B. e le minorenni: Le farfalline di Iris spaventano “papinonno”Silvio.

Le farfalline di Iris
spaventano Silvio

di Claudia Fusani

iris berardi 4

Nuove intercettazioni. Nuove letture sui dettagli di come veniva organizzato il giro delle feste di Arcore: reclutamenti delle ragazze, ingaggi dell’harem , premi, regali e ricompense per le ospiti del sultano. Saranno depositate in settimana, al più tardi all’inizio della prossima. Roba che al confronto le 800 pagine che costituiscono lo stralcio del Rubygate in cui è imputato il Cavaliere con l’accusa di concussione e prostituzione minorile sembreranno dettagli irrisori.

Anche per questo il Presidente del Consiglio non perde occasione per attaccare giornali e magistrati e brandire l’arma del bavaglio (stop alle intercettazioni) contro chi lo “spia”. La procura di Milano deciderà oggi come procedere con il filone principale dell’inchiesta, quello in cui sono indagati il direttore del Tg4 Emilio Fede, l’impresario delle starlette Lele Mora e il consigliere regionale Nicole MInetti per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. In procura sembra prevalare l’impostazione per cui si procederà all’avviso di chiusura indagini per i tre principali indagati (possibile l’archiviazione per i due indagati minori), l’atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Per il filone madre dell’inchiesta, aperto in settembre, si procederà con rito ordinario – deposito, udienza preliminare – con tutto quello che ne consegue per la pubblicità degli atti che diventano – in base alla legge – divulgabili. Gli annunci e i vittimismi del premier suonano quindi come azioni preventive per distogliere l’attenzione dal vero problema: la miseria di un giro di prostituzione organizzato in favore di un capo del governo che combatte la prostituzione nelle strade ma la favorisce in casa sua.

Dalle carte, intanto, si definisce sempre di più la lista dei regali e delle ricompense per le preferite del premier: soldi, case, Mini e Smart, abiti e gioielli. A casa di Iris Berardi, l’altra minorenne brasiliana ammessa all’harem, sono stati sequestrati, oltre le migliaia di euro, 7 collier, 12 anelli, 15 bracciali «tutti – ha detto Iris – omaggi del premier per le mie partecipazioni e feste e ricevimenti». Spesso quei gioielli sono decorati con farfalline di brillanti e pietre preziose. E’ il ciondolo preferito da Berlusconi. Lo raccontò per prima Noemi Letizia. Era l’aprile 2009. Era già tutto scritto, due anni fa.

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Il mafionano è finito come merita: nella sua stessa merda.

Così Berlusconi pagava le donne
E ad Arcore spunta un’altra minorenne

Sesso, soldi e ricatti. Il secondo atto del Rubygate che demolisce il Cavaliere. Nelle nuove carte dei pm spunta anche la droga. Una teste dice di un’altra ragazza: “La costringeva a rapporti plurimi che lei non gradiva”

di GIUSEPPE D’AVANZO

Così Berlusconi pagava le donne E ad Arcore spunta un'altra minorenne Nicole Minetti

LO SCIAME investigativo che sempre segue la discovery di un’inchiesta demolisce alla lettera il fondale di cartapesta che Silvio Berlusconi ha fabbricato, in fretta e molto confusamente, per salvarsi dall’accusa di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. La lettura delle 227 pagine di “integrazioni” istruttorie inviate dalla procura di Milano alla Camera per ottenere la perquisizione di Giuseppe Spinelli (il “ragioniere” retribuisce le falene che allietano le notti al Sultano) sono un’arma decisiva nelle mani dell’accusa.

Pagine definitive per comprendere le condotte del Cavaliere; funeste per le menzogne che ha cucinato per gli italiani. L’”integrazione” conferma alcune questioni decisive. Elenchiamole. (1) Salta fuori un’altra minorenne (la terza, dopo Noemi e Ruby) che frequenta abitualmente la corte del Drago. È una prostituta brasiliana. (2) Ci sono due nuove testimonianze che ricordano che cosa accade a Villa San Martino quando la cena è finita e le ospiti – tutte giovani e giovanissime donne – raggiungono nel sotterraneo la “sala del bunga bunga” (le parole sono del premier). (3) Tutte le falene che si esibiscono per lui o che gli tengono compagnia la notte sono retribuite. (4) Ruby annota con cura il prezzo del suo silenzio, il denaro che già ha intascato dal capo del governo e accantonato, quel che gli consegna – e sono 4 milioni – il “ragioniere” del Cavaliere. (5) Il giorno successivo allo scoppio dello scandalo (15 gennaio) Berlusconi convoca tutte le ragazze del

“bunga bunga” ad Arcore per depurare, con la collaborazione dei suoi avvocati, dai loro ricordi e parole i fatti più scomodi e sensibili.

