Luttacci ha sempre copiato tutto, anche decine di battute mie: FINALMENTE SPUTTANATO!

Copiare è lecito? Le nostre 10 domande a Luttazzi e la sua risposta

di Francesca Fornario

http://www.unita.it/news/culture/99761/copiare_egrave_lecito_le_nostre_domande_a_luttazzi_e_la_sua_risposta

 Caro Daniele, ho visto un video realizzato dai tuoi ex fan che ti accusano di copiare le battute. L’ho visto e ora mi sento come se avessi sorpreso il mio fidanzato a letto con uomo. Non uno a caso: Cesare Previti. Il video, pubblicato con il consenso degli autori sul sito dell’Unità, nasce da un blog (http://ntvox.blogspot.com), dove i tuoi ex fan hanno raccolto centinaia e centinaia di gag e battute di satirici americani accanto alla traduzione presa dai tuoi spettacoli e dai tuoi libri. Ne sentivo palare da giorni ma non volevo crederci. Con i miei amici e colleghi, sembravamo lo staff di Marrazzo: «Ma figurati, sono solo calunnie. Figurati se uno come lui. Di certo c’è una spiegazione. Figurati se davvero c’è un video che lo inchioda. Vedrai che c’è dietro Feltri».

Ho letto qua e là il blog, e mi sono sentita come la moglie gelosa che cerca i bigliettini nelle tasche del marito perché ne ha trovato uno per sbaglio. Non è in discussione la qualità artistica del tuo lavoro, mi dicevo, ma la tua onestà. Più andavo avanti a leggere e più trovavo alcune tra le battute che avevo amato di più. Ne ho trovate tante, e a quel punto era in ballo anche la qualità artistica, ma non me ne fregava niente, perché più banalmente mi chiedevo cose tipo: come fa uno che plagia a criticare chi ruba? Semplice: plagia le battute di uno che critica chi ruba. Mi ricorda qualcuno. Poi ho cominciato a leggere la tua corrispondenza con l’autore del blog, le tue improbabili giustificazioni che sembravano scritte da Ghedini («Non copio ma cito senza citare il nome e comunque le miglioro»), o da Craxi («Ehi, è quello che fanno tutti»), o da Berlusconi («Non ho mai detto che è quello che fanno tutti, anzi, è vietato»), le loro puntuali smentite. Non entro nel dettaglio, chi vorrà leggerà il blog e deciderà se indignarsi o fregarsene o difenderti (lo fanno in molti. Avevi ragione a dire che agli italiani piace prenderla nel sedere. Bella, era tua?).

Sull’Unità abbiamo sempre dato risalto al tuo lavoro – personalmente, anche difendendolo quando suscitava polemiche – perciò volevamo anche darti la possibilità di spiegare e replicare come meglio credevi. Ti ho mandato cinque domande via mail, e un sms: «Ciao Daniele, vorrei intervistarti riguardo al video Il meglio non è di Daniele Luttazzi e darti la possibilità di replicare. Ti ho mandato una mail, riesci a rispondermi oggi? Grazie». Non mi hai risposto né alla mail né al sms. E così ne aggiungo cinque. Fanno dieci. Dieci domande per te.

L’INTERVISTA

1) In un’intervista a Radio Deejay hai detto: «Non mi divertirei a dire battute scritte da un altro», ma alcuni tuoi fan ti accusano di aver copiato centinaia di battute e di gag da altri satirici, soprattutto americani (la lista, in continuo aggiornamento, su ntvox.blogspot.com). Come stanno le cose?

2) Dici ai tuoi fan che tra i satirici è normale e diffuso il costume di prendere gag e battute di altri senza citarne la paternità, ma dici anche che tra comici c’è un codice per cui è vietato copiare: «Nessun comico copia le battute dell’altro». Quale delle due?

3) Per esempio, perché ritieni che tu abbia il diritto di appropriarti delle battute degli altri e attacchi Paolo Bonolis se si appropria di una tua battuta (che poi non è tua ma è di Carlin)?

