La risposta di Repubblica

LA RISPOSTA AL PREMIER
Il mercato ad personam

E’ un problema per tutti quando un uomo di Stato perde la testa. Lo è per chi lo ha votato, che si sente defraudato e deluso. Ma lo è anche per chi non lo ha scelto, perché misura la deriva di un leader, l’imbarazzo internazionale che lo circonda e soprattutto l’indebolimento del Paese.

In pochi giorni, sommerso da uno scandalo pubblico che non sa affrontare perché non può spiegare (il famoso “ciarpame politico”) il presidente del Consiglio ha accusato “Repubblica” di manovre “eversive”, d’intesa con i giornali stranieri, ha parlato di “campagna d’odio e d’invidia” e ha invitato gli imprenditori a non fare pubblicità su questo giornale.

Ieri, costretto a rispondere ad una domanda sul caso che lo insegue appena mette il naso fuori dalle mura dei giornali e delle televisioni domestiche – comprese quelle di Stato – ha ribadito la sua minaccia alla libera stampa. Siamo davanti al caso unico di un premier imprenditore che usa il mercato ad personam, invitandolo a colpire un’azienda per fermare un giornale.

Naturalmente noi proseguiremo il nostro lavoro; e altrettanto naturalmente il Gruppo Espresso ha annunciato azioni legali contro il presidente del Consiglio in sede civile e penale. Ma il problema resta. Perché c’è modo e modo di affondare: lo spettacolo a cui stiamo assistendo trascina nel gorgo la dignità di uno Stato e di un Paese.

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