COME LA COSCA bERLUSCONI CONTINUA A LAVORARE PER LE MAFIE.

Ecomafie, nuovo stop per il Sistri
Si riparte a gennaio 2012

Per il sistema di controllo satellitare del percorso dei rifiuti un altro rinvio, il terzo. Doveva partire a inizio giugno, ma se ne riparla il prossimo anno. Il flop della ministra Prestigiacomo

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo

“Partirà il primo giugno. Nessuno sconto”. Queste le parole del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nel marzo scorso, quando accompagnò in un tour i giornalisti per spiegare le virtù del Sistri, il suo cavallo di battaglia da quando è diventata titolare del dicastero. Un cavallo di battaglia ancora fermo al palo.

Il Sistri, il sistema di controllo satellitare del percorso dei rifiuti che dovrebbe combattere le ecomafie doveva partire a inizio giugno, ma è

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Ponte di Messina. I traffici losci della cosca berlusconi con la mafia.

Messina, nuovo accordo per il ponte
Gli ambientalisti: “Ricatto dei costruttori”

Intesa tra Comune e imprese sulle opere di riqualificazione ambientale. Ma per la rete No Ponte si tratta di pochi interventi in cambio di devastazione del territorio e inquinamento

Devastazione del territorio, discariche, inquinamento e rumore, in cambio di uno svincolo autostradale, un depuratore, la bonifica e riqualificazione delle aree di discarica e gli indennizzi per gli espropri. “Un vero e proprio ricatto”: così la rete No Ponte definisce l’accordo per la costruzione dell’opera sullo Stretto raggiunta dal comune di Messina e dai rappresentanti della Stretto di Messina spa e del contraente generale Eurolink (associazione di sette imprese guidata da Impregilo). L’intesa, che per il Comune è un formale “accordo procedimentale” che accelera la procedura per l’avvio dei lavori preliminari alla costruzione, è stata definita formalmente, ma non è ancora operativa: riguarda l’alloggiamento dei cantieri, la gestione delle terre da scavo e dei siti di stoccaggio, la realizzazione delle opere di riqualificazione ambientale dei siti e la loro destinazione all’uso pubblico, e infine gli espropri, che interessano circa 500 soggetti tra semplici cittadini e società.

Secondo il movimento No Ponte, quella offerta dalle imprese costruttrici è una “compensazione ricattatoria. Accettare di trasformare la città per anni in un mega-cantiere, dagli effetti inimmaginabili per la vita di oltre 200mila persone – spiega Luigi Sturniolo, uno dei fondatori del movimento – è il segno della debolezza e povertà delle amministrazioni locali: si cerca di ottenere in altro modo ciò che non è possibile fare con il bilancio ordinario”.

Di accordo importante parla invece Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina spa: “Offre al territorio una significativa opportunità di recupero ambientale ed idrogeologico di un’area compromessa che sarà restituita alla sua originaria destinazione agricola”.

Ma Sturniolo non ci sta: “È quantomeno strano l’ottimismo di Ciucci – replica – visto che si stanno pianificando discariche per il materiale inerte in un territorio che, come è noto a tutti, è fragile sul piano idrogeologico e dove ci sono decine di aree di impluvio. Parlare addirittura di ‘recupero ambientale’ mi sembra discutibile». La frequenza delle frane sul versante tirrenico di Sicilia e Calabria non è una novità e questo punto, sottolineano gli oppositori del ponte, potrebbe rivelare l’insostenibilità del progetto già nel primo anno di lavori. Un argomento oggi più che mai attuale, dopo l’alluvione dell’1 marzo che ha devastato Camaro Superiore e Mili San Pietro (100 milioni di danni e nessuna vittima, ma solo per caso), frazioni di Messina non lontane da Giampilieri, teatro della drammatica alluvione dell’ottobre 2009. “L’ennesimo episodio che dimostra come bisognerebbe utilizzare il denaro pubblico – sostiene Sturniolo – e cioè spostando le risorse destinate al Ponte per rispondere alla richiesta di sicurezza degli abitanti delle zone a rischio sismico e idrogeologico. Solo nel 2010, per il Ponte sono già stati sperperati 110 milioni di euro per trivellazioni e progettazione definitiva”.

Pubblici sono finora gli unici soldi stanziati per il Ponte: 1,3 miliardi di fondi Fas. Soldi stanziati ma comunque non disponibili, come conferma la relazione della Corte dei Conti del 15 dicembre 2009. “La maggior parte della spesa sarà però finanziata dai privati (60% del totale secondo lo schema del project financing), che ovviamente non hanno intenzione di investire nella sicurezza del territorio, per loro non redditizia”, spiega al Fatto il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca. Eppure nel libro L’insostenibile leggerezza del Ponte, Domenico Marino, professore di politica economica all’Università di Reggio Calabria, non solo ricorda che al momento non ci sono ancora privati disposti a

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Anm,Palamara,Costituzione,delinquenti massoni,cosca berlusconi. LA VERGOGNA!

Palamara: stop aggressioni da ministri

18 Febbraio 2011 19:37 

(ANSA) – ROMA – Il presidente dell’Anm Palamara, commentando la presentazione al Cdm del piano di riforma della giustizia si dice preoccupato delle posizioni di alcuni ministri, che partecipano senza remore, all’aggressione nei confronti dei magistrati’. Sulla riforma della giustizia annunciata dal Guardasigilli Palamara aggiunge: ‘un copione gia’ visto: ogni volta che emergono vicende giudiziarie che coinvolgono il premier, prima arrivano insulti, poi seguono iniziative legislative punitive per i magistrati’.

°°° Non solo per i magistrati, Palmara, ma per tutti i cittadini onesti, per la nostra Costituzione, per la nostra povera e disperata immagine nel mondo. Voi  dell’ANM dovreste cominciare a fare pulizia al vostro interno: avete troppi delinquenti massoni e culi venduti alla cosca berlusconi, specialmente alla Procura di Roma.

ber-galera

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I ladroni della Rai: il servo Masi condannato a rendere 700 mila euro.

Masi, dura sentenza della Corte dei Conti

“Restituisca alla Rai 700mila euro”

Masi, dura sentenza della Corte dei Conti “Restituisca alla Rai 700mila euro” La richiesta della Procura generale dopo l’esposto del consigliere Rizzo Nervo: ingiustificate le maxi buonuscite all’ex conduttrice Tg1 Buttiglione (935mila euro) e all’ex direttore di Radiorai Del Bosco (700mila euro)

°°° Quando c’era la Moratti nel ’94 assistetti in prima persona a rapine della cosca berlusconi per decine e decine di miliardi. Denunciai tutti i dirigenti, con nomi, importi e date… Sei mesi di deposizioni al comendo generale della GdF di Roma e poi INSABBIARONO TUTTO E MI CANCELLARONO. La Rai mi deve ancora più di TRE MILIARDI per lavori MAI  pagati. Dal 1994 ad oggi è stato sempre così, dato che l’azienda è sempre stata nelle mani del mafionano, anche quando ha governato Prodi.

masi.fesso

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