si allarga il filone della cocaina

Nessuno controllava gli ospiti a Palazzo Grazioli. Nel giro più di 30 ragazze
Sotto esame il ruolo della transessuale Manila, amica del cuore della D’Addario
Prostituzione, 5 incontri sospetti
si allarga il filone della cocaina

di GABRIELLA DE MATTEIS e GIULIANO FOSCHINI

Villa Certosa

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BARI – Nell’inchiesta sull’induzione alla prostituzione della procura di Bari non c’è soltanto la serata del 4 novembre 2008 a palazzo Grazioli. Sul tavolo del pm, Giuseppe Scelsi, ci sono almeno altri quattro incontri sospetti, quattro occasioni nelle quali Gianpaolo Tarantini potrebbe aver reclutato donne da portare al premier Silvio Berlusconi. D’altronde, sabato, è stato lo stesso Tarantini ad ammettere e chiedere scusa al presidente del Consiglio: “Non sapeva nulla di quello che facevo – ha dichiarato – E in ogni caso i soldi che io davo alle ragazze erano soltanto dei rimborsi spese”.

Una mossa con cui l’imprenditore barese, in queste ore sotto una fortissima pressione, prova a spezzare il doppio filo che ormai lo annoda al presidente del Consiglio (“l’utilizzatore finale” per utilizzare le parole dell’avvocato Niccolò Ghedini). E’ chiaro che i due fossero in ottimi rapporti personali, tanto che nelle intercettazioni sulle utenze dell’imprenditore ci sono almeno due conversazioni dirette tra loro. L’obiettivo della difesa di Tarantini è ora quella di allontanare del tutto la figura di Berlusconi (che non è indagato) e tentare di scardinare l’assunto dell’accusa ragazze-droga-appalti.

La verità, infatti, è che l’indagine con il passare dei giorni si fa sempre più solida. Gli investigatori sono ormai convinti che il numero di ragazze coinvolte sia molto più ampio: nel taccuino della Guardia di Finanza ci sono una trentina di nomi di donne che verranno ascoltate nei prossimi giorni.

Tutte reclutate da Tarantini – o da persone a lui vicine – per le sue feste (a Bari, Milano e in Sardegna) o per gli inviti a cena nelle case di Berlusconi. Ecco perché in queste ore gli investigatori stanno scandagliando tutti gli ambienti di un certo tipo vicini a Tarantini: un ruolo, in questo, lo avrebbe la transessuale Manila Gorio, amica del cuore di Patrizia D’Addario e conduttrice di un reality trasmesso da una tivù locale (“La Masseria” su Teleregione) in cui, peraltro, ha partecipato Barbara Montereale.

Proprio questo numero crescente di ragazze coinvolte apre per altro un nuovo capitolo dell’inchiesta che gli stessi investigatori definiscono “molto preoccupante”. Dall’indagine è emerso infatti chiaramente che l’accesso a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa era incontrollato. Perché così ha raccontato agli inquirenti Patrizia D’Addario, così ha confermato ieri nell’intervista a Repubblica Lucia Rossini, ricordando che per far aprire le porte è bastata soltanto una telefonata di Gianpaolo.

Sia Patrizia D’Addario sia Barbara Montereale hanno potuto registrare o scattare foto all’interno della casa, dalla legge ritenuta assimilabile a residenza di Stato. Non solo: Barbara racconta che nessun controllo c’è stato nemmeno a Villa Certosa, dove c’erano anche ragazze straniere non riconducibili al giro di Tarantini.

Insomma, la falla è enorme soprattutto se si pensa che quelle stesse stanze sono abitate normalmente dai grandi del mondo. E difficilmente, ragionano gli inquirenti, si può parlare di inadeguatezza dei Servizi. Dal racconto delle ragazze si evince infatti come quella di non controllare agli ingressi o all’interno fosse una disposizione arrivata dal presidente o comunque dal suo staff.

Infine, la droga. E’ questa la terza pista che la procura di Bari e la Guardia di Finanza continuano a seguire. C’è almeno un indagato e negli interrogatori gli investigatori chiedono a tutti riscontri all’ipotesi di un traffico lungo la direttrice Bari-Civitavecchia-Olbia. Dalle intercettazioni telefoniche emerge, infatti, che alcuni dei partecipanti alle feste sarde e alcuni dei collaboratori di Tarantini facevano uso di sostanze stupefacenti.