Questo nuovo capitolo di una storia che umilia il Paese, prima di esporre alla luce del sole l’inadeguatezza e l’irresponsabilità del presidente del Consiglio (altra cosa il giudizio penale), si può raccontare dal centro della scena.
Il teatro è il sotterraneo di Villa san Martino. Che cosa accade? Lo ricordano nelle nuove carte due giovanissime donne, una poco più che ventenne. Non ne diciamo il nome. Chiamiamola N.

N. conosce e frequenta le ragazze della Dimora Olgettina di MilanoDue dove il Sultano ospita il suo harem. N. ne raccoglie le confidenze e può raccontare ai pubblici ministeri: “… ha fatto sesso con il presidente. Ha avuto con lui una relazione molto stressante. Stressante, sì. Lo diceva lei perché il presidente la costringeva a rapporti plurimi che … non gradiva”.

Il secondo racconto è di Maria Makdoum. È una danzatrice del ventre, è araba. Ecco che cosa ricorda della sua vista ad Arcore: “Nel giugno del 2010 Lele Mora mi chiede se sono interessata a partecipare a una serata ad Arcore (…) e se voglio far parte del suo harem. Mi trasferisco a casa sua da giugno ad agosto. Vado ad Arcore in luglio. Prima di entrare nella villa, da una stradina laterale si affiancano alla nostra auto un’autovettura con il lampeggiante delle auto di Stato. Ognuna di noi si è seduta per la cena dove voleva. Finita la cena, il presidente disse: “E ora facciamo il bunga bunga” e spiegò che cosa era, cioè era una cosa sessuale”. Il gruppo si trasferisce “di sotto” e qui “le gemelle De Vivo si spogliano, sono in mutande e reggiseno. Il presidente le tocca e loro lo toccano nelle parti intime. Si avvicinano anche a Emilio Fede che le tocca il seno e altre parti intime. Poi una ragazza brasiliana con perizoma balla il samba in modo molto hard. Anche le altre ragazze a quel punto ballano scuotendo il seno, mostrando il fondo schiena. Tutte si avvicinano al presidente che le tocca nelle loro parti intime. Sono rimasta inorridita. Se avessi saputo prima quello che si faceva alla villa non sarei andata, lo confesso”.

Questi racconti sono l’incubo del presidente del Consiglio da mesi. Da quando ha saputo che Ruby – quella “matta” che non tiene mai a freno la lingua, avida, una creatura che, minorenne, è stata sua ospite fin dal 2009 e poi dissennatamente il capriccio di una stagione (febbraio/maggio 2010) – è stata interrogata dal pubblici ministeri, Berlusconi non ha pace. Sa che Ruby ha detto tutto, raccontato tutto a quei maledetti in toga che non lo lasciano in pace. Ora è Ruby che lo tiene sotto pressione più dei magistrati, più dell’opposizione politica. Lo ricatta. Gli scuce milioni. Come dice la Minetti sfogandosi con la sua assistente: “Berlusconi si caga sotto (per quel che può combinare la Ruby)”. Il Sultano deve reagire. Sa che il quadro che i pubblici ministeri possono mettere insieme può comprometterlo per sempre.

Non c’è solo Ruby, prostituta minorenne, tra le falene di Villa San Martino. Ce n’è un’altra di minorenne (come anticipato dal Secolo XIX). Il suo nome è nelle carte. È Iris Berardi, origini brasiliane, residenza a Forlì. Iris inizia quindicenne a frequentare le passerelle. A 17 anni si trasferisce a Milano in cerca di fortuna ed entra nel giro delle hostess per le Fiere. Presto diventerà una prostituta. Compie i diciotto anni il 28 dicembre 2009. Lo screening dei suoi tabulati telefonici la segnala una trentina di volte ad Arcore nel 2010. In quell’anno è, da gennaio, già maggiorenne. Due contatti segnalano, la prostituta brasiliana, nelle ville del presidente anche prima del suo compleanno. Per dire, il 21 novembre del 2009 a Villa Certosa (Berlusconi è in Arabia Saudita, pare) e il 13 dicembre 2010 è ad Arcore. Quella sera viene colpito al volto da quel matto di Massimo Tartaglia. Iris dorme in Villa, quella tragica notte. Con questo peso sul groppo, Berlusconi deve fare qualcosa. Deve cancellare ogni traccia, testimonianza. Inventarsi un’altra realtà. Per farlo, deve comprare – per cominciare – il silenzio di Ruby.

