45 MILIONI DI EURO PER LA CARTA USATA DALLA CAMERA E DAL SENATO°°° Ma quanto cagano e quanto fanno cagare?!

LO STATO SPENDE 45 MILIONI DI EURO PER LA CARTA USATA DALLA CAMERA E DAL SENATO. E NEL PDL C’E’ CHI CHIEDE MENO SPRECHI…

pubblicata da Partigiani del Terzo Millennio il giorno sabato 27 agosto 2011 alle ore 20.43

ROMA – Le carte dei parlamentari ci costano 45 milioni di euro. E’ questo il calcolo fatto da Carlo Tecce, che l’ha riportato in un articolo sul Fatto Quotidiano.

A tanto ammonterebbero le spese per i fogli su cui vengono redatti i documenti di Camera e Senato. La fetta più importante della spesa, precisa Tecce, è concentrata a Montecitorio: l’appalto per la fornitura di carta ai deputati è stato vinto dall’impresa Carlo Colombo per la “modica” cifra di 38. 437.000 euro. Invece la gara del Senato è stata assegnata per “soli” 6,5 milioni.

Dunque, nonostante tutti i proclama sulla digitalizzazione degli atti pubblici (il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, promise che tutti i documenti sarebbero stati consultabili online), la carta la fa ancora da padrona negli uffici della politica.

Eppure anche nella maggioranza c’è chi ha proposto una riduzione di queste spese: l’onorevole Roberto Marmo del Pdl, racconta Tecce, ha presentato un ordine del giorno in cui invitava i colleghi a risparmiare, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie.

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Siamo nell’italietta di burlesquoni… che ci volete fare? Io dico che ora mi ha fatto incazzare questo peladrone.

Cagliari e Provincia

Venne querelato dal parlamentare Giorgio Carta per alcune frasi scritte su Internet

Il comico Lucio Salis condannato per diffamazione

Giovedì 30 aprile 2009 (unione sarda: giornaletto piduista e servile, querelato da me e condannato per diffamazione alla fine degli anni ’80. Da allora, come minacciato dal loro avocaticchio, mi nomina solo per queste cose… E io, come per carta, non gli ho MAI CHIESTO I DANNI!)
U na multa di duemila euro, più mille euro di provvisionale e i danni da quantificarsi in separata sede. Si è chiuso così, ieri mattina poco dopo le 12.30, il processo contro il comico oristanese Lucio Salis, accusato di diffamazione nei confronti di Giorgio Carta, ex parlamentare e leader sardo del partito socialdemocratico.
IL PROCESSO Una vicenda legata ad alcune frasi giudicate offensive e comparse in un sito Internet nel dicembre 2002 e addebitate proprio al popolare comico, diventato molto famoso negli anni Ottanta grazie alla trasmissione televisiva “Drive In”. E dopo la querela presentata dall’uomo politico, il pubblico ministero Giangiacomo Pilia aveva affidato le indagini alla Polizia postale di Cagliari, indispensabili per rintracciare la reale paternità delle offese. Le frasi, infatti, non erano comparse su un sito riconducibile al comico, bensì su un portale di una casa editrice web.
Difeso dall’avvocato fiducia Monica Macciotta, Lucio Salis era stato rinviato a giudizio con l’accusa di diffamazione perché, comunicando con più persone, avrebbe offeso la reputazione di Giorgio Carta (che nel frattempo si è costituito parte civile assistito dal legali Sandro Grimaldi e Maurizio Balloi). Ma il solo fatto che a firma delle frasi oltraggiose ci fosse indicato il nome del comico oristanese non dimostrava che, in realtà, fosse stato proprio lui a scriverle, anche perché proprio il cabarettista ha subito in precedenza il furto del computer. Qualche mese fa, il pubblico ministero Gaetano Porcu (in precedenza l’accusa era stata retta dal sostituto Giancarlo Moi) aveva sollecitato una condanna a sei mesi, ma ieri mattina il giudice monocratico Silvia Badas ha ritenuto più giusta una multa di duemila euro. Ora bisognerà attendere che la sentenza venga depositata per conoscere le ragioni della decisione, in seguito la difesa ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello.
LA VICENDA Tre anni fa, Giorgio Carta era stato eletto deputato nelle liste dell’Ulivo, riportando in Parlamento il Partito socialdemocratico italiano. Caduto il governo Prodi, lo scorso anno, è stato eletto presidente onorario del Psdi. Lucio Salis, invece, dopo l’exploit degli anni Ottanta con tanti altri comici lanciati dal popolare programma “Drive In” (famoso è il suo personaggio che lanciava il tormentone “ Cappitto mi hai? ”) e una valanga di altre partecipazioni televisive nel corso degli anni, è tornato alla ribalta nazionale ospite della trasmissione Zelig.
FRANCESCO PINNA