4) I tuoi ormai ex fan sostengono che tu abbia modificato la data e il contenuto di alcuni post del tuo blog per avvalorare la tesi della «Caccia al tesoro» e delle citazioni da una lista di autori. È vero?

5) È probabile che alle domande precedenti tu abbia risposto che non plagi ma «citi migliorandole» le battute e le gag di altri. I tuoi ex fan hanno realizzato un video che mette al confronto alcuni pezzi dei tuoi spettacoli con le parti a loro dire copiate, ma il video e il trailer vengono regolarmente e rapidamente rimossi da YouTube su richiesta della tua casa di produzione, ossia tua. Dal momento che sostieni di non copiare le battute ma di migliorarle, e che questo sia normale tra i satirici, non sarebbe meglio lasciare che tutti vedano il video per difenderti dall’accusa di plagio e rassicurare i tuoi fan?

6) Davvero pensavi che la scusa della caccia al tesoro reggesse?

7) No, dai davvero?

8) Davvero?

9) Davvero?

10) Ok. Naaaa, davvero?!

Luttazzi mi ha risposto via mail dopo le 23, quando il giornale era già in stampa. Ecco la sua risposta e la mia replica:«Cara Francesca, la mia replica ufficiale è: Il video in questione è diffamatorio. Infatti non scopre nulla che ioi non abbia già detto da anni.
Ad esempio sul mio blog nel 2005 e nel 2007:

http://www.danieleluttazzi.it/node/285

http://www.danieleluttazzi.it/node/324

Chi adesso finge di “scoprire” una cosa che “Luttazzi tiene nascosta” diffama consapevolmente, per ovvi motivi.

Caro Daniele, mi spiace che tu non abbia risposto a nessuna delle mie domande (questa è di D’Avanzo, ma io l’ho migliorata. Dai, non si può più scherzare…). Quanto a ciò che sostieni nei post, rimando alla replica degli autori del blog ntvox.blogspot.com, che hanno sviscerato e argomentato la vicenda per anni con una dedizione che io riservo soltanto all’esegesi dei Peanuts. Sono così meticolosi che ricorrono addirittura a web.archive.org, un grande registro dei contenuti della rete che tiene traccia di tutte le modifiche, per provare come tu abbia modificato il contenuto dei post che mi inviti a consultare solo dopo essere stato scoperto. È un loro puntiglio, come il riportare la risposta basita di Emo Philips, il satirico dal quale riprendi molte battute sostenendo che fosse lui a usare i tuoi sketch (Emo scrive ai ragazzi: “Queste battute le ho scritte io per me nel 1985 e non le ho né vendute né cedute a nessuno!”). È tutto nel blog, per chi avrà voglia di leggere. Personalmente, consiglio di più la lettura dei Peanuts. Sarà che mi interessa poco sapere quando hai tirato fuori la giustificazione della Caccia al tesoro o quella della lista o quella dell’escamotage contro la censura o tutte le altre perché le trovo comunque ridicole e inaccettabili.Saluti da una ex fan delusa

°°° Insomma, alcuni amici di FB mi conoscono di persona, altri conoscono la mia carriera meglio di me e ricordano battute mie molto più di me. Altri amici sono solo virtuali, ma mi conoscono da quando frequentavo il NG  it.media.tv e sanno perfettamente che denuncio da 16 anni questo ridicolo frillo di Luttacci, senza faccia né tempi comici né talento, per i suoi innumerevoli (direi TOTALI) plagi.

