BUONGIORNO E AUGURI! B. decreto in favore dell’abusivismo edilizio: altri scempi e altri morti.

Barzelletta hard e parolacce
show del premier con i sindaci Pdl

Berlusconi senza freni a Palazzo Grazioli in un incontro con un gruppo di amministratori campani. Tra gli ospiti una donna. Il premier le chiede scusa con una carezza sulla guancia

di GOFFREDO DE MARCHIS
video a cura di FRANCESCO COCCO

Barzelletta hard e parolacce  show del premier con i sindaci Pdl

ROMA – Impermeabile al nervosismo del Quirinale, al caos del Parlamento, al logorìo della maggioranza, alla guerra in Libia, ai processi milanesi, l’istrione colpisce ancora. Il presidente del Consiglio riceve in veste ufficiale i sindaci delle province di Napoli, Salerno e Caserta che chiedono lo stop agli abbattimenti delle case abusive. E agli amministratori con la fascia tricolore si rivolge parlando come i protagonisti di “Porci con le ali”. Racconta una nuova barzelletta. Sporca naturalmente. ECCO IL FILMATO 1

Interno giorno, ieri. Siamo nella sala di Palazzo Grazioli dedicata alle riunioni del “parlamentino” Pdl. Un emiciclo in miniatura che evoca la sostituzione delle vere aule parlamentari. Berlusconi incontra una delegazione di sindaci campani. Promette un decreto per fermare le ruspe, riporta l’agenzia di

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Giù le mani dalla Sardegna!

Gli uffici ministeriali chiamati in causa per il silenzio-assenso sui progetti
Berlusconi: contropiede alla crisi. Franceschini: chissà che storie ha raccontato alla Ue
Piano casa, allarme-soprintendenze
Toscana ricorso alla Consulta
di MARIA CRISTINA CARRATU’ e LUISA GRION
Piano casa, allarme-soprintendenze Toscana ricorso alla Consulta

ROMA – Per Berlusconi è “un contropiede” alla crisi apprezzato da tutta Europa, per Franceschini una delle “storielle” che il premier racconta quando va in giro. Il decreto sul piano casa, che dovrebbe arrivare al Consiglio dei ministri venerdì prossimo, continua a macinare polemiche, ad alimentare scontri fra maggioranza e opposizione e finisce ora anche al centro di un ricorso alla Consulta che la Toscana si prepara a portare avanti per stoppare il decreto. Un clima teso che preoccupa anche Bossi, convinto ora che il premier debba “trattare adeguatamente con le regioni, sentire cosa vogliono, altrimenti si mettono di traverso ed è guerra”.

Dalle soprintendenze, chiamate in causa per via del silenzio-assenso sui progetti previsto dopo 30 giorni, arriva l’allarme: “Sarà l’assalto e la devastazione del paese” ha commentato Cerasoli della Uil-beni culturali.

edile

scempi

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°°° Anche noi in Sardistan sappiamo bene cosa sono gli scempi edilizi. Qui gli amici di Mafiolo hanno smontato e rubato centinaia di NURAGHI per farsi le piscine o le mura di recinzione nelle loro ville sulle coste. Hanno devastato dei posti da sogno con le loro porcilaie da arricchiti o con la speculazione selvaggia, con l’appoggio di sardi asini, massoneria, banda della Magliana e altre mafie. Ora, con uno dei fattorini di Arcore alla guida della REGIONE AUTOMA (nel senso che farà tutto e soltanto ciò che vorrà il PADRONE) dobbiamo assolutamente stare all’erta e IMPEDIRE anche un solo abuso. Non ce ne frega un cazzo delle leggi che farà il mafionano: LA SARDEGNA NON SI TOCCA!!! O saranno cazzi acidi…

bandito

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Dalla mia amica Paula Frasca