Nelle carte, si dà conto di quel che è stato trovato nella perquisizione dell’appartamento genovese della prostituta marocchina. In un’agenda sono annotate alcun cifre: “50 mila per il libro; 12.000 campagna intimo; 200.000 da Luca Risso; 70 mila conservati da Dinoia (è il suo avvocato di Milano, ndr); 170 mila conservati da Spinelli (è l’ufficiale pagatore di Berlusconi, ndr)”. Su un altro fogliettino si legge: “4 milioni che ricevo da Spinelli”. Non mentiva dunque la ragazza quando rassicurava il padre che Silvio l’avrebbe “rivestita d’oro” o confidava alle sue amiche che la storia con il presidente l’avrebbe fatta milionaria perché per tener chiusa la bocca, per lasciare il Cavaliere fuori dai guai – guai molto seri – , gli aveva chiesto “cinque milioni di euro”. Ora Berlusconi può anche pensare di aver salvato ancora una volta la ghirba, ma per esserne sicuro deve indottrinare anche tutte le altre, tutte, giovani, giovanissime, soubrette o senza arte né parte. Per dirla, con la Minetti, tutte “le zoccole, brasiliane delle favelas che non parlano italiano, mezze serie” che hanno frequentato Arcore, il “bunga bunga” e Mora e Fede e Carlo Rossella e nel giorno della perquisizione si sono fatte trovare in casa buste e buste di migliaia di euro con su scritto B. e chi non ce l’ha scritto, lo ha detto ai poliziotti da dove veniva quel denaro. È il 15 gennaio del 2011. Da quarantott’ore si sa che il capo del governo è nei guai. Il Sultano convoca l’intero harem ad Arcore. Le carte disegnano la “geografia” della convocazione. Intercettazione da Faggioli a Aris:

“Mi ha chiamato il presidente Berlusconi… scandisco le parole, visto che mi stanno ascoltando. Mi ha chiesto la cortesia di farti avvicinare ad Arcore alle 19. Ci sono gli avvocati”. Aris avverte Maristella: “Ha chiamato il presidente B. ha detto che alle 19 devi essere ad Arcore”.

Maristella (Polanco) chiama subito Barbara (Faggioli): “Sono stata chiamata”. Barbara: “Alle 19, amo’, da quanto ho capito dalle intercettazioni emergono cose molto brutte che noi ragazze diciamo su di lui”. La Faggioli chiama anche la Minetti e in queste conversazioni emerge un nuovo grattacapo per Berlusconi. Nicole è furibonda. Si sente abbandonata. È preoccupata. Lei non ha ottanta anni come Fede o settantacinque come il Sultano. Lei ha solo venticinque anni è la vita davanti. Non vuole finire in galera. Non vuole distruggersi la vita. A Natale se ne andava con il padre per lo shopping e finiscono in libreria. Il padre vede sullo scaffale “Mignottocrazia” di Paolo Guzzanti e scopre che un intero capitolo è dedicato alla figlia. Nicole si vergogna e l’otto gennaio dice a Barbara: “Io do le dimissioni, cioè sta roba è una roba che ti rovina la vita, ti rovina i rapporti, ti logora. Devi avere un pelo sullo stomaco, ma a me non me ne frega niente. Io voglio sposarmi, fidanzarmi, avere dei bambini, una casa. (Non voglio) litigare tutti i giorni con tutti, metterla nel culo a quello che ha fiducia in te. La politica è un casino. Cioè cade lui… cadiamo noi. A lui fa comodo mettere te e me in Parlamento, perché dice “Bene, me le sono levate dai coglioni” e lo stipendio lo paga lo Stato”.

Ora ancora Barbara Faggioli l’avverte: “Mi ha chiamato la segreteria del presidente e mi hanno passato il presidente e mi ha detto di convocare tutte le ragazze per parlare con l’avvocato alle 19. Che dici? Che è ok?”.