°°° Elementare, Watson. Montagne di cocaina arrivano ogni settimana a villa Certosa e, a meno che Mafiolo non dica di usarla per innevare il presepio, è chiaro che se la pippano lui e i suoi ospiti. Lo sappiamo da testimoni che HANNO VISTO per anni l’andazzo e appare evidente da qualunque statistica: l’Italia è il paese europeo dove si sniffa di più. Nel parlamento italiano c’è chi se la fa portare addirittura al ministero! Tutti o quasi i deputati e i senatori della destra italiota sniffano e vanno a puttane o a travestiti. Vi ricordate Mele e Miccicchè? Ma che burlesquoni sia quello che pippa di più lo sanno anche i sassi. D’altronde, un ominicchio così complessato e maltrattato da Madre Natura, il coraggio di delirare come fa… da qualche parte lo deve pure attingere. Poveraccio… berlusconi-donne1

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Patrizia e le altre

Patrizia e le agendine sui viaggi a Roma
“Sono stata da lui con un’amica modella”

di CARLO BONINI (Repubblica)

Patrizia D’Addario
e Silvio Berlusconi

patri

BARI – Chi è Patrizia D’Addario? E racconta il vero sulle due serate che nell’ottobre e nel novembre del 2008 l’avrebbero vista professionista pagata nei saloni di Palazzo Grazioli? Un racconto, si scopre ora, che aveva cominciato a condividere con un amico due mesi fa. Con parole – ricorda lui, chiedendo l’anonimato – che suonavano così: “Lo sai che sono stata a casa di Berlusconi con un’amica modella?”.

In attesa del riscontro investigativo di un’istruttoria ai suoi primi passi che di ragazze, con Patrizia, ne conta cinque, c’è una sola strada. Incrociare il suo racconto di oggi con la parabola di una vita complicata che, nel tempo, ha lasciato tracce nelle stanze della questura, negli uffici della Procura della Repubblica, nei salottini del “Gorgeous”, negli studi di posa fotografica, nelle strade delle periferie di san Girolamo e Carbonara.

Perché c’è un prima che forse spiega il dopo: i 2000 euro pattuiti a Roma all’hotel de Russie con l’imprenditore Gianpaolo Tarantini “per una notte con il premier”; la improbabile candidatura proposta da Tato Greco nella lista “La Puglia prima di tutto” di Raffaele Fitto; la decisione di “registrare tutto” di quei due viaggi a Roma prima di rovesciare il tavolo per non aver ottenuto quel che aveva chiesto. “Lo sblocco di una licenza per edificare un residence” sui terreni di proprietà della famiglia.

Raccontano dunque che quando, a 14 anni, Patrizia, nata il 17 febbraio del 1967 a Bari, lascia la casa dei suoi genitori e dei suoi due fratelli (ne perderà uno), in testa ha due passioni. L’uomo che ha deciso di seguire e la magia. Del primo si libera presto. Della seconda, a quanto pare, no. Ai suoi amici, nel tempo, racconta di aver lavorato con David Copperfield (famoso illusionista) e il mago Alexander. I suoi abiti virano regolarmente sul nero. E il suo modo di misurare gli altri e quel che le accade ha sempre un fondo di misterico.

Qualcuno la prende per una sbandata. Anche perché la sua vita, quando di anni ne ha 31, si complica. Ha una figlia da un imprenditore da cui presto si separa. Una bimba che oggi ha 11 anni e vive con lei e la nonna. E che con lei condivide il momento forse più doloroso della sua esistenza. Patrizia è diventata infatti la compagna di un tipo che, al quartiere san Girolamo, conoscono come “Spaghetto”. Fa il movimento terra nei cantieri edili. E fa dell’altro. Patrizia ha la forza di denunciarlo, farlo arrestare e condannare per sfruttamento della prostituzione (l’uomo sarà rimesso in libertà con l’indulto). Ed è qui – raccontano oggi nelle stanze della Questura e negli uffici della Procura – che qualcosa o, forse, molto, cambia.