Si è fatto un nomino grazie a fortissime sponsorizzazioni politiche (come tutti,  escluso me: basti vedere quanto spesso (e a sproposito) viene citato da Santoro o dai raccomandatissimi e senza talento, dandini e fazio) e grazie al fatto di aver ospitato Travaglio, in un programmino completamente copiato da David Letterman. Insomma, un misero remake di Arbore (che non sa fare un cazzo – non ha mai fatto ascolti – e sfrutta da una vita qualcuno bravo: da Benigni ai compositori, ai musicisti) ma è passato alle cronache come “lo scopritore di Benigni”…ma quandomai?! Benigni, e lo ha dimostrato soprattutto DOPO arbore, è Benigni!  e lo era anche prima di fare il programmino poco visto di arbore. Luttacci NON è stato censurato da nessuno, anzi! Gli davano programmi anche se  faceva sempre ascolti ridicoli. Fu cacciato da La 7 perché non lo guardava nemmeno sua mamma e gli sponsor erano imbestialiti. Questa è la verità. E questo pezzo serve anche per quelle tre capre decerebrate che mi accusarono di parlare così di luttacci  per… invidia!!!

(Purtroppo, l’ ho conosciuto benissimo nella sua nullità-arroganza-supponenza-megalomania-viscidezza: avendolo avuto nel camerino confinante per quasi 4 mesi in T’AMO TV a TMC nel ’93. Non fece mai ridere nessuno nemmeno mezza volta e la regista RITA VICARIO, lo cazziava ogni giorno con queste parole: “Luttazzi, ma porcaputtana! Avete qui Lucio Salis… e cercate di rubargli almeno i tempi comici,  echecazzo!”

luciu

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BUAHAHAHAHAH!

Il presidente del Consiglio annuncia la data della visita negli Usa
in vista del G8: “Uno degli incontri più importanti degli ultimi anni”
Berlusconi: “Vedrò Obama il 15 giugno
Discuteremo le regole della finanza”

ROMA – Silvio Berlusconi ha annunciato che incontrerà il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama il 15 giugno prossimo. “Mi recherò da Obama per discutere sulle nuove regole dell’economia e della finanza mondiale”, ha detto il presidente del Consiglio.

°°° Me fa scarcà da lu ride! Insomma, Mafiolo che parla della finanza mondiale con Obama sarebbe lo sketch più potente del secolo. Più divertente di Alfano e la carfregna ministri; più esilarante di dieci Tg4; più irresistibile di gasparri che azzecca un congiuntivo! E’ un po’ come se Bondi volesse parlare con me di spettacolo, che Iva zanicchi parlasse di verginità con madre Teresa di Calcutta o dell’utri di antimafia con Giovanni Falcone.
Tutta da ridere. Già immagino l’imbarazzo di Obama e le battute dei miei colleghi americani.

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ALTRE FIGURE ALL’ESTERO

SPAGNA
«Battute continue su di noi. Non ne posso più»
di Natalia Rodríguez

Troppo simili per essere diversi, troppo diversi per essere simili. Questa è il paradosso del rapporto fra gli spagnoli e gli italiani. A Barcellona, come in il resto del paese oggi, si parla di calcio, della crisi e di Berlusconi. Con il caffè in mano i “tertulianos”-quelli abituati a spendere un po’ del loro tempo a pontificare su tutto e niente nel bar- fanno l’analisi della situazione. Gianluca nel caffè di Piazza del Diamant. Questo è uno dei centri neuvlagici del Barri de Gracia, nel centro di Barcellona. Gianluca è musicista, 30 Anni, da qualque tempo risiede a Barcellona. «Non ho voglia di tornare in Italia, il mio paese è diventato un reality show continuo». Il barman conosce Gianluca da anni è lo saluta in catalano: «Arriba Berlusconi!», il resto dei “tertulianos” mostra un sorriso ironico che a Gianluca da fastidio. «Sempre Berlusconi…ogni giorno una storia differente per farci sentire male. I miei amici hanno smesso di parlarmi, ma qui, ogni mattino, devo ascoltare battute…è la mia punizione per essere italiano». Gianluca, paga il caffè mentre il resto continua a parlare di Berlusconi.
Stefano è consulente ed abita a Barcellona dal 1991. «Senti, io credo che Berlusconi è diventato un topos italiano come la mafia», mi dice al telefono. «Quando dico che sono italiano queste sono le due prime referenze che vengono in mente alle persone che non mi conoscono. Ma fortunatamente l’immagine della Italia è composta da molti altri input». Stefano non crede che l’immagine della Italia è rovinata da Berlusconi. «Berlusconi è stato eletto da milioni di italiani, e non credo che gli italiani siamo stupidi. Io non voterei mai questo uomo, ma la democrazia è cosí. E noi, italiani, siamo cosí, forse».
Certo è che un fiore non fa la primavera, ed un uomo non fa un paese. Berlusconi non è l’Italia, ma la tendenza al riduzionismo fa che sia più facile sbagliare mentre uno fa il caffè al mattino.