Good Bye Sardinia!
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Oggi alle 2.01
Indipendentemente dagli orientamenti politici, le recenti elezioni hanno posto al centro dell’attenzione una domanda ineludibile: che ne sarà della Sardegna? Dello sviluppo urbano e costiero, del suo paesaggio, del suo volto? Ognuno segue le proprie convinzioni politiche ed etiche, ma è sotto gli occhi di tutti il mutamento dell’isola, il cambiamento dei suoi connotati. Negli ultimi decenni assistiamo impotenti allo sviluppo delle periferie delle città, spesso agglomerati commercial-industriali informi e desolanti; all’assalto alle coste che ha già modificato la morfologia dei luoghi e la sua percezione, da parte di chi ci vive o ci trascorre le vacanze. Un posto incantevole come S. Teresa di Gallura ha gonfiato la sua superficie, negli ultimi anni, quasi in virtù di un lievito miracoloso. L’orrenda, mastodontica costruzione de La Marmorata grida vendetta ai cieli, lo sviluppo di un paesino come San Pasquale, sempre in Gallura, farebbe invidia a Las Vegas. Tutta la costa settentrionale – e mi fermo a questa, per brevità – è un ininterrotto susseguirsi di cantieri e di villaggi-fantasma, vuoti per 10 mesi, ma pieni per tutto l’anno di un’inutile ostentazione di se stessi, e per sempre, in futuro, dell’offesa arrecata al paesaggio. La prima obiezione che viene fatta, in genere, a questo tipo di considerazioni è che si tratta di creare lavoro e di sviluppare il turismo. Dunque, proprio su questo vorrei argomentare. Il fascino della Sardegna, quell’attrattiva che manca a luoghi anche ben più famosi, sta nel suo paesaggio: la macchia mediterranea, i profumi, il silenzio, le sparse vestigia del passato contornate da una natura spesso ancora intatta, la flora, la fauna. L’unicità del paesaggio che circonda i nostri paesi, le chiese campestri, le fonti, i luoghi di culto, è impresso nella nostra mente e nella memoria storica. Questo amiamo della nostra terra e questo i turisti, gli estimatori dell’isola cercano, assieme alla bellezza delle coste e alla limpidezza delle acque. Tutto questo sta paurosamente arretrando, a fronte di guadagni facili, ma temo effimeri. Se, infatti, l’assalto ambientale dovesse proseguire con questo ritmo, lungo tutto il perimetro dell’isola ci ritroveremo una ininterrotta sequela di seconde case alla Disneyland, versione finto-mediterranea, con qualche appendice a prato inglese fino al mare, per milionari. Presto diventeranno indispensabili i resorts di lusso, i campi da golf, i centri-benessere – tutte cose di cui ognuno di noi sente una necessità impellente. Come consolazione resteranno, negli alberghi, le foto della “Stintino di una volta”, della “Villasimius che fu”, di “Cala luna della nonna”. Avremo dunque uno stuolo di proprietari di seconde case e di villaggi, abitati per un paio di mesi all’anno. A quel punto, a chi mai interesserà spendere soldi e faticare per una traversata sulla famigerata Tirrenia, per ritrovarsi nella solita zuppa: folle maleducate in spiaggia, natanti a nugoli in un mare sempre più grigio-beige, chilometri di pizzoteche paninoteche gelatoteche nell’entroterra? Tanto vale andare in una spiaggia più vicina, più economica, con sdraio e ombrellone a modico prezzo, servizi garantiti sul serio dai Comuni (acqua, fogne, depuratori, manutenzione del territorio, negozi a prezzi non stellari). Per chi può, non ci sono problemi: andrà a Dubai, St. Tropez, nei Caraibi… In definitiva, dopo che ci saremo venduti la camicia e l’anima, avremo il danno e le beffe. Dunque, good-bye, Sardinia? Davvero mi piacerebbe capire cosa ne pensano i giovani e i meno giovani del nostro sgangherato “sviluppo”, anche nella prospettiva dell’ultima follia di stagione: le centrali nucleari.
Di Marisa Dodero

°°° Cara Paula, lo pubblico senz’altro. Non fa che ripetere parole che dico da quasi 40 anni. E sono anche riuscito a bloccare qualche scempio. Lascia stare i giornaletti sardi: non li legge nessuno. Solo il mio blog su myspace ha dieci volte più lettori dell’unione sarda. E tra poco, questo sito risorto ieri, ne avrà mille volte di più. Ti sei iscritta?
Un bacione e bel w/e a te e a tutti gli amici.

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