Patrizia comincia a frequentare la “Bari che conta”. “Escort” senza mistero di esserlo, dicono di lei in modo spiccio. La si vede spesso al “Gorgeous”, il locale notturno il cui proprietario, Roberto Trione, è amico personale di Raffaele Fitto. Fa qualche apparizione su “Telenorba”. Si propone a “Tele Bari”. Racconta agli amici di aver girato degli spot per la “Coca Cola”, tanto che, per un periodo, si fa chiamare “Coca”. Di fatto si sceglie anche un nome d’arte: Patrizia Brummel e con questo appare in un calendario e nei book che mette insieme negli studi di alcune agenzie fotografiche in città.

E’ un glamour di provincia il suo, che sogna altri palcoscenici. Appare come presentatrice in una serata benefica del 2006 sul palco di villa Romanizzi Carducci. E, per un periodo, risulta socia amministratrice della “Stadium Pictures”, società in nome collettivo che ha come ragione sociale “Produzioni cinematografiche e video” e che verrà messa in liquidazione e cancellata dal registro delle imprese il 28 aprile del 2000.

Ma è anche un glamour che si sposa a un’ossessione personale, coltivata – a quel che raccontano magistrati e poliziotti che con lei hanno avuto a che fare prima di questa vicenda – con precisione maniacale: annotare quotidianamente ogni dettaglio della sua giornata, dei suoi incontri, dei suoi colloqui. La prova se ne ha due anni fa, 2007. Viene trovato il cadavere di Marisa Scopece, una giovane prostituta di cui Patrizia è amica. Lei si presenterà al magistrato con quattro pagine di appunti manoscritti in cui sono ricostruiti gli ultimi giorni della ragazza.

Non deve sorprendere, allora, che Patrizia, oggi, conservi le ricevute dei biglietti aerei dei due voli per Roma che, ad ottobre e novembre dello scorso anno, l’avrebbero portata a Roma per il “lavoro” a Palazzo Grazioli. Né che annoti i nomi delle ragazze che con lei avrebbero condiviso quell’esperienza (una sarebbe un’”amica modella”). O quelli dei due hotel dove soggiorna per l’occasione: il “Valadier” e un albergo in via Margutta.

Né dovrebbe sorprendere lì dove racconta di “avere la registrazione dei due incontri” con il presidente del Consiglio (audio o video, non è chiaro). “Perché – riferisce una fonte in Questura – quello era il sistema che usava. Documentava tutto. Sempre. Qualcuno sostiene girasse con una piccola telecamera nella borsa. Anche quando, e accadeva spesso, veniva per denunciare soprusi di cui sarebbe stata vittima”. L’ultima volta, il 15 maggio, per “uno strano furto in casa”. Dopo aver accettato la candidatura alle comunali con la lista “La Puglia prima di tutto”.

°°° Lo squallore di burlesquoni, sedicente uomo più potente d’Europa, non ha limiti. Pagare per avere a disposizione delle escort… lui che ha fatto un puttanaio di zoccole pronte a tutto delle televisioni e del parlamento.

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Soliti metodi mafiosi

BERLUSCONI, PD IN LIQUIDAZIONE; RUTELLI-LETTA SE NE VANNO

“Il Pd e’ in liquidazione. Tutti sanno che dopo il 7 giugno Rutelli fara’ un nuovo partito, Enrico Letta andra’ con Casini e molti degli attuali esponenti democratici si sposteranno a sinistra.” Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un’intervista a un’emittente locale.

Roma, 16:35
FRANCESCHINI: PD?BERLUSCONI CONFONDE DESIDERI CON REALTA’

“Il Pd in liquidazione? Berlusconi confonde i suoi desideri con la realta’”. Il leader Democratico, Dario Franceschini, risponde cosi’ al Presidente del Consiglio che oggi ha dichiarato in una intervista che il Pd e’ un partito in liquidazione e che esponenti come Rutelli e Letta sono pronti ad andarsene. “Mai come adesso – afferma Franceschini – il Partito Democratico e’ stato cosi’ unito, forte e nessuno pensa di uscire, tutti pensano a come battere Berlusconi”.