USA

«Mi chiedono perché non reagiamo»

di Susanna Turco

«L’effetto Berlusconi all’estero? Dico solo che ormai chiamano “papi” anche me. A New York, come a Londra». Carlo Segni, trader alla Banca Mondiale di Washington, 41 anni, da 15 negli Stati Uniti, spinta a tornare in Italia scarsina, ma soprattutto – quando capita l’argomento – decisamente poco incline a parlare delle avventure del governo e del suo premier con amici, colleghi e conoscenti non italiani. «Mi sento molto in imbarazzo, un imbarazzo al limite della vergogna», spiega. «È una continua presa in giro, uno scherzare su quello che è visto come un uomo ridicolo, un joker internazionale. In generale diamo l’impressione di un Paese in discesa, dal sistema non credibile. E la cosa più sconvolgente è che la caratterizzazione di Berlusconi come personaggio grottesco è arrivata fino al governatore della Banca centrale del Kirghizistan. Anche lui ne parla così». Veline, certo, ma non solo. «Dopo quel che è successo sul fronte della sicurezza e dell’immigrazione negli Stati Uniti ci danno degli xenofobi, dei razzisti. D’altra parte, se la critica arriva da un organismo internazionale come l’Onu, non c’è spiegazione di primo ministro che tenga: il messaggio che passa all’estero è quello». Particolarmente penoso il capitolo delle domande. «Mi chiedono per esempio come fa a non apparirci medievale il no all’Italia multietnica. Oppure, più spesso, domandano come facciano gli italiani a votare ancora il Cavaliere. Rispondo che evidentemente l’Italia vuole le veline. Ma ancora peggio è quando vogliono sapere come mai, nonostante i dati sul debito, o i casi come quello di Alitalia, che non si reagisca. Abbozzo dei ragionamenti, la verità è che non riesco a capirlo neanch’io».

GB

«Ma è la figlia o l’amante?»
di Stefano Jossa, docente

Da italiano un po’ esule un po’ emigrato un po’ felicemente espatriato non è facile dover rispondere tutti i giorni alla domanda di amici sornioni e sorridenti: «Ma è l’amante o la figlia?». Il riferimento è chiaro, ma a volte si vorrebbe parlare di politica. Forse per un inglese, con un italiano, non si può. Un misto di disprezzo e d’invidia accompagna ogni discorso su Berlusconi. Per la patria della democrazia delle regole il premier italiano è un insulto alla politica intesa come lavoro per il bene comune, ma è anche un uomo che è riuscito a fare della vita privata uno strumento di successo sulla scena pubblica. «Saucy Silvio asked me for a fondle», titolava il 7 maggio il popolare Metro, distribuito in tutte le stazioni di Londra: «L’impertinente Silvio mi ha chiesto una carezza». Si raccontava la storia di un Silvio in cerca di coccole, cuddle, nello stesso momento in cui si trovava a fronteggiare l’emergenza-terremoto. Ma quello che The Times non gli perdona è l’uso spregiudicato dei media. «Mr Berlusconi has used his control of Italian media to fight back», Berlusconi ha usato il suo potere mediatico per controbattere a Repubblica. Non più simpatico, quindi, ma ormai socialmente e politicamente «pericoloso». Come scriveva l’altro giorno The Guardian, il quotidiano più a sinistra nell’opinione pubblica britannica: «he’s a scary man». Il motivo? È un privilegiato che fa il populista, col risultato di ingannare il popolo che lo vota. «And Silvio Berlusconi is, well, Silvio Berlusconi». Con uno come lui la democrazia non va da nessuna parte.

