Maria Novella Oppo

La notizia ferale

Dopo mesi e mesi che Capezzone ci appare tutti i giorni, per dirci che noi di sinistra siamo del tutto privi di linea politica, nonché di identità culturale ed etica, ecco Berlusconi a Tg Unificato che ribalta tutto, rivelando finalmente la verità: in realtà, siamo noi a dirigere i più grandi giornali del mondo. Ed era proprio ora che qualcuno lo facesse sapere. Infatti, la crisi della stampa di sinistra è solo una copertura: serve a non far capire al popolo italiano che siamo noi a tirare le fila della comunicazione globale. Tanto che ai quotidiani di Sua Proprietà non resta che affidarsi alle rivelazioni di una Santanché qualsiasi. E la Santanché, da nota femminista qual è, ce l’ha messa tutta per dare il colpo di grazia all’immagine del sultano maschilista, aggiungendo un tocco di finezza al quadro triviale dei festini di regime: Berlusconi è cornuto! E ora, diamo ordine al Financial Times e tutti gli altri di propagare la ferale notizia al mondo intero.

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L’agghiacciante italietta di burlesquoni

Prostituirsi per un compito in classe
Il sesso, mai protetto, è di ogni tipo anche di gruppo

Sesso a pagamento a scuola o in discoteca. «Adesso anche i “clienti” sono giovanissimi»
ELENA LISA
MILANO
Alla segreteria telefonica dove lo lascia, il messaggio si sente appena: «Sono Claudia, ho tredici anni», e poi non smette di piangere. Tra le lacrime racconta la sua storia e si chiede come sia potuto succedere. Dice che adesso non potrà più tornare a scuola. Tre settimane fa ha fatto sesso orale con due quattordicenni nei bagni della discoteca che ha frequentato per tutto l’inverno nel centro di Milano, quella dei personaggi famosi. A ballare ci va il sabato pomeriggio, con le amiche. Claudia, che è un fiume in piena, il suo messaggio lo lascia di notte al numero del Centro studi contro il bullismo del Fatebenefratelli diretto da Luca Bernardo, primario della struttura di Pediatria e dell’area adolescenza all’ospedale milanese. Sa che la sua storia c’entra poco con violenze e aggressioni perché lei, quel pomeriggio nei bagni del locale, era consenziente, e non era neppure la prima volta. Ma non sa a chi rivolgersi. Claudia è onesta. Ammette anche che se quei «cavalieri» coetanei non avessero fatto circolare tra i compagni di scuola il video registrato sul telefonino, in cui è inginocchiata vicino al water con i due in piedi davanti a lei e i pantaloni abbassati, chissà quando, e se, avrebbe deciso di chiedere aiuto.

«Quello dei baby clienti è un fatto che ha sorpreso anche me, anche se mi occupo da anni di adolescenti – spiega Bernardo – è un fenomeno nuovo, ma purtroppo, dato il numero di segnalazioni che riceviamo, sta dilagando. E non va sottovalutato, per tutelare sia le piccole prostitute sia i clienti bambini. Se nessuno interverrà diventeranno uomini adulti convinti di non avere valore, certi che nella vita conti solo il denaro. Sono loro, anche, le vittime della baby prostituzione». Le ragazzine come Claudia è come se avessero due identità. Hanno tra i 13 e i 16 anni e vivono le loro giornate trasformandosi. Per esempio Manuela, 15 anni, che a casa è acqua e sapone, loquace, divertente, ma non eccessivamente disinibita. È in gruppo, nei luoghi di aggregazione, nelle discoteche in particolare, che cambia il suo modo di essere. Qui gli sguardi diventano ammiccamenti e lo zainetto un kit per il cambiamento: la minigonna al posto dei jeans e le scarpe col tacco anziché le ballerine. La biancheria intima spesso è costosa e in mostra. Manuela sceglie i posti dove appartarsi in discoteca, non esclusivamente i bagni, muovendosi tranquilla perché «io lì a ballare ci vado sempre, mi conoscono e quelli della sicurezza non mi controllano».

Niente tabù
Le piccole prostitute perdono qualsiasi tabù e i rapporti sessuali diventano un mezzo per ottenere «merce», mai denaro: telefonini, biglietti per i concerti, ricariche, ipod, scarpe da ginnastica, magliette, catenine e braccialetti. I loro clienti, altrettanto bambini, gonfi di spavalderia o timidezza – che tentano di vincere con l’uso di una nuova droga, il cosiddetto ghiaccio bianco o ghiaccio secco, mix di barbiturici e anfetamine – le rimorchiano sui divanetti. Poco importa che sia il «fighetto» del gruppo oppure lo «sfigato». «Il maschio per queste adolescenti – spiega Bernardo – è una preda. È il mezzo grazie al quale possono avere ciò che vogliono, e apparire come desiderano».

