di Milano la richiesta presentata dall’ex premier Berlusconi. Il processo può proseguire.

°°° Insomma, mi pare di capire che i magistrati non in vendita non se la fanno nemmeno sotto per le minacce mafiose del nano delinquente e nemmeno per i giri di valzer dei suoi avvocaticchi di merda.

I CORRUTTORI IN GALERA, COME SI FA IN TUTTO IL MONDO!

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LA SENTENZA:Legittime le dieci domande a Berlusconi

LA SENTENZA di LIANA MILELLA

Legittime le dieci domande a Berlusconi
“Erano diritto di cronaca e di critica”

 Legittime le dieci domande a Berlusconi "Erano diritto di cronaca e di critica"

Berlusconi alla festa dei 18 anni di Noemi Letizia

La decisione del giudice monocratico Angela Savio, del tribunale civile di Roma. Il Cavaliere si era rivolto ai magistrati chiedendo un milione di euro di danni. La risposta è stata: “Poste in maniera civile, garbata e misurata, senza allusioni o insinuazioni malevoli, erano riflessioni critiche sintetiche di interpretazione dei fatti”

ROMA – “Assolte”. Non offesero né l’onore, né tantomeno la reputazione di Berlusconi. Le “nuove dieci domande” – ideate, proposte allo stesso premier e da lui rifiutate, scritte da Giuseppe D’Avanzo il 26 giugno 2009 sull’intreccio politico-giudiziario dei casi di Noemi Letizia e di Patrizia D’Addario – furono “un legittimo esercizio del diritto di critica e la
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Berlusconi sceglie il silenzio dopo la sentenza Mondadori°°° Ma se stanno sparando cazzate tutti i suoi!

Così comprò i giudici per fare un impero

LA STORIA

“Berlusconi è il corruttore”
Illegalità per creare un impero

Le motivazioni della sentenza del processo Mondadori: decisioni cambiate a suo favore. Il premier ha voluto, organizzato, finanziato la corruzione di Vittorio Metta che gli consegna la più grande casa editrice del Paese

di GIUSEPPE D’AVANZO

"Berlusconi è il corruttore" Illegalità per creare un impero Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti in una foto degli anni 80

Se non si ricorda come sono andate le cose venti anni fa, ci si può lasciare confondere dal frastuono sollevato dai commessi ubbidienti dell’Egoarca. Dunque. Due privati cittadini, capi d’impresa, si trovano in conflitto per la proprietà della Mondadori. Accade che gli eredi del fondatore (Arnoldo Mondadori) pattuiscano con Carlo De Benedetti (editore di questo giornale) la cessione della loro quota entro un

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Epocale

India: alta Corte depenalizza l’omosessualita’

02 Luglio 2009 07:46 ESTERI

NEW DELHI – Sentenza storica in India: l’omossessualita’ e’ stata depenalizzata. L’alta Corte di New Delhi ha infatti giudicato legali i rapporti gay tra adulti consenzienti cancellando una legge di epoca coloniale datata 1861 in base alla quale i rapporti omossessuali venivano puniti con il carcere, fino all’ergastolo nei casi piu’ gravi. (Agr)

°°° Finalmente, dopo averci massacrato le sfere con Kabir Bedi, fanno qualcosa di buono.

kabir-bedi-77627

gay

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