°°° Fate leggere queste considerazioni alle scimmiette che conoscete. Altro che “popolarità imbarazzante”… è sempre di più LA VERGOGNA DEL MONDO, questo omuncolo.

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FIGUR’EMMMMERDA!

GLI ITALIANI ALL’ESTERO SI VERGOGNANO COME LADRI DI BURLESQUONI.

Qui sotto la disperazione degli italiani in Francia, ma in GB, Germania, Spagna e Stati Uniti la situazione è ancora più grave e pesante.

«Vogliono sapere è imbarazzante»
di Luca Sebastiani

Dall’imbarazzo all’esasperazione. Che si tratti di barzellette, battute o del feuilleton matrimonial-velinettistico, via via che la stampa francese riporta le gesta di Silvio Berlusconi, l’immagine del Paese subisce una caduta a picco nella considerazione dei cugini d’oltralpe e la vita della comunità italiana in Francia si fa sempre più dura.
Le domande dei francesi inizialmente scherzose, hanno assunto col tempo un tono più preoccupato, e le risposte gli italiani non sanno più dove trovarle. «Io sono pure tendenzialmente di destra, ma non so più cosa dire» dice Eugenio Nucci, manager in una società finanziaria. «Ogni giorno, quando arrivo in ufficio, i colleghi mi interpellano sulle parole del presidente del Consiglio che hanno letto sui giornali. All’inizio la buttavo sul ridere, ora preferisco tagliar corto e cambiare discorso». In effetti basta scorrere i titoli degli ultimi mesi riguardanti l’Italia. Si va dalla battuta del premier sui terremotati dell’Aquila che devono prendere la vita nelle tende come una fortunata occasione di campeggiare, al rifiuto di una società multietnica. Dalle liste europee farcite di soubrette, fino al caso Noemi e al divorzio del premier. «Prima rispondevo sempre che sì, noi abbiamo Berlusconi, ma loro hanno Sarkozy – dice Nicola Iodice ricercatore all’università – ma il presidente francese non potrebbe mai dire di essere contro una società multietnica, qui tirerebbero su le barricate». E poi, dice, «anche se Sarkò ama la bella vita e i soldi, non ostenta, anche perché in Francia sarebbe politicamente controproducente». Nei café, al ristorante, le domande sul premier tengono banco. «Non mi era mai capitato che il vicino di tavolo, sentito che parlavo in italiano, mi chiedesse del premier», dice Annalisa Tornieri, che vive a Parigi da sette anni e lavora nella moda. Un recente sondaggio ha chiesto ai francesi chi volessero alla guida della presidenza permanente del Consiglio europeo. Al primo posto è arrivata Angela Merkel. In ultima posizione il Cavaliere.

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La OPPO

di Maria Novella Oppo

Gobbo aiutalo tu

Diario di bordo tv. Ascoltate e viste cose straordinarie. Durante il reality politico Tetris sentito distintamente, tra le urla, affermare che Berlusconi è andato a letto con la Carfagna, penso prima di farla ministra. O dopo? Invece, nei tg, molta insistenza sulle battute di Obama a un incontro con la stampa. Battute recitate dal presidente Usa leggendo da quello che noi chiameremmo «gobbo». Quindi Obama non improvvisa come fa il nostro (anzi loro) Berlusconi, al quale l’imperiale supponenza impedisce di stare nei limiti scritti dai suoi «autori». Se lo facesse, forse eviterebbe di dire stronzate colossali come il no all’Italia multietnica. Visto che l’Italia è multietnica da almeno 2000 anni. E già l’editto di Caracalla (212 dc) riconosceva la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’impero. Perciò, sarebbe utile che l’imperatore del nostro stivale seguisse almeno il corso di acculturazione politica di tre giorni destinato alle veline e andato purtroppo sprecato.