E.LETTA, BERLUSCONI? STUPIDAGGINI SU DI ME; DICA VERITA’

“Silvio Berlusconi, nel giorno in cui su Repubblica escono particolari sulla sua vita privata che, se confermati, sarebbero disgustosi, si permette di tirarmi in ballo per dire stupidaggini. Evidentemente per coprire quel che sta uscendo sulla sua vita privata. L’unica risposta possibile e’ quella di chiedere al Presidente del Consiglio del nostro paese di dare spiegazioni sulle vicende che lo riguardano, che ormai non possono piu’ essere passate sotto silenzio dal rispetto che fino ad ora abbiamo avuto. A questo punto esiste soltanto la semplice ed esigente richiesta della verita’”. Cosi’ Enrico Letta, responsabile Welfare del Pd, replica al premier.

b-porc13

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I tre fessi


Burlesquoni, Maroni e Gasparri, sono ospiti in un regime dittatoriale del Sud America, dove sperano di essere accolti in pompa magna per il loro operato in Italia. Purtroppo fanno schifo persino al dittatore locale e vengono condannati a morte. Arriva il giorno della fucilazione ed Mafiolo è legato al palo. Quando tutto è pronto, grida: “Terremoto!!! Terremoto!!! Cribbio! Correte, salvatevi!”.

Tutti i componenti del plotone cominciano a correre spaventati ed tizio Berlusconi scappa, approfittando della confusione. E’ la volta di Maroni. Quando è tutto pronto, questi grida: “Uragano!!! Uragano!! Correte, salvatevi!!!”.

Per la seconda volta si crea un parapiglia ed il razzista padano riesce anch’egli a fuggire. Tocca infine a Gasparri: lo legano, il plotone punta, tutto è pronto e lui si mette a gridare con tutte le sue forze: “Fuoco!! Fuoco!!! Corr..”

lucio5

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e questo malato?

Nella parrocchia di San Francesco, accoglie i fedeli con una fascia col simbolo nazista
Rischia una denuncia per apologia. “Sono di estrema destra e fiero di esserlo”

PAVIA – Accoglieva i fedeli della parrocchia di San Francesco a Vigevano, in provincia di Pavia, con una svastica al braccio. Protagonista, il sacrestano della chiesa, Angelo Idi, 51 anni, vigevanese, che ora rischia una denuncia per apologia del fascismo.

Idi è stato visto dai parrocchiani con il simbolo nazista legato al braccio sinistro martedì pomeriggio, proprio nella giornata in cui in Israele si ricordavano le vittime della Shoah. Un fotografo lo ha anche immortalato, mentre salutava i parrocchiani all’uscita dalla messa.

Lui, sacrista da 5 anni, non fa mistero delle sue preferenze politiche: “Sono di estrema destra e fiero di esserlo – spiega – sono un seguace della Repubblica di Salò”. E sostiene che non esista alcuna contraddizione tra l’ideologia politica e il ruolo che ricopre. “Penso che non importi a nessuno delle mie idee politiche – dice – l’importante è che faccia bene il mio lavoro, come in effetti faccio. E poi, se vogliamo essere pignoli, allora andiamo a vedere quanti cattolici votano a sinistra oppure si sono espressi a favore dell’aborto”.

Lo scorso anno – riferisce l’edizione online dell’Informatore vigevanese – prese a manganellate un ladro che aveva cercato di scassinare una cassetta delle elemosine. E al periodico La legione ha scritto una lettera con la quale si è “scusato”, a nome dell’Italia, con la famiglia Mussolini.

Nessun commento dal vescovo della Diocesi di Vigevano, monsignor Claudio Baggini. Sul fronte politico locale è immediata la reazione di Rifondazione comunista: “E’ un fatto gravissimo e intollerabile – commenta il leader del partito, Roberto Guarchi – ci auguriamo che il vescovo prenda gli opportuni provvedimenti”.

°°° Ma che gli volete fare a un povero malato di mente del genere? La colpa è di burlesquoni, di la russa, gasparri, bossi, borghezio e titto il ciarpame che Mafiolo ha fatto uscire dalle fogne. O no?

nazi

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