I deliri del vecchio boss alle corde

Silvio Berlusconi, dopo aver passato la sua vita a delinquere, rubare, trafficare sporco, corrompere, riciclare, eccetera, ora si sente quasi appagato  finanziariamente, ma sa benissimo che – perduto il potere, anzi… lo strapotere dittatoriale, per lui ci sono le manette pronte. Troppi i reati commessi, troppo abbietti, troppo scoperti. E dunque?

“Farò come nel ’94: tutte facce nuove e giovani. Mi presenterò agli italiani come il campione del rigore etico. Utilizzando le urne come il lavacro della “nuova Tangentopoli. Le prossime liste le farò io personalmente – ha avvertito – farò piazza pulita. Ricandiderò solo una dozzina dei deputati e senatori uscenti. Tutti gli altri saranno “esordienti”  e lo stesso farò per i vertici del Pdl.”

 Convinto, nella sua coglionaggine presuntuosa, che gli italiani siano come i suoi sguatteri: una immensa marea di teste di cazzo.

Naturalmente, se si votasse domani, e se ci fosse una informazione corretta, oppure… tiè… se ci fosse un barlume di democrazia  e lui si presentasse in tv per dei veri faccia a faccia coi suoi avversari (come fece una sola volta con prodi e ne uscì a pezzi), è scontato che Silvio Berlusconi non piglierebbe nemmeno i voti dell’Udc.
Si sta mangiando i gomiti.  La fiction  è  finita malissimo.

Il suo fasullo castello di carte perde i pezzi e un vento di verità gli sta portando via le carte. Sa che la fine è  dietro l’angolo. Sa di aver dimostrato ancora una volta la sua pericolosità  al potere: pensando come sempre esclusivamente a non andare in galera, fottendosene dei sogni e dei bisogni degli italiani. Sa che le “case del miracolo” in Abruzzo sono una patetica messa in scena, brutte, già cadenti, dove non funziona niente, dove i mobili Aiazzone sono già sgangherati e n0n c’è una tubatura che non perda o che non sia scoppiata. Mentre le macerie dell’Aquila sono ancora lì e… la gente lo sa. Il trucco è stato scoperto.

Sa che l’Italia è alla fame, che le famiglie vanno da un anno a rovistare nei cassonetti delle città mercato, dopol’ora di chiusura, o fanno le file alla Caritas. Sa che l’immondezza ha sommerso la “sua” Sicilia, che la Napoli di tre anni fa, al confronto, era il Paradiso Terrestre. Sa di aver sfasciatotuttolo sfasciabile, insomma, e sa che  i suoi mille programmazzi propagandistici nelle tv di merda non li guarda quasi più nessuno. I nodi vengono al pettine, uno dopo l’altro. E non ècon l’ennesima operazione di maquillage che potrà risolvere a suo vantaggio questa devastazione galoppante. Non più…

Ma soprattutto sa che non vincerebbe mai più nemmeno se candidasse tutti boys scout e mignottine di 18 anni. Sa anche che non può oltrepassare un limite: quello che riguarda gli “amici di sempre”. Quel gruppo di persone che rappresentano il centro dei suoi successi imprenditoriali e politici.

Quelli che, se parlano, gli fanno dare cinquecento ergastoli.

b.dimettitiiii

 

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