No, per Nicole Minetti, incredibilmente non è affatto ok. Dice Nicole: “No perché… devo parlare al mio avvocato. Io sono indagata, per me la cosa è diversa.. Lui sarà anche il mio capo, ma io sono indagata e lui altrettanto… È un pezzo di merda. Se vuole vedermi, mi chiama lui, ma se vado ci vado con gli avvocati”. E più tardi, con maggiore violenza, spiega a Clotilde Strada, la sua assistente: “Non me ne fotte un cazzo. Se lui è il presidente del Consiglio o, cioè, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il culo. Si sta comportando da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido. Giusto che si faccia sentire lui se non lo farà mi comporterò di conseguenza… quel briciolo di dignità che mi rimane la voglio tenere… visto che lui non mi ha chiamato… gli faccio prendere paura. Quando si cagherà addosso per Ruby chiamerà e si ricorderà di noi.. adesso fa finta di non ricevere chiamate”.

È dunque in queste condizioni l’uomo che guida il Paese. Lo avevamo intuito, ora non si possono più chiudere gli occhi dinanzi a quel vediamo: una dissennata vita privata ha consegnato Silvio Berlusconi a gravissime responsabilità penali, di cui risponderà a breve in un problematico giudizio immediato, ma soprattutto al ricatto plurimo di decine di giovani donne. Berlusconi è in una via senza uscita.

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Buonanotte a tutti. Anche a questi due magnaccia di minorenni e zoccole.

“Guarda, nella mia vita ho conosciuto tutti: re, presidenti, e anche papi e cardinali” (Lele Mora, lasciando volutamente in sospeso l’accezione esatta di “papi”. Intervista a Simona Ventura)

“Il Bunga bunga? Se io parlassi solo di quello farei dieci volte l’ascolto che faccio, avrei dovuto depositare il marchio e aprire un ristorante, o fare un programma come anno, anno, anno, come cappero si chiama? Anno tette? No, Anno zero, senza tette. Fare Anno bunga bunga, bunga bunga, bunga bunga” (Emilio Fede. Matrix)

L’ULTIMA ISTANTANEA DI UMILIO FIDO E LELLA MORA

merda

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Berlusconi porco e bugiardo

Berlusconi a Chi:

«Mai festini, solo

cene simpatiche»

°°°  Vero.  Si  invitano  simpaticamente delle  zoccole  e  delle simpatiche  minorenni, figlie  di

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Il Gruppo Espresso querela il Cavaliere

Battuta del premier dopo la smentita affidata al suo legale Niccolò Ghedini

Il Gruppo Espresso querela il Cavaliere,

che replica: “Ho già spiegato, vedrete”
Berlusconi: “Non sono un santo
spero lo capiscano a Repubblica”
“Chi mi attacca non ha altre critiche. La campagna si ritorcerà contro chi la pratica”

Zappadu: “Forse le mie foto, rispetto ad un audio, contengono persone o situazioni che

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Ricevo e pubblico

Caro Lucio, complimenti per il tuo coraggio e per la tua abnegazione.  Mi vergogno di avere come presidente del Consiglio un 73enne che va con minorenni, di avere alla presidenza della Sardegna un individuo

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Il sogno svanito

Berlusconi riconosce che il suo vecchio sogno di arrivare alla Presidenza della Repubblica “è svanito”

Articolo di Politica interna, pubblicato mercoledì 24 giugno 2009 in Brasile.

[O Globo]

RIO – Se le minorenni napoletane, i voli di stato con ospiti privati e i procacciatori di prostitute d’alto bordo non gli hanno procurato danni peggiori, una cosa sembra chiara a proposito di Silvio Berlusconi: il suo vecchio sogno di accedere alla Presidenza della Repubblica “è svanito” di fronte al numero di scandali a base di festini erotici in cui

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Sempre peggio, amici del blog!

Dall’estero ancora critiche e analisi sulla situazione del premier
Il Financial Times sostiene di aver consultato “alte fonti governative
“Gli alleati di Berlusconi
pensano a un futuro senza di lui”

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA – “Non siamo ancora al fuggi fuggi, ma importanti alleati di Silvio Berlusconi nella coalizione di governo stanno già contemplando un futuro senza di lui”. E’ uno scoop che in Italia varrebbe la prima pagina, quello che il Financial Times pubblica stamane, dedicando una pagina intera (la nona) al tema “il futuro di Berlusconi”. Parlando con “alte fonti governative” a Roma, il quotidiano finanziario londinese raccoglie un messaggio che a quanto pare qualcuno, dall’interno del centro destra, ha deciso sia tempo di far diventare pubblico, scegliendo come megafono il giornale universalmente riconosciuto come il più autorevole e imparziale d’Europa.