°°° Ringrazio Pinna, che senz’altro dev’essere giovane e illibato, per aver scritto una cronaca equa. Allo stesso tempo, dichiaro che  questo carta mi ha pesantemente rotto i coglioni e che da domani mi metterò ad assemblare le decine di persone che sono state rovinate da questo massone inutile e dannoso. RI-QUERELAMI, STRONZO, ora ti porto via anche la bara!

CARTA

carta ig.di sylvio

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E chi se ne frega?

(La Stampa)

Notte in cella per Fabrizio Corona.
Il fatto si è verificato a Montecarlo dove il fotografo era in vacanza con la fidanzata Belen Rodriguez.
Corona, – rivela il settimanale “Diva e donna” in edicola – lasciata Belen in albergo, esce in auto in compagnia di un amico che è alla guida e prende una strada in controsenso.
È notte, i due vengono bloccati, nasce una rissa, Corona prende parecchi colpi, viene fermato dalla polizia monegasca e passa la notte in cella. Ora Corona e il suo legale, Giuseppe Lucibello, stanno valutando se avviare azioni legali.


°°° Ecco l’italietta delle banane di silvio berlusconi: il paese che “lui ama”. Stolide marchette che diventano divi della tv e dei giornalacci di gossip, zoccolette minorenni o appena maggiorenni che aspirano a diventare ministre, zoccole più navigate che diventano ministre, parlamentari, parlamentari europee… e l’Italia va a rotoli, COME LA CARTA IGIENICA, e non conta più una mazza nel mondo. Ma poi, questa marchetta arrogante e zotica di corona, che non ha mai lavorato un solo minuto nella sua miserabile vita… ma com’è che è perennemente in vacanza? Traffico? Spaccio? Mi fa ridere solo una cosa: sfoggia una bella figa come Belen, la porta a Montecarlo e, invece di trombare come un leone in calore (come vorrebbe far credere a tutto il mondo della bassa macelleria del suo idolo)… esce con un amico più stronzo di lui e si fa pestare come una lombata e poi finisce regolarmente col passare la notte in galera. E la gnocca? Aspetta lui, la gnocca! Seeeeeeee… Una bella coppia:

UNA BELEN E UN BELIN

belen

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Sempre peggio

Shopper: l’Australia li vieta

L’Italia rinvia, l’Australia va avanti. Da oggi nell’Australia meridionale gli shopper sono vietati: nei supermercati frutta e verdura si porteranno via usando i sacchetti di carta, o le buste di plastica biodegradabile, o le vecchie sporte per la spesa. Le multe per chi non rispetta le nuove regole vanno da 160 a 2.500 euro.
Il ministro dell’ambiente australiano ha ricordato che il suo paese, che produce 4 miliardi all’anno di sacchetti di plastica, ridurrà così il volume dei rifiuti in discarica e l’inquinamento di strade, parchi e corsi d’acqua. In Italia, dove di shopper se ne producono 10 miliardi l’anno, il governo è invece di avviso contrario. Tanto che ha fatto saltare la scadenza del 1 gennaio 2010, prevista dal governo Prodi, per mettere al bando i vecchi sacchetti di plastica (è saltato anche il divieto di mettere in commercio entro la stessa data elettrodomestici di classe energetica inferiore ad A: anche loro riabilitati).
Grazie all’annullamento della misura sugli shopper – osserva Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd – continueremo ad emettere 400 mila tonnellate di anidride carbonica in più e continueremo a trovare le nostre campagne e le nostre spiagge decorate con brandelli di plastica.
Il via libera al tradizionale inquinamento del paesaggio comporta anche uno stop all’innovazione industriale italiana, visto che disponiamo di un’alternativa nazionale. Nel 2007 è infatti partita la prima bioraffineria italiana, uno stabilimento d’avanguardia frutto di un accordo tra la Novamont, un’azienda nata da un centro di ricerca Montedison, e la Coldiretti. La struttura produce Mater-Bi, un prodotto tecnologicamente innovativo, legandolo al territorio: lo stabilimento è a Terni e la filiera rigorosamente locale. Mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole sono sufficienti per creare circa 100 buste di bioplastica. Secondo i calcoli della Coldiretti, per sostituire le 300 mila tonnellate di plastica necessarie a produrre i sacchetti usati in un anno in Italia basterebbe coltivare circa 200 mila ettari, un quinto delle terre agricole non utilizzate. Il tutto con un ovvio vantaggio ambientale visto che 1 chilo di polietilene comporta l’emissione di 2 chili di anidride carbonica, mentre per 1 chilo di bioplastica si rilasciano solo 800 grammi di anidride carbonica.

°°° Questo vecchio maiale di burlesquoni sta annullando, una dietro l’altra, tutte le ottime cose fatte dal Governo Prodi. Ci sta riportando indietro di sessant’anni, e questo è sotto gli occhi del mondo, con la differenza di un debito pubblico ormai galoppante e insanabile. Per quanto potremo sopportare tutto questo sconcio?

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Dal mio blog di Myspace

MIRACOLI DELLA RICERCA
Categoria: Blog giovedì, gennaio 15, 2009
fatta di carta trattata con resina, potrebbe essere usata anche in caso di calamità

Nuove abitazioni: ecco la «casa di carta»

Creata da una società svizzera che si pone l’obiettivo di cambiare il volto delle baraccopoli del pianeta

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO (GERMANIA) – In sé, la “casa universale” non è granché: 36 metri quadrati, prefabbricata, di carta. Confrontata con le baracche di latta e cartone ammuffito che ha l’obiettivo di sostituire, è però quasi un sogno.

La sta lanciando una società svizzera, The Wall AG, che ha sviluppato l’idea e il progetto assieme alla Università Bauhaus di Weimar: è pensata per risanare gli slum sparsi sul pianeta. Se avrà successo, migliaia di famiglie potrebbero beneficiarne in tempi brevi e a costo tutto sommato basso.

TECNOLOGIA – La tecnologia brevettata dalla società di Schaffhausen per creare i pannelli prefabbricati (chiamata SwissCell) è simile, nel concetto, a quella in uso nell’industria aeronautica per creare materiali solidi ma leggeri. La differenza è che, alla base, non c’è alluminio ma carta trattata con resina e poi processata in modo da formare un materiale molto stabile, leggero, isolante e flessibile. La chiave del successo dell’idea – ha detto al settimanale Der Spiegel uno dei fondatori di The Wall, Gerd Niemöller – sta nel fatto che la società intende fornire le macchine e i materiali, ma poi la produzione dei pannelli sarebbe realizzata sul posto, vicino a dove le “case universali” (questo è il nome) dovrebbero essere poi montate. Costo di ogni singola unità, circa cinquemila dollari, meno di quattromila euro. La flessibilità del prodotto e del processo di realizzazione rende la casa di carta particolarmente adatta a sostituire via via le baracche malsane e cadenti delle bidonville di molte megalopoli del Terzo Mondo. Un primo intervento sta per essere lanciato nello Zimbabwe, con l’aiuto di una Ong tedesca. E 2.400 case sono state prenotate dalla Nigeria. L’abitazione potrebbe anche essere impiegata per interventi di emergenza in casi di catastrofi naturali…

Danilo Taino

°°° Dico… Mafiolo e la sua cosca sono degli ignoranti congeniti e sicuramente di questa storia non ne sanno nulla. Ma non sarebbe molto meglio delle tende?