Il sesso, mai protetto, è di ogni tipo: completo, di gruppo e praticato con un certo voyeurismo, dietro le tende, negli anfratti in discoteca e, a volte, nei bagni della scuola dove il rischio di essere visti o sentiti è alto. Alta è pure la cifra da racimolare per i piccoli clienti che devono comprare la merce con cui pagare la prestazione. Cinquanta, cento euro a settimana. Alle ragazze raccontano di sfilarli, poco per volta, dal portafoglio dei genitori. Oppure li chiedono ai nonni e ai parenti. Dicono di aver finito la paghetta. Altri, invece, minacciano i compagni con atti di bullismo. Ma c’è anche chi si accontenta di una ricarica telefonica o di un aiuto scolastico: a volte può bastare persino un compito passato al momento giusto. Rudy Citterio, presidente dell’Associazione locali notturni di Milano, parla di disagio giovanile e aggiunge: «Chi gestisce una discoteca non può sostituirsi agli educatori. È la famiglia che deve tirar su i figli con valori e principi sani». Quindi i genitori stanno a guardare? Alla domanda risponde involontariamente Claudia. Al telefono, tra i singhiozzi: «Per fortuna i miei non si sono accorti di niente. Eppure il mio armadio è pieno di cose firmate che loro non mi hanno mai comprato».

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Le bugie (solite) di Berlusconi

Fisco per fiasco

Marco Travaglio

“Durante il processo é stato spiegato chi aveva dato i soldi, é stato individuato il tragitto dei soldi e sono state individuate le azioni che Mills ha fatto con quei soldi e il fisco inglese ha costretto il signor Mills a pagare le imposte, considerando queste entrate come un compenso professionale. Se fosse stata una donazione Mills non avrebbe dovuto pagare alcuna imposta. Se questo non vi basta, non vi basta la presa di posizione di uno Stato a riguardo allora non so…” (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza Mills, Agi, 19 maggio 2009)

“Sono l’avvocato di David Mills e, per suo conto, dichiaro quanto segue… Il mio cliente ha accettato il punto di vista degli Uffici del Fisco per i quali, in assenza di un atto di donazione scritto, il pagamento andava assoggettato a tassazione, indipendentemente dalle circostanze e dall’identità del donatore” (David Kirk, news.bbc.co.uk, 4 marzo 2006).

“In conclusione, il consenso all’accordo fiscale era stato prestato proprio perché era risultato chiaro che il fisco non avrebbero ‘accettato senza delle provè il fatto che il denaro proveniente dal Torrey Global Offshore Fund fosse un regalo. Ma, riferendosi agli ispettori, Mullins (Sue Mullins, la fiscalista dell’avvocato Mills, ndr) aggiungeva con qualche contraddizione logica che ‘in realtà l’identità di questa persona che aveva dato i soldi non era il vero problema per loro’, tanto che non le era stato chiesto di allegare documentazione” (dalle motivazioni della sentenza Mills, pag. 170).

“L’ufficio (del fisco, ndr) aveva sperato in una ‘solerte collaborazionè per giungere ad un accordo in tempi rapidi, aveva perciò ‘organizzato velocemente la riunione per il 22 luglio 2004′, ma ‘aveva passato la maggior parte del suo tempo ad ascoltare una storia raccontata dal sig. Mills che si era rivelata essenzialmente falsa’. Mullins, diceva l’ispettore, ‘aveva fatto del suo meglio per velocizzare l’analisì di una relazione che poi si era rivelata incompleta, inesatta, non documentata. Perciò ora doveva ‘pensarci molto bene prima di decidere quale fosse la via migliore da seguire’. Mullins rispondeva che ‘anche a lei era stata raccontata la stessa storia’, e che da quanto sapeva da Mills tutte le circostanze da questi riferite erano esatte, salvo ‘l’identità del donatore’. D’altronde ‘a volte il suo cliente faceva cose strane e lei non sempre riusciva a comprendere il perché. Comunque in questa occasione il motivo era chiaro: voleva proteggere la vera identità del donatore”
(dalle motivazioni della sentenza Mills, pag. 164).