“Sussurri spaventano la coalizione italiana”, s’intitola la news analysis di Guy Dinmore. “Fedeli sostenitori di Silvio Berlusconi negano che si sarà un “fuggi fuggi” (in italiano nel testo originale) come conseguenza degli scandali che circondano la sua vita privata, ma importanti alleati nella coalizione di centro destra italiana stanno già contemplando un futuro politico senza il loro leader”. Parlando con il Ft a condizione di mantenere l’anonimato, queste “alte fonti di governo” premettono di non credere che il 72enne presidente del Consiglio si dimetterà “presto”. Eppure “ministri chiave” stanno iniziando a “posizionarsi” per l’eventualità che rivelazioni più dannose lo inducano a dimettersi. “Questo è uno scenario completamente nuovo, il panorama sta mutando”, dice al quotidiano della City una delle fonti governative.

Un’altra fonte, definita “un collaboratore” di Berlusconi, dice che il governo teme che i magistrati annunceranno l’apertura di un’indagine giudiziaria formale nei confronti del premier proprio mentre egli ospiterà in Italia i leader mondiali per il summit del G8 del mese prossimo. “Paralleli vengono tracciati”, osserva il FT, con il 1994, quando un tribunale inoltrò una comunicazione giudiziaria per corruzione a Berlusconi mentre il premier, all’epoca nel suo primo mandato, ospitava una conferenza internazionale sulla lotta alla criminalità: “il suo governo”, ricorda il giornale, “cadde un mese più tardi, quando la Lega Nord uscì dalla coalizione”.

L’articolo aggiunge che vari ministri hanno paura che le affermazioni di Patrizia D’Addario, la escort che afferma di essere andato a letto con Berlusconi a Palazzo Grazioli la notte dell’elezione di Obama, quando dice di avere foto e registrazioni del suo incontro con il premier, “si rivelino vere e dannose”, o che le accuse che riguardano Giampolo Tarantini, l’imprenditore pugliese che accompagnò la D’Addario da Berlusconi, “si allarghino”.

La “dinamica è cambiata”, dicono le stesse fonti al FT. Primo, “c’è la sensazione che l’ambizione di Berlusconi di diventare presidente della repubblica al termine del suo mandato da primo ministro sia stata infranta”. Secondo, “le elezioni europee hano dimostrato che gli elettori si stanno allontanando” dal Pdl. Infine, “l’immagine internazionale dell’Italia è peggiorata” e la Chiesa cattolica sta cominciando a “fare pressioni”. Nonostante la sua reputazione di anfitrione miliardario che vizia gli amici con doni e fantastiche feste, gli alleati di Berlusconi “lo descrivono come un uomo isolato, con nessuno che si azzarda a dargli consigli”. Il quotidiano londinese coglie una certa “malinconia” nell’intervista rilasciata dal premier al settimanale di sua proprietà “Chi”, quando ricorda che nell’ultimo anno ha perso la madre e la sorella, oltre a sua moglie per il divorzio.

L’articolo si conclude con una suddivisione degli schieramenti all’interno del governo. I ministri la cui sopravvivenza politica dipende da Berlusconi sono i più accesi nel difenderlo: come Maurizio Sacconi (Lavoro), Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Franco Frattini (Esteri). Le donne, incluse Mara Carfagna (Pari Opportunità) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente), gli sono fedeli, ma nelle “attuali circostanze”, ovvero nel mezzo di uno scandalo a base di call-girls e incontri con minorenni, “sono a disagio a parlare” in sua difesa. “Poi ci sono figure chiave che sono rimaste per lo più in silenzio, vedendo un futuro oltre Berlusconi, con la speranza che una successione sia ordinata”. Gianni Letta, scrive il FT, sta già facendo di fatto le funzioni di primo ministro. Giulio Tremonti, il ministro delle Finanze, ha il vantaggio di stretti legami con la Lega Nord.

Ma le fonti interpellate dal quotidiano della City notano un serio ostacolo alle dimissioni del premier, a parte la sua ostinazione personale: l’immunità dalle incirminazioni, varata dalla sua larga maggioranza in parlamento, “dura solo fino a quando lui rimane in carica”.