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dalla Francia

Berlusconi sogna le soubrettes in Parlamento
Articolo di , pubblicato giovedì 30 aprile 2009 in Francia.

[Libération]

Elezioni europee. Il capo della destra italiana ha tentato di infarcire le sue liste di starlettes della televisione ed altre miss.

Nel 1994, al tempo della sua entrata in politica, Silvio Berlusconi aveva presentato come candidati al Parlamento diversi quadri del suo impero di telecomunicazione. Poi, sulla scia dei problemi giudiziari, era venuto il tempo dei suoi avvocati. Alla vigilia delle prossime elezioni europee, il leader della destra italiana sembra abbia tentato di giocare la carta delle veline, attrici e comparse televisive, palesemente fotogeniche, carine e giovani. Ma, nel suo schieramento, l’iniziativa ha fatto digrignare dei denti. Corrucciata, sua moglie, Veronica Lario, ha pubblicamente denunciato ‘l’impudenza del potere che attenta alla credibilità di tutte le donne”.

Al recente congresso istitutivo del Partito delle Libertà (PDL), aveva domandato ai vecchi baroni di Forza Italia di andare indietro nei ranghi per fare spazio alle giovani generazioni ed alle donne. Un cambiamento ed una novità che Silvio Berlusconi, 72 anni, vuole applicare a partire dalla campagna per le europee di giugno. Secondo il quotidiano di destra Libero, delle giovani militanti, anche quelle che sono state comunemente designate in Italia come ‘Veline’, o ancora soubrette della televisione, avrebbero dovuto rimpiazzare numerosi eurodeputati uscenti.

“Loft”. Tra i canditati, una concorrente del Grande Fratello, la versione italiana di Loft, una giovane attrice di una fiction televisiva e ancora un’aspirante Miss Italia. Per prepararle, un corso di formazione sulla politica europea è stato organizzato in tutta fretta con, tra gli altri, il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, come relatore. “Voglio delle nuove teste per dare un’immagine rinnovata del PDL in Europa”, ha spiegato la settimana scorsa Berlusconi, che sarà candidato come capolista.

Il Capo del Governo non potrà sedere a Strasburgo, ma conta sulla sua forte popolarità – più di due italiani su tre approvano il suo operato- per trasformare lo scrutinio in plebiscito e mandare al Parlamento rappresentanti che gli siano completamente fedeli.

La sinistra s’è indignata: “ci si era abituati alla politica spettacolo ma orma è l’avanspettacolo che diventa politica”. All’interno della destra, la propulsione delle veline non ha avuto l’unanimità. La fondazione Farefuturo ha denunciato in una nota “la cooptazione di giovani, spesso molto giovani, ragazze indiscutibilmente avvenenti, ma con una formazione che difficilmente può giustificare la loro presenza in un Parlamento”.

Ripescata

La moglie del presidente del Consiglio, Veronica Lario, ha battuto sullo stesso chiodo, prendendosela col ”divertimento supplementare dell’Imperatore” Silvio e scatenando uno scandalo mediatico. Attaccato, Berlusconi ha assicurato ieri mattina che “è tutto falso”. Aggiungendo: “Mia moglie è vittima di una manovra dei giornali di sinistra”.

In serata, (Berlusconi) ha deciso. Solo una graziosa annunciatrice è stata ripescata: “il corso di formazione era per preparare delle assistenti al Parlamento europeo”, s’è difeso dopo aver prima precisato: “ Noi, non vogliamo dei politici malvestiti e maleodoranti”.

[Articolo originale " Berlusconi rêve de «soubrettes» au Parlement " di Eric Jozsef]

LA REALE POPOLARITà DI MAFIOLO

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sylviocapello

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