mills

APTOPIX ITALY BERLUSCONI

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Papy e le minchiate

Parla il papà di Noemi: «Il legame con Silvio? Un segreto del mio cuore»
Audiointervista del papà di Noemi Letizia, la diciottenne che chiama il premier Berlusconi “papi”
Benedetto «Elio» Letizia a destra mentre brinda alla festa di Noemi (foto tratte da «Chi»)

NAPOLI — Nei giorni scorsi si era spacciato per amico di famiglia inca­ricato di rispondere al telefono di ca­sa. Ma in verità quello che fino a po­che ore fa era individuato come «il bodyguard di casa Letizia» non era al­tri che il papà di Noemi: Benedetto detto Elio, ragioniere, messo notifica­tore del Comune di Napoli, per ora (dicono dal suo ufficio) in ferie, che da ieri, invece, oltre a rispondere al telefono di casa, si presenta anche con la sua vera identità: «Non capi­sco », afferma Letizia, «perché si deb­ba entrare nella vita privata delle per­sone in maniera così invadente. Que­sta storia è stata raccontata dal lato sbagliato. Quando sarà il momento, racconteremo tutto per filo e per se­gno e si capirà, finalmente, che non c’è nulla di anomalo. Credo che lo ca­pirà anche la signora Veronica, perso­na e mamma squisita. Ora mi si chie­de di parlare di Silvio, di una perso­na che per tanti anni è stata custodi­ta nel mio cuore senza che nessuno sapesse nulla. No, non lo farò».

La persona custodita nel cuore di Benedetto Letizia per così tanto tem­po è Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio che facendo riferimen­to una prima volta al papà di Noe­mi disse di averlo conosciuto co­me autista dello scomparso lea­der socialista Bettino Craxi. «Non credo che Silvio abbia detto davvero così», ribatte og­gi il papà di Noemi, «e anche se fos­se, non credo sia giusto tirare in ballo persone che non ci sono più e che ora si trovano dinanzi al Si­gnore ».

Lo scorso fine settimana, Benedetto Letizia, con la sua fami­glia, si è concesso una gita fuori por­ta: «Come buona parte degli italia­ni », racconta, «ci siamo regalati una gita distensiva: prima a Positano e poi un bagno a Vico Equense». Ma è quel rapporto antico che lega Noemi, il papà Benedetto e la mam­ma Anna a Silvio Berlusconi che ali­menta il mistero, perché nessuno dei protagonisti di questa vicenda, fi­nora, ha voluto raccontare come sia nato. Chi dice in una lontana campa­gna elettorale. Chi ai tempi di Betti­no Craxi. Anzi, il premier ha addirit­tura accreditato Letizia come militan­te del centrodestra interessato alla candidatura del consigliere regiona­le Fulvio Martusciello alle europee.

Angelo Agrippa
05 maggio 2009

°°° Conoscendo Mafiolo e i suoi giri loschi, è ovvio pensare che qui sotto, anche qui sotto, ci sia molta roba losca. Questi “segreti del cuore” nel cuore della camorra e di questa destra mafiosa, ci fanno spanciare dalle risate. Qui c’è fango, amici, fango e merda. Come in tutta la vita e in tutti i rapporti di silvio berlusconi. Ma poi, vedendo le foto taroccate… ma che so’ tutti nani?

papy

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TG2… come i fascisti sparano balle

Si stanno cagando sotto. Poco fa ho assistito a un servizio ridicolo sul tg di an… da scompisciarsi dalle risate. Questi idioti non sanno nemmeno cosa sia Internet! Mandano in onda questo servizio allarmistico su Facebook… “pericolosissimo social netwrek” da cui è quasi impossibile uscire. E giù coi “brutti incontri” coi “furti d’identità e di fondi dai conti bancari” e tutta un’altra serie di scempiaggini. Ho tradotto in italiano ed è venuto fuori questo: “Ci stiamo cagando in mano. Questi figli di puttana sfuggono al nostro controllo, ai nostri tg e alle nostre televisioni di regime e rischiano di scoprire le verità. Dobbiamo fermarli!”

paura1

berfascio3

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Imperatore e vassalli

LO SCIOGLIMENTO NEL PDL
Addio ad Alleanza Nazionale
«Ora competizione con la Lega»

10:56 POLITICACongresso della svolta a Roma. Ronchi: il Pdl non sarà una monarchia. La Russa: manterremo la nostra identità.

°°° Ronchi (ma chi è?) non ha capito una mazza: certo che non sarà una monarchia, sarà tutto un vassallaggio ai piedi dell’imperatore. La russa vuol mantenere la sua indentità? Secondo me, dovrebbe nasconderla molto bene: non c’è nulla di cui andare fieri ad essere LA RUSSA.

la_russa

cane

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