Un secondo articolo, sempre sul Financial Times, firmato da James Blitz, ex-corrispondente da Roma e ora corrispondente diplomatico, osserva che la questione critica per i governi occidentali non è tanto che Berlusconi si stia “gravemente danneggiando” a causa dei suoi legami con “modelle e starlette”, non è quello che egli fa nella sua vita privata, ma se può aiutarli a risolvere i pressanti problemi con cui si confrontano gli Usa e l’Unione Europea. Per Barack Obama, Berlusconi è un leader con cui “è necessario mettersi d’accordo”, e il FT cita l’impegno militare italiano in Afghanistan e la recente decisione del premier di accettare nel nostro paese alcuni detenuti di Guantanamo a testimonianza dell’importanza che l’Italia ha per Washington. “Ma Obama è chiaramente meno preso da Berlusconi di quanto fosse George W. Bush”, prosegue l’articolo, rilevando come il presidente americano abbia incontrato vari leader nel suo tour europeo in aprile, ma non il premier italiano.

La minore influenza di Berlusconi sull’America “non è interamente colpa sua”, afferma una fonte diplomatica consultata da Blitz: oggi in Francia e in Germania ci sono governi più pro-americani rispetto a due anni fa, e dunque gli Usa hanno meno bisogno del sostegno italiano. In più, ci sono azioni intraprese da Berlusconi che lo hanno reso “un alleato difficile”. Una è la sua decisione di firmare un accordo con la Russia per portare il gas in Europa, in competizione con un gasdotto occidentale che passerà dal’Asia Centrale. “Il sostegno di Berlusconi per Putin su questo causa molta rabbia a Washington e Bruxelles” dice un diplomatico della Ue. Altri aspetti dello stile di Berlusconi che irritano gli Usa e la Ue sono “la sua ossessione di poter essere un mediatore tra Obama e il suo amico Putin” e il tentativo di stabilire un dialogo autonomo con l’Iran. Non ultima, la sua decisione di tenere il summit del G8 all’Aquila “sta provocando nervosismo” nelle capitali mondiali. Riassume il Ft nel titolo: pur alleato indispensabile, Berlusconi “sta mettendo alla prova la pazienza di Usa e Ue”.

Un altro articolo di rilievo appare oggi sulla stampa britannica: una news analysis di Richard Owen, il corrispondente da Roma, sul Times, che commenta il “grande vantaggio” di cui Berlusconi dispone come proprietario e controllore politico dei media, in particolare televisivi. “Se Berlusconi dovesse dimettersi domani”, comincia l’articolo, “la grande maggioranza degli italiani che ricevono le informazioni solo dalla tivù ne saprebbero poco o nulla”. Owen riporta il fatto, di cui l’opinione pubblica britannica e mondiale non sono perfettamente a conoscenza, che Berlusconi possiede i tre canali televisivi di Mediaset e controlla la maggior parte dell’informazione televisiva della Rai in quanto capo della coalizione di governo.

L’analisi del Times nota che il Tg1, “il principale telegiornale Rai”, ha ignorato o dato un basso profilo alle notizie sullo scandalo che riguarda il premier, e riferisce le critiche espresse dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, ad Augusto Minzolini, direttore del Tg1, “per avere mancato di dare ai telespettatori l’informazione completa e trasparente che è richiesta al servizio pubblico”.

Tra gli articoli sul caso Berlusconi pubblicati da altri giornali britannici, spicca poi la vignetta del Sun: un parcheggio pieno di limousine per il summit del G8, ciascuna con una bandierina della nazione che rappresenta sul cofano; quella italiana è letteralmente ricoperta di giovani ragazze maggiorate e seminude, che lavano la macchina brindando con calici di champagne.

L’attenzione è costante su tutta la stampa europea. El Mundo titola: La perdizione di Berlusconi. Un articolo in cui vengono ripropoposte le varie tappe della vicenda, con citazioni molto ampie dell’intervista a Patrizia D’Addario.

E la Cnn ha dedicato a Berlusconi un lungo servizio. “Ci sono abbastanza ragioni per dimettersi”.

°°° Siamo alle solite. Film già visto: scommettiamo che starnazzerà ancora “giustizia a orologeria”… Silvio commette almeno un reato grave al giorno – da quand’era alle elementari – però s’incazza con “le toghe rosse” ognuna delle rarissime volte che lo beccano. La cosa divertente è che le sue condanne, finora, sono state comminate da giudici di destra! Quelli che non è riuscito a comprare, naturalmente, o quelli che non sono saltati per aria come Borsellino.

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