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Per contare di più in Europa…

La polemica per il racconto di una presunta visita a una chiesetta: «Non c’è mai stata»
«Votateci, fermeremo Berlusconi»
Silvio infiamma le elezioni finlandesi

Il partito Keskusta contro le ultime dichiarazioni del leader italiano: «No a chi racconta frottole»

HELSINKI – Come tutte le campagne elettorali finlandesi, anche quella per il Parlamento europeo del prossimo 7 giugno finora era stata condotta quasi in sordina. Si preannunciava qualche comizio, qualche dibattito in tv dove i vari candidati avrebbero risposto, una alla volta senza interrompersi uno con l’altro, alle domande del moderatore. Insomma, una campagna elettorale ben diversa dai canoni italiani.

MANIFESTO – A surriscaldare la temperatura elettorale è stato un manifesto del ‘Keskusta’ (Partito di centro), il partito del Premier Matti Vanhanen. Il titolo non poteva essere più esplicito: «Berlusconi è contro la Finlandia». Il testo fa riferimento alla fantomatica chiesetta in legno del ’700 ed alla altrettanto fantomatica visita ufficiale del Presidente del consiglio italiano durante la quale andò ad ammirarla dopo tre ore di viaggio. Come dichiarato dal portavoce del ministro degli Esteri finlandese, Alexander Stubb, Berlusconi non è mai stato in visita ufficiale nel Paese nordico. Nel 1999 fu in Finlandia in visita privata, per partecipare ad una riunione del Partito Popolare Europeo al quale Forza Italia aveva aderito l’anno prima. In quella occasione, dice sempre il ministero degli esteri finlandese, Berlusconi non fu accompagnato dai dirigenti del ‘Kansallinen Kokoomus’ (Alleanza nazionale, in italiano), che fa parte del PPE, in nessuna chiesetta di legno.

POLEMICA POLITICA – Il testo del manifesto del Keskusta (fino al 1988 si chiamava ‘Partito agrario’ ed il suo leader era Urho Kekkonen, presidente della Finlandia dal 1956 al 1982) dice che bisogna impedire l’arrivo al Parlamento europeo di tipi usi a parlare a ruota libera, a dire sciocchezze e a raccontare frottole. Il Parlamento, invece, è un luogo in cui si prendono importanti decisioni che incidono sulla vita dei cittadini europei, sia quelli che vivono in villaggi con chiese di legno sia quelli della città dove c’è il Colosseo. Il Keskusta, insomma, accusa in modo indiretto il partito del Kokoomus di fare comunella, in Europa, con tipi come Silvio Berlusconi, il quale ha un indice di gradimento -in Scandinavia- non certo del 75% come in Italia. Anzi. C’è da prevedere, nei prossimi giorni, un aumento della lotta politica in Finlandia sulla base delle dichiarazioni di Berlusconi riguardo alle ragazze finlandesi, purché maggiorenni.

PROTAGONISTA – I tre partiti maggiori, Keskusta, Kokoomus, Partito socialdemocratico, hanno circa il 25% dei voti a testa. Ogni variazione anche minima può essere decisiva per essere il partito più votato e, dunque, quello incaricato di formare, quando verrà il momento, la coalizione governativa. E’ sotto questa luce che la lotta per le elezioni europee oltre ai temi classici (crisi economica, ambiente, normative comunitarie) adesso ha un nuovo e strano – almeno per i finlandesi – protagonista: Silvio Berlusconi e le sue battute.

