Ecco la prova della deriva

E’ successo a Genova, due sedicenni hanno aggredito una quindicenne
per banali motivi sentimentali. Nessuno è intervenuto: solo video con i telefonini
Botte alla compagna fuori da scuola
E i ragazzi filmano lo “spettacolo”

L’Osservatorio sui diritti dei minori: “Cambiare il codice penale minorile”
di MARCO PREVE

GENOVA – Un regolamento di conti all’uscita dalla scuola. Protagoniste due sedicenni che per banali questioni sentimentali, hanno aggredito una quindicenne colpendola con una serie di manrovesci. La studentessa non ha riportato gravi conseguenze (cinque giorni di prognosi per gli schiaffi al volto) ma l’episodio ha riaperto il dibattito sul bullismo. Anche, perché ad assistere alla “lezione”, c’erano almeno una decina di ragazzi, che non solo non sarebbero intervenuti per fermare l’aggressione, ma addirittura un paio di adolescenti avrebbe anche scattato foto e girato dei video con i telefonini. Retroscena, quest’ultimo che non risulta però ufficialmente dai verbali e dalle annotazioni dei poliziotti delle volanti intervenuti sul posto, che si stanno occupando del caso e hanno già denunciato

E’ successo nel primo pomeriggio di sabato nel quartiere genovese di Quarto. La vittima frequenta l’istituto alberghiero Marco Polo. In strada, ad attenderla c’era una sua ex compagna di classe con un’amica. La ragazza ha spiegato al padre, che ha poi presentato la denuncia “pensavo volessero solo parlare”. Così, nonostante i toni accesi l’ha seguita.

Poche decine di metri dopo, in una stradina laterale in mezzo a due palazzi, è scattata la vendetta. Le urla e l’assembramento hanno richiamato l’attenzione di alcuni inquilini che hanno fatto scappare le picchiatrici e gli spettatori. Una signora ha poi atteso con la quindicenne l’intervento della polizia. Già nel tardo pomeriggio gli agenti hanno individuato l’ex compagna di classe che è stata denunciata, mentre per la complice la segnalazione alla procura dei minorenni per lesioni personali potrebbe essere formalizzata questa mattina.

Sull’episodio accaduto a Genova interviene il sociologo Antonio Marziale presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori: “Quanto avvenuto non è bullismo – dice – il codice di procedura penale minorile necessita di una revisione, perché obsoleto e saturo di attenuanti. Revisione non significa carcere duro, ma pene contemplanti studio e lavoro socialmente utile, rigorosamente applicate e fatte osservare. La sola e pur necessaria azione di contrasto limitata a provvedimenti disciplinari scolastici non basta”.

°°° Vedete, amici? Se avesse potuto, Mafiolo avrebbe volentieri provocato LUI il terremoto: è un coup de theatre fenomenale per distogliere i cittadini – la gggente, il popolino – dai problemi reali. La deriva sociale, la disperazione delle famiglie, i disoccupati in aumento esponenziale, i morti sul lavoro, le mafie che fanno il cazzo che gli pare, la microcriminalità dilagante, le tv di mmmerda, la scuola che va a rotoli, i musei e i monumenti allo sfascio, la polizia senza auto e senza benzina, la magistratura a pezzi e umiliata, gli evasori più vispi e ladri che mai, la speculazione selvaggia… Insomma: mentre noi cerchiamo gli aiuti per i poveri terremotati, Mafiolo e la sua cosca fanno AFFARI! Sulla nostra pelle.

bulli

cazzaro

speculatori

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