Paolo Torretta

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E’ bellissimo…

… constatare che anche i più poveri si sono privati di almeno un euro per aiutare i terremotati dell’Abruzzo, mentre il nostro lader maximo getta via con disprezzo oltre 400 milioni nel cesso… solo per non dare un dispiacere a Bossi. Ed è ancora più bello leggere e vedere quanto segue:

Su Internet il video di Berlusconi che dice ai ministri del G20: «Stavano al cesso»
di c.b. (da l’Unità.it)

A questo punto deve essere una strategia. La continua sequenza di gaffe, frasi inopportune, battutacce, strappi ai protocolli istituzionali, violazioni delle cerimonie internazionali compiuta sistematicamente dal presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi non può essere archiviata come semplice “esuberanza”.

L’ultima in ordine di tempo è quella che viene rivelata da un video di cui la Rai non ha parlato, ma che sta girando vorticosamente su Internet, tra Youtube e Facebook. Ed è stato da poco ripreso anche da La7. Si tratta della conferenza stampa finale del G20 di Londra. C’è il ministro Tremonti che sta spiegando la dinamica del vertice e ironizza sul lavoro portato avanti dai responsabili economici.

GUARDA IL VIDEO

A quel punto interviene Berlusconi che gli siede accanto e dice: «I ministri in compenso stavano al cesso…». Ricapitoliamo e inquadriamo la situazione: conferenza stampa ufficiale a Londra del vertice tra i 20 paesi più industrializzati del mondo, chiamati a elaborare strategie per uscire da una crisi che sta avendo conseguenti pesantissime su tanti cittadini. Giornalisti, italiani e stranieri, radunati per avere informazioni sulle decisioni dello Stato italiano sulla crisi economica, ma Berlusconi ha voglia di scherzare e si lascia andare alla scurrile espressione.

Ma non è finita. Osservando una giornalista Rai prendere nota dell’ennesimo scivolone il primo ministro italiano passa direttamente alle minacce e dice, anzi intima: «Che scrivi tu. Non scrivere. Cosa scrivi. Guarda che ci sono le riunioni a casa mia per la Rai. Eh, stai attenta! Ripeto, stai attenta», conclude Berlusconi additando la giornalista. Qualcuno ride, come purtroppo succede spesso alle “battute” del capo di governo, ma la sua minaccia va a buon fine. La Rai non ne ha più parlato.


CHI GLIELO SPIEGA A MIA FIGLIA DI NOVE ANNI O AGLI AMICI STRANIERI?

bernudo

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Battutazze andate in onda su Sky

Robetta mia vecchia (ma buona) per Geppi Cucciari:

1) 2) Berlusconi a Maastricht, shopping milionario alla fiera dell’arte. Pare sia stato attratto da un quadro e abbia offerto nove milioni di euro. Peccato che fosse il quadro dell’Enel. Ma gli astanti si sono rifugiati in bagno a ridere e nessuno l’ha notato… D’altronde è amico di Dell’Utri, che ha spacciato per i diari di Mussolini i diari apocrifi di Anna Frank. Però è il colmo. Sylvio ci ha lasciati con tanti miliardi di scoperto proprio sul patto di Maastricht e poi va proprio lì a scialacquare miliardi guadagnati quando fingeva di fare il presidente del consiglio. Ma cosa penseranno di noi nel mondo? Che avevamo un presidente del consiglio poco serio? Poco affidabile. Uno che magari finge di denunciare la rivista più importante d’Europa perché gli ha chiesto dove ha preso i soldi per cominciare le sue fortune e incitava – da capo dell’esecutivo – a non pagare le tasse e faceva le corna nelle foto ufficiali. Uno con amici carissimi e soci condannati in via definitiva per mafia e corruzione. Minchia, ma che sto facendo? OPS! Sto divulgando segreti di stato!!!

2) 1) Ho trovato finalmente un bravissimo ragazzo, dolce e sensibile, fa l’abigeatario. Ultimamente è molto stressato, tant’è che il medico gli ha prescritto alcune notti di riposo. Nulla a che vedere col mio ex, ché quando gli dicevo: “Tu vuoi più bene al cane che a me.” Mi rispondeva seccato: “Ma che stronzate dici?! Per me siete uguali.”

3) 2) Oggi pomeriggio ero indecisa: guardare i programmi di Raidue o tagliarmi direttamente le vene. Poi, per fortuna, m’è venuta una fortissima emicrania ed ho svoltato la giornata.

4) 4) Tutti ancora impegnati a fare le diete del dopofeste. Vedi le signore e i single ai supermercati, uscire colle loro buste luuuunghe e tristi: le buste da povero, dove c’è dentro qualche verdurina e qualche confezione di mais. Devo dire che anch’io, l’anno scorso, mi sono impegnata e mi sono sacrificata… rinunce, rinunce, e ancora rinunce e privazioni. Beh, non è servito a nulla, però è stata l’ora più brutta della mia vita!

5) 5) Tutte queste strafighe a fare i calendari. Io cosa dovrei fare… un’agenda da tavolo o un atlante?

6) 6) REGALI DI NATALE. I bambini del mio vicinato sono ancora tutti elettrizzati per i regali ricevuti a Natale e per la befana: I-pod, computer, bambole che si cambiano i vestiti da sole… Quand’ero piccola io, a Macomer, i più fortunati ricevevano due mandarini o un quaderno nuovo e una matita… per tutti gli altri c’erano i moduli per l’iscrizione all’ufficio di collocamento. Preoccupazione preventiva!

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un po’ di cazzeggio

Alcune mie vecchie battute vendute anni fa a una tv nazionale:

1) LA PARIETTI. Non avendo un mestiere, avrebbe potuto fare la ciabattina: visto che passa la vita in tv da seduta! Almeno avrebbe fatto qualcosa di utile, riparando suole. Ma non le verranno le piaghe di decubito alle natiche? Come dite? Ah, vero! Alla plastica non vengono le piaghe.

2) GENOVA. Padre che da “sonnambulo” andava a palpeggiare la figlia durante la notte è stato assolto. Ho fatto domanda per diventare sonnambulo certificato e anche per diventare padre di Monica Bellucci. Naturalmente.

3) IN ITALIA QUATTRO MILIONI DI STRANIERI. Si riconoscono subito perché sono quelli che parlano l’italiano meglio delle presentatrici dei talk show e dei giornalisti televisivi.

4) “MI TOLGO GLI SLIP SOTTO IL TAVOLO E LI METTO NELLA TUA MANO” Frase di Rita Rusic per il suo nuovo amante, nonché compagno della Santanchè, Canio Mazzero. Dico, meno male che mangiavano gamberoni e l’odore delle mutandine non si discostava…

5) Giocattoli erotici, li usano 2 italiane su 10. Lo rivela un sondaggio di «Donna Moderna».
Il 3% li utilizza da sola, il 19% li usa in coppia. Per ora li acquistano soprattutto le donne tra i 30 e i 40 anni. Tutte sanno esattamente a cosa servono, tranne la Prestigiacomo, che ne ha regalato uno a testa ai nipotini di due e cinque anni per Natale. Ma si sa, lei ha il cervello a metà con Bondi.

6) Ho chiesto un prestito a mio cugino, ma me l’ha negato. Dice che è troppo sotto in banca, che quelli della banca nemmeno lo salutano. Figurarsi! A me, quando mi vedono, quelli della mia banca mi tirano le pietre!

7) Texas, polizia sequestra video shock dove dei ragazzi fanno fumare marijuana a due bimbi di due e cinque anni. Dove sta lo shock? Quelle due merdine non passavano MAI il joint!

8) POLITICA ESTERA. USA, Hillary Clinton e Obama sfilano e pregano insieme nella città simbolo di Luther King. E Bill cerca di trascinare Obama sotto una scrivania. Poi si è giustificato: “Obama finisce colla A…”

9) MINISTERO DELLA SALUTE – FUMO: “ Soldi a chi smette”. Bene! Datemeli! Non vedo l’ora di comprare sigarette più costose.

10) Il Papa: “Troppi messaggi distruttivi attraverso televisione e Internet” A cominciare da questo, che si autodistruggerà tra due secondi.

azz

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